Articoli marcati con tag ‘populismo’

 

Vedi e ascolta: The brink. Steve Bannon dietro le quinte

https://youtu.be/oKeDzZdnkGA

7/5/2019

 

 

La profezia di Bannon: “Salvini ha commesso un paio di errori ma nei prossimi sei mesi farà un grande ritorno”

Nel libro del giornalista investigativo irlandese Peter Geoghegan, “Democracy for Sale”, una cavalcata dentro i nazionalismi e i populismi europei e le loro reti di finanziamenti. E l’ex senior strategist di Trump rivela: «Stiamo ancora lavorando dietro le quinte alla guida di tante cose». Anche in Italia. Leggi il resto di questo articolo »

 

Vedi e ascolta: Diritto di resistenza

https://www.youtube.com/watch?v=hNEkqjiTP3I

Paolo Becchi è professore ordinario di Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova ed editorialista di Libero e de Il sole 24 ORE.


 

(L’articolo che segue è del 2010, al tempo del governo Berlusconi. Ma ciò su cui riflette è di estrema attualità e assolutamente rapportabile alle situazioni di oggi e al governo populista dell’emergenza senza fine che ci domina, certamente non migliore di quello di Berlusconi. g.l.r.) Leggi il resto di questo articolo »

“Io non sono convinto che in questi mesi gli italiani abbiano dimostrato “responsabilità”, “disciplina”, “senso civico”. I nostri concittadini si sono fatti prendere dal panico, si sono lasciati convincere da un’informazione (soprattutto televisiva) sensazionalista, parziale, ispirata al ‘pensiero unico” del male assoluto.”

(da:  Terrore sanitario e la gente comune. )

 

Una maggioranza che si regge sulla paura

Dovrebbe essere evidente anche i sassi che l’attuale maggioranza, già in profonda crisi di contenuti ben prima dell’arrivo del coronavirus, ha tutto l’interesse a mantenere in piedi il surreale clima di terrore che ha accompagnato questo disgraziato Paese negli ultimi 4 mesi. Leggi il resto di questo articolo »

Repubblica: res publica: la “cosa”comune a tutti e proprietà di nessuno. Lo spirito che anima dall’interno ogni interesse particolare, ogni professione, gli affetti e le idee di ciascuno, senza che nessun carattere possa imprigionarlo in sé, presumere di esserne l’incarnazione. Leggi il resto di questo articolo »

Il manifesto di Vargas Llosa. Come impedire che la pandemia diventi un pretesto per l’autoritarismo

Che la pandemia non sia un pretesto per l’autoritarismo. È questo il titolo del Manifesto redatto dal premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa e pubblicato sul sito della sua Fundación Internacional para la Libertad (FIL). Fra i firmatari italiani: il politologo Angelo Panebianco, l’imprenditore Franco Debenedetti, l’artista Massimo Mazzone e Alberto Mingardi dell’Istituto Bruno Leoni. Leggi il resto di questo articolo »

Perché questo governo non è molto di sinistra

Continuità su immigrazione e carceri. e una comunicazione populista e paternalista

Ogni situazione estrema rende più evidenti le caratteristiche di attori e contesti che ne sono coinvolti. Così, nel mezzo della pandemia, possiamo meglio scorgere alcuni caratteri del nostro governo per rispondere alla domanda: che governo è quello guidato dal «punto di riferimento per i progressisti» Giuseppe Conte? Leggi il resto di questo articolo »

Decreti a gogo, pasticci, opacità: Conte positivo al virus autoritario

Costituzione azzerata, ma lui “non ha sbagliato niente”

Un pasticcio dopo l’altro. Non c’è probabilmente modo migliore per sintetizzare l’azione di Governo di Giuseppe Conte. Si, perché sembra un’azione di governo in solitaria, nelle lunghe e verbose comunicazioni alla Nazione, così come nelle quotidiane interviste, a Codogno come a Genova, ormai il Presidente del Consiglio parla in prima persona e afferma esplicitamente che la responsabilità politica delle scelte, di tutte le scelte dell’emergenza, è sua e solo sua. Leggi il resto di questo articolo »

