Pensieri Urgenti

La giustizia è come una tela di ragno: trattiene gli insetti piccoli, mentre i grandi trafiggono la tela e restano liberi.

Solone, poeta e politico greco (VII-VI sec a.C.)

 

vedi: Di cosa parliamo se parliamo di giustizia

Tra i doveri essenziali dell’uomo Kant pone quello dell’orgoglio, della Fierezza morale. Egli dice: “Non farti servo di nessuno”! E questo vuol dire: “Non subordinare la tua coscienza ai timori e alla speranza della vita inferiore: non avvilire la tua personalità piegandola servilmente dinnanzi ad altri uomini”! Soltanto chi sente in sé l’esigenza di questa dignità morale, di questa fierezza inflessibile, è un uomo nel vero senso della parola: il resto è gregge nato per servire.

Piero Martinetti (1872- 1943), filosofo,  1926

 

vedi:  Pensiero Urgente n.250)

Pensiero Urgente n.201)

Pensiero Urgente n.170)

Pensiero Urgente n.260)


Accade talvolta di restare vivi perché qualcuno, in nome di quei princìpi, muore, per difendere chi è minacciato… la vita è certo un valore, ma non è detto sia il valore supremo; gli antichi ammonivano a non perdere, per amore della vita, per sopravvivere a ogni costo, le sue ragioni e il suo significato…. Chi vuol salvare la propria vita la perderà e chi è disposto a perderla la salverà, sta scritto nel Vangelo, testo non certo incline alle trombonate.

Claudio Magris (1939), da Livelli di guardia. Note civili (2006- 2011)

 

vedi: Pensiero Urgente n.257)

Pensiero Urgente n.261)


(Armonia) del pensare col sentire e col fare, e del sentire e fare col pensare, sicché nulla vi sia che, pensato, non diventi principio d’azione o non modifichi in qualche misura l’azione, e nulla resti nell’azione che non si proponga come problema al pensiero, e l’individuo, volta per volta, conosca sé stesso e le condizioni tra le quali opera, e operi in conformità, e del suo operare acquisti trasparente consapevolezza e ne faccia la critica ossia lo giudichi.

Benedetto Croce (1866- 1952), in  La religiosità come armonia e aristocrazia, 1931

 

vedi:  Pensiero Urgente n.182)

Italia, paese di porci e di mascalzoni. Il paese delle mistificazioni alimentari, della fede utili­taria (l’attesa del miracolo a tutti i livelli) della mancanza di senso civico (le città distrutte, la speculazione edilizia portata al limite) della protesta teppistica, un paese di ladri e di ba­gnini (che aspettano l’estate) un paese che vi­ve per le lotterie e il giuoco del calcio, per le canzoni e per le ferie pagate. Un paese che conserva tutti i suoi escrementi.

Ennio Flaiano (1910- 1972),  in Diario degli errori, 1969

 

vedi: Pensiero Urgente n.187)

Pensiero Urgente n.149)

La democrazia senza morale

Pensiero Urgente n.204)

Pensiero Urgente n.254)

Corruzione. La questione morale e la mancanza di una religione civile

Tavecchio deve restare: è il presidente che ci meritiamo

Antidoto al fascismo è l'educazione


Gli esseri umani si dividono in due categorie: gli egoisti, che nulla mai sacrifi­cano per il bene comune, e i veri patrioti, che a pro degli altri volon­tariamente sacrificano ciò che hanno di più caro. Questi sono sem­pre misconosciuti, insultati e infangati, mentre i primi governano il mondo.

Giuseppe Garibaldi

dalla lettera del 1860 ad Augusto Vecchi ( 1814- 1869), scrittore e patriota

 

vedi: Pensiero Urgente n.207)

Pensiero Urgente n. 102)

Pensiero Urgente n.260)

Il maestro non deve insegnare ciò che al governo piace che sia la verità, ma ciò che egli nella sua coscienza crede che sia la verità. Se la scuola vuole davvero preparare spiriti liberi, è necessario che sia fatta da uomini pienamente liberi. Non possiamo ad un maestro schiavo affidare l’ufficio di educare alla libertà i futuri cittadini. E bisogna lasciare alla lealtà, al tatto del maestro la cura di rispettare le coscienze degli alunni, distinguendo la verità accertata dalle ipotesi che sono tuttora oggetto di controversia, non imponendo mai, con la sola autorità dell’ufficio, dottrine a cui non sia possibile giungere coi mezzi forniti dalla ragione, rifuggendo da ogni opera di propaganda settaria, dando sempre, egli per primo, l’esempio del rispetto verso ogni opinione onestamente professata.

