Articoli marcati con tag ‘Mazzini’

 

 

Il 22 ottobre del 1880 muore a Pozzuoli (NA) dopo una breve malattia SALVATORE MORELLI (56 anni) politico, avvocato, scrittore, giornalista, Patriota risorgimentale italiano.

 

vedi:  Il Patriota difensore delle donne: SALVATORE MORELLI

 

Il 19 giugno 1833 muore suicida nelle carceri del palazzo ducale di Genova JACOPO RUFFINI (28 anni) avvocato, medico e Patriota Risorgimentale.

 

Vedi:  Un'anima pura e potente: JACOPO RUFFINI


I politici parlano poco degli adempimenti dei quali tutti devono farsi carico che costituiscono la condizione per le prerogative dei singoli.

Se riavvolgete il nastro delle dichiarazioni di politici, professori, giornalisti, laici, religiosi e così via degli ultimi anni scoprirete che la parola più usata è «diritto», seguita da «lotta alle disuguaglianze», «non lasceremo indietro nessuno» e «eliminare o ridurre la povertà»; la parola meno usata è «dovere» seguita da «rafforziamo le nostre coscienze». Eppure se ci riflettiamo bene non possono esistere i diritti senza i doveri. Leggi il resto di questo articolo »

 

 

Il 10 aprile 1890 muore a Forlì dopo una breve malattia AURELIO SAFFI (70 anni) politico, scrittore, Patriota Risorgimentale e Triumviro della Repubblica Romana del 1849.

 

Vedi:  La passione di un Repubblicano: AURELIO SAFFI

 

 

Il 9 aprile del 1921 muore a Roma ERNESTO NATHAN (76 anni) politico e sindaco di Roma.

 

Vedi:  Un sindaco mazziniano: ERNESTO NATHAN

Da “DOVERI DELL’UOMO” di Giuseppe Mazzini (1860)

dai capitoli  LA FAMIGLIA, L’EDUCAZIONE e I DOVERI DELL’UOMO


Poche madri, pochi padri, in questo secolo irreligioso, intendono segnatamente nelle classi agiate, la gravità, la santità della missione educatrice : poche madri, pochi padri pensano che le molte vittime, le lotte incessanti e il lungo martirio dei nostri tempi sono frutto in gran parte dell’egoismo innestato trenta anni addietro nelle anime da madri deboli o da padri incauti i quali lasciarono che i loro figli s’avvezzassero a considerare la vita non come dovere e missione, ma come ricerca di piaceri e studio del proprio benessere.

E potete educare con la parola. Parlate loro di Patria, di ciò ch’essa fu, di ciò che deve essere. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 10 marzo del 1872 muore a Pisa dopo una lunga malattia GIUSEPPE MAZZINI (67 anni) educatore, avvocato, giornalista, filosofo, scrittore, politico, animatore risorgimentale, Padre della Patria, Padre e Triumviro della Repubblica Romana del 1849.

 

Vedi:  Egli solo vegliava quando tutti dormivano: GIUSEPPE MAZZINI

 


 

 

Il 5 marzo 1849 entra a Roma passando per Porta del Popolo GIUSEPPE MAZZINI. Egli diverrà la grande guida spirituale e politica della giovane Repubblica Romana.

 

Vedi:  5 marzo 1849: Mazzini a Roma

 


 

Il 13 febbraio del 1876 muore a Roma dopo una breve malattia  MAURIZIO QUADRIO (76 anni) giornalista, insegnante, Patriota Risorgimentale, segretario del Triumvirato e difensore della Repubblica Romana del 1849.

 

Vedi:  Il Patriota di fede mazziniana: MAURIZIO QUADRIO

 

Il 9 febbraio 1849  nasce

LA REPUBBLICA ROMANA.

 

La repubblica è anzitutto principio d’amore, di maggior incivilimento, di progresso fraterno con tutti e per tutti, di miglioramento morale, intellettuale, economico per l’universalità dei cittadini… è il principio del bene su quello del male, del diritto comune sull’arbitrio di pochi, della Santa Eguaglianza sul Privilegio e il Dispotismo.

GIUSEPPE MAZZINI

 

 

Vedi:  Il compleanno di una Repubblica

6-13 febbraio 2011. Una settimana repubblicana.

