Articoli marcati con tag ‘uomo’

Tra i doveri essenziali dell’uomo Kant pone quello dell’orgoglio, della Fierezza morale. Egli dice: “Non farti servo di nessuno”! E questo vuol dire: “Non subordinare la tua coscienza ai timori e alla speranza della vita inferiore: non avvilire la tua personalità piegandola servilmente dinnanzi ad altri uomini”! Soltanto chi sente in sé l’esigenza di questa dignità morale, di questa fierezza inflessibile, è un uomo nel vero senso della parola: il resto è gregge nato per servire.

Piero Martinetti (1872- 1943), filosofo,  1926

 

vedi:  Pensiero Urgente n.250)

Pensiero Urgente n.201)

Pensiero Urgente n.170)

Pensiero Urgente n.260)


I

Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell’erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella nostra arida cantina Leggi il resto di questo articolo »

Dopo Ivrea – Al convegno di Casaleggio ho parlato del grande pericolo che minaccia l’essere umano: la Tecnologia, che eccita Beppe & C.

Ho partecipato sabato al convegno “Capire il futuro” organizzato da Davide Casaleggio per onorare, a un anno dalla morte, la figura di suo padre. Gianroberto Casaleggio era uno strano animale, un uomo molto pragmatico (alla sua intuizione della piattaforma sul web si deve in buona parte, com’è noto, la fortuna dei Cinque Stelle) e insieme un idealista, un ottimista che credeva nel futuro dell’uomo, soprattutto attraverso lo sviluppo delle tecnologie, come ci dicono certe sue teorie che si spingevano verso un orizzonte molto lontano. Il convegno, vista l’importanza dei temi che ha cercato di mettere a fuoco, aveva secondo me innanzitutto lo scopo di dimostrare che i Cinque Stelle non sono affatto quei “baluba”, ignoranti e impreparati, che tutti, o quasi tutti, vogliono far apparire. A me è toccato in sorte di trattare, nell’ultimo degli interventi degli ospiti, di un tema che, in un certo senso, ricomprendeva tutti gli altri: “Il futuro dell’uomo”.

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Ci dovrebbe essere un vero apostolato della conoscenza, iniziando dalle poche verità fondamentali necessarie per l’avvenire dell’umanità e messe in risalto da pochi uomini di genio, ma non ancora rese popolari. Sarebbe così steso un programma educativo; il bilancio delle nostre cognizioni, una volta compilato sinteticamente, presto diventerebbe il programma politico che noi tutti stiamo cercando. Leggi il resto di questo articolo »

Il testo è tratto dal libro:   Gustavo Zagrebelsky, Diritti per forza, Einaudi 2017 , € 12

Le generazioni future hanno fatto il loro ingresso nel dibattito pubblico. Ciò, perché la condizione dei viventi è oggi inedita. La Terra (intesa come ambiente fisico e sociale), per millenni, si è pacificamente considerata la base di perpetua riproducibilità nel tempo della vita degli esseri umani, quali che fossero le offese che i suoi figli potevano infliggerle. Oggi non è più così. Le odierne capacità distruttive, di gran lunga superiori alle capacità rigenerative delle risorse della natura fisica e dei legami sociali, fanno dubitare circa la sensatezza della formula di Thomas Jefferson al tempo della Rivoluzione americana: «La terra appartiene ai viventi». Leggi il resto di questo articolo »

Seneca saluta il suo Lucilio

Ti mando la lettera che ho scritto a Marullo: ha perso un figlio ancora piccolo e, dicono, si comporta da debole: in essa non ho fatto come si fa di solito e non ho ritenuto di doverlo trattare con dolcezza: merita rimproveri più che conforto. Per un po’ bisogna essere accomodanti con chi è afflitto e mal sopporta una grave ferita: si sazi o almeno sfoghi il primo impeto di cordoglio: ma se uno sceglie di piangere deve essere rimproverato subito e imparare che anche le lacrime sono a un certo modo sconvenienti. Leggi il resto di questo articolo »

