Articoli marcati con tag ‘costituzione’

Questi quattordici mesi di governo gialloverde ci hanno consegnato una certezza: gli italiani sono innamorati di Giuseppe Conte. Sulla scorta di una proverbiale isteria di massa, il premier uscente è stato eletto dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica come salvatore della patria, trovandosi a ricoprire il ruolo di protagonista indiscusso di questo agosto monopolizzato dalla politica. Leggi il resto di questo articolo »

Appello. Ha ragione Papa Francesco a dire che certi discorsi gli ricordano quelli di Hitler! Mi appello ai giudici perché, nella loro autonomia, interpretino il decreto sicurezza bis dando priorità al principio della vita

Quello che sta avvenendo di nuovo nel Mediterraneo con le navi Open Arms e Ocean Viking è uno spettacolo indecente, immorale e criminale. Il rifiuto del ministro dell’Interno Matteo Salvini di aprire i porti per accogliere queste due navi cariche di 500 rifugiati salvati in mare , esprime un cinismo e un disprezzo verso l’altro inaccettabile. Leggi il resto di questo articolo »

Si assiste in queste ore convulse ad una gara di entusiasmo per il voto anticipato. Nel nome della chiarezza, del non inciucio, del far parlare gli italiani – a destra come a sinistra, tutti stregati dal ritorno alle urne. E Matteo Salvini dirige questo garrulo coro nel quale poco o nulla ci si preoccupa delle possibili conseguenze di un monocolore targato Lega. Leggi il resto di questo articolo »

Appello

Caro direttore, è una normativa perfino peggiore della precedente, questo “decreto sicurezza bis” in procinto di passare al vaglio del Senato. Finalità e scopi restano però gli stessi: restringere sempre più l’area dei diritti e dunque della civiltà. Leggi il resto di questo articolo »

Raniero La Valle

Care Amiche ed Amici,

la Camera ha approvato il secondo decreto sicurezza di Salvini dopo aver espresso su di esso un voto di fiducia al governo con 325 voti contro 248. Il decreto è incostituzionale non solo in quanto a singoli articoli della Costituzione e del diritto internazionale che lasciamo ai giuristi e al presidente della Repubblica di valutare ai fini di accertarne l’illegittimità, ma sopratutto è in antitesi con lo spirito globale della Costituzione, con la sua stessa ragion d’essere che com’è noto non è la ragion di Stato ma la ragione delle persone umane come cittadini, non come individui isolati ma come membri di comunità politiche. Leggi il resto di questo articolo »

Doriana Sarli

Questo è l’intervento della deputata del Movimento 5 Stelle della Camera dei Deputati DORIANA SARLI nella seduta parlamentare a Montecitorio del 25 luglio 2019 durante la discussione per la conversione in legge del cosiddetto Decreto Sicurezza bis. Sarli (nata nel 1961)  è stata eletta il 4 marzo del 2018 come parlamentare del Movimento 5 Stelle, nella circoscrizione Campania 1. Il testo corrisponde allo “stenografico” della Camera dei Deputati. Leggi il resto di questo articolo »

Genova da sempre è stata accogliente e attenta alle diversità perché lei stessa si è costruita nel porto, sul mare e nel riconoscimento delle pluralità degli altri. La lingua genovese ne è la riprova lampante, miscuglio di idiomi, dialetti, saperi e culture (su questo giornale scrissi due articoli a riguardo). Oggi, Genova è smarrita nel suo cuore e nelle sue stesse strade, i cui marciapiedi e angoli sono pieni di mendicanti, senza dimora, persone finite per strada per mille motivi perché la socialità ha fallito nell’accompagnare ciascuno a vivere la propria vita come ordina la Costituzione. Leggi il resto di questo articolo »

I razzisti sono sempre esistiti. Ma adesso diventano tanti a causa delle parole d’ordine che ci somministra la politica.

