Articoli marcati con tag ‘mafia’
Il 1 febbraio 1893 muore sul treno tra Termini Imerese e Trabia (PA) ucciso con 27 colpi di pugnali da parte di sicari mafiosi EMANUELE NOTARBARTOLO ( 59 anni) banchiere e politico.
Vedi: Il coraggio di un banchiere: Emanuele Notarbartolo

Il 17 gennaio 1947 muore a Ficarazzi (PA) ucciso dalla cosiddetta mafia dei giardini con colpi di mitra PIETRO MACCHIARELLA (41 anni) contadino e militante del partito comunista.
Macchiarella, contadino e militante del Partito Comunista, era fortemente impegnato nelle lotte dei contadini per la terra come dirigente della locale Camera del Lavoro. Il 17 gennaio del 1947 fu assassinato con colpi di mitra da un capomafia locale con cui era in contrasto a causa della sua attività sindacale e politica.
La voce popolare e i giornali indicarono come mandante dell’omicidio il noto mafioso Francesco Paolo Niosi ma a suo carico non si riuscì ad aprire nemmeno un processo.
In sua memoria, a Palermo, è stato dedicato un largo (ex Largo del Daino), come parte di un percorso di intitolazione di strade a sindacalisti e dirigenti del movimento contadino vittime della mafia
I resti di Macchiarella riposano nel cimitero di Ficarazzi.
Il 5 gennaio 1984 muore a Catania ucciso da mafiosi con cinque colpi di pistola GIUSEPPE FAVA (59 anni) giornalista, scrittore e autore di opere teatrali.
vedi: Un giornalista in prima linea: GIUSEPPE FAVA
Il 4 gennaio 1947 muore a Sciacca (AG) ucciso da mafiosi con una raffica di mitra ACCURSIO MIRAGLIA (51 anni) industriale, politico, segretario della Camera del Lavoro locale e dirigente comunista.
Il 23 dicembre 1946 muore a Baucina (PA) ucciso con cinque colpi di pistola sparati da un gabellotto mafioso NICOLO’ AZOTI (37 anni) ebanista, sindacalista CGIL e segretario della Camera del Lavoro locale.
vedi: L’ebanista difensore dei contadini: NICOLO’ AZOTI
Il 4 dicembre 1945 viene ucciso a Ventimiglia di Sicilia (PA) con colpi di lupara da parte di sicari mafiosi GIUSEPPE PUNTARELLO ( 53 anni) autista di una ditta di trasporti e segretario della sezione locale del PCI.
Il 29 novembre 1946 muoiono uccisi a colpi di lupara sparati da sicari mafiosi su una strada tra Aragona e Comitini (AG) FILIPPO FORNO (46 anni) bracciante e sindacalista e GIUSEPPE PULLARA bracciante. Leggi il resto di questo articolo »
Il 28 novembre 1946 muore a Calabricata (Catanzaro) uccisa da un colpo di fucile GIUDITTA LEVATO ( 31 anni) contadina.
Il 25 novembre 1946 muore ucciso a Joppolo Giancaxio (AG) con colpi di lupara da parte di sicari mafiosi GIOVANNI SEVERINO contadino e segretario della Camera del Lavoro di Agrigento.
Severino era, nell’immediato dopoguerra, un animatore coraggioso delle lotte contadine per l’assegnazione degli appezzamenti di terreno e per una giusta redistribuzione dei prodotti agricoli
I responsabili dell’assassinio non furono mai trovati.
Il 25 novembre 1945 muore a Cattolica Eraclea (AG) dopo essere stato gravemente ferito con due bombe a mano lanciate da sicari mafiosi GIUSEPPE SCALIA (39 anni) contadino e sindacalista socialista.
vedi: Un contadino sindacalista: GIUSEPPE SCALIA