La dissoluzione dell’ordine socio-politico che ha permesso alle bio-tecno-scienze di assumere la loro ben nota e sinistra tendenza genocida, ha cancellato alcuni pericoli dall’ordine del giorno, o almeno ha reso improbabile la loro replica nell’epoca della postmodernità. Ma i nuovi tempi e i nuovi assetti socio-politici, hanno procurato nuovi rischi -per ora solo intuiti e inesplorati… Leggi il resto di questo articolo »

Hawking profeta inascoltato
Lo scienziato britannico intervistato da Larry King: “I tre grandi pericoli sono la stupidità umana, l’intelligenza artificiale e l’inquinamento”

L’astrofisico inglese Stephen Hawking è completamente paralizzato dalla sclerosi laterale amiotrofica, ma vede ancora più lontano di tutti. In una conferenza a Tenerife ha indicato nella stupidità dell’uomo, nell’inquinamento e nell’intelligenza artificiale i tre più grandi pericoli che minacciano la nostra sopravvivenza e ha confessato di non farsi illusioni sul fatto che le cose possano migliorare. Leggi il resto di questo articolo »

I limiti del progresso Non siamo tenuti a mettere in pratica tutto ciò che ci consente la scienza

Una volta Edoardo Amaldi, che se ne intendeva perché era uno dei creatori della Bomba atomica, mi disse: “Non c’è niente da fare: l’uomo se può fare una cosa prima o poi la fa”. È il tema centrale posto da Grillo nel suo articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 1° marzo, peraltro per il resto assai confuso e caotico perché affastella troppe cose. Quindi la domanda è: l’uomo deve fare tutto ciò che la Scienza tecnologicamente applicata gli permette di fare? La risposta che la società moderna dà a questa domanda è sostanzialmente affermativa. Ma non è stato sempre così. Leggi il resto di questo articolo »

“Lei è un conservatore” è diventato nella polemica politica italiana il più infamante degli insulti. A tal segno che chi è colpito dalla terribile accusa si affretta a scusarsi giurando che le sue sono idee progressiste della più bell’acqua e che anzi il suo è vero e genuino spirito riformatore. Pochissimi, per quel che ne so, osano proclamare “sì sono un conservatore e me ne vanto”. Eppure, accanto all’ideologia conservatrice che difende privilegi sociali e politici, c’è stata nella storia anche una cultura conservatrice (da non confondere con quella reazionaria) che si è preoccupata dei disastri che i folli producono quando hanno in mano il governo. Di questa cultura ha dato un saggio magistrale Thomas Hobbes quando ha raccontato l’apologo delle figlie di Peleo vecchio re di Tessaglia. Le giovinette volevano ringiovanire il vecchio re, e, ispirate dalla maga Medea, fecero a pezzi il vegliardo e lo misero in un bel calderone a bollire, fiduciose che sarebbe saltato fuori più vigoroso di prima. Leggi il resto di questo articolo »

Pietà

L’uomo, monotono universo,

crede allargarsi i beni

e dalle sue mani febbrili

non escono senza fine che limiti.

Attaccato sul vuoto al suo filo di ragno, Leggi il resto di questo articolo »

… davvero la perfezione è il fine sommo e irraggiungibile dell’uomo, e un infinito perfezionamento è la sua destinazione. L’uomo esiste per migliorarsi sempre più dal punto di vista morale e per rendere migliore tutto ciò che lo circonda: sia nella sfera della sensibilità, sia anche, se lo consideriamo nell’ambito della società, dal punto di vista etico e, così facendo, per rendere se stesso sempre più felice.

J. Fichte,   filosofo tedesco  (1762- 1814), La missione del dotto (1794)

 

vedi: Pensiero Urgente n.210)

Chi ha manipolato e radicalmente (antropologicamente) mutato le grandi masse contadine e operaie italiane è un nuovo potere che mi è diffìcile definire: ma di cui sono certo che è il più violento e totalitario che ci sia mai stato: esso cambia la natura della gente, entra nel più profondo delle coscienze. Dunque, sotto le scelte coscienti, c’è una scelta coatta, ormai comune a tutti gli italiani: la quale ultima non può che deformare le prime.