5 marzo 1849: Mazzini a Roma


 

Il 26 dicembre 1954 muore a Firenze dopo una lunga malattia AMELIA PINCHERLE ROSSELLI (84 anni) scrittrice, Antifascista, Azionista e madre di ALDO, CARLO e NELLO ROSSELLI.

 

Vedi:  Il coraggio di una scrittrice: AMELIA PINCHERLE ROSSELLI


Pochi giorni fa, nel corso della cerimonia che si è svolta a Parigi per ricordare la fine della Prima guerra mondiale, il presidente Emmanuel Macron ha affermato che “le patriotisme est l’exact contraire du nationalisme. Le nationalisme en est sa trahison”.

Il 4 novembre, in occasione delle commemorazioni italiane, il presidente Sergio Mattarella, in un’intervista al Corriere della Sera, ha sostenuto che “oggi possiamo dirlo con ancora maggior forza: l’amor di Patria non coincide con l’estremismo nazionalista. L’amor di Patria viene da più lontano, dal Risorgimento. Un impegno di libertà, per affrancarsi dal dominio imposto con la forza: allora da Stati stranieri. Dopo la Grande Guerra fu una parte politica a comprimere la libertà di tutti. In questo risiede il profondo legame tra Risorgimento e Resistenza”. Leggi il resto di questo articolo »

Il richiamo a Simone Weil fatto dal ministro Salvini durante il suo discorso di domenica a Pontida è frutto di un uso perverso e mistificatorio del linguaggio dei doveri e di un’evidente ed inaccettabile manipolazione del pensiero di una delle più grandi pensatrici del Novecento. Quando Simone Weil, nella sua opera L’enracinement, parlava della priorità dei doveri sui diritti si riferiva al fatto che solo i doveri hanno la capacità di garantire i diritti, i quali altrimenti hanno bisogno della forza per essere attuati. Leggi il resto di questo articolo »

Io non accuso la vasta idea sociale, che è gloria e missione dell’epoca, della quale noi siamo precursori. Io accuso i socialisti, i capi segnatamente, d’aver falsato, mutilato, ringrettito quel grande pensiero con sistemi assoluti, che usurpano a un tempo sulla libertà dell’individuo, sulla sovranità del Paese e sulla continuità del progresso, legge per tutti noi… li accuso di aver sostenuto che la vita è ricerca di felicità, mentre la vita è una missione, il compimento di un dovere. Leggi il resto di questo articolo »

Ecco, noi l’abbiam detto, il nostro principio: base della piramide sociale, il popolo è il nostro punto di riunione, l’ente collettivo, che ci sta davanti ogni qualvolta pensiamo e parliamo di rigenerazione, di rivoluzione italiana. — Per popolo noi intendiamo l’universalità degli UOMINI COMPONENTI NAZIONE. Leggi il resto di questo articolo »

Ciò che veramente oggi ostacola notevolmente il progresso del principio democratico, è l’anarchia che prevale nella schiera dei suoi apostoli. Il partito democratico è, forse, l’unico in Europa che sia privo di un governo, che non abbia dirigenti qualificati, né un centro morale che lo rappresenti in Europa. Siamo credenti senza un tempio. Abbiamo ereditato dal passato una grande paura dell’autorità; temiamo a tal punto di essere inquadrati in reggimenti marcianti sulla strada maestra, che ciascuno di noi si avventura in scorciatoie, con il grande pericolo di andare fuori strada.

La libertà, che non è altro che un mezzo, è diventato un fine. Noi abbiamo lacerato la grande e bella insegna della Democrazia: il progresso di tutti per opera di tutti sotto la guida dei migliori e dei più saggi. … Leggi il resto di questo articolo »

La proposta di Liberi e Uguali di abolire le tasse universitarie non sarebbe difficile da comprendere e da far propria se noi italiani, oltre a vivere e usufruire dei benefici che la Repubblica ci garantisce, fossimo anche repubblicani.

