Articoli marcati con tag ‘mafia’

 

 

L’ 8 luglio 1949 muore ad Alcamo (TP) ucciso da Cosa Nostra LEONARDO RENDA (43 anni) contadino, segretario della DC e assessore comunale.

 

Vedi:  Un uomo "troppo" probo: LEONARDO RENDA

 

 


Bagheria (PA

 

Il 2 luglio 1962 muore ucciso da Cosa Nostra con due colpi di lupara a Bagheria (PA) GIACINTO PULEO bracciante agricolo.

 

Vedi:  Il bracciante che disse no: GIACINTO PULEO

 

 


 

Il 28 giugno 1946 muore ucciso da Cosa Nostra a colpi di lupara  a Naro (AG) PINO CAMILLERI (27 anni) studente, politico e sindaco socialista.

 

Vedi:  Il coraggio di un giovane sindaco: PINO CAMILLERI

 

 


 

Il 22 giugno 1947 vengono uccisi a Partinico (PA) da una banda criminale che assale la Camera del Lavoro locale GIUSEPPE CASARRUBEA (48 anni) e VINCENZO LO IACONO (38 anni) contadini e  dirigenti sindacali.

 

 

 

 

Vedi:  Il coraggio di due militanti: GIUSEPPE CASARRUBEA e VINCENZO LO IACONO


Trabia (PA)

Il 7 giugno 1945 muore ucciso da Cosa Nostra con due colpi di lupara a Trabia (PA) NUNZIO PASSAFIUME sindacalista della CGIL.

 

Vedi:  Un uomo che parlava di uguaglianza: NUNZIO PASSAFIUME

 


 

Il 16 maggio 1946 muore a Favara (AG) ucciso da un sicario di Cosa Nostra con un colpo di lupara alla nuca GAETANO GUARINO (44 anni) farmacista, sindaco e politico socialista.

 

Vedi:  Il coraggio di un giovane sindaco: GAETANO GUARINO

 

Il 16 maggio 1955  muore a Sciara (PA) ucciso da Cosa Nostra  con sei colpi di lupara SALVATORE CARNEVALE (32 anni) bracciante e sindacalista della CGIL socialista.

 

Vedi:  Il sindacalista che ancilu era: SALVATORE CARNEVALE

 

Il 9 maggio 1978 muore a Cinisi (PA) ucciso da Cosa Nostra GIUSEPPE IMPASTATO (30 anni, detto Peppino) attivista civile, giornalista, politico e poeta.

 

Vedi:  Il giovane che non voleva abituarsi: PEPPINO IMPASTATO

Partinico (PA)

L’8 maggio 1947 muore ucciso a Partinico (PA) con un colpo di fucile in bocca MICHELANGELO SALVIA (41 anni) contadino, dirigente comunista della Camera del lavoro locale.

Vedi:  L'uomo a cui hanno chiuso la bocca: MICHELANGELO SALVIA

 


 

Il 1 maggio 1947 a Portella della Ginestra ( PA)  avvenne una STRAGE DI LAVORATORI durante la Festa del Lavoro del 1 Maggio.

 

Vedi:  Una strage di contadini: PORTELLA DELLA GINESTRA

 

 

 


 

 

Il 1 aprile del 1948 muore ucciso in un agguato mafioso a Camporeale (PA) CALOGERO CANGELOSI (42 anni) contadino, esponente socialista e segretario locale della CGIL e della Camera del Lavoro.

 

Vedi:  Il sindacalista che dava fastidio: CALOGERO CANGELOSI

 

 

Il 25 marzo del 1957 muore ucciso a Camporeale (PA) in un agguato mafioso PASQUALE ALMERICO  (43 anni)  maestro elementare, segretario della locale sezione DC e sindaco del paese.

 

Vedi:  Il maestro che seppe dire no: PASQUALE ALMERICO

 

Il 24 marzo del 1966 viene ucciso a Tusa (ME) dalla cosiddetta mafia dei pascoli CARMELO BATTAGLIA (43 anni) sindacalista socialista,  assessore comunale, dirigente della Camera del lavoro di Tusa e della sezione locale del Psi.