Gaetano Salvemini (1873- 1957) storico, politico, antifascista,   in   Il programma scolastico dei clericali, 1951

 

vedi:  La forza della coscienza: GAETANO SALVEMINI

Gli italiani sono fatti così

Salvemini : Un classico contro le «filofesserie»

Per combattere il fascismo meglio costruire che cancellare

L’ineluttabile a scuola

L'abolizione del voto di condotta

La società moderna si concede il lusso di tollerare che tutti dicano ciò che vogliono perché oggi, di fondo, tutti pensano allo stesso modo.

Al volgo non interessa essere libero, ma credersi tale.

L’idea del “libero sviluppo della personalità” sembra degna di ammirazione finché non incappa in individui la cui personalità si è sviluppata liberamente.

Oggi a partecipare si finisce per essere complici.

Nicolas Gomez Davila (1913- 1994), filosofo e scrittore colombiano,  da “In margine ad un texto esplicito“, 1986

 

vedi:  Pensiero Urgente n.190)

Pensiero Urgente n.166)

L’Italia – e non solo l’Italia del Palazzo e del potere – è un Paese ridicolo e sinistro: i suoi potenti sono delle maschere comiche, vagamente imbrattate di sangue: «contaminazioni» tra Molière e il Grand Guignol. Ma i cittadini italiani non sono da meno. Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia più insolente. Ponevano un tale impegno nel divertirsi a tutti i costi, che parevano in uno stato di «raptus»: era difficile non considerarli spregevoli o comunque colpevolmente incoscienti.

Pier Paolo Pasolini,  da  Lettere luterane.

Il mio pessimismo mi spinge a vedere un futuro nero, intollerabile a uno sguardo umanistico, dominato da un neo-imperialismo dalle forme in realtà imprevedibili.

Pier Paolo Pasolini,  in Vie Nuove, 15/10/1964

 

vedi: Pensiero Urgente n.244)

Se i cittadini di un paese...

Pensiero Urgente  n.258)

Tavecchio deve restare: è il presidente che ci meritiamo


Sono convinto che ormai, in giro per il mondo, fra la gente piu’ diversa, sta crescendo una nuova coscienza di che cosa e’ sbagliato e di che cosa va fatto. Questa nuova coscienza, a mio parere, e’ il grande bene del nostro tempo. Va coltivata. la soluzione e’ dentro di noi, si tratta di conquistarla facendo ordine, buttando via cio’ che e’ inutile e arrivando al nocciolo di chi siamo. Piu’ che assaltare le citta’ del potere, si tratta ormai di fare una lunga resistenza. Bisogna resistere alle tentazioni del benessere, alla felicita’ impacchettata; bisogna rinunciare a volere solo cio’ che ci fa piacere. La strada da percorrere e’ ovvia: dobbiamo vivere piu’ naturalmente, desiderare di meno, amare di piu’ e anche i malanni diminuiranno. Invece che cercare medicine per le malattie cerchiamo di vivere in maniera che le malattie non insorgano. E soprattutto basta con le guerre, con le armi. Basta coi nemici. … bisogna riportare una dimensione spirituale nelle nostre vite ora intrappolate nella pania della materia. Dobbiamo essere meno egoisti, meno presi dall’interesse personale e piu’ dedicati al bene comune.

Tiziano Terzani (1938- 2004), giornalista e scrittore,  da “ Un altro giro di giostra” 2004

 

vedi:  Pensiero Urgente n. 17)

Equità e convivenza


I

Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell’erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella nostra arida cantina Leggi il resto di questo articolo »

Un tempo non era permesso a nessuno di pensare liberamente. Ora sarebbe permesso, ma nessuno ne è più capace. Ora la gente vuole pensare ciò che si suppone debba pensare. E questo lo considera libertà.

