Articoli marcati con tag ‘Risorgimento’

 

 

Il 10 aprile 1890 muore a Forlì dopo una breve malattia AURELIO SAFFI (70 anni) politico, scrittore, Patriota Risorgimentale e Triumviro della Repubblica Romana del 1849.

 

Vedi:  La passione di un repubblicano: AURELIO SAFFI

 

Il 10 marzo del 1872 muore a Pisa dopo una lunga malattia GIUSEPPE MAZZINI (67 anni) educatore, avvocato, giornalista, filosofo, scrittore, politico, animatore risorgimentale, Padre della Patria, Padre della Repubblica Romana del 1849.

 

Vedi:  Egli solo vegliava quando tutti dormivano: GIUSEPPE MAZZINI

 

Il 20 febbraio del 1861 muore a Torino dopo una breve malattia GUSTAVO MODENA (58 anni)  attore teatrale, Patriota risorgimentale e difensore della Repubblica Romana.

 

Vedi:  Un attore Patriota: GUSTAVO MODENA

Gli italiani non si sentono una comunità. L’unica idea sensata, nell’arena del delirio politico sugli immigrati, l’ha lanciata il presidente Mattarella. In fondo a tante polemiche, uno capisce che in Italia ogni discorso razionale sull’immigrazione svanisce di fronte al fantasma della paura. Un gruppo di mendicanti rom in piazza, un capannello di venditori africani, tre pusher stranieri che rubano il lavoro agli spacciatori italiani: basta tanto così nella sterminata provincia, nei paesi nel Piacentino o del Veronese o a Macerata, per sentirsi invasi. Leggi il resto di questo articolo »

Quello che è successo a Macerata era nell’aria da tempo. Ma nessuno avrebbe potuto immaginarne una portata simbolica così dirompente. Il saluto romano, il tatuaggio nazista, il monumento ai caduti, il tricolore: una scenografia studiata per rileggere tutta la nostra storia nazionale all’insegna del fascismo mussoliniano e indicare nel razzismo e nella violenza i valori di fondo della nostra comunità. Quel tricolore indossato come un mantello a coprire i risvolti più tremendi di un gesto disgustoso suona come una chiamata alle armi, quasi che su quella bandiera ci fosse ancora lo stemma sabaudo o il fascio di Salò. Leggi il resto di questo articolo »

Con la sua dichiarazione che Pietro Grasso è di sinistra ed è un patriota (Repubblica 30 dicembre 2017), Pier Luigi Bersani ha pronunciato un bell’elogio che merita di essere approfondito. Sinistra e patriottismo sono tradizioni politiche e ideali che, nella nostra storia, in pochi casi hanno camminato insieme; spesso si sono guardate con reciproca diffidenza o apertamente combattute. La sinistra di ispirazione marxista e internazionalista ha sempre considerato il patriottismo una delle tante maschere che la borghesia ha indossato per ingannare il popolo, coprire i propri interessi, giustificare l’espansione coloniale; la sinistra di ispirazione cristiana lo ha giudicato un’ideologia che offende l’ideale della pace e della fratellanza dei popoli; la sinistra d’ispirazione illuministica lo ha disprezzato come una cultura rozza in contrasto con il cosmopolitismo illuminato dalla ragione. Leggi il resto di questo articolo »

 

 

Il 3 gennaio 1982 muore a Casatico (Mantova) dopo una breve malattia FRANCESCO SILIPRANDI ( 76 anni) giornalista, possidente terriero, Patriota risorgimentale italiano.

 

Il 26 dicembre 1954 muore a Firenze dopo una lunga malattia AMELIA PINCHERLE ROSSELLI (84 anni) scrittrice, antifascista, azionista e madre di ALDO, CARLO e NELLO ROSSELLI.

 

Vedi:  Il coraggio di una scrittrice: AMELIA PINCHERLE ROSSELLI


Monumento ai Martiri di Belfiore, Mantova

 

Il 7 dicembre 1852 nella valletta di Belfiore, località all’entrata occidentale di Mantova, vennero impiccati dagli austriaci il sacerdote ENRICO TAZZOLI (40 anni), il medico mantovano CARLO POMA (29 anni), il pittore ritrattista GIOVANNI ZAMBELLI ( 28 anni) ed altri due patrioti veneziani ANGELO SCARSELLINI ( 29 anni) e BERNARDO  DE CANAL (28 anni).