 

Vedi:  L'uomo che non si era arreso: CARMELO BATTAGLIA

 

 

Il 17 marzo del 1958 muore a Licata (AG) ucciso con un colpo di pistola in un agguato mafioso VINCENZO DI SALVO (32 anni) operaio edile e dirigente sindacale.

 

Vedi:  Il coraggio di un operaio: VINCENZO DI SALVO

 

 

Il 10 marzo del 1948 viene ucciso a Corleone (PA) in un agguato mafioso PLACIDO RIZZOTTO (34 anni) sindacalista, politico e Partigiano .

 

Vedi:  L'uomo che guardava negli occhi: PLACIDO RIZZOTTO

Le scelte su intercettazioni e giustizia dimostrano che la china populista non è una distrazione momentanea, ma il frutto della lunga semina del ’92-93. Altrimenti niente di tutto questo sarebbe stato possibile, e nemmeno pensabile.

Non è facile stabilire se sia più grave la decisione di consentire l’uso di intercettazioni ottenute attraverso trojan anche per altri reati per i quali non siano state autorizzate da alcun giudice, la scelta di estendere l’uso di tali intercettazioni anche ai reati di corruzione contenuta nella cosiddetta legge «spazzacorrotti» o il fatto che nell’Italia del 2020 esista una legge chiamata «spazzacorrotti». Leggi il resto di questo articolo »

 

 

Il 2 marzo 1948 viene ucciso a Petralia Soprana (PA) con due colpi di fucile da parte di sicari mafiosi EPIFANIO LI PUMA (55 anni) contadino, sindacalista e politico.

 

Vedi:  Il sindacalista che non aveva paura: EPIFANIO LI PUMA

 

 

Il 29 febbraio del 1920 muore ucciso a Prizzi (PA) da sicari mafiosi NICOLA ALONGI (57 anni, detto Nicolò) contadino, sindacalista socialista, politico e giornalista.

 

Vedi:  Un contadino sovversivo: NICOLA ALONGI

Ultimamente sono sempre più convinto che la memoria non sia poi così utile. Ti costringe a ricordare errori commessi da te o da altri, su cui incaponirsi e incistarsi. Stai lì a riflettere in ogni istante su quella parola detta da una tua amica che proprio non ti va giù, che no, non puoi perdonare. Ripensi a quello sguardo o a quel tocco in cui hai sentito distintamente che entrambi eravate lì, insieme, per davvero. E ci pensi e ripensi perché lei pare invece se ne sia dimenticata. Leggi il resto di questo articolo »

Gibellina (TP) prima del terremoto del 1968

Il 22 febbraio 1948 viene ucciso a colpi di mitra dalla banda di Salvatore Giuliano sulla strada tra Alcamo e Castelvetrano nei pressi di Gibellina (TP) VINCENZO CAMPO avvocato e vicesegretario regionale della DC.

Campo era candidato alla Camera nelle elezioni nazionali del 18 aprile 1948 ma la sua candidatura era fortemente contrastata da un’altra corrente del suo stesso partito legata agli interessi dei mafiosi locali. Venne ucciso mentre tornava da un comizio.

Questo delitto rientrava nelle strategie della mafia per un pieno controllo della DC siciliana in funzione anticomunista e dirette quindi contro gli esponenti democristiani (come Campo) più aperti al dialogo e al confronto politico e sociale con altre forze politiche e sindacali.


Alcamo (TP)

Il 18 febbraio 1962 viene ucciso in un agguato mafioso ad Alcamo (TP) GIOVANNI MARCHESE (40 anni) bigliettaio di un’azienda di trasporti e sindacalista della CGIL.

 

Vedi:  Il coraggio di un bigliettaio: GIOVANNI MARCHESE

 


Villabate (PA)

Il 13 febbraio 1947 muore a Villabate (PA) ucciso a colpi di lupara da parte di sicari mafiosi VINCENZO SANSONE (detto Nunzio) sindacalista, militante comunista e insegnante di lettere impegnato nella lotta per la riforma agraria.