L’8 novembre 1947 viene ucciso dalla mafia a Marsala (TP) con colpi di fucile VITO PIPITONE (39 anni) contadino e dirigente della Confederterra locale.
vedi: Un contadino determinato: VITO PIPITONE
Il 3 novembre del 1915 muore a Corleone (PA) ucciso a colpi di rivoltella dalla mafia BERNARDINO VERRO (49 anni) sindacalista, politico e sindaco di Corleone.
Il 3 novembre 1947 viene ucciso dalla mafia a San Giuseppe Jato (PA) CALOGERO CAIOLA testimone oculare della strage di Portella della Ginestra.
Caiola era un piccolo proprietario terriero della zona e il giorno della Strage di Portella della Ginestra del 1 maggio 1947, aveva probabilmente riconosciuto dei suoi compaesani che tornavano verso casa armati di lupara e mitragliatrice. Si stava preparando a testimoniare coraggiosamente al processo per la Strage come testimone oculare, ma fu ucciso sei mesi dopo vicino a casa sua.
Gli inquirenti non collegarono l’omicidio alla sua testimonianza: infatti si cominciarono ad inventare elementi che aiutassero a dipingere Caiola come un poco di buono, una persona di dubbia moralità, addirittura con tendenze perverse. Nessuno osò parlare di omicidio di mafia.
Caiola è una di quelle tante vittime innocenti di mafia “morte due volte”. Prima col sangue, poi con l’infamia e la dimenticanza. I suoi resti riposano nel cimitero di San Giuseppe Jato.
Il 27 ottobre del 1972 viene ucciso a Ragusa con sei colpi di pistola dalla mafia GIOVANNI SPAMPINATO (25 anni), giornalista.
Vedi Il giornalista che cercava la verità: GIOVANNI SPAMPINATO.
Il 25 ottobre del 1947 a Terrasini (PA) muore ucciso dalla mafia con bastonate in testa e crivellato di proiettili GIUSEPPE MANIACI (38 anni) segretario della Confederterra locale e dirigente comunista.Nonostante le minacce mafiose si batteva da tempo contro il latifondo e per i diritti dei contadini. Era stato, in passato, nel carcere di Porto Longone (LI) come detenuto per reati comuni e aveva conosciuto i dirigenti comunisti MAURO SCOCCIMARRO (1895- 1972) e UMBERTO TERRACINI (1895- 1983), imprigionati per attività antifascista.
Questo incontro segnò il cambiamento di Maniaci e la nascita del suo impegno politico e sindacale. Le autorità conclusero le indagini, dopo l’omicidio, dicendo che “era escluso il movente politico”. I resti di Maniaci riposano nel cimitero di Terrasini.
Il 22 ottobre del 1946 a Santa Ninfa (TP) muore ucciso a fucilate da un sicario mafioso GIUSEPPE BIONDO mezzadro.
Iscritto alla Federterra, che lottava per l’applicazione della legge Gullo del 19 ottobre 1944 sulla divisione del prodotto al 60% per il mezzadro e al 40% per il proprietario, Biondo rivendicava ( attraverso una sua forte partecipazione all’attività sindacale) la ripartizione dei prodotti agricoli per sè e per gli altri contadini della zona secondo il decreto, assolutamente non accolto da padroni e gabellotti mafiosi.
Inoltre Biondo era stato sfrattato illegalmente dal proprietario del terreno, ma era tornato a lavorarvi e il proprietario decise, allora, di far uccidere da un suo campiere il mezzadro. L’assassino non fu mai giudicato e i resti di Biondo riposano nel cimitero di Santa Ninfa.