 

Vedi:  I Martiri di Belfiore


 

Il 16 novembre 1879 muore ad Udine suicida con due colpi di pistola GIOVANNI BATTISTA CELLA (42 anni, detto Titta) avvocato, imprenditore, Patriota risorgimentale italiano e volontario garibaldino.

 

vedi:  Un Patriota valorosissimo: GIOVANNI BATTISTA CELLA

 

 

Il 23 ottobre del 1867 muore a Roma a Villa Glori ucciso in combattimento ENRICO CAIROLI (27 anni) medico e patriota risorgimentale italiano.

 

vedi: La generosità di un giovane (2): ENRICO CAIROLI

 

 

Il 22 ottobre del 1880 muore a Pozzuoli (NA) dopo una breve malattia SALVATORE MORELLI (56 anni)  scrittore, giornalista, patriota risorgimentale italiano.

 

vedi:  Il Patriota difensore delle donne: SALVATORE MORELLI

 

 

L’11 settembre 1869 muore  per i postumi di alcune ferite a Belgirate (Verbania) GIOVANNI CAIROLI  (27 anni) patriota risorgimentale italiano.

 

vedi:  La generosità di un giovane: GIOVANNI CAIROLI


 

 

Il 27 agosto del 1880 muore suicida a Catanzaro RAFFAELE PICCOLI (61 anni) patriota risorgimentale e rivoluzionario italiano. Difensore della Repubblica Romana del 1849.

 

 

vedi:  La generosità di una vita:  RAFFAELE PICCOLI

 

 

 

Il 4 agosto 1849 muore a Mandriole di Ravenna (Ravenna) per sfinimento fisico ANITA GARIBALDI (Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva il suo nome originale, 28 anni) rivoluzionaria brasiliana, patriota italiana e difenditrice della Repubblica Romana del 1849.

Il 25 luglio 1844 vengono giustiziati nel Vallone di Rovito (Cosenza) mediante fucilazione da parte dell’esercito borbonico ATTILIO BANDIERA (34 anni), EMILIO BANDIERA (25 anni), NICOLA RICCIOTTI (47 anni), GIOVANNI VENERUCCI (33 anni), ANACARSI NARDI (44 anni), GIACOMO ROCCA (31 anni), DOMENICO MORO (22 anni), FRANCESCO BERTI (56 anni), DOMENICO LUPATELLI (41 anni),  patrioti risorgimentali.

GIUSEPPE MILLER (30 anni) e FRANCESCO TESEI (20 anni) morirono negli scontri con i borbonici. CARLO OSMANI, GIUSEPPE TESEI, GIOVANNI MANESSI, TOMMASO MAZZOLI, PAOLO MARIANI, GIOVANNI MELUSO, PIETRO PIAZZOLI, LUIGI NANNI e GIUSEPPE PACCHIONI furono catturati e condannati all’ergastolo o a molti anni di carcere. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 25 luglio 1844 vengono giustiziati nel Vallone di Rovito (Cosenza) mediante fucilazione da parte dell’esercito borbonico ATTILIO BANDIERA (34 anni), EMILIO BANDIERA (25 anni), NICOLA RICCIOTTI (47 anni), GIOVANNI VENERUCCI (33 anni), ANACARSI NARDI (44 anni), GIACOMO ROCCA (31 anni), DOMENICO MORO (22 anni), FRANCESCO BERTI (56 anni), DOMENICO LUPATELLI (41 anni),  patrioti risorgimentali.

GIUSEPPE MILLER (30 anni) e FRANCESCO TESEI (20 anni) morirono negli scontri con i borbonici. CARLO OSMANI, GIUSEPPE TESEI, GIOVANNI MANESSI, TOMMASO MAZZOLI, PAOLO MARIANI, GIOVANNI MELUSO, PIETRO PIAZZOLI, LUIGI NANNI e GIUSEPPE PACCHIONI furono catturati e condannati all’ergastolo o a molti anni di carcere.

 

 

 

Il 2 luglio 1857 muore a Sanza (Salerno) massacrato da una folla di contadini CARLO PISACANE (38 anni) patriota, rivoluzionario risorgimentale e difensore della Repubblica Romana del 1849.

 

 

 

 

 

 

Bagheria (PA)

 

Il 2 luglio 1962 muore ucciso da Cosa Nostra con due colpi di lupara a Bagheria (PA) GIACINTO PULEO bracciante agricolo.