Siamo in guerra, anche se il capo dello Stato non l’ha mai dichiarata, come vorrebbe la Costituzione. Navi da guerra presidiano i nostri mari, per respingere l’assalto dei migranti. Con il rinforzo d’aerei militari, motovedette, radar, in virtù dell’intesa stipulata dai ministri Trenta e Salvini. Sorgerà un muro fra l’Italia e la Slovenia, stando all’idea di Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli. Leggi il resto di questo articolo »

Lo Stato deve educare, se la politica usa parole brutali, l’etica svanisce nella piazza.

Il compito di uno Stato di diritto è garantire libertà e sicurezza ai cittadini. Se il capitano di una nave vìola la legge è doveroso (e automatico) che lo Stato provveda, con le competenze e gli organismi adeguati, a indagare ed eventualmente a punire il capitano. Con le aggravanti e le attenuanti del caso. Leggi il resto di questo articolo »

Multe da 3.500 a 5.500 euro a chi “nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni Internazionali”. Dunque i comportamenti che Salvini attribuisce alle navi umanitarie.

Dal decreto Sicurezza bis che il ministro degli Interni intende fare approvare nel prossimo CdM

Abituato da una vita a maneggiare le frattaglie della politica politicante, l’autore di questa rubrica ammette, negli ultimi tempi, di essersi troppo spesso nascosto dietro lo scudo del facile sarcasmo per evitare di fare i conti con l’insensata (o sensata) ferocia che stringe la gola del nostro Paese. Leggi il resto di questo articolo »

Il caso della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, colpita da sanzione disciplinare perché avrebbe omesso di vigilare sul contenuto di un lavoro dei suoi studenti è di inaudita gravità: perché chiama in causa fondamentali principi costituzionali, quali la libertà di insegnamento (art. 33), il diritto all’istruzione (art. 34), la libertà di manifestazione del pensiero (art. 21). Si tratta di diritti che Norberto Bobbio considera presupposti necessari a rendere realmente tale una democrazia. Leggi il resto di questo articolo »

La riduzione del numero dei parlamentari attualmente in discussione ha motivazioni solo di risparmio, senza alcun riguardo al ruolo che il Parlamento deve svolgere. Questa modifica della Costituzione può essere l’inizio di un cambio preoccupante della democrazia nel nostro Paese, delle sue regole, della sua capacità di composizione dei conflitti. Il parlamento ha un ruolo centrale nella nostra Costituzione e le motivazioni del taglio del numero dei parlamentari sono al di sotto della sua importanza nel nostro assetto istituzionale. Leggi il resto di questo articolo »

Parliamo di noi, del nostro essere incompiuti come nazione n realtà parliamo di noi, oggi, quando parliamo del 25 aprile. Della nostra incompiutezza come nazione, se si intende l’identità nazionale come qualcosa che non è definito solo dalla comunità di discendenza, dal sangue e dalla terra, ma dal riconoscimento reciproco che si scambiano i cittadini nel comune patto costituzionale che fissa i diritti e i doveri dei singoli, insieme con il carattere e la natura dello Stato democratico. Leggi il resto di questo articolo »

Bambini morti annegati o di fame nell’indifferenza. Cattivi maestri del “aiutiamoli a casa loro”. Il calcio che non si ferma davanti ai cori più violenti. Ma il problema sono i migranti o siamo noi? Il pamphlet del fondatore di Libera.

In qualunque bar d’Italia si può oggi ascoltare il seguente ragionamento: «Gli stranieri sono troppi, vivono alle nostre spalle, e per di più, spacciano, rubano e violentano. Basta guardare nei portoni o nei giardinetti vicino a casa. Meno male, dunque, che c’è finalmente qualcuno che gli stranieri non li fa entrare e, se sono entrati, li rimanda al Paese da dove sono partiti. E chi poi gli stranieri proprio li vuole, se li porti a casa sua». Leggi il resto di questo articolo »