Oswald Spengler (1880- 1936), filosofo e storico tedesco, da ” Il tramonto dell’Occidente” (1923)

 

vedi:  Pensiero Urgente n.242)

Pensiero Urgente n.225)

Pensiero Urgente n.248)

Ma cos’è dunque il senso vero dell’onore? L’onore è innanzitutto un rifiuto, un rifiuto di scendere a patti con ciò che è brutto, basso, volgare, interessato, non gratuito; un rifiuto di inchinarsi dinanzi alla forza in quanto tale; dinanzi alla pace in quanto tale; dinanzi alla fortuna in quanto tale. L’onore implica, in colui che lo porta in sé, un senso altero e risoluto del rischio, del gioco in cui si rischia di perdere la vita o di guadagnarsi la stima dei propri pari, un senso tragico del destino e al tempo stesso della dignità nella cattiva sorte e tutto ciò si affianca sovente a un grande desiderio di isolamento, a un grande rifiuto di venire a patti col mondo, col male, e una gran voglia di ritrarsi nella propria torre d’avorio. Leggi il resto di questo articolo »

Applicare l’idea di democrazia in modo meramente formalistico, acccettare la volontà della maggioranza di per sé, senza riflettere sul contenuto delle decisioni democratiche, può portare a una completa distorsione della democrazia stessa e, in ultima istanza, alla sua fine. Oggi più che mai, il compito della leadership democratica è rendere i soggetti democratici, le persone, coscienti delle proprie necessità e bisogni, di contro alle ideologie che vengono martellate nelle loro teste dagli innumerevoli messaggi tesi a favorire interessi personali.

Theodor W. Adorno (1903- 1969),  filosofo e sociologo tedesco, 1950

 

vedi:  Pensiero Urgente n.212)

Democrazia ed educazione

IL PROGRESSO

C’erano schiavi un tempo
Oggetti di carne
Animali con due piedi
che nascevano e morivano
servendo bestie con due piedi Leggi il resto di questo articolo »

È davvero meravigliosa la lotta che l’umanità combatte da tempo immemorabile; lotta incessante, con cui essa tenta di strappare e lacerare tutti i vincoli che la libidine di dominio di un solo, di una classe, o anche di un intero popolo, tentano di imporle. È questa una epopea che ha avuto innumerevoli eroi ed è stata scritta dagli storici di tutto il mondo. L’uomo, che ad un certo tempo si sente forte, con la coscienza della propria responsabilità e del proprio valore, non vuole che alcun altro gli imponga la sua volontà e pretenda di controllare le sue azioni e il suo pensiero. Perché pare che sia un crudele destino per gli umani, questo istinto che li domina di volersi divorare l’un l’altro, invece di convergere le forze unite per lottare contro la natura e renderla sempre piú utile ai bisogni degli uomini. Invece, un popolo quando si sente forte e agguerrito, subito pensa a aggredire i suoi vicini, per cacciarli ed opprimerli. Perché è chiaro che ogni vincitore vuol distruggere il vinto. Ma l’uomo che per natura è ipocrito e finto, non dice già «io voglio conquistare per distruggere», ma, «io voglio conquistare per incivilire». E tutti gli altri, che lo invidiano, ma aspettano la loro volta per fare lo stesso, fingono di crederci e lodano… Leggi il resto di questo articolo »

Non dipende dalle leggi rianimare le fedi che si estinguono; ma dipende dalle leggi interessare gli uomini al destino del loro paese. Dipende dalle leggi risvegliare e dirigere quel vago istinto di patria che non abbandona mai il cuore dell’uomo e, legandolo ai pensieri, alle passioni, alle abitudini di ogni giorno, farne un sentimento ragionevole e duraturo. E non si dica che è troppo tardi per tentarlo; le nazioni non invecchiano allo stesso modo degli uomini. Ogni generazione, che si forma nel loro seno, è come un popolo nuovo che viene a offrirsi alle cure del legislatore.

