Articoli marcati con tag ‘conoscenza’

L’intervista. Lo studioso Pierluigi Valsecchi: “Il razzismo che torna è figlio dell’ignoranza e della rimozione dei nostri crimini”. Intanto supera le 25 mila firme il Manifesto in difesa della storia di Giardina, Segre e Camilleri.

Quanta Africa c’è nella coscienza degli italiani? E che relazione esiste tra la recrudescenza razzista verso l’uomo nero e i vuoti di memoria sui nostri crimini coloniali? Il Manifesto perla Storia ci obbliga a porre una domanda cruciale in un’Italia che dà prova di intolleranza e xenofobia. «In realtà nella cultura italiana la decolonizzazione non è mai cominciata», dice Pierluigi Valsecchi, storico dell’Africa con cattedra all’Università di Pavia. Ora sta per ridare vita alla rivista Africa per l’editore Viella, ma i suoi studi sull’area occidentale africana sono prevalentemente in lingua inglese ed è già questa una spia del problema: «Agli italiani non interessa l’Africa come soggetto storico autonomo, ma solo in relazione al l’Italia o all’Europa». Leggi il resto di questo articolo »

Anche Elena Ferrante aderisce a “La Storia è un bene comune”, l’appello di Andrea Camilleri, Andrea Giardina, e Liliana Segre lanciato due giorni fa su “Repubblica”. Un sì, quello della scrittrice italiana più amata nel mondo, che arriva in un giorno di fortissima mobilitazione: si aggiungono fra i tanti la presidente dell’Anpi Carla Nespolo; il segretario della Cgil Maurizio Landini; filosofi come Massimo Cacciari; editori come Carlo Feltrinelli. Le firme sono già numerosissime, qui riusciamo a pubblicarne solo una parte. Ma recupereremo tutte le altre  nei prossimi giorni: la battaglia per non “dismettere” lo studio del passato a scuola continua. Ecco il testo del documento: Leggi il resto di questo articolo »

Siamo tutti spiati. Veniamo sorvegliati e schedati, in ogni momento della nostra giornata, dai nostri telefonini e dai nostri computer, dalle nostre auto e persino dai nostri elettrodomestici. Siamo oggetto delle attenzioni costanti non di servizi segreti o di apparati statali, ma di un’industria globale che trasforma le informazioni sui nostri comportamenti in profìtti miliardari. Leggi il resto di questo articolo »

Da “DOVERI DELL’UOMO” di Giuseppe Mazzini (1860)

dai capitoli  LA FAMIGLIA, L’EDUCAZIONE e I DOVERI DELL’UOMO


Poche madri, pochi padri, in questo secolo irreligioso, intendono segnatamente nelle classi agiate, la gravità, la santità della missione educatrice : poche madri, pochi padri pensano che le molte vittime, le lotte incessanti e il lungo martirio dei nostri tempi sono frutto in gran parte dell’egoismo innestato trenta anni addietro nelle anime da madri deboli o da padri incauti i quali lasciarono che i loro figli s’avvezzassero a considerare la vita non come dovere e missione, ma come ricerca di piaceri e studio del proprio benessere.

E potete educare con la parola. Parlate loro di Patria, di ciò ch’essa fu, di ciò che deve essere. Leggi il resto di questo articolo »

Il riformismo scolastico neoliberista. Da tempo si preparano i presupposti culturali per fornire al suicidio nazionale i mezzi più adatti a realizzarsi. Si pensi al bando della geografia nell’insegnamento scolastico o all’abolizione del tema di storia dagli esami della maturità, una vera mutilazione culturale decisa dal Miur.