L’educazione è, per chi ama la repubblica e ne comprende appieno il significato, diritto inalienabile della persona umana come il lavoro, la salute, la sicurezza. Noi lottiamo perché ciascuno abbia il diritto di usufruire di cure adeguate e di buona qualità (mai ci è passato per la mente di dire che chi è ricco non deve usufruire della sanità pubblica o del medico di base). Leggi il resto di questo articolo »

Con la sua dichiarazione che Pietro Grasso è di sinistra ed è un patriota (Repubblica 30 dicembre 2017), Pier Luigi Bersani ha pronunciato un bell’elogio che merita di essere approfondito. Sinistra e patriottismo sono tradizioni politiche e ideali che, nella nostra storia, in pochi casi hanno camminato insieme; spesso si sono guardate con reciproca diffidenza o apertamente combattute. La sinistra di ispirazione marxista e internazionalista ha sempre considerato il patriottismo una delle tante maschere che la borghesia ha indossato per ingannare il popolo, coprire i propri interessi, giustificare l’espansione coloniale; la sinistra di ispirazione cristiana lo ha giudicato un’ideologia che offende l’ideale della pace e della fratellanza dei popoli; la sinistra d’ispirazione illuministica lo ha disprezzato come una cultura rozza in contrasto con il cosmopolitismo illuminato dalla ragione. Leggi il resto di questo articolo »

Il 25 luglio 1844 vengono giustiziati nel Vallone di Rovito (Cosenza) mediante fucilazione da parte dell’esercito borbonico ATTILIO BANDIERA (34 anni), EMILIO BANDIERA (25 anni), NICOLA RICCIOTTI (47 anni), GIOVANNI VENERUCCI (33 anni), ANACARSI NARDI (44 anni), GIACOMO ROCCA (31 anni), DOMENICO MORO (22 anni), FRANCESCO BERTI (56 anni), DOMENICO LUPATELLI (41 anni),  patrioti risorgimentali.

GIUSEPPE MILLER (30 anni) e FRANCESCO TESEI (20 anni) morirono negli scontri con i borbonici. CARLO OSMANI, GIUSEPPE TESEI, GIOVANNI MANESSI, TOMMASO MAZZOLI, PAOLO MARIANI, GIOVANNI MELUSO, PIETRO PIAZZOLI, LUIGI NANNI e GIUSEPPE PACCHIONI furono catturati e condannati all’ergastolo o a molti anni di carcere. Leggi il resto di questo articolo »

Il 25 luglio 1844 muoiono giustiziati nel Vallone di Rovito (Cosenza) mediante fucilazione da parte dell’esercito borbonico ATTILIO BANDIERA (34 anni), EMILIO BANDIERA (25 anni), NICOLA RICCIOTTI (47 anni), GIOVANNI VENERUCCI (33 anni), ANACARSI NARDI (44 anni), GIACOMO ROCCA (31 anni), DOMENICO MORO (22 anni), FRANCESCO BERTI (56 anni), DOMENICO LUPATELLI (41 anni)  Patrioti risorgimentali. Leggi il resto di questo articolo »

Il 19 luglio del 1850 muore in un naufragio presso Fire Island, di fronte a New York (USA), MARGARET FULLER OSSOLI (40 anni) giornalista, scrittrice e attivista femminile statunitense, difenditrice della Repubblica Romana del 1849.

Margaret nacque a Cambridgeport, piccolissimo paese ora assorbito dalla città di Boston, capitale dello stato del Massachusetts (USA), nella famiglia di un avvocato di successo che la educherà rigidamente e la spingerà allo studio dei classici greci e latini.  Il successivo passaggio di Margaret in una scuola privata permetterà alla ragazza d’imparare perfettamente il francese, il tedesco e l’italiano. Leggi il resto di questo articolo »

Il 19 giugno 1833 muore suicida nelle carceri del palazzo ducale di Genova JACOPO RUFFINI (28 anni) avvocato, medico e Patriota Risorgimentale.

Jacopo nacque a Genova, nella zone del porto, in una famiglia della buona borghesia: suo padre era un avvocato e un monarchico appassionato e sua madre era ELEONORA CURLO (1781- 1856) di origini nobili, grande figura del Risorgimento e Patriota convinta: per tutta la vita fu punto di riferimento per la famiglia e per l’attività politica dei figli Jacopo e GIOVANNI (1807- 1881), entrati con la sua approvazione nella Carboneria con Mazzini il quale manterrà un forte rapporto epistolare ed ideale con lei fino alla morte della donna. Leggi il resto di questo articolo »

Garibaldi conduce la difesa del 3 giugno 1849. Disegno dell'epoca.

