Articoli marcati con tag ‘carità’

Nel nuovo saggio Stefano Rodotà illustra il destino di un principio nobile ma debole che ritorna nell’era della disuguaglianza

NEL Gargantua e Pantagruel Rabelais racconta che, pronunciate nel freddo dell’inverno, alcune parole gelano e non vengono più udite, per poi, quando cambia la stagione, tornare a parlarci. È quanto sembra accadere alla categoria di solidarietà, cui Stefano Rodotà dedica il suo ultimo saggio, edito da Laterza col titolo Solidarietà. Un’utopia necessaria. Dopo essere stata a lungo esiliata dalla sfera del discorso pubblico, essa torna a riaffiorare con rinnovata attualità in una fase in cui il lessico freddo della scienza politica sembra insufficiente a raccontare la nostra vita. Con la consueta competenza, congiunta a una straordinaria passione civile, Rodotà ne percorre la genealogia, analizzandone la storia complessa, fatta di slanci e ripiegamenti, di arresti ed espansioni. Leggi il resto di questo articolo »

Ricordiamoci di Romero! La Chiesa, prima di tutti, ed ogni uomo di buona volontà ricordi Romero come si ricordano i MARTIRI, cioè i testimoni. Ricordiamo Romero oggi, 24 marzo, giorno del suo assassinio nel 1980. Ricordiamo perchè un vescovo viene assassinato da una giunta militare, in Salvador, ma con il beneplacito delle potenze occidentali e il silenzio della sua Chiesa. Ricordiamo che era un conservatore, un riservato studioso, che cambierà  dopo essere diventato vescovo di San Salvador. Quando lo stare vicino al dolore di un popolo oppresso lo  trasforma come uomo e come prete e lo dirà continuamente. Ricordiamo Romero in questi tempi di papolatria e di culto del successo e del denaro. Ricordiamo Romero in questi tempi di trionfo dell’indifferenza e della resa supina alla logica del consumismo. Ricordiamolo con quel ricordo che è MEMORIA, cioè il ricordo di una persona vivente e non passata, di una persona presente perchè quelli che vivono e muoiono come lui non sono morti, mai! Ricordiamolo in mezzo ad un mondo di morti, questi si, di morti che camminano con l’unica prospettiva di salvaguardarsi. Ricordiamo Romero che ci insegna che i poveri non sono oggetto di carità, ma soggetti di diritti, di liberazione, di giustizia. Ricordiamo chi, per questo, per non essersi limitato a “fare la carità” ai poveri,  per aver insegnato i loro diritti, per aver parlato forte contro la violenza ai poveri delle istituzioni, ha pagato con la vita. Ricordiamo! Perchè gli eroi e i martiri della giustizia ci danno coraggio, ci fanno meditare, ci spingono ad essere migliori di ciò che siamo. Se gli anniversari servono a questo, bene, se no sono inutili e false commemorazioni. Ricordiamo queste parole di Romero: Leggi il resto di questo articolo »

Questo libro racconta un mondo, quello della solidarietà, di cui non si sa abbastanza. Tra sms che salvano, adozioni a distanza, partite del cuore, campagne televisive, azalee e arance benefiche, quanti milioni di euro raccolti arrivano a chi ha bisogno? La risposta che viene fuori dalle testimonianze di cooperanti italiani e internazionali e dai più recenti dati di bilancio (quando sono disponibili: in Italia non c’è l’obbligo di pubblicare un vero e proprio bilancio economico-finanziario) è che tra profit e non profit c’è ormai poca differenza. Migliaia di associazioni sono in lotta una contro l’altra per i fondi, quelle più grandi spendono milioni per promuoversi e farsi conoscere, intanto le più piccole sono schiacciate dalla concorrenza. Gli stipendi dei manager del settore non profit sono ormai uguali a quelli dellemultinazionali (la buonuscita milionaria di Irene Khan, ex segretario generale di Amnesty International, è solo la punta dell’iceberg). Ma i soldi non sono che una parte della questione, c’è molto altro da sapere. Che fine fanno i vestiti che lasciamo ai poveri? Come funziona il sistema delle adozioni internazionali? E il commercio equo e solidale? La filantropia ha fatto cose importanti, ma è anche il simbolo del fallimento della politica. Gli esseri umani non dovrebbero dipendere dalla generosità di altri. Se poi questa generosità diventa un business è importante raccontarlo per impedire che qualcuno si arricchisca sulla buona fede dei donatori. Il lato b delle ONG e di questo mondo fatto di tanti soldi che girano e in ben pochi caso finiscono ai destinatari indicati negli intenti di queste associazioni. Un libro altamente inquietante, un’altra fotografia dell’orrore del nostro tempo di cui dobbiamo avere consapevolezza. Leggi il resto di questo articolo »

 Se volgiamo lo sguardo verso altri tempi e altre culture, ci avvediamo senza particolare fatica di quanto intenso sia sempre stato il richiamo alla solidarietà, quale che fosse la parola adoperata per designarla. Per lungo tempio di essa si è parlato come appartenente all’ordine naturale delle cose, come di un dovere, come di uno «strumento di Dio, e governante degli uomini». È quel che scrive nel ’500 Étienne de la Boètie, riferendosi esplicitamente alla natura: «bisogna pensare che distribuendo ad alcuni di più ad altri di meno, essa volesse dare spazio all’affetto fraterno e mettere gli uomini in grado di praticarlo, avendo gli uni capacità di offrire aiuto, gli altri bisogno di riceverlo». Nel secolo successivo John Locke dirà che «Dio non lascia un uomo alla mercé di un altro al punto che questi possa, volendo, farlo morire di fame (…) La carità dà diritto ad ogni uomo a quella parte della ricchezza di un altro che gli è necessaria per fuggire una situazione di estremo bisogno, quando non abbia altri mezzi di sussistenza».
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