P.P. Pasolini,  in “11 luglio 1974. Ampliamento del “bozzetto” sulla rivoluzione antropologica Italia”

 

vedi:   Le ceneri di Pasolini? Disperse…

Pensiero Urgente n.208)

Nulla, dunque, di più utile all’uomo che l’uomo stesso: nulla, dico, di più eccellente per conservare il proprio essere gli uomini possono desiderare se non che tutti si accordino in tutto in modo che le menti e i corpi di tutti formino quasi una sola mente ed un solo corpo, e tutti si sforzino insieme, per quanto possono, di conservare il proprio essere, e tutti cerchino insieme per sé l’utile comune di tutti; donde segue che gli uomini che sono guidati dalla ragione, cioè gli uomini che cercano il proprio utile sotto la guida della ragione non appetiscono nulla per sé che non desiderino per gli altri uomini, e perciò sono giusti, fedeli e onesti .

B. Spinoza (1632- 1677) filosofo, da   Ethica ordine geometrico demonstrata

 

vedi: Pensiero Urgente n.210)

Pensiero Urgente n.205)

La comunità impossibile di Facebook

Se la corruzione non spaventa più

Il Paese Spezzato

Pensiero Urgente n.257)

È LA PRIMA VOLTA che scrivo sulla festa delle donne, e probabilmente l’ultima. Non mi piacciono le feste “di genere”, come non mi piacerebbero giorni dedicati a una razza. Penso che ogni essere umano abbia più radici, più essenze e propensioni: naturali o non naturali. Non mi piace essere definita, e appena qualcuno lo fa cerco di dirgli che in quella definizione non mi riconosco, se non parzialmente. Ogni definizione la considero una gabbia, anche se distinguere è necessario sempre . Ogni festa in onore di tale definizione ha il potere, temibile, di confermare ed esaltare la gabbia, dunque una sorta di surrettizia intoccabilità e separatezza. Leggi il resto di questo articolo »

Per un periodo ancora indeterminato la storia verrà fatta dalla potenza delle polizie e dalla potenza del denaro, contro l’interesse dei popoli e la verità dell’uomo. Ma forse proprio per questo è consentita la speranza. Visto che non viviamo più i tempi della  rivoluzione, impariamo almeno a vivere il tempo della rivolta. Saper dire no, sforzarsi, ciascuno nel posto che occupa, di creare  quei valori vitali senza i quali non potrà esserci alcun rinnovamento, conservare ciò che vale dell’essere, preparare quanto merita di esistere, provare a essere felici affinché il sapore aspro della giustizia ne risulti addolcito, ecco alcune buone ragioni di rinnovamento e di speranza. C’è un ricatto che ormai non riesce più a funzionare. Ci sono mistificazioni che, a questo punto, denunceremo con durezza.

Albert Camus,  1949

 

vedi:  Pensiero Urgente n.225)

La peste della memoria inutile

Da Abu Ghraib ai reporter sgozzati. Cosa resta di un principio che infonde leggi e costituzioni.

Lo spirito del nostro tempo è orientato alla dignità, come un tempo lo fu alla libertà, all’uguaglianza davanti alla legge, alla giustizia sociale. Tutti s’ispirano, o dicono d’ispirarsi, alla dignità degli esseri umani, soprattutto dopo lo scempio che ne hanno fatto i regimi totalitari del secolo scorso. Tutto bene, allora? Finalmente un concetto e una concezione dell’essere umano – un’antropologia – in cui si esprime un valore sul quale tutti non possiamo che concordare? Un pilastro sul quale un mondo nuovo può essere costruito? Cerchiamo di darci una risposta, lasciando da parte le buone intenzioni, le illusioni. La legge fondamentale tedesca inizia proclamando la dignità umana «intoccabile». La nostra Costituzione la nomina a diversi propositi. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del dicembre 1948 si apre con la “considerazione” che «il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo». Leggi il resto di questo articolo »