La pandemia che stiamo vivendo a livello globale rappresenta un evento tragico che costringe un intero pianeta a fare i conti con la propria esistenza. In questo contesto, l’Italia, suo malgrado, si è trovata ad essere in una terribile trincea. Leggi il resto di questo articolo »

“Lo dico ad agenti di polizia e militari: se ci sono problemi e c’è la possibilità di resistenza, o se le vostre vite sono in pericolo, sparate loro e uccideteli. Ci siamo capiti? Morti. Pur di non causare problemi, vi seppellisco io stesso”. Con queste parole il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha istruito le forze di sicurezza del Paese al contrasto dei dissidenti della quarantena, coloro che violeranno le misure restrittive imposte dal governo. Leggi il resto di questo articolo »

Se c’è qualcosa che assomiglia al coronavirus per come ce lo hanno descritto i virologi è proprio il populismo. Il nostro corpo pensa che il Covid-19 sia una sostanza amica, lo accoglie e poi si infetta. Leggi il resto di questo articolo »

Tra i motivi di preoccupazione non c’è soltanto l’epidemia ma anche il populismo che si manifesta in almeno quattro forme e attacca la democrazia liberale

 

I virus oggi in giro per il mondo sono due. Per uno, il Covid-19, speriamo che prima o poi una cura e un vaccino si trovino (e chissà se quel giorno i «no vax» si scuseranno). L’altro è un pericolo per le nostre democrazie. Leggi il resto di questo articolo »

Il Coronavirus e l’ultima operazione di influenza della Russia sull’Italia

Cento specialisti in guerra batteriologica russi mandati da Mosca, e accettati senza riserve, sul territorio italiano. I principali sono inquadrati con grado militare. E sul Facebook italiano Sputnik celebra l’operazione «Dalla Russia con amore»

Militari russi a Pratica di Mare e Di Maio

A Mosca, nelle ore in cui Putin spediva aiuti al suo amico Giuseppe Conte, è successa una cosa che vale la pena raccontare. A una domanda dei giornalisti se la Russia si aspetta che l’Italia si adoperi nell’Unione europea per fermare la proroga delle sanzioni, dopo aver ricevuto gli aiuti russi, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha risposto: «No, le due cose non sono assolutamente collegate. Non ci possono essere dubbi su condizioni o calcoli o speranze. L’Italia ha davvero bisogno di più aiuto, e su più vasta scala», ha aggiunto Peskov. Già che abbia dovuto spiegarlo, però, fa accendere un alert. Cosa è successo nei giorni scorsi? Leggi il resto di questo articolo »

La retorica della salute pubblica usata per chiedere e ottenere la limitazione delle libertà. Non ci preoccupiamo per il bene comune, ma per il nostro interesse personale.


La retorica politica e giornalistica, in un trionfo di buffissimi toni da Ventennio, racconta che durante questa crisi l’Italia s’è unita in mirabili dimostrazioni di solidarietà e altruismo. Gli italiani avrebbero finalmente capito che qui è in gioco la salute pubblica, e che ciascuno deve contribuire alla protezione di quel bene comune. Leggi il resto di questo articolo »

Saluti romani, no baci: l’Italia in quarantena si è bevuta il cervello. Il contagio che più preoccupa è quello dell’isterismo assecondato dalla classe politica, che si è messa al rimorchio della “percezione” per inseguire like e consensi. E fa follie invece di governare. Dati, statistiche numeri, non contano più un fico secco: l’importante è spararla grossa per inseguire le paure. Come fa Salvini.


Ricordo che durante il governo di solidarietà nazionale il presidente Giulio Andreotti, per spiegare gli effetti dei provvedimenti assunti dall’esecutivo per combattere l’inflazione e la crisi economica, annunciò seraficamente in tv che gli italiani dovevano limitarsi ad acquistare meno orchidee. Leggi il resto di questo articolo »

Le scelte su intercettazioni e giustizia dimostrano che la china populista non è una distrazione momentanea, ma il frutto della lunga semina del ’92-93. Altrimenti niente di tutto questo sarebbe stato possibile, e nemmeno pensabile.

