Articoli marcati con tag ‘mafia’

 

Il 15 ottobre del 1920 muore a Palermo ucciso da un sicario della mafia GIOVANNI ORCEL (33 anni)  tipografo e sindacalista socialista.

 

vedi:  La lotta di un tipografo: GIOVANNI ORCEL

Ci troviamo d’accordo nel dire che il nostro è un Paese fermo, al quale vengono troppo spesso promesse e rinnegate quasi sull’istante “grandi riforme”. Proprio in questi giorni, grandi cervelloni della politica stanno discutendo la prossima legge elettorale che per l’ennesima volta risuona di inciuci e incostituzionalità. Ci ritroveremo alleanze e coalizioni in Parlamento e soprattutto partitini che, come sempre, continueranno a importare “personaggi” che alla fine vedremo andare a ricoprire ruoli tra le più alte cariche di governo. Ci sarebbe da esclamare: che schifezza! Ecco, è proprio sul piano di questa schifezza che le domando come dei “politici” possano ancora continuare, in periodi così delicati, ad abusare della nostra morale. Leggi il resto di questo articolo »

L’8 ottobre del 1998 muore a Caccamo (PA) ucciso dalla mafia con colpi di fucile DOMENICO GERACI (44 anni), politico e sindacalista.

 

vedi: Il coraggio di un politico: DOMENICO GERACI

 

 

lapide dedicata a Mirmina

Il 3 ottobre del 1920 muore a Noto (SR) ucciso dalla mafia con colpi di lupara PAOLO MIRMINA sindacalista socialista molto attivo nella lotta per le terre siciliane. Da sempre si era scontrato con i poteri forti della mafia siciliana che mal tolleravano il suo impegno a favore dei lavoratori e dei contadini locali.

Il 15 ottobre 1944, sul luogo dell’omicidio venne deposta una targa commemorativa.  L’incisione recita:

“Qui umile ed impavido difensore della sublime causa proletaria cadeva colpito da ignobile mano sicaria Paolo Mirmina il 3 ottobre 1920. Il proletariato netino nel XXVI della sua scomparsa lancia il severo monito che non invano caddero tutte le gloriose avanguardie dell’avvenire sociale”.


 

Il 27 Settembre 1960 viene ucciso a Lucca Sicula (AG) con vari colpi di lupara da parte di sicari mafiosi PAOLO BONGIORNO (38 anni) sindacalista e politico comunista.

 

vedi:  Il coraggio di un jurnataru: PAOLO BONGIORNO

 

 

Il 22 Settembre del 1919 viene ucciso a Prizzi (PA) da sicari mafiosi con due colpi di fucile GIUSEPPE RUMORE sindacalista e segretario locale del Partito Socialista.

 

vedi: Un socialista scomodo: GIUSEPPE RUMORE

Alia (PA)

Il 22 Settembre 1946 vengono uccisi ad Alia (PA) con una bomba a mano GIROLAMO SCACCIA e GIOVANNI CASTIGLIONE contadini.

Mentre era in corso una riunione di contadini, nella casa del segretario della Camera del Lavoro ad Alia, per discutere delle possibilità di assegnare i feudi “Raciura” e “Vacco” alle cooperative di contadini, in seguito ai decreti “Gullo” (ottobre 1944), furono lanciate da ignoti bombe a mano all’interno della casa che poi spararono colpi di lupara. I contadini Scaccia e Castiglione morirono sul colpo, mentre altri 13 rimasero feriti.


Ficarazzi (PA)

 

L’11 settembre 1945 viene ucciso a Ficarazzi (PA) a colpi di lupara da parte di sicari mafiosi AGOSTINO D’ALESSANDRO guardiano di pozzi e segretario della locale Camera del Lavoro.

 

vedi: Il coraggio di un guardiano: AGOSTINO D'ALESSANDRO


 

 

Il 13 agosto 1955 muore ucciso a Cattolica Eraclea (AG)  con sette colpi di lupara da parte di sicari mafiosi GIUSEPPE SPAGNOLO (55 anni) contadino, sindaco e attivista sindacale comunista.

 

 

 

Il 7 agosto 1952 muore ucciso a colpi di accetta da parte di sicari di Cosa Nostra a Caccamo (PA) FILIPPO INTILI (51 anni) contadino e militante comunista.

 

 

Il 6 agosto 1945 muore ucciso con due colpi di lupara da parte di sicari di Cosa Nostra a Casteldaccia (PA) ANDREA RAIA (38 anni) artigiano di fuochi artificiali, sindacalista e segretario della Camera del Lavoro locale.