Il 3 giugno 1849 a Roma l’esercito francese guidato dal generale Oudinot attacca proditoriamente la Repubblica Romana dando inizio all’estrema difesa della Repubblica che si protrarrà per tutto il mese di giugno e che si concluderà con la resa della Repubblica stessa.

Nonostante i patti intercorsi tra i rappresentati repubblicani e i francesi d’iniziare le ostilità la mattina del 4 giugno Oudinot slealmente decise di attaccare nella notte del giorno prima e l’esercito francese, attraverso una breccia fatta nelle mura che delimitavano la Villa Corsini ( oggi villa Pamphili), conquistò il Casino dei Quattro Venti (dove oggi si trova l’Arco di Busiri Vici) che era proprio di fronte a Porta San Pancrazio quindi in posizione altamente strategica. L’effetto sorpresa riusci purtroppo pienamente.

GIUSEPPE GARIBALDI decise che tutto si sarebbe tentato pur di riconquistare quella posizione e dovette quindi approntare improvvisamente una serie di attacchi ( saranno almeno sette) con i suoi Volontari Italiani e con battaglioni di studenti e milizie della Repubblica comandati da GIUSEPPE GALLETTI insieme ai bersaglieri di Giacomo Medici e di LUCIANO MANARA. Leggi il resto di questo articolo »

Il 30 aprile 1886 muore a Roma dopo una breve malattia AGOSTINO BERTANI medico, politico, scrittore, Patriota Risorgimentale e Difensore della Repubblica Romana del 1849

Bertani nacque a Milano in una famiglia di idee liberali e antiaustriache e s’iscrisse alla facoltà di medicina di Pavia dove si laureò nel 1835. L’incontro con ottimi specialisti e l’attenta lettura dei migliori testi stranieri nel campo della chirurgia furono la base per la sua preparazione medica e fin dal 1839 mostrò una spiccata attenzione per gli aspetti sociali connessi con il progresso della medicina. Leggi il resto di questo articolo »

L’eredità – Molti della mia generazione si sono salvati dal marxismo banale e dogmatico degli anni Settanta grazie ai “Quaderni dal carcere” che ci hanno costretto a discutere in modo critico le prospettive del comunismo

Per molti della mia generazione la lettura degli scritti di Antonio Gramsci ha avuto l’effetto di una liberazione dal marxismo-leninismo banale e dogmatico che teneva banco, alla fine degli anni Sessanta, fra i movimenti della sinistra extraparlamentare. Non ho prove storiche da offrire, ma credo che molti giovani si siano avvicinati al Pci anche perché quel partito si proclamava erede di Gramsci e si impegnava attivamente a farne conoscere gli scritti. Leggi il resto di questo articolo »

Il 10 aprile 1890 muore a Forlì dopo una breve malattia AURELIO SAFFI (70 anni) politico, avvocato, scrittore, Patriota Risorgimentale e Triumviro della Repubblica Romana del 1849.

Saffi nacque in una famiglia dell’antica buona borghesia forlivese. Si laureò in giurisprudenza a Ferrara nel 1841 e si trasferì subito dopo a Roma per esercitare l’attività di avvocato. Contemporaneamente si dedicò a profondi studi letterari e storici. Tornato a Forlì ( che si trovava nello Stato della Chiesa) nel 1844 iniziò la sua attività politica come consigliere comunale e segretario provinciale. Leggi il resto di questo articolo »

Ci dovrebbe essere un vero apostolato della conoscenza, iniziando dalle poche verità fondamentali necessarie per l’avvenire dell’umanità e messe in risalto da pochi uomini di genio, ma non ancora rese popolari. Sarebbe così steso un programma educativo; il bilancio delle nostre cognizioni, una volta compilato sinteticamente, presto diventerebbe il programma politico che noi tutti stiamo cercando. Leggi il resto di questo articolo »

Il 27 marzo 1871 muore a Milano dopo una lunga malattia ADELAIDE BONO CAIROLI (65 anni) Patriota risorgimentale italiana.

Adelaide Bono, terza di quattro sorelle, nacque a Milano in una famiglia di estrazione aristocratica: la madre era contessa e il padre un conte che aveva avuto vari incarichi prestigiosi all’epoca delle repubbliche napoleoniche. Adelaide, che purtroppo aveva una salute malferma,  rimase orfana del padre quando aveva cinque anni e studiò a Verona presso l’istituto delle suore del Collegio Reale: qui ricevette una profonda educazione religiosa. Leggi il resto di questo articolo »

Il 10 marzo del 1872 muore a Pisa dopo una lunga malattia GIUSEPPE MAZZINI (67 anni) educatore, avvocato, giornalista, filosofo, scrittore, politico, animatore risorgimentale, Padre della Patria, Padre della Repubblica Romana del 1849.