Non è facile stabilire se sia più grave la decisione di consentire l’uso di intercettazioni ottenute attraverso trojan anche per altri reati per i quali non siano state autorizzate da alcun giudice, la scelta di estendere l’uso di tali intercettazioni anche ai reati di corruzione contenuta nella cosiddetta legge «spazzacorrotti» o il fatto che nell’Italia del 2020 esista una legge chiamata «spazzacorrotti». Leggi il resto di questo articolo »

Anche se non è detto, ancora, che possa portare alla nascita di un governo di salute pubblica (se ne parla da giorni, e probabilmente ne parleranno presto al Quirinale Mattarella e Salvini), ciò che sta accadendo in Italia a causa del coronavirus è qualcosa di mai visto. Se non fosse per il senso di responsabilità che sempre si deve mostrare in certi momenti, verrebbe da gridare: aiuto! Salvateci! Si salvi chi può! Leggi il resto di questo articolo »

Si sono fermati anche stavolta. Il vertice di maggioranza che doveva dare via libera alla correzione dei decreti sicurezza ha fatto un mezzo passo avanti, ma non è ancora il traguardo. Tra i partiti della Resistibile Armata Giallorossa non c’è accordo. M5S e Pd, Italia Viva e Leu rendono manifesto quello che già si temeva all’atto di nascita di un governo da “stato di emergenza e di eccezione”. Leggi il resto di questo articolo »

Quando, nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca, Trump affermava che non era lui a parlare, ma il popolo americano, esprimeva qualcosa che andava ben oltre una vittoria elettorale. Quello che nelle sue parole si compiva era il percorso aperto qualche decennio prima da Perón, allorché sosteneva di incarnare nella propria persona il popolo argentino. Non diversamente Chávez aveva dichiarato di non essere un individuo, ma l’intero popolo venezuelano. Leggi il resto di questo articolo »

Le psicosi da contagio sono spesso più epidemiche dell’epidemia stessa, come dimostra ampiamente una ormai lunga esperienza medica e mediatica. Certo la forma mentale cosiddetta sovranista, molto in auge nei bar come nei Palazzi, non aiuta a neutralizzare i fantasmi, e anzi li rifornisce di nuove armi. Leggi il resto di questo articolo »

La deriva a 5Stelle rischia di trascinare nel pantano il governo, l’alleanza col Pd e l’argine che essa aveva promesso di erigere contro il salvinismo. Non possiamo certo rallegrarcene, come fece qualche pensatore di sinistra al momento del tracollo Pd.

La deriva a 5Stelle rischia di trascinare nel pantano il governo, l’alleanza col Pd e l’argine che essa aveva promesso di erigere contro il salvinismo. Non possiamo certo rallegrarcene, come fece qualche pensatore di sinistra al momento del tracollo Pd. Quando, dopo le elezioni del 2018, si usò l’argomento autolesionista che «almeno è finito un equivoco». Ma neppure possiamo pensare che si tratti di una sorpresa, di una sciagura che non potevamo aspettarci. Leggi il resto di questo articolo »

Alcune proposte di lettura per capire meglio chi vuole governarci.

 

Nicola Biondo, Marco Canestrari, IL SISTEMA CASALEGGIO,  ed. Ponte alle Grazie  2019

Ha ereditato un’impresa, un partito e una piattaforma online per la democrazia diretta. La sua agenda è segreta. È il sistema che ha scalato l’Italia.

