Articoli marcati con tag ‘dignità’

 

 

 

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Covid-19: il Grande Reset. La Grande Risistemazione. (terza parte)

Covid-19: il Grande Reset. La Grande Risistemazione. (seconda parte)

Covid-19: il Grande Reset. La Grande Risistemazione. (prima parte)

"Siamo tutti in pericolo!" Leggi il resto di questo articolo »

Video e articoli  per riflettere su cosa sta succedendo. E’ molto materiale, lo sappiamo, ma è necessario per difenderci dal “pensiero unico” che i media ci stanno imponendo per terrorizzarci.

Le voci di scienziati, medici, giornalisti e filosofi non allineati sono molte ma queste voci “eretiche” non passeranno mai sulla Rai, su Mediaset, sul LA7 e sui “giornaloni” proprio per impedirci di fare dei confronti e capire autonomamente: ” mettiti la mascherina e zitto e mosca!”

Fare la fatica di vedere e leggere le voci alternative è già una forma di Resistenza, pensare è già resistere a chi ci dice che per la salute, la sicurezza si possono calpestare la LIBERTA,  la COSTITUZIONE e la DIGNITA’. “Siamo tutti in pericolo“, disse Pasolini. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 27 settembre del 1956  muore a Firenze  PIERO CALAMANDREI (67 anni) Padre della Costituzione Italiana, “Cantore” della Resistenza, Padre costituente e Combattente per la giustizia come giurista, come uomo politico, come uomo di cultura.

 

vedi:  Il Cantore della Resistenza: PIERO CALAMANDREI

Il progetto di regime sanitario per condurre verso la dittatura digitale e una società del controllo non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. Il progetto di una “nuova normalità” all’interno di futuri “stati terapeutici” non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. E in questi progetti il ruolo dei media per propagandare il pensiero unico sul virus e la conseguente paura permanente è fondamentale.  Ma c’è (e ci deve essere) “chi resiste” e non si adegua! (GLR)

 

Il disegno criminoso in atto finalizzato al totale controllo della popolazione mondiale che deve essere contemporaneamente affamata, malata e ignorante passa evidentemente attraverso i bambini e la scuola. Leggi il resto di questo articolo »

Il progetto di regime sanitario per condurre verso la dittatura digitale e una società del controllo non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. Il progetto di una “nuova normalità” all’interno di futuri “stati terapeutici” non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. E in questi progetti il ruolo dei media per propagandare il pensiero unico sul virus e la conseguente paura permanente è fondamentale.  Ma c’è (e ci deve essere) “chi resiste” e non si adegua! (GLR)

 

Una manipolazione di massa infinita

Purtroppo sta accadendo ciò che temevamo da tempo. Il consorzio di politicanti, pseudo-scienziati e professionisti della disinformazione, che da tempo tiene in pugno il Paese dopo averlo terrorizzato per mesi, continua imperterrito la più lunga manipolazione di massa della storia repubblicana. Leggi il resto di questo articolo »

Proponiamo queste parole di Piero Calamandrei mentre assistiamo al disfacimento della scuola e della cultura in questi tempi di nuovi autoritarismi “sanitari” e “digitali”. Una grandissima riflessione sulla laicità della scuola a fronte dell’invadenza ecclesiastica e, oggi, delle nuove “religioni fondamentaliste”: la salute, la sicurezza, la digitalizzazione della vita. Se serviranno affinchè qualcuno in più prenda a cuore il futuro della scuola e della cultura in Italia ne saremo contenti. (glr)

 

Dal discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950

 

Cari colleghi,

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È possibiledata l’inconsistenza etica dei nostri governanti, che queste disposizioni siano dettate in chi le ha prese dalla stessa paura che esse intendono provocarema è difficile non pensare che la situazione che esse creano è esattamente quella che chi ci governa ha più volte cercato di realizzare: che si chiudano una buona volta le università e le scuole e si facciano lezioni solo on line, che si smetta di riunirsi e di parlare per ragioni politiche o culturali e ci si scambino soltanto messaggi digitali, che ovunque è possibile le macchine sostituiscano ogni contatto – ogni contagio – fra gli esseri umani.