Il giorno della memoria è diventato con il procedere degli anni sempre di più un topos della cultura celebrativa del mondo occidentale e, a misura che i testimoni diretti dello sterminio ci lasciano per ragioni anagrafiche, la responsabilità delle nuove generazioni si configura come una sfida a tenere fermo e adamantino il senso autentico di quella memoria. Il rischio che incombe sul futuro si presenta con molteplici aspetti fra i quali: la retorica, la falsa coscienza, il negazionismo, la banalizzazione, la ridondanza, l’uso strumentale, la sacralizzazione. Primo Levi, pose al più celebre e diffuso volume della sua opera di testimonianza e di riflessione sul genocidio e sul sistema concentrazionario della morte, il titolo «Se questo è un uomo».

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Istituzioni a confronto

La disobbedienza civile non vale solo nei regimi dispotici. È, anzi, il sale della democrazia. A provocarla è, come ha scritto Hannah Arendt nel 1970, «l’incapacità del governo di funzionare adeguatamente». I cittadini sono assaliti dal dubbio sulla legittimità di una legge. Non sanno, però, come esprimerlo, perché l’opposizione è affievolita o tace del tutto. Il timore è di restare inascoltati, mentre il governo insiste in quelle iniziative «la cui legalità e costituzionalità suscitano molti interrogativi». Leggi il resto di questo articolo »

Diciamolo subito, per disarmare i numerosi cantori del sovranismo in servizio permanente effettivo. Ovviamente nessuno si sogna di accostare Leoluca Orlando a Gandhi e Danilo Dolci, o Luigi de Magistris a Martin Luther King e Aldo Capitini. Ma mai come stavolta, senza scomodare Sartre, si può dire che «ribellarsi è giusto». In questa Italia passata con troppa fretta dal rancore alla cattiveria (come dice il Censis), “l’atto sedizioso” dei sindaci di Palermo, Napoli e altre città è una benedizione politica, oltre che una ribellione etica. In quel rifiuto di applicare il decreto sicurezza non si può non vedere un sano embrione di quella «disobbedienza civile» che Gustavo Zagrebelsky auspicava giusto un mese fa, proprio su questo giornale. Leggi il resto di questo articolo »

Negli spazi pubblici delle nostre città si moltiplicano in questi giorni i presepi. Nella mia Firenze, il presidente del consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani (Pd), ne ha fatto realizzare una mostra nella sede del Consiglio, e ha teorizzato: “Con la mostra dei presepi in Consiglio regionale lanciamo un messaggio politico istituzionale, perché il presepe è al centro della nostra tradizione e deve caratterizzare gli spazi pubblici”.

D’altra parte, l’esempio viene dal vertice della Repubblica: il 12 dicembre il presidente Sergio Mattarella ha inaugurato al Quirinale, la casa di tutti gli italiani, un grandioso presepe materano. E durante il discorso alla nazione del 2015, alle spalle di Mattarella era stato disposto a favore di telecamera un presepe napoletano sotto una campana di vetro. Leggi il resto di questo articolo »

Giusto preoccuparsi che si imparino fin da bambini le regole della convivenza civile, quindi innanzitutto del rispetto per gli altri, dell’impegno per il bene comune, e che si arrivi all’età adulta avendo una conoscenza degli istituti che regolano la nostra democrazia e dei princìpi fondamentali della Costituzione. Leggi il resto di questo articolo »

“Con l’approvazione del decreto Sicurezza si stravolge di fatto la Costituzione”. La voce dell’Associazione Nazionale Partigiani ancora una volta si leva per dire la verità. E la dura, triste verità è che festeggiamo l’ottantesimo delle leggi razziali con una legge francamente razzista. Non solo sul piano del colore della pelle, ma anche su quello sociale.