Aveva anche cercato di fondare una cooperativa agricola. Inoltre con la sua attività didattica voleva riscattare le masse operaie e contadine dalla loro miseria e dall’abiezione materiale e morale in cui esse vivevano nei latifondi. La sua intensa attività sindacale e culturale portò alla decisione di ucciderlo. Nella sua gioventù aveva tanto lottato contro la povertà, sopportando dure prove e umilianti privazioni. Egli  conosceva, quindi,  la triste indigenza degli ultimi.

 

 

Partinico (PA)

Il 13 febbraio 1947 muore a Partinico (PA) ucciso in un agguato mafioso davanti alla sua abitazione LEONARDO SALVIA dirigente sindacale socialista impegnato nelle lotte contadine locali e nel movimento per la riforma agraria.



 

Il 1 febbraio 1893 muore sul treno tra Termini Imerese e Trabia (PA) ucciso con 27 colpi di pugnali da parte di sicari mafiosi EMANUELE NOTARBARTOLO ( 59 anni) banchiere e politico.

 

Vedi:  Il coraggio di un banchiere: EMANUELE NOTARBARTOLO

 


Ficarazzi (PA)

 

Il 17 gennaio 1947 muore a Ficarazzi (PA)  ucciso dalla cosiddetta mafia dei giardini con molti colpi di mitra PIETRO MACCHIARELLA contadino e militante del partito comunista.

Macchiarella era fortemente impegnato nelle lotte dei contadini per la terra come dirigente della locale Camera del Lavoro. La voce popolare e i giornali indicarono come mandante dell’omicidio il noto mafioso Francesco Paolo Niosi ma a suo carico non si riuscì ad aprire nemmeno un processo. I resti di Macchiarella riposano nel cimitero di Ficarazzi.


 

Il 5 gennaio 1984 muore a Catania ucciso da mafiosi con cinque colpi di pistola GIUSEPPE FAVA (59 anni) giornalista, scrittore e autore di opere teatrali.

 

vedi:  Un giornalista in prima linea: GIUSEPPE FAVA

 

 

Il 4 gennaio 1947 muore a Sciacca (AG) ucciso da mafiosi con una raffica di mitra ACCURSIO MIRAGLIA (51 anni) industriale, politico, segretario della Camera del Lavoro locale e dirigente comunista.

 

vedi:  Un uomo "in piedi": ACCURSIO MIRAGLIA

 

 

Il 23 dicembre 1946 muore a Baucina (PA) ucciso con cinque colpi di pistola sparati da un gabellotto mafioso NICOLO’ AZOTI (37 anni) ebanista, sindacalista CGIL e segretario della Camera del Lavoro locale.

 

vedi:  L'ebanista difensore dei contadini: NICOLO' AZOTI

 

 

Il 4 dicembre 1945 viene ucciso a Ventimiglia di Sicilia (PA) con colpi di lupara da parte di sicari mafiosi GIUSEPPE PUNTARELLO ( 53 anni) autista di una ditta di trasporti e segretario della sezione locale del PCI.

 

vedi:  Un autista determinato: GIUSEPPE PUNTARELLO

Comitini (AG)

Il 29 novembre 1946 muoiono uccisi a colpi di lupara sparati da sicari mafiosi su una strada tra Aragona e Comitini (AG)   FILIPPO FORNO  (46 anni) bracciante e sindacalista e GIUSEPPE PULLARA bracciante. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 28 novembre 1946 muore a Calabricata (Catanzaro)  uccisa da un colpo di fucile GIUDITTA LEVATO ( 31 anni) contadina.

 

vedi: La contadina che diede tutto: GIUDITTA LEVATO


Joppolo Giancaxio (AG)

Il 25 novembre 1946 muore ucciso a Joppolo Giancaxio (AG) con colpi di lupara da parte di sicari mafiosi GIOVANNI SEVERINO contadino e segretario della Camera del Lavoro locale.

Severino era un animatore coraggioso delle lotte contadine. I responsabili dell’assassinio non furono mai trovati.


 

Il 25 novembre 1945 muore a Cattolica Eraclea (AG) dopo essere stato gravemente ferito con due bombe a mano lanciate da sicari mafiosi GIUSEPPE SCALIA (39 anni) contadino e sindacalista socialista.