Giorgio Agamben, filosofo   in  Contagio

 

Paolo Crepet, lo sfogo di un popolo: «Che governo è? Mi fa orrore»

L’inizio dell’anno scolastico 2020/2021 è uno dei temi principali di questo periodo sul quale è intervenuto anche lo psichiatra Paolo Crepet. Paolo Crepet è psichiatra, educatore e sociologo, spesso ospite di diversi programmi televisivi come Coffee Break su La7. Leggi il resto di questo articolo »

“Io non sono convinto che in questi mesi gli italiani abbiano dimostrato “responsabilità”, “disciplina”, “senso civico”. I nostri concittadini si sono fatti prendere dal panico, si sono lasciati convincere da un’informazione (soprattutto televisiva) sensazionalista, parziale, ispirata al ‘pensiero unico” del male assoluto.”

(da:  Terrore sanitario e la gente comune. )

 

 

Dall’articolo: Il lavoro fatto su Giap durante l’emergenza coronavirus. Un bilancio – e un glossario – mentre si «smarmella tutto»

0. Le destre in piazza, ma che sorpresa!

Mentre scriviamo si parla molto delle «destre che scendono in piazza cavalcando il malcontento». Su questo blog già dai primi di aprile avvisavamo che presto o tardi sarebbe accaduto: quel malcontento – la rabbia per la gestione dell’emergenza coronavirus e per le sue conseguenze sociali – stava già montando, ma si esprimeva in modi che non entravano nei radar, oppure ci entravano, ma venivano subito fraintesi, distorti, sminuiti, derisi. Leggi il resto di questo articolo »

Nella seduta della Camera dei Deputati di ieri, 14/5/2020, ci sono stati due coraggiosi interventi dei deputati Sara Cunial e Vittorio Sgarbi sulla conduzione autoritaria dell’emergenza sanitaria e sul terrore sanitario che ne deriva. Ve li proponiamo.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Sara Cunial. Ne ha facoltà.

SARA CUNIAL (MISTO). Presidente, Hobbes ci diceva che il potere assoluto non nasce con un’imposizione dall’alto, ma dalla scelta di individui che si sentono più protetti rinunciando e concedendo la propria libertà ad un terzo. In virtù di questo, voi proseguite, anestetizzando le menti a base di mass media comprati, amuchina e PNL, con parole come “regime”, “consentire” e “permettere”, fino al punto di permettervi, proprio, di normare anche i nostri legami e i sentimenti e certificare i nostri affetti. Leggi il resto di questo articolo »

“Io non sono convinto che in questi mesi gli italiani abbiano dimostrato “responsabilità”, “disciplina”, “senso civico”. I nostri concittadini si sono fatti prendere dal panico, si sono lasciati convincere da un’informazione (soprattutto televisiva) sensazionalista, parziale, ispirata al ‘pensiero unico” del male assoluto.”

(da:  Terrore sanitario e la gente comune. )

 

Gli italiani, animali spaventati

Eccoli, a piede libero e mente prigioniera. Fanno tenerezza gli italiani come animali spaventati che si riaffacciano all’aperto guardinghi e mascherati, fuggitivi, pronti a evitare ogni vicinanza o assembramento. Portano finalmente a spasso l’animale che si portano dentro e che era dentro fino a ieri, con la minaccia di tornarci domani. Vivete l’oggi perché del doman non c’è certezza. Leggi il resto di questo articolo »

 

Questo secolo oramai alla fine

Saturo di parassiti senza dignità

Mi spinge solo ad essere migliore

Con più volontà.