L’aspetto più odioso della legge Salvini è forse proprio l’evidente odio verso i poveri. Torna la tassa (già introdotta dalla Lega nel 2009 e poi abrogata) sulle rimesse dei migranti. Sì: non sulle transazioni finanziarie, non sui grandi capitali. Ma sui soldi che i poveri mandano a casa. Leggi il resto di questo articolo »

La Costituzione e il fantasma del fascismo. A chi esalta la forza si opponga la mitezza, alla violenza la solidarietà, fino alla disobbedienza che può essere una virtù

Un dato culturale assai significativo è che si discute oggi sempre meno di Costituzione e sempre più di fascismo. È uno spostamento dell’attenzione da una forma giuridica (la Costituzione) a una sostanza politica (un regime). «Forza normativa del fatto», dicono i giuristi quando il «fatto compiuto», o che si sta compiendo, scalza il diritto o lo predispone alla resa. Questo spostamento spiega il silenzio di tanti giuristi, fino a qualche tempo fa alquanto loquaci (tra i quali io stesso). Leggi il resto di questo articolo »

E gli italiani si ripresero la sovranità. La tesi dello storico Giuseppe Filippetta: la Costituzione «dei fucili» anticipò quella dei partiti

Alla base della nostra Costituzione ci sono i lavori dell’Assemblea Costituente che recepirono le indicazioni dei partiti politici, ricostituitosi dopo venti anni dittatura; prima della verifica elettorale del 2 giugno 1946, i partiti trovarono la loro legittimazione nella Resistenza e nella lotta armata contro i nazisti e i fascisti; la ottennero grazie all’efficacia del rapporto che furono in grado di instaurare con le bande partigiane e con le istanze di sovranità dal basso che furono da esse avanzate; queste istanze furono il frutto della scelta di impugnare le armi che – nello sfacelo dello Stato seguito all’8 settembre 1943 e nell’assenza di una sovranità statuale accettata e riconosciuta – portò decine di migliaia di italiani a riappropriarsi della propria sovranità individuale, così da attribuire alla loro esperienza armata un immediato e spontaneo «potere costituente» Leggi il resto di questo articolo »

“Professore, nell’alternanza scuola-lavoro sono stato a fare fotocopie negli uffici di un cantiere che da quasi trent’anni prepara il traforo di una montagna per farci passare un treno veloce per spostare verso un pascolo alpino merci che non ci sono. Mi pare che tutto ciò sia un po’ insensato, e anche contro l’articolo 9 della Costituzione, che tutela l’ambiente. Ho imparato che si possono avere contratti (e dunque diritti) diversissimi per fare lo stesso, identico lavoro: ho il sospetto che questo violi l’articolo 3, quello che mi piace di più perché dice che tutti siamo uguali. Leggi il resto di questo articolo »

Uno spettro s’aggira per l’Europa, scrivevano nel 1848 Marx ed Engels. A quel tempo il fantasma si chiamava comunismo, adesso è il sovranismo. Categoria politica in apparenza più precisa, più chiara da definire e da comprendere, rispetto al populismo cui viene spesso apparentata; ma chissà poi se è vero. Leggi il resto di questo articolo »

Le società occidentali sono abituate a rappresentare la storia come una sorta di linea retta, una direzione univoca verso l’evoluzione e il progresso. L’abitudine deriva dall’influenza della teologia ebraico-cristiana e dalla prosperità economica e sociale che negli ultimi tre secoli è stata concessa a vaste fasce della popolazione, con brevi e bellicose interruzioni. Volgendo lo sguardo un po’ più indietro, però, si nota come la storia non è stata sempre volta al progresso e al benessere, alternandosi con parentesi barbariche e medioevali che poco o nulla hanno a che fare con l’evoluzione della specie umana. Ecco, sembra che siamo arrivati a una nuova parentesi di buio. Prendiamo ad esempio l’idea che l’opinione pubblica ha dello Stato in questo preciso momento storico. Leggi il resto di questo articolo »

Non so se Domenico Lucano abbia imparato da Danilo Dolci o da Marco Pannella che quando una cosa è umana, doverosa e necessaria la fai anche a tuo rischio e pericolo. Ma certo la vita di Lucano è una vita di gesti folli (traduci: riconoscere subito i diritti di chi diritti non ne ha). Come Danilo Dolci, come Pannella.