Con un investimento minimo, un uomo si è assicurato un’influenza decisiva sul governo del nostro Paese, una rete di relazioni privilegiate e la gestione di un flusso di denaro di svariati milioni. Il metodo che ha utilizzato è legale e riproducibile; il ruolo che si è costruito inattaccabile. Parliamo di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, il fondatore di Casaleggio Associati, del MoVimento 5 stelle e dell’Associazione Rousseau. È lui oggi uno degli uomini più potenti d’Italia, il fulcro di un allarmante conflitto di interessi. Descrivere il suo potere non è semplice, poiché si nasconde dietro la presunta volontà di costruire un nuovo modello di democrazia grazie a un’applicazione web (di pessima qualità): Rousseau. «Il Parlamento diventerà superfluo» ha infatti profetizzato l’Erede di Gianroberto. Ma il MoVimento 5 stelle – come mostrano chiaramente qui Nicola Biondo e Marco Canestrari – è divenuto il ramo d’azienda politico di un’entità più grande: il «sistema Casaleggio», che intreccia affari, marketing, politica, ad un livello oramai internazionale. Questa inchiesta poggia sul racconto di chi ha contribuito a far nascere il «sistema», di chi ancora oggi ci lavora: parlamentari, insider, analisti italiani e internazionali. Guarda al futuro della democrazia, non solo in Italia. E rivela cosa sarà della nostra vita di cittadini. Non è un film di fantascienza: è tutto reale e dobbiamo difenderci. Subito. (IBS) Leggi il resto di questo articolo »

L’eguaglianza è il principio su cui si fonda l’Occidente. Ma se questo concetto è messo in discussione che cosa resta della nostra identità? Una riflessione a partire dal nuovo saggio di Aldo Schiavone

Di quanta eguaglianza ha bisogno una democrazia per mantenere le sue promesse? Una misura non c’è, salvo quella inventata dal buonsenso pratico degli antichi, secondo cui la dimensione ideale della città democratica doveva consentire ad ogni cittadino da muoversi da casa non prima dell’alba, per partecipare all’assemblea, e di poter ritornare dalla sua famiglia non dopo il tramonto. Leggi il resto di questo articolo »

Oltre le ideologie rancorose

Si dice che con il 1989 sono finite le ideologie. Ma non è così. Siamo pieni di ideologie. Il sovranismo è la controideologia del cosmopolitismo. Il populismo è la controideologia dell’elitismo. Il fondamentalismo è la controideologia del nichilismo. Leggi il resto di questo articolo »

Stiamo vivendo una stagione di grandi proteste. Da Beirut a Parigi e da Santiago a Hong Kong, milioni di persone sono scese in piazza a manifestare. Si potrebbe quasi essere indotti a credere che tutti questi movimenti di protesta siano mossi dagli stessi motivi e che puntino agli stessi obiettivi. Leggi il resto di questo articolo »

In occasione del conferimento della laurea honoris causa dell’Università Cattolica di Milano ha parlato anche dell’umiltà come dote necessaria per un bravo decisore.

I politici populisti fanno a gara per mettere alla berlina quelli che chiamano i “professoroni”. Il giudizio dell’uomo della strada viene ormai equiparato a quello di chi ha studiato, in televisione e sui social media.

Anche tra le élite culturali e professionali, è sempre più comune fare autocritica per le proprie mancanze, in una sorta di abiura collettiva tanto applaudita quanto inconcludente. Leggi il resto di questo articolo »

Oggi, con il taglio dei parlamentari, siamo davanti a una riforma che sceglie la popolarità e mette in secondo piano la responsabilità

Una riforma che è molto popolare è per forza di cose anche automaticamente giusta? In tempi di crisi della rappresentanza, con gli elettori che si sentono delusi e lontani dalle istituzioni e si rifugiano nell’astensione, incrociare il sentimento prevalente nei cittadini è più che mai indispensabile per i partiti. Leggi il resto di questo articolo »

Il taglio dei parlamentari corrisponde al crollo dei votanti e degli iscritti ai partiti. con l’effetto di dare più potere all’élite

Si potrebbe evocare la solitudine dei numeri esigui. Meno votanti alle elezioni. Meno tesserati ai partiti. Meno manifestanti in piazza. E ora meno deputati e senatori in Parlamento. Un costante segno meno accompagna ormai l’evoluzione della nostra democrazia, consegnandoci a un destino di malinconica contrazione di tutti i suoi numeri. Leggi il resto di questo articolo »