Alexis de Tocqueville (1805- 1859), filosofo e politico francese, in La democrazia in America

 

vedi:  Pensiero Urgente n. 29)

Pensiero Urgente n.211)

La democrazia senza morale

[…] Quando un filosofo si rivolge a un sovrano, a un tiranno, e gli dice che la sua tirannide è pericolosa e spiacevole, perché la tirannide è incompatibile con la giustizia, in quel caso il filosofo dice la verità, crede di stare dicendo la verità, e ancor più, corre un rischio (giacché il tiranno può adirarsi, può punirlo, può esiliarlo, può ucciderlo). Fu questa esattamente la situazione in cui si trovò Platone con Dionigi di Siracusa – sulla quale ci sono interessantissimi riferimenti nella Lettera settima di Platone, e anche nella Vita di Dionigi di Plutarco. Quindi, come vedete, il parresiastes* è qualcuno che corre un rischio. Leggi il resto di questo articolo »

Questa è la vita italiana sotto il fascismo: la cancrena si estende. La tragedia generale dell’Italia è proprio questa generale putrefazione morale, questa indifferenza, questa unica vigliaccheria che va diventando un sistema. Mentre a Praga si fucilano gli studenti che difendono la libertà della loro patria, gli studenti italiani non hanno un moto di sdegno, un i battito di sensibilità. La terribile forza di questo regime mussoliniano è proprio questo: di insegnare ai giovani che la vigliaccheria, il cinismo, il «realismo» sono puri e nobili sentimenti che dimostrano la nostra superiorità sul mondo: nessuna dottrina si impara più facilmente di  quella che pone come supremo canone politico di fare il proprio comodo e di fregarsene di tutto e di tutti, a partire dai propri genitori. Faccio il mio comodo, penso alla salute, e me ne frego dell’onestà: il programma del tempo di Mussolini.

Piero Calamandrei (1889- 1956), giurista, Azionista,  dal “Diario“, 23 novembre 1939

 

vedi: Pensiero Urgente n.217)

Popolo di faccendieri

Pensiero Urgente n.254)

…   “Non è già un teorema di economia politica o una tesi filosofica, quale che ne sia in definitiva  l’efficacia chiarificatrice, ciò che spinge gli uomini a combattere, a sacrificarsi e, se è necessario, a morire per un ideale, ma un impulso morale. Prova certa, prova unica dell’impeto costruttivo di un partito politico è il fervore dei suoi aderenti, il profondo senso del dovere che li anima, la fierezza che li accende contro il prepotere e l’arbitrio, il disinteresse che non monetizza il sacrificio e non subordina comunque la propria attività a meschine ambizioni o a personale tornaconto; in breve: l’odio per la corruzione, per la viltà, per l’opportunismo. Leggi il resto di questo articolo »

In questa società comanda soprattutto chi ha la possibilità di convincere. Convincere a fare le cose: acquistare un’auto invece di un’altra, un vestito, un cibo, un profumo, fumare o non fumare, votare per un partito, comperare e leggere quei libri. Comanda soprattutto chi ha la capacita’ di convincere le persone ad avere quei tali pensieri sul mondo e quelle tali idee sulla vita. In questa società il padrone è colui il quale ha nelle mani i mass media, chi possiede o può utilizzare gli strumenti dell’informazione, la televisione, la radio, i giornali, poiché tu racconti una cosa e cinquantamila, cinquecentomila o cinque milioni di persone ti ascoltano, e alla fine tu avrai cominciato a modificare i pensieri di costoro, e così modificando i pensieri della gente, giorno dopo giorno, mese dopo mese, tu vai creando la pubblica opinione la quale rimugina, si commuove, s’incazza, si ribella, modifica se stessa e fatalmente modifica la società entro la quale vive. Nel meglio o nel peggio.

Giuseppe Fava ( 1925- 5 gennaio 1984), giornalista, scrittore ucciso dalla mafia catanese

 

vedi:  Le ceneri di Pasolini? Disperse…

Corruzione rileggere Sciascia oggi

Pensiero Urgente n.251)

Non temo e non spero nulla. So soltanto che ciascuno di noi deve fare ogni giorno, sino all’ultimo, il suo dovere… Bisogna saper lavorare con umiltà, senza ostentazione, magari anche in attività oscure… Occorre cercare di uscire da sé, occorre vincere il proprio egoismo, servire i più piccoli senza illudersi di trovare sempre e comunque riconoscimento o gratitudine …  Perché la vita ci è stata data per servire, per mostrarci solidali con l’umanità intera battendoci, pur nel nostro piccolo, per gli ideali eterni di giustizia, di libertà, di pace, di progresso.