Credo di poter dire che in nessuna fase storica, per lo meno in età contemporanea, le classi dirigenti italiane e soprattutto il suo ceto politico, abbiano manifestato una così accanita volontà di autodistruzione, un tanto esplicito “istinto di morte”, come accade da noi da alcuni anni. Leggi il resto di questo articolo »

Buffa cosa è la  vita — quel misterioso accordo di logica implacabile impiegata per uno scopo  futile. Il massimo che ne puoi sperare è una qualche conoscenza di te stesso — che arriva troppo tardi — un raccolto di rimpianti inestinguibili. Leggi il resto di questo articolo »

Non tutti si sono accorti che in Italia è accaduta una sorta di Rivoluzione d’Ottobre nella quale comunità di utenti in rete hanno assaltato ed espugnato il Palazzo d’Inverno delle competenze. La rivoluzione è scoppiata grazie alla miscela esplosiva di quattro ingredienti: l’enorme “ricchezza” digitale di cui quasi tutti oggi dispongono con un cellulare che consente l’accesso alla miniera di informazioni in rete, l’attivismo digitale e la capacità di usare i social per creare dal basso movimenti politici e d’opinione, la rabbia sociale per le difficoltà economiche del nostro Paese, combinata con una capacità di assorbimento ed elaborazione dell’informazione molto bassa (come è ovvio) per chi non ha le conoscenze di base nelle materie in questione. Leggi il resto di questo articolo »

Un acuto editoriale di Leonardo Becchetti su ‘Avvenire’ («Non senza competenze», 19 agosto 2018) ha messo a fuoco il corto circuito tra il vasto consenso politico di comunità organizzate con bassa capacità di elaborazione delle conoscenze e le competenze degli esperti. L’articolo mi ha rimandato alla lettura di un recente prezioso libretto di Alberto Guasco in cui si ripercorre la folgorante meteora del ‘Fronte dell’Uomo qualunque‘, costola politica dell’omonimo giornale di Guglielmo Giannini (Le due Italie. Azionismo e qualunquismo‘, Franco Angeli editore). Leggi il resto di questo articolo »

Se il potere è del popolo, ma i cittadini che partecipano alla vita politica sono pochi, poco interessati e poco informati, i risultati del processo decisionale saranno deludenti per tutti.

Alle democrazie manca sempre qualcosa. È giusto così. Forse è persino meglio così perché nelle democrazie è possibile continuare a cercare quello che manca, spesso trovandolo. Democratico è quello che deve essere soggetto al controllo del popolo: governanti, rappresentanti, assemblee elettive, leggi, non, però, la burocrazia, le Forze Armate, la magistratura, le istituzioni scolastiche che debbono rispondere a criteri di efficienza ed efficacia, di conseguimento degli obiettivi decisi dai rappresentanti e dai governanti. Leggi il resto di questo articolo »

” Mi sono fatta furba”. La mamma bresciana che (su Facebook, naturalmente) si è vantata di avere falsificato il certificato relativo alle vaccinazioni della figlia, esibendo spiritosamente l’orgoglio, si è espressa così. Senza nemmeno entrare nello specifico — sempre più incendiato — della questione, vale la pena di fermarsi sulle parole. In una frase da niente — tutto sommato prevedibile, colloquiale e all’apparenza quasi inoffensiva — si travasa un modo di pensare storto.

Il vanto e la risatina che l’accompagna sono il segno di un piccolo ma decisivo, almeno agli occhi della mamma, trionfo; una vittoria personale sulla collettività, sul nemico pubblico. La legge, la giurisdizione, la Asl, lo Stato, e così via. Leggi il resto di questo articolo »

Ciò che veramente oggi ostacola notevolmente il progresso del principio democratico, è l’anarchia che prevale nella schiera dei suoi apostoli. Il partito democratico è, forse, l’unico in Europa che sia privo di un governo, che non abbia dirigenti qualificati, né un centro morale che lo rappresenti in Europa. Siamo credenti senza un tempio. Abbiamo ereditato dal passato una grande paura dell’autorità; temiamo a tal punto di essere inquadrati in reggimenti marcianti sulla strada maestra, che ciascuno di noi si avventura in scorciatoie, con il grande pericolo di andare fuori strada.