C’è il Dio edito e il Dio inedito. Per esempio, la lotta fra atei e teisti è una lotta a livello dell’uomo edito, perché gli atei negano il Dio edito. E spesso fanno bene. Molte volte questo Dio edito non è che un tiranno insopportabile, è la cifra che sublima in sé e legittima tutte le forme di dipendenza, è l’autoritarismo portato a vastità metafisiche. Se noi leggiamo la Bibbia, vediamo che c’è un modo di parlare di Dio del tutto omogeneo all’homo editus, alla cultura, quindi un Dio guerrafondaio, sterminatore, e poi c’è il Dio inedito, nascosto, che è il Dio dei Profeti e che troverà la sua manifestazione in Gesù Cristo… Quando noi parliamo di Dio secondo l’homo editus lo assimiliamo a noi, lo trasformiamo a nostra immagine e somiglianza, per cui egli è aggressivo, vuole la sconfitta dei nemici. Le religioni hanno portato nel mondo l’aggressività distruttiva in nome del Dio edito, che non è il Dio nascosto.

Ernesto Balducci  (1922- 1992),  in  La coscienza dell’uomo planetario, 1993

«Genesi», il primo libro della bibbia, se davvero ci si prendesse la briga di leggerlo o, per lo meno, lo si estraesse dalle polveri della propria biblioteca, si rivelerebbe ricco di folgoranti rivelazioni sulla nostra natura più intima e di conoscenze di senso che stimolino la consapevolezza del nostro destino, aleatorio e libero, ma pur sempre ineludibile.  Nel passaggio in cui si racconta della creazione dell’uomo, le narrazioni sono due: la prima è unitaria ed eticamente denotativa e recita più o meno così: «Creò l’essere umano, maschio e femmina li creò». Dunque la creatura più amata, il partner della creazione, è uno ma si esprime in due aspetti di pari dignità, il femminile ed il maschile e, detta dignità di cui sono titolari le due alterità, si esprime nell’amore, l’impronta divina che chiede il reciproco accoglimento. Leggi il resto di questo articolo »

Il femminicidio è, nel suo simbolismo profondo, un atto culturale e quindi di responsabilità collettiva. Vìviamo in un sistema di formazione che esalta la violenza sui deboli, che coltiva l’odio di genere e abolisce il rispetto dell’altro. La cultura di mercato sta sostituendo la cultura dei diritti e dei doveri e nel grande mercato internazionale una delle merci più richieste è il corpo femminile. La cosa peggiore è che le donne stesse hanno talmente bene introiettato il concetto di merce da comportarsi spesso e con molta naturalezza come tale. Non che sentirsi merce porti felicità, ma può dare una inebriante sensazione di essere al centro del desiderio e dell’avidità mercantile, di smuovere un turbine di denaro. Leggi il resto di questo articolo »

Oggi nessuna saggezza può pretendere di dare di più. La rivolta cozza instancabilmente contro il male, dal quale non le rimane che prendere un nuovo slancio. L’uomo può signoreggiare in sé tutto ciò che deve essere signoreggiato. Deve riparare nella creazione tutto ciò che può essere riparato. Dopo di che i bambini moriranno sempre ingiustamente, anche in una società perfetta. Nel suo sforzo maggiore l’uomo può soltanto proporsi di diminuire aritmeticamente il dolore del mondo.

Albert Camus,  1951     da  L’uomo in rivolta

 

vedi:  Pensiero Urgente n.250)

La società, una volta raggiunto lo stadio avanzato della produzione di massa, produce la propria distruzione. La natura viene snaturata. Sradicato, castrato nella sua creatività, l’uomo è rinserrato nella propria capsula indivi­duale. (…) L’affannosa ricerca di modelli e prodotti sempre nuovi, cancro del tessuto sociale, accelera a tal punto il mutamento da escludere ogni ricorso ai precedenti come guida per l’azione. Il monopolio del modo di produzione industriale riduce gli uomini a materia prima lavorata dagli strumenti. E tut­to questo in misura non più tollerabile. Poco importa che si tratti di un mo­nopolio privato o pubblico: la degradazione della natura, la distruzione dei legami sociali, la disintegrazione dell’uomo non potranno mai servire a uno scopo sociale.