Mazzini nacque a Genova in una famiglia della buona borghesia. Suo padre era GIACOMO (1767- 1848) medico e patriota attivo durante la Repubblica Ligure (1797- 1805) e in epoca napoleonica. La madre era MARIA DRAGO (1774- 1852) donna di grande cultura, di forti principi morali e di forte religiosità, che fu la principale educatrice di Giuseppe e sua amica e confidente per tutta la sua vita. Inoltre Maria Drago trasformò la sua casa di Genova in un rifugio per ogni perseguitato politico.  La famiglia aveva altre tre figlie che non ebbero mai un ruolo nel Risorgimento. Leggi il resto di questo articolo »

Il 5 marzo 1849  entra a Roma  passando per Porta del Popolo GIUSEPPE MAZZINI. Egli diverrà la grande guida spirituale e politica della giovane Repubblica Romana.

“Roma era il sogno de’ miei giovani anni, l’idea-madre nel concetto della mente, la religione dell’anima e v’entrai, la sera, a piedi, sui primi del marzo, trepido e quasi adorando. Per me, Roma era -ed è tuttavia malgrado le vergogne dell’oggi- il  Tempio dell’umanità; da Roma uscirà quando che sia la trasformazione religiosa che darà, per la terza volta, unità morale all’Europa… E non di meno trasalii, varcando verso Porta del Popolo, d’una scossa quasi elettrica, d’un getto di vita nuova. Io non vedrò più Roma, ma la ricorderò, morendo … e parmi che le mie ossa, … trasaliranno, com’io allora, il giorno in cui una bandiera di repubblica s’innalzerà, pegno all’unità della patria italiana, sul Campidoglio e sul Vaticano… ”

Giuseppe Mazzini, Note autobiografiche, 1864 Leggi il resto di questo articolo »

Mazzini entra a Roma attraverso Porta del Popolo. Disegno dell'epoca.

Il 5 marzo 1849  entra a Roma  passando per Porta del Popolo GIUSEPPE MAZZINI. Egli diverrà la grande guida spirituale e politica della giovane Repubblica Romana.

La Repubblica Romana era stata inaugurata il 9 febbraio del 1849  e già dal 5 febbraio erano iniziati i lavori dell’Assemblea Costituente Romana per preparare la nuova Costituzione della giovane Repubblica.

Si attendeva con trepidazione l’arrivo di Mazzini ( eletto il 18 febbraio alla Costituente nelle elezioni suppletive sia nel collegio di Ferrara che in quello di Roma) che si trovava tra Firenze e Livorno mentre, con altri Patrioti, cercava di far nascere la Repubblica Toscana dopo la fuga del Granduca.

Mazzini arriverà a Roma il 5 marzo passando per Porta del Popolo e così ricorderà quel momento anni dopo, nel 1864, nelle sue Note autobiografiche:

“Roma era il sogno de’ miei giovani anni, l’idea-madre nel concetto della mente, la religione dell’anima e v’entrai la sera a piedi sui primi del marzo trepido e quasi adorando. Per me Roma era – ed è tuttavia malgrado le vergogne dell’oggi – il  Tempio dell’umanità; da Roma uscirà quando che sia la trasformazione religiosa che darà per la terza volta unità morale all’Europa… Leggi il resto di questo articolo »

Adoro la mia patria perché adoro la Patria; la nostra libertà, perch’io credo nella Libertà; i nostri diritti, perché credo nel Diritto-

Come la Patria, più assai che la Patria, la Famiglia è un elemento della vita.
Ho detto più assai che la Patria. La Patria sacra oggi, sparirà forse un giorno, quando ogni uomo rifletterà nella propria coscienza la legge morale dell’ Umanità: la Famiglia durerà quanto l’uomo. Essa è la culla dell’ Umanità. Come ogni elemento della vita umana, essa deve essere aperta al Progresso, migliorare d’epoca in epoca le sue tendenze, le sue aspirazioni; ma nessuno potrà cancellarla.