Appena il boss stragista Giuseppe Graviano, intercettato nell’ora d’aria, ha dato segni d’insofferenza e lanciato propositi di vendetta per le promesse non mantenute dai tanti che trattarono con Cosa Nostra per conto dello Stato e anche per conto proprio in attesa di farsi essi stessi Stato fra il 1992 e il ’94, nel biennio delle stragi, lo Stato non ha perso tempo e ha subito risposto. Con una sequenza di atti tutti formalmente legittimi, ma tutti impensabili fino a qualche mese fa.

1) La Cassazione ha respinto il diniego del Tribunale di sorveglianza di Bologna alla scarcerazione di Totò Riina, detenuto da 24 anni al 41-bis per scontare 15 ergastoli, invocando il suo diritto a una “morte dignitosa” nel letto di casa sua, come se fosse la cosa più normale di questo mondo. 2) Forza Italia ha chiesto formalmente agli amici del Pd di ammorbidire il nuovo Codice antimafia che allarga le maglie dei sequestri dei beni a chi risponde “soltanto” di corruzione o concussione, delitti sempre più difficili da distinguere da quelli delle nuove mafie. 3) Marcello Dell’Utri ha chiesto di tornare a casa anche lui per fantomatici motivi di salute, anche se dei 7 anni inflittigli per concorso esterno in associazione mafiosa ne ha scontati solo 3. 4) Lo stesso Dell’Utri ha ottenuto il permesso di farsi intervistare su La7 in una saletta del carcere, caso più unico che raro per un condannato detenuto per mafia e mai pentito, per definirsi “prigioniero politico” e benedire il governo Renzusconi prossimo venturo, mentre l’intrepido intervistatore lo chiamava “senatore”. 5) La Cassazione ha annullato le conseguenze della condanna definitiva di Bruno Contrada a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, in un “incidente di esecuzione” che non entra nel merito del verdetto e discute la colpevolezza, ma rende “ineseguibile e improduttiva di ogni effetto” la sua stessa pronuncia. Leggi il resto di questo articolo »

Alcamo (TP)

 

 

L’ 8 luglio 1949 muore ad Alcamo (TP) ucciso da Cosa Nostra LEONARDO RENDA (43 anni) contadino, segretario locale della DC  e assessore comunale.

 

 

 

Il 2 luglio 1857 muore a Sanza (Salerno) massacrato da una folla di contadini CARLO PISACANE (38 anni) patriota, rivoluzionario risorgimentale e difensore della Repubblica Romana del 1849.

 

 

 

 

 

 

Bagheria (PA)

 

Il 2 luglio 1962 muore ucciso da Cosa Nostra con due colpi di lupara a Bagheria (PA) GIACINTO PULEO bracciante agricolo.

 

 

 

 

 

 

 

Il 28 giugno 1946 muore ucciso da Cosa Nostra a colpi di lupara  a Naro (AG) PINO CAMILLERI (27 anni) politico e sindaco socialista.

 

 

Il 22 giugno 1947 vengono uccisi a Partinico (PA) da una banda criminale che assale la Camera del Lavoro locale GIUSEPPE CASARRUBEA (48 anni) e VINCENZO LO IACONO (38 anni) contadini e  dirigenti sindacali.

Trabia (PA)

 

Il 7 giugno 1945 muore ucciso da Cosa Nostra con due colpi di lupara a Trabia (PA) NUNZIO PASSAFIUME sindacalista della CGIL. Viene ucciso nell’ambito della lotta per l’occupazione delle terre contro la mafia.

 


 

 

Il 16 maggio 1955  muore a Sciara (PA) ucciso da Cosa Nostra  con sei colpi di lupara SALVATORE CARNEVALE (32 anni) bracciante e sindacalista della CGIL socialista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 16 maggio 1946 muore a Favara (AG) ucciso da Cosa Nostra con un colpo di lupara alla nuca GAETANO GUARINO (44 anni) farmacista, sindaco e politico socialista.

 

Il 9 maggio 1978 muore a Cinisi (PA) ucciso dalla mafia PEPPINO IMPASTATO (30 anni) attivista, giornalista e poeta.

“Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi!

Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente! “.

Peppino Impastato da un articolo pubblicato su “Idea socialista“ 1965


Partinico (PA)

L’8 maggio 1947 muore ucciso da Cosa Nostra a Partinico (PA) con un colpo di fucile in bocca MICHELANGELO SALVIA (41 anni) contadino e dirigente comunista della Camera del lavoro locale.