 

 

 

 

 

Il 26 maggio 1831  muore giustiziato mediante impiccagione nella Cittadella di Modena CIRO MENOTTI (33 anni) patriota risorgimentale.

La lettera di Menotti scritta alla moglie poche ore prima di essere giustiziato si può assolutamente accostare a quelle di altissimo valore morale scritte dai Condannati a morte della Resistenza italiana:

“… Non ti spaventi l’idea dell’immatura mia fine giacche Iddio mi accorda forza e coraggio sin qui d’incontrarla come la mercede del giusto; mi farà la grazia fino al fatal momento,,,”



Il 10 aprile 1890 muore a Forlì dopo una breve malattia AURELIO SAFFI (70 anni) politico, avvocato, scrittore, Patriota Risorgimentale e Triumviro della Repubblica Romana del 1849.

Saffi nacque in una famiglia dell’antica buona borghesia forlivese. Si laureò in giurisprudenza a Ferrara nel 1841 e si trasferì subito dopo a Roma per esercitare l’attività di avvocato. Contemporaneamente si dedicò a profondi studi letterari e storici. Tornato a Forlì ( che si trovava nello Stato della Chiesa) nel 1844 iniziò la sua attività politica come consigliere comunale e segretario provinciale. Leggi il resto di questo articolo »

Il 10 marzo del 1872 muore a Pisa dopo una lunga malattia GIUSEPPE MAZZINI (67 anni) educatore, avvocato, giornalista, filosofo, scrittore, politico, animatore risorgimentale, Padre della Patria, Padre della Repubblica Romana del 1849.

Mazzini nacque a Genova in una famiglia della buona borghesia. Suo padre era GIACOMO (1767- 1848) medico e patriota attivo durante la Repubblica Ligure (1797- 1805) e in epoca napoleonica. La madre era MARIA DRAGO (1774- 1852) donna di grande cultura, di forti principi morali e di forte religiosità, che fu la principale educatrice di Giuseppe e sua amica e confidente per tutta la sua vita. Inoltre Maria Drago trasformò la sua casa di Genova in un rifugio per ogni perseguitato politico.  La famiglia aveva altre tre figlie che non ebbero mai un ruolo nel Risorgimento. Leggi il resto di questo articolo »

Il 20 febbraio del 1861 muore a Torino dopo una breve malattia GUSTAVO MODENA (58 anni)  attore teatrale, Patriota risorgimentale e difensore della Repubblica Romana.

Modena nasce a Venezia nella famiglia di un sarto e di un’attrice e iniziò a recitare sotto la guida del padre molto presto. Si laureò in giurisprudenza a Bologna nel 1821 ma decise di rinunciare all’avvocatura per dedicarsi completamente all’attività di attore teatrale, debuttando in teatro nel 1824. Ma la passione per l’arte drammatica venne presto intesa da Modena come forma di militanza civica e patriottica.

Intanto partecipò ai moti carbonari del 1821 in Piemonte rimanendo gravemente ferito negli scontri con la polizia. Maturato ormai un forte sentimento patriottico aderì alla Giovine Italia di MAZZINI ( con il nome di battaglia Michele di Lando) e partecipò ai moti risorgimentali del 1831. Fu un attivo emissario tra Francia e Italia e, come risulta dalle lettere di Mazzini, cercò di coniugare l’attività cospirativa con la ricerca di fonti di sostentamento. Mazzini, inoltre, dimostrò sempre di apprezzare la bontà e generosità d’animo di Modena. Leggi il resto di questo articolo »

Testimonianza – Un testo dell’avvocato filosofo napoletano Gerardo Marotta racconta la parabola (triste) dell’Istituto italiano di studi filosofici. In occasione dell’addio a Gerardo Marotta, pubblichiamo lo stralcio di un lungo testo dell’avvocato, l’ultimo che ci ha inviato.