Alessandro Galante Garrone (1909- 2003),  storico, magistrato, Azionista

 

vedi: Pensiero Urgente n.201)

Pensiero Urgente n.239)

Pensiero Urgente n.103)

Pensiero Urgente n.243)

Speranza (senza ottimismo)

Continueremo dunque a cercare la salvezza nel mutare gli ordinamenti costituzionali, mentre la radice del male è altrove: l’ignoranza politica della classe dirigente italiana, intendendo per classe dirigente i giornalisti, gli alti funzionari civili e militari, i candidati alla Camera, gli eletti, i senatori, gli organizzatori, le persone influenti. Questo è lo spaventoso malanno dell’Italia. E non si rimedia cambiando la legge elettorale!

… Un democratico può essere un conservatore in un Paese formato di istituzioni democratiche, contro l’opera di partiti che vogliono modificare quelle istituzioni in senso antidemocratico.

Gaetano Salvemini (1873- 1957), lettera a Giuseppe Donati, 22 novembre 1922

 

vedi:  Pensiero Urgente n.217)

Non disperdiamo il patrimonio del No

Abbiamo perso l’arte di dire “no”. No alla brutalità della politica, no alla follia delle ingiustizie economiche che ci circondano, no all’invasione della burocrazia nella nostra vita quotidiana. No all’idea che si possano accettare come normali le guerre, la fame, la schiavitù infantile. C’è un bisogno enorme di tornare a pronunciare quella parola. E invece ne siamo incapaci. Leggi il resto di questo articolo »

Seneca saluta il suo Lucilio

Ti mando la lettera che ho scritto a Marullo: ha perso un figlio ancora piccolo e, dicono, si comporta da debole: in essa non ho fatto come si fa di solito e non ho ritenuto di doverlo trattare con dolcezza: merita rimproveri più che conforto. Per un po’ bisogna essere accomodanti con chi è afflitto e mal sopporta una grave ferita: si sazi o almeno sfoghi il primo impeto di cordoglio: ma se uno sceglie di piangere deve essere rimproverato subito e imparare che anche le lacrime sono a un certo modo sconvenienti. Leggi il resto di questo articolo »

La crisi crea situazioni immediate pericolose, perché i diversi strati della popolazione non possiedono la stessa capacità di orientarsi rapidamente e di riorganizzarsi con lo stesso ritmo. La classe tradizionale dirigente, che ha un numeroso personale addestrato, muta uomini e programmi e riassorbe il controllo che le andava sfuggendo con una celerità maggiore di quanto avvenga nelle classi subalterne; fa magari dei sacrifizi, si espone a un avvenire oscuro con promesse demagogiche, ma mantiene il potere, lo rafforza per il momento e se ne serve per schiacciare l’avversario e disperderne il personale di direzione, che non può essere molto numeroso e molto addestrato.

Antonio Gramsci,  Quaderni dal carcere, Quad.13

 

vedi: Pensiero Urgente n°135)

Non è una crisi. E' il fallimento della civiltà del mondo

La scoperta della libertà

In realtà, il mondo non migliora mai. L’idea del miglioramento del mondo è una di quelle idee-alibi con cui si consolano le coscienze infelici o le coscienze ottuse (includo in questa classificazione anche i comunisti quando parlano di «speranza»). Dunque, uno dei modi per essere utili al mondo è dire chiaro e tondo che il mondo non migliorerà mai, e che i suoi miglioramenti sono metastorici, avvengono nel momento in cui qualcuno afferma una cosa reale o compie un atto di coraggio intellettuale o civile. Solo una somma (impossibile) di tali parole o tali atti effettuerebbe un miglioramento concreto del mondo. E sarebbe il paradiso e la morte. Leggi il resto di questo articolo »