Dalla canzone E ti vengo a cercare di Franco Battiato  (1988) Leggi il resto di questo articolo »

Una domanda

 

La peste segnò per la città l’inizio della corruzione… Nessuno era più disposto a perseverare in quello che prima giudicava essere il bene, perché credeva che poteva forse morire prima di raggiungerlo.

Tucidide, La guerra del Peloponneso, II, 53

 

Vorrei condividere con chi ne ha voglia una domanda su cui ormai da più di un mese non cesso di riflettere. Com’è potuto avvenire che un intero paese sia senza accorgersene eticamente e politicamente crollato di fronte a una malattia? Le parole che ho usato per formulare questa domanda sono state una per una attentamente valutate. Leggi il resto di questo articolo »

La pandemia che stiamo vivendo a livello globale rappresenta un evento tragico che costringe un intero pianeta a fare i conti con la propria esistenza. In questo contesto, l’Italia, suo malgrado, si è trovata ad essere in una terribile trincea. Leggi il resto di questo articolo »

C’è un diritto per il tempo di pace, e c’è un diritto per i tempi di guerra. Non siamo in guerra (o invece sì?), però intanto le nostre leggi indossano l’elmetto. Da quando sono stati accertati i primi due casi di contagio (30 gennaio), sull’Italia cade una grandinata di provvedimenti normativi, sempre più severi, sempre più stringenti. Di conseguenza s’offuscano le libertà costituzionali, cambia la catena di comando. E il coronavirus infetta l’ordinamento giuridico italiano, oltre agli italiani in carne e ossa. Leggi il resto di questo articolo »

Pubblichiamo una anticipazione del nuovo libro di MAURIZIO VIROLI in uscita in questi giorni “Etica del servizio ed etica del comando”, pubblicato dall’Editoriale Scientifica nella collana “Il Grifone ”, 2018.

 

Soltanto la persona moralmente libera, vale a dire la persona che ha senso del dovere, può servire bene la Repubblica. Chi non ha senso del dovere è una persona banale o una persona d’animo servile. Le persone banali possono obbedire con zelo e svolgere le loro mansioni con molta efficienza. Poiché non hanno convinzioni profonde sono però disponibili a servire qualsiasi regime: il terzo reich o la libera repubblica fa poca differenza.

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Dal senso del dramma di Craxi alla freddezza dei 5Stelle

A Ilario Lombardo della Stampa, che gli chiede se le molte sconfitte lo abbiano indotto allo sconforto, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio replica così: «Lo sconforto non mi è mai appartenuto».

La risposta sorprende per tre ragioni: perché è impossibile che un normale essere umano non venga mai preso dallo scoramento; perché tutte le cronache parlano di un leader dei 5Stelle “avvilito” e “abbattuto”; perché quella frase («non mi è mai appartenuto») è un’espressione del più convenzionale politichese, appena attenuata da una cadenza sub-letteraria. Leggi il resto di questo articolo »

Pubblichiamo un estratto del nuovo libro di Maurizio Viroli, “Nazionalisti e patrioti”, in uscita oggi per Laterza.

Perché il nazionalismo è pericoloso e va combattuto con assoluta intransigenza? Perché non nasce come un linguaggio che esalta la libertà, ma come un linguaggio che esalta l’omogeneità culturale o etnica: non insegna il rispetto per la persona umana, ma giustifica il disprezzo per chi non appartiene alla nostra nazione. Leggi il resto di questo articolo »

Oggi, con il taglio dei parlamentari, siamo davanti a una riforma che sceglie la popolarità e mette in secondo piano la responsabilità

Una riforma che è molto popolare è per forza di cose anche automaticamente giusta? In tempi di crisi della rappresentanza, con gli elettori che si sentono delusi e lontani dalle istituzioni e si rifugiano nell’astensione, incrociare il sentimento prevalente nei cittadini è più che mai indispensabile per i partiti. Leggi il resto di questo articolo »

