Articoli marcati con tag ‘presente’

Il riformismo scolastico neoliberista. Da tempo si preparano i presupposti culturali per fornire al suicidio nazionale i mezzi più adatti a realizzarsi. Si pensi al bando della geografia nell’insegnamento scolastico o all’abolizione del tema di storia dagli esami della maturità, una vera mutilazione culturale decisa dal Miur.

Credo di poter dire che in nessuna fase storica, per lo meno in età contemporanea, le classi dirigenti italiane e soprattutto il suo ceto politico, abbiano manifestato una così accanita volontà di autodistruzione, un tanto esplicito “istinto di morte”, come accade da noi da alcuni anni. Leggi il resto di questo articolo »

Come non bastano le antiche glorie a darci la grandezza presente, così non bastano i presenti difetti a toglierci la grandezza futura, se sappiamo volere, se vogliamo sinceramente rinnovarci.

Piero Gobetti (1901- 1926),  1918

 

Vedi:  Responsabilità

Pensiero Urgente n.231)

 


Dopo Ivrea – Al convegno di Casaleggio ho parlato del grande pericolo che minaccia l’essere umano: la Tecnologia, che eccita Beppe & C.

Ho partecipato sabato al convegno “Capire il futuro” organizzato da Davide Casaleggio per onorare, a un anno dalla morte, la figura di suo padre. Gianroberto Casaleggio era uno strano animale, un uomo molto pragmatico (alla sua intuizione della piattaforma sul web si deve in buona parte, com’è noto, la fortuna dei Cinque Stelle) e insieme un idealista, un ottimista che credeva nel futuro dell’uomo, soprattutto attraverso lo sviluppo delle tecnologie, come ci dicono certe sue teorie che si spingevano verso un orizzonte molto lontano. Il convegno, vista l’importanza dei temi che ha cercato di mettere a fuoco, aveva secondo me innanzitutto lo scopo di dimostrare che i Cinque Stelle non sono affatto quei “baluba”, ignoranti e impreparati, che tutti, o quasi tutti, vogliono far apparire. A me è toccato in sorte di trattare, nell’ultimo degli interventi degli ospiti, di un tema che, in un certo senso, ricomprendeva tutti gli altri: “Il futuro dell’uomo”.

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Le parole seduttive come riforme innovazione e crescita sono parole non di libertà ma di necessità che non lascia spazio alla scelta del perché. Nella democrazia costituzionale non c’è posto per “aventini” Il partito che ha ottenuto il maggior successo ha l’onere di governare senza fratture.

L’articolo è una sintesi del testo che Gustavo Zagrebelsky presenterà per la discussione a Firenze  il 27/28 febbraio 2015  all’associazione Libertà e Giustizia

 

VIVIAMO un tempo esecutivo. “L’esecutivo” vorrebbe tutto. “Il legislativo” e “il giudiziario” dovrebbero essere nulla. Se vogliono contare qualcosa, sono d’impiccio. Il loro dovere è di adeguarsi, di allinearsi, di mettersi in riga. L’esecutivo deve “tirare diritto” alla meta, cioè deve “fare”, deve “lavorare” (e più non domandare). Il legislativo e il giudiziario, se non “si adeguano”, costringono a rallentamenti, deviazioni, ripensamenti, fermate: cose che sarebbero normali e necessarie, nel tempo degli equilibri costituzionali; che sono invece anomalie dannose, nel tempo esecutivo. Leggi il resto di questo articolo »

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