Articoli marcati con tag ‘tecnologia’

Diceva Tino Faussone, il montatore di gru de “La Chiave a stella”, che «amare il proprio lavoro è la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra». Il personaggio di Primo Levi, si sa, non lavorava solo per lo stipendio a fine mese, ma soprattutto perché attraverso l’agire si realizzava come persona. Ciò gli era permesso da un insieme di concause favorevoli: le competenze (il “know how”); l’accuratezza e lo scrupolo (chissà se doti naturali o maturate nei decenni); l’esperienza (quindi gli errori del passato come bagaglio culturale). Leggi il resto di questo articolo »

Nel luglio del 1511 Francisco Serrano, capitano di una delle tante flotte portoghesi che stanno saccheggiando i mari d’oriente, amico fraterno di Fernando Magalhanes, alias Magellano, il grande navigatore che qualche anno dopo proverà a fare il giro del globo via mare per dimostrare in modo concreto che la terra non è piatta ma è una sfera, come avevano ipotizzato i greci già nel III secolo a.C., ma che in quel momento è solo un modesto sobresaliente, cioè un soldato semplice, approda per primo alle mitiche “isole delle spezie”, oggi isole della Sonda, ancora vergini e non intaccate dalle conquiste europee e maomettane. Leggi il resto di questo articolo »

Hawking profeta inascoltato
Lo scienziato britannico intervistato da Larry King: “I tre grandi pericoli sono la stupidità umana, l’intelligenza artificiale e l’inquinamento”

L’astrofisico inglese Stephen Hawking è completamente paralizzato dalla sclerosi laterale amiotrofica, ma vede ancora più lontano di tutti. In una conferenza a Tenerife ha indicato nella stupidità dell’uomo, nell’inquinamento e nell’intelligenza artificiale i tre più grandi pericoli che minacciano la nostra sopravvivenza e ha confessato di non farsi illusioni sul fatto che le cose possano migliorare. Leggi il resto di questo articolo »

PERCHÉ la Germania ha tanto successo nel mondo? Perché sa fare i conti con il proprio passato, anzi assorbe la storia come ingrediente essenziale del futuro. La diagnosi è di Neil MacGregor, il brillante direttore del British Museum ora passato alla testa del nuovo Humboldt Forum di Berlino, nel suo ultimo libro (Germany. Memories of a Nation, Knopf). In un Paese come l’Italia, che coltiva la smemoratezza, la distrazione e la superficialità come altrettante virtù, può sembrare una provocazione. Leggi il resto di questo articolo »

Saint Denis, il blitz della polizia francese nel quartiere a nord di Parigi il 18 novembre

Daesh, l’Is, è la malattia autoimmune dell’Occidente. È la reazione imprevedibile ma fisiologica dentro il copro di un Occidente cosiddetto civilizzato. Dal corpo umano, d’altra parte, si impara quasi tutto, ad avere voglia di studiarne il funzionamento. Perché il corpo altro non è che il dispositivo che sta dietro ogni azione dell’uomo. Prima delle sue parole, prima di qualsiasi apparato ideologico con cui l’umanità intera cerca di impacchettare il mondo. Se la retorica del nemico, dell’altro da noi, è l’ordinaria procedura retorica d’emergenza, è dentro il corpo dell’Occidente capitalistico che varrebbe la pena dare un’occhiata. A interrogarlo, risulterebbe evidente che è il nostro sistema immunitario — cioè il sistema con cui pervicacemente ci difendiamo — a produrre la propria, apparentemente incontrollabile, minaccia. Leggi il resto di questo articolo »

Ogni cosa oggi sembra portare in sé la sua contraddizione. Macchine, dotate del meraviglioso potere di ridurre e potenziare il lavoro umano, fanno morire l’uomo di fame e lo ammazzano di lavoro. Un misterioso e fatale incantesimo trasforma le nuove sorgenti della ricchezza in fonti di miseria. Le conquiste della tecnica sembrano ottenute a prezzo della loro stessa natura. Sembra che l’uomo nella misura in cui assoggetta la natura, si assoggetti ad altri uomini o alla propria abiezione. Perfino la pura luce della scienza sembra poter risplendere solo sullo sfondo tenebroso dell’ignoranza. Tutte le nostre scoperte e i nostri progressi sembrano infondere una vita spirituale alle forze materiali e al tempo stesso istupidire la vita umana, riducendola a una forza materiale.