«Se ogni strumento riuscisse a compiere la sua funzione o dietro un comando o prevedendolo in anticipo, i padroni non avrebbero bisogno di schiavi». Scrivendo queste celebri parole, per giustificare la necessità della schiavitù, Aristotele non immaginava certo che ciò sarebbe davvero accaduto. Con conseguenze difficili da decifrare. Leggi il resto di questo articolo »

Sara Cunial

Questo è l’intervento della deputata del Gruppo Misto della Camera dei Deputati SARA CUNIAL nella seduta parlamentare a Montecitorio del 25 luglio 2019 durante la discussione per la conversione in legge del cosiddetto Decreto Sicurezza bis. Cunial ( nata nel 1979)  è stata eletta il 4 marzo del 2018 come parlamentare del Movimento 5 Stelle, nella circoscrizione Veneto 2,  da cui è stata espulsa il 17 aprile del 2019 per posizioni contrarie al suo partito. Cunial è passata al Gruppo Misto. Il testo corrisponde allo “stenografico” della Camera dei Deputati.

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Gli insulti urlati sulla banchina a Lampedusa a Carola Rackete sono rimbalzati contro il suo volto sereno, non hanno scalfito quella compostezza data dalla consapevolezza di aver messo il proprio corpo a disposizione della propria responsabilità, cosa non scontata. Non scontata, in un Paese in cui il ministro dell’Interno, spaventato da un’eventuale condanna, si è sottratto al processo per sequestro di persona nel caso Diciotti facendosi salvare dalla sua maggioranza. Leggi il resto di questo articolo »

Memoria. Lo studioso porta alla luce per Donzelli esempi eroici di educatori perseguitati e uccisi dal regime di Mussolini. Le storie di dodici insegnanti che si opposero alla dittatura nel libro di Massimo Castoldi. Quanto pesano la dignità, il coraggio di un maestro per far sì che i bambini a lui affidati crescano nel rispetto delle regole dei rapporti umani cancellati dal fascismo. Leggi il resto di questo articolo »

Intervento del professor Ivano Dionigi tenuto a “Saperi pubblici”, l’iniziativa del 1 e 2 ottobre 2018  in piazza Verdi a Bologna.

Viviamo in un’epoca di paradossi: a fronte della globalizzazione e del suo profeta, Internet, reagiamo con un apparato di veti, blocchi, muri di cemento e di pregiudizi; a fronte della moltiplicazione dei problemi economici, sociali e morali operiamo una riduzione e un impoverimento delle parole; a fronte del maximum dei mezzi di comunicazione sperimentiamo il minimum di comprensione, come se le parole subissero una sciagurata autonomia rispetto alle cose. Leggi il resto di questo articolo »

Mentre a Roma il professor Conte faceva il suo discorso di investitura alle Camere e riceveva il sostegno di una coalizione giallo-verde e un poco nera, a Madrid nasceva il nuovo governo a guida socialista (primo in Europa con una maggioranza di ministre) dopo le dimissioni del conservatore Rajoy, sfiduciato dal Parlamento dopo una sentenza per corruzione che ha coinvolto il suo partito. Sánchez, il leader socialista del nuovo governo spagnolo, ha rifiutato di giurare sulla Bibbia. Leggi il resto di questo articolo »

Norberto Bobbio

Questo articolo di NORBERTO BOBBIO (1909- 2004) comparve nel 1958 sulla rivista “Risorgimento” che, in occasione del primo decennale della Costituzione, aveva promosso un’ inchiesta. Nello stesso anno venne poi pubblicato sul bollettino dell’ Università di Torino.