Benché oggi la Repubblica italiana se ne vergogni, Dolci è stato in prigione. E Pannella è stato più volte in punto di morte perché usava la sua arma non violenta del digiuno, per restituire diritti negati, per esempio far diventare umane le condizioni di vita nelle carceri italiane. Lucano sapeva benissimo che stava urtando contro i limiti della legge. Ma non contro la Costituzione, che ha evidentemente ispirato ogni suo gesto di soccorso ai profughi. Leggi il resto di questo articolo »

Tra lecito e illecito – Il sindaco viola la legge, rivendicandolo per un’idea: la città dell’accoglienza

Mimmo Lucano sta vivendo le peggiori ore della sua vita. Chiuso nella sua casa trasformata in carcere è tormentato dal timore che il “modello Riace” finisca a pezzi. Che il paese si svuoti dei migranti, ritorni quel deserto di anime che era prima della grande illusione. Un po’ di vita alla marina. Case vuote al Borgo, per strada solo vecchi, i lunghi inverni nell’attesa dell’estate e del ritorno degli emigranti, gli italiani di Calabria che da decenni hanno costruito il futuro loro e dei figli al Nord, in Germania, in altri continenti. Hanno arrestato Mimmo Lucano, “’o curdu”, in ricordo di quello sbarco del 1998 di 200 profughi curdi che spuntarono come i Bronzi dallo Ionio. Ha rubato soldi? Neppure un centesimo. Ha fatto arricchire voraci cooperative sulla pelle dei migranti? No. Leggi il resto di questo articolo »

Il decreto immigrazione. Discriminare, come fa il provvedimento che porta trionfalmente il nome del suo estensore, fra cittadini italiani per nascita e cittadini naturalizzati genera una diseguaglianza di tipo etnico come norma del nostro Stato

La cittadinanza moderna nasce sulle barricate parigine alla fine del Settecento come sviluppo del droit de cité, un diritto “per” e “degli” immigrati. Diritto di entrare e risiedere che consentiva di diventare cittadini a tutti gli effetti, con gli stessi diritti e doveri degli altri, uguali di fronte alla legge e al potere costituito. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 27 settembre del 1956  muore a Firenze  PIERO CALAMANDREI (67 anni) Padre della Costituzione Italiana, “Cantore” della Resistenza, Padre costituente e Combattente per la giustizia come giurista, come uomo politico, come uomo di cultura.

 

vedi:  Il Cantore della Resistenza: PIERO CALAMANDREI

Tra il 1945 e il 1946, poco prima di partecipare ai lavori della Costituente, Piero Calamandrei (1889- 1956) scrisse la prefazione a un saggio di Francesco Ruffini (circolato clandestinamente durante il fascismo), in cui si interrogava su libertà, giustizia ed equità sociale. Anticipiamo qui uno stralcio de “L’avvenire dei diritti di libertà”, che torna in libreria da lunedì con l’introduzione di Enzo Di Salvatore.

Mentre i tradizionali diritti di libertà hanno carattere negativo, in quanto a essi corrisponde l’obbligo dello Stato di non ostacolare l’esercizio di certe attività individuali, i diritti sociali hanno carattere positivo, in quanto a essi corrisponde l’obbligo dello Stato di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che si frappongono alla libera espansione morale e politica della persona umana. Coi primi si mira a salvaguardare la libertà del cittadino dalla oppressione politica; coi secondi si mira a salvaguardarla dalla oppressione economica.