 

Ancora oggi, ai nostri giorni, si assiste a Napoli e in tutto il Paese alla mancanza di cultura politica e non si riesce a formare un governo, un Consiglio regionale o un Consiglio comunale capace davvero di governare. Il Mezzogiorno è pieno di persone intelligenti ma che non sanno governare perché la cultura filosofica e politica fu estirpata completamente dalla controrivoluzione del 1799. Tanto che nella Storia del Regno di Napoli Benedetto Croce osserva che dopo la controrivoluzione, le stragi e le condanne a morte volute dal Borbone “non un filo di filosofia (e quindi di filosofia del diritto e di diritto pubblico) vi fu a Napoli”. Leggi il resto di questo articolo »

…   “Non è già un teorema di economia politica o una tesi filosofica, quale che ne sia in definitiva  l’efficacia chiarificatrice, ciò che spinge gli uomini a combattere, a sacrificarsi e, se è necessario, a morire per un ideale, ma un impulso morale. Prova certa, prova unica dell’impeto costruttivo di un partito politico è il fervore dei suoi aderenti, il profondo senso del dovere che li anima, la fierezza che li accende contro il prepotere e l’arbitrio, il disinteresse che non monetizza il sacrificio e non subordina comunque la propria attività a meschine ambizioni o a personale tornaconto; in breve: l’odio per la corruzione, per la viltà, per l’opportunismo. Leggi il resto di questo articolo »

Il 26 dicembre 1954 muore a Firenze dopo una lunga malattia AMELIA PINCHERLE ROSSELLI (84 anni) scrittrice, antifascista, azionista e madre di ALDO, CARLO e NELLO ROSSELLI.

Amelia nacque a Venezia da una famiglia dell’alta borghesia ebraica, ultima di cinque figli (era sorella di Carlo Pincherle padre dello  scrittore Alberto Pincherle noto come Moravia). La famiglia aveva forti tradizioni risorgimentali: nelle sue Memorie, scritte tra il 1931 e il 1946, Amelia mise in luce i cardini attorno ai quali ruotò la sua infanzia e che tanto influenzarono la sua vita di donna: la fascinazione per i moti del ’49 veneziano e per il senso del dovere mazziniano che permeò quella generazione, la leva di un altruismo spinto all’eccesso, la tendenza alla solitudine e l’acuta osservazione dell’ambiente circostante in chiave teatrale. Leggi il resto di questo articolo »

Monumento ai Martiri di Belfiore, Mantova

Il 7 dicembre 1852 nella valletta di Belfiore, località all’entrata occidentale di Mantova, vennero impiccati dagli austriaci il sacerdote ENRICO TAZZOLI (40 anni), il medico mantovano CARLO POMA (29 anni), il pittore ritrattista GIOVANNI ZAMBELLI ( 28 anni) ed altri due patrioti veneziani ANGELO SCARSELLINI ( 29 anni) e BERNARDO  DE CANAL (28 anni).

Tra il novembre 1851 e il luglio 1855 undici patrioti italiani furono giustiziati nella valletta di Belfiore. Di questi, nove appartenevano a comitati rivoluzionari di ispirazione mazziniana formatisi nel Lombardo-Veneto a partire dal 1850.

Il Comitato più importante fu quello mantovano le cui basi vennero poste in una riunione del 2 novembre 1850 e che ruotava intorno alla figura di don Enrico Tazzoli, sacerdote di orientamento mazziniano che teneva contatti con le cellule rivoluzionarie di Verona, Brescia, Venezia, Milano e Padova. Leggi il resto di questo articolo »

Il 16 novembre 1879 muore ad Udine suicida con due colpi di pistola GIOVANNI BATTISTA CELLA (42 anni, detto Titta) avvocato, imprenditore, Patriota risorgimentale italiano e volontario garibaldino.

Cella nacque ad Udine da una famiglia della media borghesia d’origine carnica. Seguì regolarmente gli studi secondari per iscriversi poi alla facoltà di legge presso l’università di Padova, ma presto fu preso dalla passione risorgimentale.

Nella Seconda Guerra d’Indipendenza (1859) Cella s’arruolò nei Cacciatori delle Alpi di GARIBALDI e vi restò fino allo scioglimento del corpo avvenuto a Milano. L’anno dopo fu dei Mille, segnalandosi per coraggio fin dallo sbarco a Marsala e poi nell’entrata a Palermo; dopo la battaglia del Volturno, a cui prese parte, ottenne il grado di sottotenente. Educato agli ideali mazziniani e ad una profonda solidarietà, provvide col suo denaro alle necessità dei commilitoni feriti presso l’ospedale di Napoli. Leggi il resto di questo articolo »

Il 23 ottobre del 1867 muore a Roma a Villa Glori ucciso in combattimento ENRICO CAIROLI (27 anni) medico e patriota risorgimentale italiano.