Per la Famiglia più sempre santa e inanellata sempre alla Patria: è questa la vostra missione. Ciò che la Patria è per l’ Umanità, la Famiglia deve esserlo per la Patria. Com’ io v’ ho detto che la parte della Patria è quella d’educare uomini, così la parte della Famiglia è quella d’educare cittadini, Famiglia e Patria sono i due punti estremi d’una sola linea. E dove non è così, la Famiglia diventa Egoismo, tanto più schifoso e brutale quanto più prostituisce, sviandola dal vero scopo, la cosa la più santa, gli affetti. Leggi il resto di questo articolo »

Se oggi accettiamo ricette che un tempo avremmo giudicato inaccettabili – dall’austerità ai muri – è perché abbiamo perso ogni spinta collettiva, siamo animati da egoismi che stanno soffocando la democrazia

Quando uomini e donne s’impegnano nell’azione politica e sociale, lo fanno guidati da passioni generose: l’amore della libertà, la compassione per i deboli, i poveri, gli oppressi, lo sdegno contro l’ingiustizia; o da passioni maligne: l’odio, il disprezzo per chi è diverso da noi per razza, cultura e religione, l’avidità di guadagno, l’ambizione sfrenata per il potere. Anche se abbondano esempi di persone che agiscono stimolate da nobili passioni, il nostro tempo è dominato dalle passioni meschine. Se non cambia il modo di sentire, non ci sarà alcun nuovo inizio, non sarà possibile alcuna iniziativa politica e sociale capace di cambiare modo di vivere. Leggi il resto di questo articolo »

Il 20 febbraio del 1861 muore a Torino dopo una breve malattia GUSTAVO MODENA (58 anni)  attore teatrale, Patriota risorgimentale e difensore della Repubblica Romana del 1849.

Modena nacque a Venezia nella famiglia di un sarto e di un’attrice e iniziò a recitare molto presto sotto la guida del padre. Si laureò in giurisprudenza a Bologna nel 1821 ma decise di rinunciare all’avvocatura per dedicarsi completamente all’attività di attore teatrale, debuttando in teatro nel 1824. Ma la passione per l’arte drammatica venne presto intesa da Modena come forma di militanza civica e patriottica.

Intanto partecipò ai moti carbonari del 1821 in Piemonte rimanendo gravemente ferito negli scontri con la polizia. Maturato ormai un forte sentimento patriottico aderì alla Giovine Italia di MAZZINI ( con il nome di battaglia Michele di Lando) e partecipò ai moti risorgimentali del 1831. Fu un attivo emissario tra Francia e Italia e, come risulta dalle lettere di Mazzini, cercò di coniugare l’attività cospirativa con la ricerca di fonti di sostentamento. Mazzini, inoltre, dimostrò sempre di apprezzare la bontà e generosità d’animo di Modena. Leggi il resto di questo articolo »

Il 13 febbraio del 1876 muore a Roma dopo una breve malattia  MAURIZIO QUADRIO (76 anni) giornalista, insegnante, Patriota Risorgimentale, segretario del Triumvirato e difensore della Repubblica Romana del 1849.

Quadrio nacque a Chiavenna (Sondrio) in una famiglia benestante di un medico, terzo di sette fratelli, e rimase orfano della madre fin dall’età di 14 anni. Mostrò da subito un carattere molto deciso e ribelle fuggendo dai vari istituti a cui venne affidato. Nel 1917 morì il padre e dal 1819 frequentò l’Università di Pisa nella facoltà giuridica dove incontrò una realtà ricca di fermenti ideali che fecero fiorire in lui una profonda passione liberale e patriottica che non abbandonò mai: aderì, infatti, all’associazione segreta carbonara I Federati. Leggi il resto di questo articolo »

 

Ernesto Rossi 1897- 1967

Ernesto Rossi, del quale quest’anno si celebrano i cinquant’anni dalla morte (9 febbraio 1967), era stato volontario non ancora diciannovenne nella prima guerra mondiale e, nato a Caserta, vicino Napoli, era arrivato a Firenze dove in quel momento insegnava lo storico Gaetano Salvemini. L’incontro con lui fu per il giovane casertano decisivo di fronte al dibattito violento che allora si scatenò tra i sostenitori della neutralità dell’Italia e quelli dell’intervento nella prima guerra mondiale. Insegnante di matematica nelle scuole italiane, fu arrestato nel 1930, mentre faceva lezione, e condannato dal Tribunale Speciale Fascista a venti anni di cui nove furono scontati in carcere e quattro al confino di Ventotene. Leggi il resto di questo articolo »