 

vedi: Un contadino sindacalista: GIUSEPPE SCALIA

 


 

L’8 novembre 1947 viene ucciso dalla mafia a Marsala (TP) con colpi di fucile VITO PIPITONE  (39 anni) contadino e dirigente della Confederterra locale.

 

vedi:  Un contadino determinato: VITO PIPITONE

 

 

 

Il 3 novembre del 1915  muore a Corleone (PA) ucciso a colpi di rivoltella dalla mafia BERNARDINO VERRO (49 anni) sindacalista, politico e sindaco di Corleone.

 

vedi:  Un sindaco in lotta: BERNARDINO VERRO

San Giuseppe Jato ( PA)

Il  3 novembre 1947 viene ucciso dalla mafia a San Giuseppe Jato (PA) CALOGERO CAJOLA testimone oculare della strage di Portella della Ginestra.

Cajola era un piccolo proprietario terriero della zona e il giorno della Strage di Portella della Ginestra del 1 maggio 1947, aveva probabilmente riconosciuto dei suoi compaesani che tornavano verso casa armati di lupara e mitragliatrice. Si stava preparando a testimoniare coraggiosamente al processo per la Strage come testimone oculare, ma fu ucciso sei mesi dopo. Gli inquirenti non collegarono l’omicidio alla sua testimonianza… escludendo il movente mafioso!

 

vedi:  Una strage di contadini: PORTELLA DELLA GINESTRA


 

Il 27 ottobre del 1972 viene ucciso a Ragusa con sei colpi di pistola dalla mafia GIOVANNI SPAMPINATO (25 anni),  giornalista.

 

Vedi:Il giornalista che cercava la verità: GIOVANNI SPAMPINATO

Terrasini (PA)

Il 25 ottobre del 1947 a Terrasini (PA) muore ucciso dalla mafia con bastonate in testa e crivellato di proiettili GIUSEPPE MANIACI segretario della Confederterra locale e dirigente comunista.

Nonostante le minacce mafiose si batteva da tempo contro il latifondo e per i diritti dei contadini. Era stato, in passato, nel carcere di Porto Longone (LI) come detenuto per reati comuni e aveva conosciuto i dirigenti comunisti MAURO SCOCCIMARRO (1895- 1972) e UMBERTO TERRACINI (1895- 1983), imprigionati per attività antifascista. Questo incontro segnò il cambiamento di Maniaci e la nascita del suo impegno politico e sindacale. Le autorità conclusero le indagini, dopo l’omicidio, dicendo che “era escluso il movente politico”. I resti di Maniaci riposano nel cimitero di Terrasini.


Santa Ninfa (TP)

Santa Ninfa (TP)

Il 22 ottobre del 1946 a Santa Ninfa (TP) muore ucciso a fucilate da un sicario mafioso GIUSEPPE BIONDO mezzadro.

Iscritto alla Federterra, che lottava per l’applicazione della legge Gullo del 19 ottobre 1944 sulla divisione del prodotto al 60% per il mezzadro e al 40% per il proprietario, Biondo rivendicava ( attraverso una sua forte partecipazione all’attività sindacale) la ripartizione dei prodotti agricoli per sè e per gli altri contadini della zona secondo il decreto, assolutamente non accolto da padroni e gabellotti mafiosi.

Inoltre Biondo era stato sfrattato illegalmente dal proprietario del terreno, ma era tornato a lavorarvi e il proprietario decise, allora, di far uccidere da un suo campiere il mezzadro. L’assassino non fu mai giudicato e i resti di Biondo riposano nel cimitero di Santa Ninfa.


 

Il 15 ottobre del 1920 muore a Palermo ucciso da un sicario della mafia GIOVANNI ORCEL (33 anni)  tipografo e sindacalista socialista.

 

vedi:  La lotta di un tipografo: GIOVANNI ORCEL

L’8 ottobre del 1998 muore a Caccamo (PA) ucciso dalla mafia con colpi di fucile DOMENICO GERACI (44 anni), politico e sindacalista.

 

vedi: Il coraggio di un politico: DOMENICO GERACI

 


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