Il 15 ottobre del 1920 muore a Palermo ucciso da un sicario della mafia GIOVANNI ORCEL (33 anni) tipografo e sindacalista socialista.
vedi: La lotta di un tipografo: GIOVANNI ORCEL

L’8 ottobre del 1998 muore a Caccamo (PA) ucciso dalla mafia con colpi di fucile DOMENICO GERACI (44 anni), politico e sindacalista.
vedi: Il coraggio di un politico: DOMENICO GERACI
Il 3 ottobre del 1920 muore a Noto (SR) ucciso dalla mafia con un colpo di pistola PAOLO MIRMINA (23 anni) sindacalista socialista molto attivo nella lotta per le terre siciliane.
Da sempre si era scontrato con i poteri forti della mafia siciliana che mal tolleravano il suo impegno a favore dei lavoratori e dei contadini locali.
Mirmina infatti era diventato giovanissimo capolega dei braccianti alla Camera del Lavoro di Noto e osò sfidare i possidenti terrieri per difendere i diritti dei contadini.
Il suo omicidio avvenne durante il comizio del parlamentare socialista Vacirca, partito non gradito al “potentato” perché era dalla parte del popolo: gli squadristi dei “baroni” – dietro specifico incarico – stavano disturbando il comizio per fa sì che Vacirca non parlasse e se ne andasse e il giovane Mirmina li raggiunse per invitarli a smetterla. La riposta fu un colpo di pistola dritto al cuore. I 4 delinquenti – che peraltro avevano già precedenti penali – furono assolti con formula piena.
I resti di Mirmina riposano nel cimitero di Noto.
Il 15 ottobre 1944, sul luogo dell’omicidio venne deposta una targa commemorativa. L’incisione recita:
“Qui umile ed impavido difensore della sublime causa proletaria cadeva colpito da ignobile mano sicaria Paolo Mirmina il 3 ottobre 1920. Il proletariato netino nel XXVI della sua scomparsa lancia il severo monito che non invano caddero tutte le gloriose avanguardie dell’avvenire sociale”.

Il 27 Settembre 1960 viene ucciso a Lucca Sicula (AG) con vari colpi di lupara da parte di sicari mafiosi PAOLO BONGIORNO (38 anni) sindacalista e politico comunista.
vedi: Il coraggio di un jurnataru
Il 22 Settembre del 1919 viene ucciso a Prizzi (PA) da sicari mafiosi con due colpi di fucile GIUSEPPE RUMORE sindacalista e segretario locale del Partito Socialista.
Il 22 Settembre 1946 vengono uccisi ad Alia (PA) con una bomba a mano GIROLAMO SCACCIA e GIOVANNI CASTIGLIONE contadini.
Mentre era in corso una riunione di contadini, nella casa del segretario della Camera del Lavoro ad Alia, per discutere delle possibilità di assegnare i feudi “Raciura” e “Vacco” alle cooperative di contadini, in seguito ai decreti “Gullo” (ottobre 1944), ignoti lanciarono bombe a mano all’interno della casa e poi spararono numarosi colpi di lupara. I contadini Scaccia e Castiglione morirono sul colpo, mentre altri 13 rimasero feriti. Nessuno venne condannato per l’attentato e i resti di Scaccia e Castiglione riposano nel cimitero di Alia.

L’11 settembre 1945 viene ucciso a Ficarazzi (PA) a colpi di lupara da parte di sicari mafiosi AGOSTINO D’ALESSANDRO guardiano di pozzi e segretario della locale Camera del Lavoro.
vedi: Il coraggio di un guardiano
Il 5 settembre del 2010 viene ucciso a Pollica (SA) con 9 colpi di pistola in un agguato camorristico ANGELO VASSALLO (57 anni) imprenditore ittico, politico e sindaco.
Il 13 agosto 1955 muore ucciso a Cattolica Eraclea (AG) con sette colpi di lupara da parte di sicari mafiosi GIUSEPPE SPAGNOLO (55 anni) contadino, sindaco e attivista sindacale comunista.
Il 7 agosto 1952 muore ucciso a colpi di accetta da parte di sicari di Cosa Nostra a Caccamo (PA) FILIPPO INTILI (51 anni) contadino e militante comunista.
Il 6 agosto 1980 muore ucciso da sicari mafiosi in una via di Palermo con tre colpi di pistola GAETANO COSTA (64 anni), magistrato e Partigiano.
Vedi: L’uomo di cui si poteva comprare solo la morte: GAETANO COSTA
Il 6 agosto 1945 muore ucciso con due colpi di lupara da parte di sicari di Cosa Nostra a Casteldaccia (PA) ANDREA RAIA (38 anni) artigiano di fuochi artificiali, sindacalista e segretario della Camera del Lavoro locale.

