Le vie del populismo non sono infinite, ma certo molteplici e variegate, al punto che talvolta fatichiamo a riconoscerle. Prendiamo ad esempio il movimento politico e d’opinione che si è creato su scala globale intorno alla giovane attivista svedese Greta Thunberg. La causa perorata da quest’ultima è certamente nobile e grandiosa: la salvaguardia del pianeta contro il rischio – dato come imminente – della sua distruzione causata dai cambiamenti climatici. Leggi il resto di questo articolo »

C’è chi propone di superare la rappresentanza politica ma la democrazia diretta è solo un’illusione. Soprattutto se si pretende di fondarla su internet e i social network.

Ci sarà un motivo se proprio i populisti, che tanti accusano di indebolire la democrazia, si presentano agli elettori promettendo invece una democrazia più forte, una democrazia «diretta», l’entrata dei cittadini nelle dinamiche decisionali senza più alcuna delega ai rappresentanti parlamentari. Ci sarà un motivo se Frauke Petry l’ha indicata tra le priorità di Alternative für Deutschland, se il Partito per l’indipendenza del Regno Unito (Ukip) si è affidato a un referendum per ottenere la Brexit, se Geert Wilders ha inserito al terzo punto del suo programma l’introduzione di consultazioni popolari vincolanti, se in Italia, per venire a noi, è stato istituito per la prima volta nella storia un ministero alla Democrazia diretta e Beppe Grillo e Davide Casaleggio parlano addirittura di un progressivo superamento della funzione del Parlamento. Leggi il resto di questo articolo »

Care Amiche ed Amici,

i due passaggi parlamentari in cui si è sancita la caduta di Salvini, minoranza nel Parlamento e nel Paese, e si è formato il nuovo governo di salute pubblica, sono stati contraddistinti da una straordinaria passionalità e inusitata violenza. I giovani dicono che mai avevano visto una cosa simile al Senato e alla Camera, i vecchi invece l’avevano vista nei primi anni della Repubblica quando De Gasperi e Truman, elargitore del piano Marshall per rimettere in piedi l’Italia, espulsero i comunisti dal governo e cominciò il grande scontro che aveva per posta una scelta di campo (tra Est e Ovest) e di sistema (tra capitalismo e comunismo). Leggi il resto di questo articolo »

Norma Rangeri, giorni addietro, nel suo fondo dal titolo “Baciare il rospo“, concludeva l’articolo con queste precise parole: «… Però una cosa deve prevalere, la decisione di non consegnare il paese ai fascio-leghisti». Comincio da questo pensiero conciso che rivela una sacrosanta angoscia per l’emergenza democratica che stiamo vivendo, perché lo condivido e perché, allo stato delle cose, non ha alcuna alternativa realistica. Leggi il resto di questo articolo »

Sulla questione del numero dei parlamentari rischia di giocarsi la possibilità di formare un governo, addirittura la prosecuzione di una legislatura, gracile e malandata, ma ancora nella sua prima infanzia. Ed è, oltre che un rischio, un paradosso: perché le categorie non sono riducibili a quelle di un “sì” o di un “no”, ad un semplice taglio lineare che non affronta nessuna delle questioni vere del tema. Leggi il resto di questo articolo »

Necessario, possibile, suicida? Proviamo a ragionare sul governo M5S-Pd senza evitare nessuna delle numerose pietre d’inciampo. Prima questione: Salvini è un pericolo per la democrazia? Se sì, sono ragionevoli anche i salti mortali per evitare le urne, altrimenti è più giusto e anzi doveroso andare subito al voto, che pure darebbe probabilmente al capo putinista la maggioranza assoluta in parlamento. Pericolo per la democrazia significa fascismo incombente, regime che lo prepara e avvicina a grandi passi. Leggi il resto di questo articolo »