 

Quando parliamo di democrazia, non ci riferiamo soltanto a un insieme di istituzioni, ma indichiamo anche una generale concezione della vita. Nella democrazia siamo impegnati non soltanto come cittadini aventi certi diritti e certi doveri, ma anche come uomini che debbono ispirarsi a un certo modo di vivere e di comportarsi con se stessi e con gli altri. Leggi il resto di questo articolo »

Giuseppe Mazzini, 1805-1872

Ciò che veramente oggi ostacola notevolmente il progresso del principio democratico, è l’anarchia che prevale nella schiera dei suoi apostoli. Il partito democratico è, forse, l’unico in Europa che sia privo di un governo, che non abbia dirigenti qualificati, né un centro morale che lo rappresenti in Europa. Siamo credenti senza un tempio. Abbiamo ereditato dal passato una grande paura dell’autorità; temiamo a tal punto di essere inquadrati in reggimenti marcianti sulla strada maestra, che ciascuno di noi si avventura in scorciatoie, con il grande pericolo di andare fuori strada.

La libertà, che non è altro che un mezzo, è diventato un fine. Noi abbiamo lacerato la grande e bella insegna della Democrazia: il progresso di tutti per opera di tutti sotto la guida dei migliori e dei più saggi. … Leggi il resto di questo articolo »

Oggi nessuno vuole più rispondere di nulla ma chi scarica sugli altri ogni fardello nei fatti si dichiara sostituibile e superfluo

«Non ne rispondo io — mi spiace». «Che si assuma la responsabilità chi di dovere!». «Sarà il caso di passare la palla ad altri». Quante volte al giorno capita di ascoltare frasi del genere? O persino di pronunciarle? Sfuggire alla responsabilità è una prassi diffusa nella vita privata come nella sfera pubblica.

Dai piccoli gesti della quotidianità ai rapporti affettivi, dai legami sociali all’agire politico: non c’è ambito che non sia pervaso da una rinuncia sistematica alle risposte che ciascuno è chiamato a dare. E la rinuncia finisce per volgersi in vera abdicazione là dove le responsabilità aumentano. Leggi il resto di questo articolo »

Pesi e contrappesi – Senza “eguaglianza” e “solidarietà” la “libertà” non basta alla democrazia. Ecco perché oggi la Carta va attuata

La Costituzione ha settanta anni. E tutto quello che c’è stato di buono lo si deve a Lei. L’Italia usciva sconfitta dalla seconda guerra mondiale, che aveva distrutto tutto: case, ferrovie, ponti, fabbriche, strade e chi più ne ha più ne metta, con gli spietati bombardamenti a tappeto degli anglo americani (detti “gli alleati”, non nostri, evidentemente, ma tra loro). Ma per fortuna essa non riuscì a distruggere le possenti intelligenze dei nostri Padri costituenti, i quali compirono un vero miracolo (che gli incolti della cultura chiamano “compromesso”), ma che in realtà fu una “fusione” di tre principi che non possono vivere l’uno disgiunto dall’altro: la “libertà” (rappresentata dalle forze liberali), l’ “eguaglianza” (rappresentate dai social comunisti), la “solidarietà” (rappresentata dai democristiani). Leggi il resto di questo articolo »

 

Gramsci al tempo della sua detenzione

Lettera inviata da ANTONIO GRAMSCI (1891- 1937) il 10 maggio 1928 alla madre, poco prima della sua condanna a 20 anni di reclusione, comminata dal Tribunale Speciale Fascista il 4 giugno 1928.  Fu in questa occasione che il pubblico ministero pronunciò una frase rimasta famosa: «Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare». Gramsci morirà durante la detenzione.

 

Carissima mamma,

sto per partire per Roma. Oramai è certo. Questa lettera mi è stata data appunto per annunziarti il trasloco. Perciò scrivimi a Roma d’ora innanzi e finché io non ti abbia avvertito di un altro trasloco.

Ieri ho ricevuto un’assicurata di Carlo del 5 maggio. Mi scrive che mi manderà la tua fotografia: sarò molto contento. A quest’ora ti deve essere giunta la fotografia di Delio che ti ho spedito una decina di giorni fa, raccomandata. Leggi il resto di questo articolo »

Tra i doveri essenziali dell’uomo Kant pone quello dell’orgoglio, della Fierezza morale. Egli dice: “Non farti servo di nessuno”! E questo vuol dire: “Non subordinare la tua coscienza ai timori e alla speranza della vita inferiore: non avvilire la tua personalità piegandola servilmente dinnanzi ad altri uomini”! Soltanto chi sente in sé l’esigenza di questa dignità morale, di questa fierezza inflessibile, è un uomo nel vero senso della parola: il resto è gregge nato per servire.