Il fine è lo stesso, cioè la difesa della libertà individuale, ma i mezzi sono diversi: mentre per soddisfare i diritti sociali lo Stato deve adoprarsi attivamente per distruggere il privilegio economico e per aiutare il bisognoso a liberarsi dal bisogno, il compito dello Stato a difesa della libertà non si racchiude più nella comoda inerzia del laissez faire, ma implica una presa di posizione nel campo economico ed una serie di prestazioni attive nella lotta contro la miseria e contro l’ignoranza. Leggi il resto di questo articolo »

Se il potere è del popolo, ma i cittadini che partecipano alla vita politica sono pochi, poco interessati e poco informati, i risultati del processo decisionale saranno deludenti per tutti.

Alle democrazie manca sempre qualcosa. È giusto così. Forse è persino meglio così perché nelle democrazie è possibile continuare a cercare quello che manca, spesso trovandolo. Democratico è quello che deve essere soggetto al controllo del popolo: governanti, rappresentanti, assemblee elettive, leggi, non, però, la burocrazia, le Forze Armate, la magistratura, le istituzioni scolastiche che debbono rispondere a criteri di efficienza ed efficacia, di conseguimento degli obiettivi decisi dai rappresentanti e dai governanti. Leggi il resto di questo articolo »

Pare incredibile ma sopravvivono ancora, annidate in remote foreste e rovine, sparute tribù di Ingenui, che senza nulla sospettare della modernità e del progresso coltivano idee arcaiche e risibili. Credono che la storia serva a capire la differenza tra fascismo e Resistenza o fra dittature e democrazie; o in che cosa la Rivoluzione francese cambiò il mondo, o fin dove giunse l’Impero Romano. C’è perfino chi ritiene che studiare filosofia significhi leggere Platone o Kant; che la matematica vada intesa come supremo strumento di conoscenza e di analisi del mondo e del pensiero. E così via, di superstizione in superstizione. Leggi il resto di questo articolo »

Il richiamo a Simone Weil fatto dal ministro Salvini durante il suo discorso di domenica a Pontida è frutto di un uso perverso e mistificatorio del linguaggio dei doveri e di un’evidente ed inaccettabile manipolazione del pensiero di una delle più grandi pensatrici del Novecento. Quando Simone Weil, nella sua opera L’enracinement, parlava della priorità dei doveri sui diritti si riferiva al fatto che solo i doveri hanno la capacità di garantire i diritti, i quali altrimenti hanno bisogno della forza per essere attuati. Leggi il resto di questo articolo »

Norberto Bobbio

Questo articolo di NORBERTO BOBBIO (1909- 2004) comparve nel 1958 sulla rivista “Risorgimento” che, in occasione del primo decennale della Costituzione, aveva promosso un’ inchiesta. Nello stesso anno venne poi pubblicato sul bollettino dell’ Università di Torino.

 

Quando parliamo di democrazia, non ci riferiamo soltanto a un insieme di istituzioni, ma indichiamo anche una generale concezione della vita. Nella democrazia siamo impegnati non soltanto come cittadini aventi certi diritti e certi doveri, ma anche come uomini che debbono ispirarsi a un certo modo di vivere e di comportarsi con se stessi e con gli altri. Leggi il resto di questo articolo »

Quello che è successo a Macerata era nell’aria da tempo. Ma nessuno avrebbe potuto immaginarne una portata simbolica così dirompente. Il saluto romano, il tatuaggio nazista, il monumento ai caduti, il tricolore: una scenografia studiata per rileggere tutta la nostra storia nazionale all’insegna del fascismo mussoliniano e indicare nel razzismo e nella violenza i valori di fondo della nostra comunità. Quel tricolore indossato come un mantello a coprire i risvolti più tremendi di un gesto disgustoso suona come una chiamata alle armi, quasi che su quella bandiera ci fosse ancora lo stemma sabaudo o il fascio di Salò. Leggi il resto di questo articolo »

Pesi e contrappesi – Senza “eguaglianza” e “solidarietà” la “libertà” non basta alla democrazia. Ecco perché oggi la Carta va attuata