Salvia viene ucciso una settimana dopo la strage di Portella della Ginestra e il suo corpo viene ritrovato nella campagna dove lavorava.

 


Se B. torna ci sta bene-

Io mi auguro che Silvio Berlusconi possa presentarsi alle prossime elezioni politiche e le vinca. Un premier pregiudicato, “delinquente naturale” come l’ha definito il Tribunale di Milano, darebbe l’esatta fotografia, all’interno e all’esterno, di cos’è diventato realmente il nostro Paese. Dove sono corrotti tutti. Politici, amministratori, funzionari pubblici, militari, finanzieri, cooperative, imprenditori, grandi, medi e piccoli, giornalisti, avvocati, magistrati e anche coloro che dovrebbero controllare il malaffare e che invece ne fanno parte, vescovi, arcivescovi, preti e le varie emanazioni del Vaticano. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 1 maggio 1947 a Portella della Ginestra (un passo montano della Sicilia settentrionale situato vicino Palermo tra Piana degli Albanesi e la valle del fiume Iato) avvenne una STRAGE DI LAVORATORI durante la Festa del Lavoro del 1 Maggio. La strage fu perpetrata  dal bandito Salvatore Giuliano e dai suoi uomini. La sparatoria provocò undici morti e numerosi feriti. Ad appoggiare Giuliano e a dargli copertura furono poteri mafiosi, schegge dell’autonomismo siciliano e forze dei servizi segreti americani e italiani che intendevano garantire il perpetuarsi degli equilibri di potere anche nel nuovo quadro istituzionale e politico nazionale del dopoguerra legato alla Guerra Fredda.

 

Queste le undici vittime della strage così come riportate dalla pietra incisa posta sul luogo del massacro:

 

Margherita Clesceri  (37 anni)

Giorgio Cusenza  (42 anni)

Giovanni Megna  (18 anni)

Francesco Vicari  (22 anni)

Vito Allotta  (19 anni)

Serafino Lascari  (15 anni)

Filippo Di Salvo  (48 anni)

Giuseppe Di Maggio  (13 anni)

Castrense Intravaia  (18 anni)

Giovanni Grifò  (12 anni)

Vincenza La Fata  (8 anni)

 

Rimasero gravemente ferite 27 persone.


 

 

Il 1 aprile del 1948 viene ucciso in un agguato mafioso a Camporeale (PA) CALOGERO CANGELOSI (42 anni) socialista e segretario locale della CGIL

 

 

Il 25 marzo del 1957 muore ucciso a Camporeale (PA) in un agguato di mafia PASQUALE ALMERICO  (43 anni)  maestro elementare, segretario della locale sezione DC e per 24 mesi sindaco del paese.

 

 

Il 18 marzo del 1958 muore a Licata (AG) ucciso con un colpo di pistola in un agguato mafioso VINCENZO DI SALVO (32 anni) operaio edile e dirigente sindacale.

 

 

Il 2 marzo 1948 viene ucciso a Petralia Soprana (PA) con due colpi di fucile provenienti da due uomini a cavallo davanti a due dei suoi figli e mentre lavorava il suo pezzo di terra EPIFANIO LI PUMA (51 anni) contadino, sindacalista socialista e politico.

Gibellina (TP) prima del terremoto del 1968

 

Il 22 febbraio 1948 viene ucciso a colpi di mitra sulla strada tra Alcamo e Sciacca nei pressi di Gibellina (TP) VINCENZO CAMPO avvocato e candidato DC alle elezioni dell’aprile 1948.

 


Alcamo (TP)

 

Il 18 febbraio 1962 viene ucciso in un agguato mafioso ad Alcamo (TP) GIOVANNI MARCHESE (40 anni) bigliettaio di un’azienda di trasporti e sindacalista della CGIL

 


Villabate (PA)

 

Il 13 febbraio 1947 muore a Villabate (PA) ucciso a colpi di lupara da parte di sicari mafiosi NUNZIO SANSONE militante comunista e insegnante di lettere impegnato nella lotta per la riforma agraria.

 

 

 

 

 

 

Partinico (PA)

 

Il 13 febbraio 1947 muore a Partinico (PA) ucciso in un agguato mafioso davanti alla sua abitazione LEONARDO SALVIA dirigente sindacale socialista impegnato nelle lotte contadine locali.


 

Il 1 febbraio 1893 muore sul treno tra Termini Imerese e Trabia (PA) ucciso con 27 colpi di pugnali da parte di sicari mafiosi EMANUELE NOTARBARTOLO (59 anni) banchiere e politico. L’omicidio di Notarbartolo viene considerato il primo delitto “eccellente” di Cosa Nostra.