…  Lei sa che l’Italia vive a vari livelli economici, culturali, storici. Questa varietà di livelli si infrange negli individui, facendone dei casi sempre un po’ impalpabili, sfuggenti, difficilmente definibili. D’altra parte ciò non li preserva dallo “standard”, dal conformismo, che uguaglia e … livella. Infatti la convenzionalità, il conformismo la standardizzazione si superano soltanto con la coscienza critica, con un alto, sviluppato, adulto senso civile: e questo purtroppo non è il caso degli italiani, che sono dunque da una parte instabili, misteriosi irrazionali- tendenti a sfuggire alle definizioni della “media” – dall’altra parte sono elementarmente parificati e codificati – tendenti a rientrare sempre in un tipo medio meccanicamente fisso.

Pier Paolo Pasolini,   in “Il risveglio dei giovani”, 1960 Leggi il resto di questo articolo »

La degenerazione della democrazia mercantile provoca necessariamente la corruzione dell*istituzione. La missione ufficiale del sistema educativo è quella di fabbricare ingranaggi ben oliati per una megamacchina folle. Senza parlare delle business school. In esse si insegna che l’avidità è cosa buona e i giovani vengono formati per diventare dei killer. Ed è anche propedeutica alla banalità del male. La parcellizzazione dei saperi e la sostituzione della competenza professionale alla ricerca del bene comune come valore supremo rendono di fatto impossibile prendere coscienza delle conseguenze potenzialmente disastrose dell’azione c cancellano la responsabilità dell’attore, ridotto alla condizione di esecutore. E’ così che nelle imprese i manager realizzano gli obbiettivi imposti dagli azionisti, mentre al termine della catena gli operai si suicidano o vengono licenziati. E così che nelle amministrazioni i funzionari coscienziosi “fanno economie”, espellendo i lavoratori immigrati, cancellando i disoccupati dalle liste dei sussidi, ecc. In questo modo si provocano drammi umani di cui è responsabile il sistema ma di cui nessuno è colpevole.

Serge Latouche, economista e filosofo francese, in Come si esce dalla società dei consumi, 2010

 

vedi: Una rivoluzione culturale per salvare l’umanità

vedi: Facciamo economia.  Come costruire una nuova società dell'abbondanza.

Il mondo non è degli economisti

Si deve dunque ritenere che esistano sei forme di governo, cioè le tre che tutti ammettono, e che abbiamo elencato [monarchia, aristocrazia, democrazia ], e tre simili a queste, cioè la tirannide, l’oligarchia, l’oclocrazia. In modo spontaneo e naturale sorge prima di ogni altra forma la monarchia, dalla quale deriva poi, in seguito a opportune correzioni e cambiamenti, il regno. Quando questo incorre nei difetti connaturati a sé e diventa tirannide, viene abolito e al suo posto subentra l’aristocrazia. Quando, in base a un processo naturale, essa degenera in oligarchia e il popolo, indignato, punisce l’ingiustizia di chi comanda, sorge la democrazia. Quando questa a sua volta diventa colpevole di illegalità e violenze, con il trascorrere del tempo si forma l’oclocrazia*.

Polibio (200- 118 a.C.) storico greco, da Storie VI,4,6-10

* populismo demagogico

 

vedi:  Potere concentrato e potere diffuso

Un posto al volante solo per chi vota Sì

La parabola della democrazia dei partiti

Ma i muri maestri  ci sono: e sono muri che reggeranno perché il popolo italiano li ha cementati colle sue lacrime e col suo sangue. È vero che una Costituzione non basta da sé sola a difendere la libertà e a dare impulso al progresso sociale, se non è animata dalla coscienza politica e dalla volontà del popolo; ma è anche vero che le norme di una Costituzione democratica come è quella della Repubblica italiana possono avere un’efficacia educativa e quasi si direbbe pedagogica, che può servire di stimolo e di guida alle forze politiche. Sotto questo aspetto possono considerarsi con fiducia anche quelle disposizioni della Costituzione che hanno, come si è detto, carattere puramente tendenziale: se il popolo italiano saprà servirsene, questa sarà una Costituzione dinamica che potrà condurlo senza bruschi trapassi, per le vie della legalità, verso quella società più giusta che molte di queste disposizioni lasciano sperare: una Costituzione che, se il popolo saprà civilmente volere, potrà accompagnarlo, senza rinunciare alla libertà, verso la giustizia sociale.