Enrico nacque a Pavia,  quarto figlio di CARLO e di ADELAIDE BONO CAIROLI (1806- 1871), e intraprese studi di medicina che interruppe nel 1859 allo scoppio della seconda guerra d’indipendenza per parteciparvi combattendo col grado di caporale tra i Cacciatori delle Alpi di GARIBALDI. Terminata la guerra e rientrato a Pavia, riprese gli studi, interrompendoli nuovamente per prender parte, nella 7ª compagnia comandata dal fratello BENEDETTO, alla spedizione dei Mille (1860). Leggi il resto di questo articolo »

Il 22 ottobre del 1880 muore a Pozzuoli (NA) dopo una breve malattia SALVATORE MORELLI (56 anni)  scrittore, giornalista, patriota risorgimentale italiano.

MORELLI nacque  a Carovigno (Brindisi) da una famiglia della media borghesia. Intraprese i suoi primi studi classici nel seminario di Brindisi e verso il 1840 si recò all’università di Napoli per studiare giurisprudenza allargando le sue conoscenze con molti intellettuali meridionali. Divenne presto pubblicista dedicandosi a una intensa attività giornalistica. Ma la figura che più influì sul giovane Morelli fu quella di MAZZINI alle cui idee rimase legato tutta la vita: si affiliò alla Giovine Italia e,  tornato nelle zone di Brindisi nel 1846, s’impegnò nella diffusione dei valori liberali e democratici per poi intraprendere un’attività politica più nettamente sovversiva.

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L’11 settembre 1869 muore  per i postumi di alcune ferite a Belgirate (Verbania) GIOVANNI CAIROLI  (27 anni) patriota risorgimentale italiano.

Giovanni nasce a Pavia ultimogenito di CARLO e di ADELAIDE BONO CAIROLI (1806- 1871), grande patriota italiana: per la formazione che essi seppero dare in famiglia i loro cinque figli parteciparono tutti attivamente alle vicende legate al Risorgimento, distinguendosi per l’eroico ardore e per il sacrificio.

Giovanni  animato dal patriottico clima familiare  alla vigilia della seconda guerra d’indipendenza (1859), ancora adolescente, mentre i fratelli si preparavano a combattere, affrontò un ufficiale austriaco: arrestato, venne messo in libertà per l’intervento famigliare  e per le premure della madre, che lo mandò nella loro proprietà di Gropello ( oggi Gropello Cairoli in provincia i Pavia), oltre il confine col Regno del Piemonte.

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Il 27 agosto del 1880 muore suicida a Catanzaro RAFFAELE PICCOLI (61 anni) patriota e rivoluzionario italiano. Difensore della Repubblica Romana del 1849.

Piccoli nacque a Castagna ( Catanzaro) e la sua innata ansia e la sua vivace intelligenza spinsero suo padre a mandarlo “dai monaci” per studiare. Così passò i primi anni della sua adolescenza nel convento di Scigliano (Cosenza) dove studiò lettere e filosofia. Dopo il completamento degli studi si avvicinò al pensiero di MAZZINI. Leggi il resto di questo articolo »

Ci fu l’intelligenza di un rapporto nuovo tra il cittadino e lo Stato. Ci fu un fattore di saldatura che superò ogni altro valore: il recupero della unità nazionale.

IL 26 ottobre 1945 erano passati appena cinque mesi dal 25 aprile. Ferruccio Parri, il presidente del Consiglio dell’Italia liberata — e anche il capo partigiano che aveva portato a Roma il “vento del Nord” — parlava alla Consulta, la prima provvisoria assemblea di uno Stato rinascente. E, ad un certo punto, avvenne il putiferio. Fu quando Parri disse: «La democrazia è praticamente agli inizi: io non so, non credo che si possano definire regimi democratici quelli che avevamo prima del fascismo». È subito dopo che nei resoconti si legge: “interruzioni, rumori, grida di viva Vittorio Veneto!”. Non c’è nulla di meglio di questa scena “parlamentare” che fissi, come in un flash, i due aspetti della Resistenza. Che fu, allo stesso tempo, rottura e ricongiungimento rispetto alla vicenda nazionale e alla sua storia costituzionale. Leggi il resto di questo articolo »