Ficarazzi (PA)

Il 17 gennaio 1947 muore a Ficarazzi (PA)  ucciso dalla cosiddetta mafia dei giardini con molti colpi di mitra PIETRO MACCHIARELLA militante del partito comunista e fortemente impegnato nelle lotte dei contadini per la terra come dirigente della locale Camera del Lavoro.

 

 

Il 5 gennaio 1984 muore a Catania  ucciso da mafiosi con cinque colpi di pistola mentre andava a prendere la nipote GIUSEPPE FAVA ( 59 anni) giornalista, scrittore e autore di opere teatrali.

 

 

Il 4 gennaio 1947 muore a Sciacca (AG) ucciso da mafiosi con una raffica di mitra davanti alla porta di casa ACCURSIO MIRAGLIA (51 anni) segretario della Camera del Lavoro locale e dirigente sindacale comunista.

In questa società comanda soprattutto chi ha la possibilità di convincere. Convincere a fare le cose: acquistare un’auto invece di un’altra, un vestito, un cibo, un profumo, fumare o non fumare, votare per un partito, comperare e leggere quei libri. Comanda soprattutto chi ha la capacita’ di convincere le persone ad avere quei tali pensieri sul mondo e quelle tali idee sulla vita. In questa società il padrone è colui il quale ha nelle mani i mass media, chi possiede o può utilizzare gli strumenti dell’informazione, la televisione, la radio, i giornali, poiché tu racconti una cosa e cinquantamila, cinquecentomila o cinque milioni di persone ti ascoltano, e alla fine tu avrai cominciato a modificare i pensieri di costoro, e così modificando i pensieri della gente, giorno dopo giorno, mese dopo mese, tu vai creando la pubblica opinione la quale rimugina, si commuove, s’incazza, si ribella, modifica se stessa e fatalmente modifica la società entro la quale vive. Nel meglio o nel peggio.

Giuseppe Fava ( 1925- 5 gennaio 1984), giornalista, scrittore ucciso dalla mafia catanese

 

vedi:  Le ceneri di Pasolini? Disperse…

Corruzione rileggere Sciascia oggi

Pensiero Urgente n.251)

 

 

Il 23 dicembre 1946 muore a Baucina (PA) NICOLO’ AZOTI ( 37 anni) segretario della Camera del Lavoro locale. Era stato colpito con 5 colpi di pistola due giorni prima da gabellotti mafiosi.

Ventimiglia di Sicilia (PA)

 

Il 4 dicembre 1945 viene ucciso a Ventimiglia di Sicilia (PA) con colpi di lupara da parte di sicari mafiosi GIUSEPPE PUNTARELLO ( 53 anni) autista di una ditta di trasporti e segretario della sezione locale del PCI.

Comitini (AG)

Il 29 novembre 1946 vengono uccisi a colpi di lupara da sicari mafiosi su una strada tra Aragona e Comitini (AG)  il bracciante e sindacalista FILIPPO FORNO (46 anni) e il bracciante GIUSEPPE PULLARA. Forno da tempo aveva creato problemi ai gabellotti mafiosi locali per il suo impegno sindacale a difesa dei diritti dei contadini come lui e Pullara stava diventando il suo collaboratore più stretto.


 

Il 25 novembre 1945 muore a Cattolica Eraclea (AG) GIUSEPPE SCALIA dopo essere stato gravemente ferito con due bombe a mano lanciate da sicari mafiosi il 18 novembre. Era un sindacalista socialista tra i fondatori della cooperativa agricola La Proletaria e si era posto con altri contadini alla testa del movimento bracciantile.

 

 

L’8 novembre 1947 viene ucciso dalla mafia a Marsala (TP) con colpi di fucile VITO PIPITONE contadino dirigente della Confederterra locale. Da tempo si batteva per garantire ai lavoratori un giusto stipendio la pensione e la giornata lavorativa non lunga più di otto ore.

San Giuseppe Jato ( PA)

 

Il  3 novembre 1947 viene ucciso dalla mafia a San Giuseppe Jato (PA) CALOGERO CAJOLA  testimone oculare della strage di Portella della Ginestra ( 1 maggio 1947). Si stava preparando a testimoniare coraggiosamente al processo dopo aver prestato il proprio aiuto per individuare alcuni colpevoli della strage.

Calendario eventi
ottobre 2017
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031EC
Cerca nel Sito
Newsletter
In carica...In carica...


Feed Articoli