Articoli marcati con tag ‘imbecillità’

I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere; mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.

Umberto Eco (1932- 2016), in una lectio magistralis tenuta all’università di Torino, giugno 2015.

 

Vedi:  Che cosa ci insegna l’imbecillità di massa

Quei gladiatori delle parole

Blindare la Carta, la riforma che manca


Elogio semiserio dei nostri difetti ai tempi della società digitale e della fine dei sogni collettivi

Per più di un motivo, quello della imbecillità di massa si presenta come un vasto problema. Anzitutto perché si presta più di ogni altro tema alla ritorsione del tu quoque trascendentale: chi sei tu, quale intelligenza puoi vantare, quale autorità puoi invocare per dare dell’imbecille non solo a me, ma addirittura a delle moltitudini? Quale patente di intelligenza ti autorizza a sollevarti al di sopra del mondo?

Se c’è un momento in cui una persona intelligente appare irrimediabilmente stupida è quando pretende di sollevarsi sulla massa, per esempio quando Heidegger sostiene che «chi pensa in grande può anche errare in grande», o quando Valéry apre M. Teste con un madornale «La stupidità non è il mio forte». Da questo punto di vista, l’imbecillità di élite (quella che per esempio si manifesta nei “centri di eccellenza” che sono fioriti in una università devastata qualche anno fa) sembra ancora più acuta dell’imbecillità di massa. Quest’ultima, però, ha dalla sua il peso della quantità, e, come diceva Hegel (altro filosofo in cui si può trovare una quantità di affermazioni stupide), il quantitativo trapassa necessariamente nel qualitativo. Leggi il resto di questo articolo »

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