Piero Martinetti (1872- 1943), filosofo,  1926 Leggi il resto di questo articolo »

 

Gaetano Salvemini

… Molte volte per spiegare, o peggio ancora per giustificare, gli spropositi e le porcherie fatti ieri e oggi dai politicanti italiani di ogni denominazione, si ripete che “gli italiani son fatti così” e la botte non può dare che il vino che ha. Giolitti ai suoi tempi diceva che il popolo italiano era gobbo e – lui – non poteva fare a un gobbo altro che un abito da gobbo. E certo il popolo italiano era gobbo.

Ma Giolitti invece di tentare quanto sarebbe stato possibile per farlo, non dico dritto come un fuso, ma un gobbo meno gobbo di quanto egli aveva trovato, lo rese più gobbo di quanto fosse prima. Poi venne Mussolini e disse che il popolo italiano era buono a nulla. Poi sono venuti molti – troppi – antifascisti e anch’essi dicono che il popolo italiano è fatto così. Dove tutti sono responsabili, nessuno è responsabile… Leggi il resto di questo articolo »

Il 5 settembre del 2010 viene ucciso a Pollica (SA) con 9 colpi di pistola in un agguato camorristico ANGELO VASSALLO (57 anni) imprenditore ittico, politico e sindaco.

Vassallo nacque a Pollica ed era cresciuto calcando i mari e vivendo il mondo dei pescatori. Aveva anche maturato una grandissima ammirazione per la bellezza della sua terra, il Cilento, tanto da sentirsi impegnato nel difendere Pollica, mantenerla pulita, migliorarla.

Aveva fatto in modo, da sindaco, che il porto di Acciaroli (Pollica) diventasse il simbolo del paese: rimodernato, curato e rilanciato, il suo mare aveva ricevuto la Bandiera Blu, cosa di cui Vassallo andava fierissimo. Questa ammirazione e questo rispetto per la sua terra lo portò a dedicarle la sua vita politicamente e socialmente, pienamente cosciente delle contraddizioni da cui era afflitta. Leggi il resto di questo articolo »

Il  testo è tratto da Diritti e democrazia, di Stefano Rodotà, in La filosofia e le sue storie – L’età contemporanea, a cura di Umberto Eco e Riccardo Fedriga, ed. Laterza, 2015

“L’età dei diritti”, come l’ha definita Norberto Bobbio, trova nel Novecento una stagione particolarmente intensa, nel corso della quale sono proprio i diritti fondamentali a dare il tono ai mutamenti costituzionali. Ma il Novecento stesso è pure il tempo della loro terribile convivenza con la radicale negazione non solo d’ogni diritto, ma della stessa umanità delle persone, che ha segnato il “secolo breve” (…) e le dittature che l’hanno accompagnato. La reazione è stata affidata alle parole che, non a caso, aprono nel 1949 la costituzione tedesca, “la dignità umana è inviolabile”, le stesse che ritroviamo all’inizio della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. E questa linea di pieno recupero dell’umanità di ciascuno trova la sua manifestazione più incisiva nella frase che conclude l’articolo 32 della Costituzione italiana del 1948: “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

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L’ 11 giugno del 323 a.C. (data presunta) muore a Corinto (Grecia) dopo una breve malattia DIOGENE DI SINOPE (89 anni, detto il Cinico o il Cane) filosofo.