Karl  Marx,  Discorso per l’anniversario del «People’s Paper»,  1856

 

vedi: Pensiero Urgente n.207)

Pensiero Urgente n.210)

“I robot domineranno il mondo”

Il progresso ha rovinato le nostre vite

Nel passaggio tra XX e XXI secolo i pilastri che sorreggevano la nostra visione del mondo sono crollati: resta un senso di inadeguatezza e l’incapacità di capire il tempo in cui viviamo

Verso la fine del 1899 si accese una disputa molto vivace se l’imminente 1900 dovesse contare come ultimo anno del secolo vecchio o come primo del nuovo. Alla fine intervenne l’imperatore di Germania, Guglielmo II, dichiarando che il 1900 era il primo anno del XX secolo: a Berlino, alla mezzanotte di San Silvestro del 1899, campane a distesa e salve di cannone annunciarono la nascita del nuovo secolo. Allora era così. Il tempo poteva essere scandito dagli orologi di Berlino e il potere di un imperatore tedesco faceva direttamente sentire i suoi effetti nella vita quotidiana di milioni di uomini. Leggi il resto di questo articolo »


Il teorico della decrescita felice contro le “follie dell’obsolescenza programmata” Così le strategie del consumismo alterano la nostra percezione del reale

Il brano che pubblichiamo in questa pagina è tratto dalla prefazione alla nuova edizione riveduta e ampliata del libro di Serge Latouche Usa e getta. per Bollati Boringhieri nella traduzione di Fabrizio Grillenzoni,  € 15

 

Come provare, nel caso di un oggetto complesso, che abbia subito l’introduzione deliberata di un pezzo difettoso allo scopo di costringere l’utilizzatore a comprare un nuovo apparecchio? Le lobby industriali, soprattutto quelle degli apparecchi elettrici ed elettronici, particolarmente nel mirino, non hanno del tutto torto quando sostengono che l’obsolescenza programmata intesa come complotto o sabotaggio non esiste. Indubbiamente, sostengono, la vita degli apparecchi è limitata, ma ciò corrisponde al desiderio dei consumatori, la maggior parte dei quali non aspetta la morte dell’oggetto per comprare un nuovo modello. Leggi il resto di questo articolo »

Dove hanno sbagliato Mario Monti e il suo governo? Secondo Edward Luttwak, che si intende di cose italiane, Monti ha sbagliato perché invece di fare ciò che come tecnico poteva fare senza pagare pedaggi politici, come ad esempio ridurre drasticamente lo stipendio del capo della polizia che in Italia guadagna quattro volte di più del capo dell’FBI in America, e invece di fare qualche taglio salutare ai compensi sproporzionati di grandi funzionari e manager di Stato, si è messo in mente di rifondare la Repubblica e si è accanito su temi squisitamente politici e causa di sofferenza per tutti, come il regime delle pensioni e le modalità dei licenziamenti. A sua volta Obama ha lamentato che mentre la dottrina del rigore e gli interventi di sistema avranno effetti a lungo termine, è adesso che ci vogliono scelte di rilancio dell’economia e della fiducia. Insomma Monti non ha messo la tecnica al servizio della politica, ma ha messo la tecnica al posto della politica, nella presunzione sbagliata che i governi non debbano scegliere tra diverse alternative, ma solo applicare integralmente leggi incontestabili dettate dalla natura stessa delle cose, come sarebbero le leggi dell’economia, delle borse e dei Mercati. Leggi il resto di questo articolo »

Pier  Paolo Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo del 1922. Oggi compie novant’anni.

Compie perché  il suo pensiero, la sua profezia laica, la sua preziosa provocazione intellettuale,  i messaggi della sua opera letteraria e cinematografica sono più che mai attuali, vivi, necessari.  Compie perché la sua contrapposizione al presuntuoso ottimismo di chi esalta il trionfo della modernità con le sue magnificenze, la sua dolente preoccupazione etica e umanistica di chi, invece, assiste all’avanzata della tecnologia e vi legge in nuce un  futuro  disumano e violento sono più che mai attuali, vivi, necessari. Per noi “ milioni di candidati alla morte dell’anima”. ( P.P.Pasolini, 1962) Leggi il resto di questo articolo »

Che cosa è oggi la disumanizzazione, quel congedo dall’umano il cui timore ricorre nei mille titoli di una letteratura che analizza le derive verso questo esito fatale? Il futuro prende le forme di un corpo innervato e trasformato dalle tecnologie, annuncia il cyborg, lascia intravedere una inquietante “natura” robotica. La ragione tecnologica prende il sopravvento, l’uomo diviene “antiquato”, il diritto viene espropriato della sua “causa finale”, la tutela della persona. E proprio il conflitto tra l’immagine dell’uomo espressa dalle costituzioni e il sapere tecnico-scientifico venne precocemente segnalato non da un giurista, ma da Paul Valéry. Molte voci s’intrecciano. Ascoltiamo quella di Kazuo Ishiguro in Non lasciarmi. «Mentre ti osservavo ballare quel giorno, ho visto qualcos’altro. Ho visto un nuovo mondo che si avvicinava a grandi passi. Più scientifico, più efficiente, certo. Più cure per le vecchie malattie. Splendido. E tuttavia un mondo duro, crudele. Ho visto una ragazzina, con gli occhi chiusi, stringere al petto il vecchio mondo gentile, quello che nel suo cuore sapeva che non sarebbe durato per sempre, e lei lo teneva fra le braccia e implorava che non la abbandonasse».

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