…   “Non è già un teorema di economia politica o una tesi filosofica, quale che ne sia in definitiva  l’efficacia chiarificatrice, ciò che spinge gli uomini a combattere, a sacrificarsi e, se è necessario, a morire per un ideale, ma un impulso morale. Prova certa, prova unica dell’impeto costruttivo di un partito politico è il fervore dei suoi aderenti, il profondo senso del dovere che li anima, la fierezza che li accende contro il prepotere e l’arbitrio, il disinteresse che non monetizza il sacrificio e non subordina comunque la propria attività a meschine ambizioni o a personale tornaconto; in breve: l’odio per la corruzione, per la viltà, per l’opportunismo. Leggi il resto di questo articolo »

Il 26 dicembre 1954 muore a Firenze dopo una lunga malattia AMELIA PINCHERLE ROSSELLI (84 anni) scrittrice, Antifascista, Azionista e madre di ALDO, CARLO e NELLO ROSSELLI.

Amelia nacque a Venezia da una famiglia dell’alta borghesia ebraica, ultima di cinque figli (era sorella di Carlo Pincherle padre dello  scrittore Alberto Pincherle noto come Moravia). La famiglia aveva forti tradizioni risorgimentali: nelle sue Memorie, scritte tra il 1931 e il 1946, Amelia mise in luce i cardini attorno ai quali ruotò la sua infanzia e che tanto influenzarono la sua vita di donna: la fascinazione per i moti del ’49 veneziano e per il senso del dovere mazziniano che permeò quella generazione, la leva di un altruismo spinto all’eccesso, la tendenza alla solitudine e l’acuta osservazione dell’ambiente circostante in chiave teatrale. Leggi il resto di questo articolo »

L’ 8 dicembre 1981 muore a Roma dopo una lunga malattia FERRUCCIO PARRI (91 anni, nome di battaglia Maurizio), insegnante, politico, giornalista, Azionista, Antifascista, capo della Resistenza italiana e presidente dell’unico governo fondato sulla Resistenza nel 1945.

Parri nasce a Pinerolo (TO) da una famiglia di origini marchigiane, quarto di cinque figli. Il padre, insegnante di letteratura italiana e fervente mazziniano, spinse la famiglia a spostarsi frequentemente a causa del suo lavoro scolastico. Dopo aver completato gli studi liceali, Parri si iscrisse nell’autunno del 1908 alla facoltà di lettere dell’Università di Torino, scegliendo l’indirizzo storico-geografico.

Da studente divenne un appassionato lettore delle molteplici riviste fiorentine, in particolare de La Voce di Giuseppe Prezzolini (1882- 1982), che arricchì la sua educazione mazziniana ricevuta in famiglia e che gli indicò il compito che le nuove generazioni dovevano fare proprio, ovvero battersi per una riforma etica della politica e promuovere l’educazione civile del popolo italiano. Leggi il resto di questo articolo »

Monumento ai Martiri di Belfiore, Mantova

Il 7 dicembre 1852 nella valletta di Belfiore, località all’entrata occidentale di Mantova, vennero impiccati dagli austriaci il sacerdote ENRICO TAZZOLI (40 anni), il medico mantovano CARLO POMA (29 anni), il pittore ritrattista GIOVANNI ZAMBELLI ( 28 anni) ed altri due patrioti veneziani ANGELO SCARSELLINI ( 29 anni) e BERNARDO  DE CANAL (28 anni).

Tra il novembre 1851 e il luglio 1855 undici patrioti italiani furono giustiziati nella valletta di Belfiore. Di questi, nove appartenevano a comitati rivoluzionari di ispirazione mazziniana formatisi nel Lombardo-Veneto a partire dal 1850.

Il Comitato più importante fu quello mantovano le cui basi vennero poste in una riunione del 2 novembre 1850 e che ruotava intorno alla figura di don Enrico Tazzoli, sacerdote di orientamento mazziniano che teneva contatti con le cellule rivoluzionarie di Verona, Brescia, Venezia, Milano e Padova. Leggi il resto di questo articolo »

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