Così racconta lo storico greco Plutarco (46- 125 d.C.) nella sua opera Vite Parallele al capitolo dedicato ad Alessandro Magno (356- 323 a.C.):

Il re in persona andò da lui (Diogene) e lo trovò che stava disteso al sole. Al giungere di tanti uomini egli si levò un poco a sedere e guardò fisso Alessandro. Questi lo salutò e gli rivolse la parola chiedendogli se aveva bisogno di qualcosa; e quello: “Scostati un poco dal sole”. A tale frase si dice che Alessandro fu così colpito e talmente ammirò la grandezza d’animo di quell’uomo, che pure lo disprezzava, che mentre i compagni che erano con lui, al ritorno, deridevano il filosofo e lo schernivano, disse: “Se non fossi Alessandro, io vorrei essere Diogene”. Leggi il resto di questo articolo »

Gli ideali scaturiti dalla storia e dalla cultura del continente sembrano essersi inariditi. Oggi dominano i «Trattati», i mercati e la logica della globalizzazione

«I parafulmini devono essere saldamente infissi nel terreno. Anche le idee più speculative devono essere ancorate nella realtà, nella materia delle cose. Che dire allora dell’idea di Europa?». Con queste parole comincia un saggio, straordinario per profondità ed eloquenza, in cui George Steiner ha messo sul tavolo Una certa idea di Europa. Questa sua idea si distende in cinque parametri, esposti con gusto narrativo e forza metaforica. L’Europa è prima di tutto il luogo dove regna il caffé, «luogo degli appuntamenti e delle cospirazioni, del dibattito intellettuale e del pettegolezzo». Leggi il resto di questo articolo »

Ma cos’è dunque il senso vero dell’onore? L’onore è innanzitutto un rifiuto, un rifiuto di scendere a patti con ciò che è brutto, basso, volgare, interessato, non gratuito; un rifiuto di inchinarsi dinanzi alla forza in quanto tale; dinanzi alla pace in quanto tale; dinanzi alla fortuna in quanto tale. Leggi il resto di questo articolo »

Il 12 aprile del 46 a.C. muore suicida ad Utica (Tunisia) MARCO PORCIO CATONE (46 anni, detto UTICENSE) politico, scrittore, militare e magistrato romano.

Catone nacque a Roma  nel 95 a. C. in una famiglia di grande importanza politica e sociale. Suo nonno era Marco Porcio Catone detto il Censore (234- 149 a.C.) e fin da giovane si mostrò austero, sobrio, moralmente e fisicamente forte, così come ci attesta lo storico greco Plutarco (46 d.C.- 125 d.C.) in una biografia a lui dedicata nella sua opera Vite parallele. Inoltre mostrò da subito anche un deciso rifiuto di ogni adulazione che la potenza della sua famiglia attirava. Leggi il resto di questo articolo »

Ci dovrebbe essere un vero apostolato della conoscenza, iniziando dalle poche verità fondamentali necessarie per l’avvenire dell’umanità e messe in risalto da pochi uomini di genio, ma non ancora rese popolari. Sarebbe così steso un programma educativo; il bilancio delle nostre cognizioni, una volta compilato sinteticamente, presto diventerebbe il programma politico che noi tutti stiamo cercando. Leggi il resto di questo articolo »

Il testo è tratto dal libro:   Gustavo Zagrebelsky, Diritti per forza, Einaudi 2017 , € 12

Le generazioni future hanno fatto il loro ingresso nel dibattito pubblico. Ciò, perché la condizione dei viventi è oggi inedita. La Terra (intesa come ambiente fisico e sociale), per millenni, si è pacificamente considerata la base di perpetua riproducibilità nel tempo della vita degli esseri umani, quali che fossero le offese che i suoi figli potevano infliggerle. Oggi non è più così. Le odierne capacità distruttive, di gran lunga superiori alle capacità rigenerative delle risorse della natura fisica e dei legami sociali, fanno dubitare circa la sensatezza della formula di Thomas Jefferson al tempo della Rivoluzione americana: «La terra appartiene ai viventi». Leggi il resto di questo articolo »

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