Alla fine la spina del governo potrebbe averla staccata Matteo Salvini. Il Jep Gambardella della politica non voleva solo partecipare ai governi, voleva avere il potere di farli fallire. Ieri è stata una giornata di frenetiche riunioni, un viavai agitato tra Palazzo Chigi e il Quirinale. Tutti, però, conoscevano l’esito finale, ufficializzato alle 19:53 da una nota della Lega in cui si legge: “Non c’è più una maggioranza”. Consapevole di viaggiare a vele spiegate verso il 40% dei consensi, Salvini è pronto al voto di ottobre – approvazione di Mattarella permettendo – e a porre fine a quello che verrà ricordato come uno dei peggiori governi della storia repubblicana. In attesa del prossimo. Leggi il resto di questo articolo »

Trump, Putin, Orbán. Sulla scia di Diogene, Socrate, Dostoevskij. Lo sguardo del filosofo tedesco sui sovranisti di oggi.

Se provassimo a prenderli sul serio, a quale scuola filosofica apparterebbero Trump e Salvini, Putin o Marine Le Pen? «Tutti i sovranisti si rifanno ad una antropologia cinica e depressa», risponde Peter Sloterdijk. Non è un caso se uno dei più prestigiosi filosofi tedeschi torni alle antiche tradizioni del cinismo per inquadrare «l’incoerenza performativa» in cui si cacciano oggi i sovranisti con le loro spietate balle quotidiane. Leggi il resto di questo articolo »

Si assiste in queste ore convulse ad una gara di entusiasmo per il voto anticipato. Nel nome della chiarezza, del non inciucio, del far parlare gli italiani – a destra come a sinistra, tutti stregati dal ritorno alle urne. E Matteo Salvini dirige questo garrulo coro nel quale poco o nulla ci si preoccupa delle possibili conseguenze di un monocolore targato Lega. Leggi il resto di questo articolo »

Secondo una ricerca, le persone che negli anni ottanta avevano meno di dieci anni e guardavano spesso le tv di Silvio Berlusconi hanno votato in seguito per i partiti populisti.

Questa è una storia su come il minimo comune denominatore dei mezzi d’informazione popolari ha spianato la strada al minimo comune denominatore della politica populista. Leggi il resto di questo articolo »

Cosi il direttore d’orchestra trasformò Mani pulite in un processo di piazza.

Francesco Saverio Borrelli aveva trascorso discosto i primi sessantadue anni di vita e i primi mesi di Mani pulite. Il padre, pure magistrato, era stato ufficiale di cavalleria di indole dannunziana. Magistrato fu il nonno, e Francesco Saverio era cresciuto in una raffìnata famiglia napoletana in cui i genitori si intrattenevano in francese, soprattutto se non volevano farsi intendere dalla servitù e dai figli. Era diplomato al conservatorio. Leggi il resto di questo articolo »

Ilvo Diamanti e Marc Lazar analizzano il fenomeno che hanno battezzato “Popolocrazia”. La sacralizzazione dei cittadini a discapito dei loro rappresentanti di fatto ne limita il potere.

Volete capire se il governo Lega-Cinque Stelle durerà? E quanto a lungo? Volete capire se riuscirà a superare i marosi del Russiagate? E a quale prezzo? Per saperlo, leggete o rileggete la Popolocrazia di Marc Lazar e Ilvo Diamanti. II saggio a quattro mani del sociologo italiano e del politologo francese. uscito da Laterza un anno fa e ora tradotto da Gallimard, regge bene la prova del tempo. Leggi il resto di questo articolo »

I razzisti sono sempre esistiti. Ma adesso diventano tanti a causa delle parole d’ordine che ci somministra la politica.

Siamo in guerra, anche se il capo dello Stato non l’ha mai dichiarata, come vorrebbe la Costituzione. Navi da guerra presidiano i nostri mari, per respingere l’assalto dei migranti. Con il rinforzo d’aerei militari, motovedette, radar, in virtù dell’intesa stipulata dai ministri Trenta e Salvini. Sorgerà un muro fra l’Italia e la Slovenia, stando all’idea di Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli. Leggi il resto di questo articolo »

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