Ivan Illich,   in “Convivialità”, 1973

 

vedi:  La natura è maligna ma la colpa è solo dell’uomo

11 giugno 2013
21:00a23:00

21 maggio 2013
21:00a23:00

19 maggio 2013
17:00a20:00

7 maggio 2013
21:00a23:00

9 aprile 2013
21:00a23:00

26 marzo 2013
21:00a23:00

 Se ricordare i 50 anni dall’inizio del Vaticano II consistesse nell’innalzare una nuvola d’incenso che nasconde il Concilio e poi lascia tutto come prima, le celebrazioni di questo anniversario sarebbero inutili e anzi dannose. Ricordare il Concilio vuol dire invece interrogarlo, chiedergli che cosa esso è stato e ancora può essere per la Chiesa e per gli uomini. E qui le domande sarebbero così tante, che a racchiudere le risposte non basterebbero tutti i libri del mondo, come con un’iperbole dicono i Vangeli della testimonianza di Gesù. Infatti il Concilio ha ricapitolato e reinterpretato tutta la tradizione di fede della Chiesa, e l’ha riproposta, «aggiornata», come diceva Giovanni XXIII, agli uomini di oggi in forme nuove, in quel «modo che la nostra età esige». Dunque qui possiamo solo accennare ad alcune primissime domande; le altre ognuno potrà farle per conto suo.
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26 febbraio 2013
21:00a23:00

 

29 gennaio 2013
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8 gennaio 2013
21:00a23:00

 

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Il Concilio Vaticano II, cinquant’anni dopo.

Noi, Chiesa di oggi, l’avevamo perso di vista. Eravamo troppo indaffarati nelle nostre celebrazioni,  preoccupati per le chiese deserte, sfiniti dai turni di guardia alle dottrine della fede, mortificati per il  clamore sui preti pedofili, intenti a rincorrere i poteri politici, troppo zelanti per ricordarci di lui. Ed  il Concilio era rimasto in silenzio, seduto sulle panche vuote e profugo in luoghi appartati o in  piccole comunità ben protette. E addirittura rischiava di essere accomunato alla cattiva sorte  riservata alle ideologie novecentesche, e con tutto il Novecento essere buttato nel cassonetto dei  rifiuti, senza nemmeno la raccolta differenziata. Ma ecco che, a mezzo secolo dal suo inizio, esso è ricomparso, perché i cinquant’anni, i centesimi e i centocinquantesimi anniversari sono festeggiamenti di rito. È tornato in città dal suo esilio e noi,  Chiesa di oggi, col pretesto di celebrarlo, lo abbiamo fatto arrestare, come aveva fatto a Siviglia con lo Sconosciuto il Grande Inquisitore. Leggi il resto di questo articolo »

27 novembre 2012
21:00a23:00

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6 novembre 2012
21:00a23:00

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Se ho lavorato, questo è dovuto unicamente alle convinzioni morali che ormai sono la spina dorsale di ogni mio agire, la convinzione che la vita va vissuta come una missione… un uomo senza ideali non è un uomo ed è doveroso sacrificare, quando è necessario, ogni cosa per questi ideali.

 

Pilo Albertelli, Martire delle Fosse Ardeatine  1944

Questo libro raccoglie i principali scritti politici di padre Ernesto Balducci (1922- 1992), su temi oggi decisivi: la difesa dell’ambiente; la proposta di un nuovo modello di sviluppo che non insegua unicamente il profitto; la pace e la tolleranza (la scoperta di quello che padre Balducci chiama “uomo planetario”; la libertà; l’importanza della formazione e della conoscenza. Un vero e proprio viaggio in un cristianesimo autentico e alternativo, che esiste, che non accetta di ridursi a pura logica di potere o di chiudersi unicamente in una dimensione ultraterrena. Gli scritti di Balducci raccontano il nostro mondo e ci invitano alla scoperta di un uomo “inedito”, finalmente vero e senza paura. E sono una lezione fondamentale di liberazione e d’impegno esistenziale per la liberazione storica e delle coscienze.

 

di  Ernesto Balducci,  ed. Chiarelettere 2012,  € 7,00

 

vedi: Due preti, vent'anni dopo...

Da quando l’uomo non crede più all’inferno, ha trasformato la sua vita in qualcosa che somiglia all’inferno. Non può farne a meno.

Ennio Flaiano

29 maggio 2012
21:00a23:00

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8 maggio 2012
21:00a23:00

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