La libertà, che non è altro che un mezzo, è diventato un fine. Noi abbiamo lacerato la grande e bella insegna della Democrazia: il progresso di tutti per opera di tutti sotto la guida dei migliori e dei più saggi. … Leggi il resto di questo articolo »

Quello che è successo a Macerata era nell’aria da tempo. Ma nessuno avrebbe potuto immaginarne una portata simbolica così dirompente. Il saluto romano, il tatuaggio nazista, il monumento ai caduti, il tricolore: una scenografia studiata per rileggere tutta la nostra storia nazionale all’insegna del fascismo mussoliniano e indicare nel razzismo e nella violenza i valori di fondo della nostra comunità. Quel tricolore indossato come un mantello a coprire i risvolti più tremendi di un gesto disgustoso suona come una chiamata alle armi, quasi che su quella bandiera ci fosse ancora lo stemma sabaudo o il fascio di Salò. Leggi il resto di questo articolo »

Victor Hugo, davanti all’Assemblea costituente francese del 1848, spiegò: “Io dico, signori, che le riduzioni proposte sul bilancio delle scienze, delle lettere e delle arti, sono negative per due motivi. Sono insignificanti dal punto di vista finanziario e dannose da tutti gli altri punti di vista”. Questa solenne affermazione – da cui ci seperano, inutilmente, 170 anni – ci è venuta in mente ieri leggendo un bel pezzo di Nicola Lagioia su Repubblica.

Siamo in campagna elettorale – scrive il direttore del Salone del libro di Torino – e tra le mille promesse non ce n’è una che riguardi il rilancio di quella che lui chiama “battaglia per la lettura”. E dire – prosegue – che molto si potrebbe fare per il libro, a cominciare dalle biblioteche (comprese quelle scolastiche per cui s’invoca l’introduzione di un bibliotecario in ogni istituto, come accade in diversi Paesi europei). Leggi il resto di questo articolo »

Il 26 giugno 1967 muore a Firenze dopo una lunga malattia don LORENZO MILANI (44 anni) presbitero, educatore e scrittore.

Don Milani morì  a Firenze nella casa di famiglia stroncato dal linfoma di Hodgkin ( oggi facilmente curabile). Ad accudirlo negli ultimi giorni furono i suoi ragazzi della parrocchia di Barbiana (FI) uno sperduto paesino sulle montagne del Mugello dove visse in esilio “ecclesiastico” dal 1954. Quattro mesi dopo la sua morte venne condannato in un processo in quanto difensore degli obiettori di coscienza accusati di viltà da un gruppo di cappellani militari toscani ma il reato fu estinto per la sua morte.

Il testo che aveva scritto ai suoi giudici (1964), prima ancora di quello indirizzato alla famosa professoressa (1967), è uno dei grandi risultati della letteratura italiana del Novecento non solo per ciò che dichiara sull’idea di patria, chiesa, scuola, storia, giustizia e responsabilità ma anche per come lo esprime. Ecco un passo fondamentale dalla “Lettera ai giudici“:

« Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto”. Leggi il resto di questo articolo »

Ci dovrebbe essere un vero apostolato della conoscenza, iniziando dalle poche verità fondamentali necessarie per l’avvenire dell’umanità e messe in risalto da pochi uomini di genio, ma non ancora rese popolari. Sarebbe così steso un programma educativo; il bilancio delle nostre cognizioni, una volta compilato sinteticamente, presto diventerebbe il programma politico che noi tutti stiamo cercando. Leggi il resto di questo articolo »

In questo nostro tempo, dove sono i maestri e chi, nella vita civile, userebbe questa parola senza almeno una punta d’ ironia, se non anche di dileggio? Maître sopravvive senza discredito in francese, nel settore culinario, alberghiero e forense, mentre il femminile, maîtresse, sembra un residuo di romanzo ottocentesco. Il maître de conférence è semplicemente un aiutante del professore che svolge quelle che noi avremmo definito un tempo “esercitazioni”, prima di diventare agrégé. Ma chi si lascerebbe oggi definire impunemente maître à penser, espressione che suona pretenziosa e gonfia, allo stesso modo di “maestro di vita”? Leggi il resto di questo articolo »

25 marzo 2014
21:00a23:00

vedi: 17 febbraio 2013. Morte di un maestro di dignità.

19 febbraio 2013
21:00a23:00

 

 

vedi:   17 febbraio 2012. Giordano Bruno 412 anni dopo...

A volte mi viene da pensare che, forse, se Socrate fosse vissuto oggi, invece di “Conosci te stesso” avrebbe detto ” Conosci l’alieno che è in te”.

Luce d’Eramo (1925- 2001), in  Io sono un’aliena, 1999

 

vedi:   L’ineluttabile a scuola


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