… l’Italia allora poté trarsi in salvo, pur dolorante e piagata, dall’ abisso in cui l’aveva gettata il fascismo, grazie – solamente – alla Resistenza. La patria s’era salvata dal peggio solo perché sotto e accanto all’Italia fascista, all’Italia di coloro che non avevano accettato – o non avevano conosciuto – o, peggio, avevano dimenticato il Risorgimento, era rimasta vigilante l’altra Italia, quella che rappresentava e con­tinuava – e intendeva completare – il Risorgimento, l’Italia di coloro che prima della Marcia su Roma, o subito dopo, avevano capito che quello del fascio non era l’amor di patria ma era l’odio contro lo straniero; che quella fascistica non era la Rivoluzione ma era la Reazione, la Restaurazione semmai; Leggi il resto di questo articolo »

17 giugno 2014
21:00a23:00

vedi: 19/26 giugno 2011. Su quella strada

10 giugno 2012. Le macerie del Gianicolo
9 febbraio 2014
17:00a20:00

PER INFORMAZIONI: 3337765679

 

VEDI: 9 febbraio 2013.  "Roma Repubblica, venite!"

9 febbraio 2012. La Repubblica Romana 163 anni dopo...

6-13 febbraio 2011. Una settimana repubblicana.

21 gennaio 2014
21:00a23:00

vedi: 12 gennaio 2012. La Repubblica in un Teatro.

Ancora buon compleanno, caro Pasolini. Oggi compi 91 anni  ( sei nato il 5 marzo del 1922) e, come dicemmo lo scorso anno, la tua poesia, la tua lucida analisi del nostro tempo, la tua denuncia della mutazione antropologica e del genocidio delle coscienze, sono più che mai vive come viva è la tua presenza per molti che ricevono aiuto dal tuo insegnamento per non contribuire alla marcescenza morale, politica, umana, sociale in corso. Contributo a tutto questo orrore  che era ed è ora il fascismo, il nuovo fascismo come ci dicesti. La tua presenza viva ci aiuta a rifiutarci di prestare noi stessi ad una realtà che ciecamente e stupidamente  corre verso l’abisso. ” Siamo tutti in pericolo…” dicesti nell’ultima intervista rilasciata poche ore prima di essere ucciso. Dal 1975 questo avvertimento è nel cuore di tutti coloro (pochi) che non sono sprofondati ancora nella palude della mediocrità. Siamo tutti in pericolo… Leggi il resto di questo articolo »

Un semplice, breve telegramma che Goffredo Mameli inviò a Mazzini ( che viveva a Firenze sotto il falso nome di Felice Casali) verso le due del mattino del 9 febbraio 1849. Un breve, stringato ma esaurientissimo telegramma che fa stringere il cuore: Roma è Repubblica! Dopo mesi di faticosi ma vivacissimi e partecipati incontri, convegni, dibattiti, assemblee per i teatri o altri locali di Roma la Repubblica Romana nasceva ufficialmente nel Palazzo della Cancelleria dove si riuniva l’Assemblea Costituente eletta in gennaio. Il palazzo era circondato da una folla enorme, entusiasta, festante. Nell’aula principale di quel Palazzo, immagine del potere pontificio e della sua burocrazia, viene votato il Decreto fondamentale che dà inizio ad una Repubblica che meravigliò tutto il mondo e divenne un segno di speranza per tutti coloro che aspiravano ad una vita più giusta, più democratica, più libera e responsabile. Leggi il resto di questo articolo »

12 gennaio 1849, 164 anni fa.  Un teatro, un popolo, quello romano, giovani organizzatori animati da idee mazziniane, liberali, democratiche. Strade intorno a piazza Nicosia, a Roma, piene di entusiasmo, attesa, domande.

Da uno dei giornali più letti a Roma in quegli anni:  ” Il Comitato dei Circoli Toscani trasmutato a norma degli avvisi già pubblicati in Comitato dei Circoli Italiani previene il Popolo Romano che in questa sera a ore 8 nel Teatro Metastasio terrà una seduta pubblica… Roma 12 del 1849 “  ( Da L’Epoca n. 244 del 12 gennaio 1849). Leggi il resto di questo articolo »

17 luglio 2013
21:00a23:00

vedi:  22 giugno 2012. Lettera per "Pippo".

10 marzo 2012. Mazzini, 140 anni dopo, per celebrare il futuro.

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