Piero Calamandrei, in Introduzione storica alla Costituente, 1950

 

vedi:  Il senso di Calamandrei per la religione civile

L’insegnamento civile di Calamandrei, ancora così attuale

Quelle passioni meschine che avvelenano la politica


La dissoluzione dell’ordine socio-politico che ha permesso alle bio-tecno-scienze di assumere la loro ben nota e sinistra tendenza genocida, ha cancellato alcuni pericoli dall’ordine del giorno, o almeno ha reso improbabile la loro replica nell’epoca della postmodernità. Ma i nuovi tempi e i nuovi assetti socio-politici, hanno procurato nuovi rischi -per ora solo intuiti e inesplorati… Leggi il resto di questo articolo »

Che differenza c’è fra l’innocenza di un bambino morto nel World Trade Center e quella di uno morto sotto le nostre bombe a Kabul? La verità è che quelli di New York sono i «nostri» bambini, quelli di Kabul invece, come gli altri 100.000 bambini afghani che, secondo l’UNICEF, moriranno quest’inverno se non arrivano subito dei rifornimenti, sono i bambini «loro». E quei bambini loro non ci interessano più.

Tiziano Terzani (1938- 2004), scrittore e giornalista

 

vedi:    Le macerie siriane e i nostri tweet ipocriti

In questi tempi difficili è opportuno concedere il nostro disprezzo con parsimonia, tanto numerosi sono i bisognosi.

François-René de Chateaubriand  (1768- 1848),  scrittore e politico francese, da Memorie d’oltretomba Leggi il resto di questo articolo »

Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza.

Benjamin Franklin (1706 – 1790),  scienziato e politico statunitense

 

vedi: Pensiero Urgente n.199)

La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

Paolo Borsellino, magistrato  ( dal discorso commemorativo dell’amico Giovanni Falcone, Palermo 25 giugno 1992) Leggi il resto di questo articolo »

Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.

Alda Merini ( 1931- 2009), poetessa

Persino nella peggiore delle ipotesi, nel caso della disfatta totale, rimane una differenza abissale, come quella tra il giorno e la notte. Una strada sale verso i regni dei grandi sentimenti, verso chi sacrifica la propria vita per una nobile causa, verso il destino di cade con le armi in pugno; l’altra scende invece verso le basse regioni dei campi di schiavitù e dei mattatoi, dove esseri primitivi hanno stretto con la tecnica un patto omicida. Qui non si parla più di destini, qui ciascuno è solamente un numero. Se avere ancora un proprio destino o essere considerato un numero: è questa la decisione che oggi sta di fronte a tutti, ma che ciascuno deve prendere da solo.

Ernst Jünger (1885- 1998), scrittore e filosofo tedesco, dal  Trattato del ribelle, 1951 Leggi il resto di questo articolo »

Il mondo ingiusto l’hanno da raddrizzare i poveri e lo raddrizzeranno solo quando l’avranno giudicato e condannato con mente aperta e sveglia come la può avere solo un povero che è stato a scuola. Educazione per tutti e partecipata da tutti per imparare la partecipazione attiva nella scuola, nella vita pubblica, nella politica, nel sindacato.

Don Lorenzo Milani  (27 maggio 1923- 1967)

 

vedi: Filosofia a scuola anche alle elementari

Il nostro sistema politico non si propone di imitare le leggi di altri popoli: noi non copiamo nessuno, piuttosto siamo noi a costituire un modello per gli altri. Si chiama democrazia, poiché nell’amministrare si qualifica non rispetto ai pochi, ma alla maggioranza. Le leggi regolano le controversie private in modo tale che tutti abbiano un trattamento uguale, ma quanto alla reputazione di ognuno, il prestigio di cui possa godere chi si sia affermato in qualche campo non lo si raggiunge in base allo stato sociale di origine, ma in virtù del merito (…) La nostra tuttavia è una vita libera non soltanto per quanto attiene i rapporti con lo Stato, ma anche relativamente ai rapporti quotidiani, di solito improntati a reciproco sospetto (…). Leggi il resto di questo articolo »

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