La Costituzione ha settanta anni. E tutto quello che c’è stato di buono lo si deve a Lei. L’Italia usciva sconfitta dalla seconda guerra mondiale, che aveva distrutto tutto: case, ferrovie, ponti, fabbriche, strade e chi più ne ha più ne metta, con gli spietati bombardamenti a tappeto degli anglo americani (detti “gli alleati”, non nostri, evidentemente, ma tra loro). Ma per fortuna essa non riuscì a distruggere le possenti intelligenze dei nostri Padri costituenti, i quali compirono un vero miracolo (che gli incolti della cultura chiamano “compromesso”), ma che in realtà fu una “fusione” di tre principi che non possono vivere l’uno disgiunto dall’altro: la “libertà” (rappresentata dalle forze liberali), l’ “eguaglianza” (rappresentate dai social comunisti), la “solidarietà” (rappresentata dai democristiani). Leggi il resto di questo articolo »

Vivo in un Paese in cui un carabiniere espone nella propria stanza una bandiera neonazista. Il carabiniere in questione ha 24 anni, e si definisce «appassionato di simboli storici». Vivo in un Paese in cui i militanti di un gruppo di ispirazione neonazista – Veneto Fronte Skinhead — fanno irruzione nel corso dell’assemblea di una rete sociale, per leggere un proclama delirante contro i migranti. Il leader è un trentenne. Vivo in un Paese in cui la pagina Facebook “I giovani fascisti italiani” piace a oltre 27 mila persone. Leggi il resto di questo articolo »

In tempi di crisi dei valori – da quelli culturali a quelli religiosi, sociali, etici, economici, politici, cui la nostra generazione era stata abituata ed educata – è difficile resistere alla tentazione del pessimismo. Basta pensare al vuoto, quando non all’odio, alla violenza e al nichilismo di cui sembrano essere portatori alcuni (forse molti) esponenti della generazione che segue la nostra. (…)

È difficile di fronte a queste realtà scoprire qualcosa in cui credere e sperare, per cui entusiasmarsi e impegnarsi, da condividere con gli altri.

È difficile per chi – come me – comincia a guardare dietro di sé il proprio percorso culturale, istituzionale e professionale; è forse ancor più difficile per chi inizia ora quel percorso. Leggi il resto di questo articolo »

Una serie di libri dedicati alla Costituzione italiana, per Carocci editore, in cui storici, teorici, giuristi di diversa formazione rileggono i suoi articoli

È certo che il prossimo anno non si mancherà di festeggiare il settantesimo compleanno della costituzione, entrata in vigore il 1 gennaio 1948. Con il rischio, implicito in ogni ricorrenza, di assistere a stucchevoli discorsi di circostanza, magari espressi in malafede da chi, in cuor suo, vorrebbe porre fine all’anomalia costituzionale italiana. L’anniversario può però essere anche un’occasione per discutere dei principi fondamentali che sostanziano la nostra democrazia, per tornare a riflettere su quel particolare assetto politico-sociale che è stato definito dai nostri padri costituenti e che oggi appare in forte sofferenza.

Potremmo così finalmente prendere sul serio la costituzione uscendo dalla retorica che di recente ha caratterizzato il suo uso troppo spesso prevalentemente strumentale. Se, dunque, vogliamo veramente onorare la ricorrenza dovremmo auspicare meno eventi spettacolari e più studi ponderati. Leggi il resto di questo articolo »

Vorrei avvertire i lettori. Questa non è una dichiarazione in più di indignazione e dolore per l’uso della faccia bambina di Anna Frank come materiale di uno spregevole gioco. Ciò che sto per scrivere riguarda l’Italia, non una offesa crudele e demente. Riguarda la crisi di un Paese travolto da pulsioni oscure e cattive che non sono il fascismo, anche se comprendono il fascismo e lo usano come motore o come occasionale bandiera. Riguarda coloro che stanno mostrando senza esitazione e, anzi, probabilmente con orgoglio, una grave deformazione morale.  Leggi il resto di questo articolo »

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