Articoli marcati con tag ‘consenso’

 

 

Questa è la vostra ora, ottenebrati nella mente e nel cuore. Ora già iniziata il 9 marzo 2020. E’ l’ora del buio che avete dentro, politicanti criminali e complici covidioti accucciati. E’ l’ora in cui la tenebra che attanaglia la vostra ipotetica testa porta l’italia a fare un grande passo di progresso… all’indietro, Leggi il resto di questo articolo »

 

rastrellamento tedesco

 

Verranno a “rastrellarci”, noi decisi oppositori a questa vaccinazione di stato? Esagerati! ( dicono i covidioti). Insieme al “rastrellamento” decideranno proibizioni, limitazioni, apartheid per noi decisi oppositori di questa vaccinazione di stato? Esagerati! ( dicono i covidioti). E insieme al “rastrellamento”, e all’apartheid decideranno una qualche forma di deportazione in campi “sanitari” per noi testardi Leggi il resto di questo articolo »

 

Teologo protestante tedesco (1892- 1994)

 

La tragedia dell’indifferenza egoistica è quella che sottolinea Niemoller nell’immagine-testo qui sopra. Una tragedia che prima o poi si ritorcerà contro lo stesso indifferente. Contro lo stesso covidiota, così prono ai dettami pseudo-sanitari e così indifferente a tutto il resto.

Gli stati terapeutici, in cui la salute di stato è il nuovo dogma, prodotti del progetto criminale globale chiamato Grande Reset (noi v’invitiamo sempre a leggere i tanti articoli presenti Leggi il resto di questo articolo »

 

Abbiamo appena celebrato il 6 maggio ( noi uomini/donne liberi, non i covidioti) la Memoria del Padre della disubbidienza civile Henry David Thoreau ( vedi: L'uomo della disubbidienza civile:  HENRY DAVID THOREAU ) e la Memoria della Sfilata della Liberazione a Milano il 6 maggio del 1945 ( vedi: Quel campionato che iniziò a Milano il 6 maggio 1945. ) che subito dobbiamo fare i conti con la repressione dittatoriale del regime sanitario imposto al nostro disgraziato paese dal progetto criminale globale chiamato Grande Reset.

Questi che seguono sono solo alcuni esempi di ordinaria dittatura in corso, di ordinaria repressione del dissenso, che in un regime sanitario dove la salute è stata resa un dogma religioso gestito dai nuovi orrendi sacerdoti Leggi il resto di questo articolo »

 

 

Il progetto criminale di dominio globale chiamato Grande Reset ha bisogno di masse di “peccatori” che si sentano tali. Masse di “ignoranti sinceri” e “stupidi coscienziosi”, come dice Martin Luther King, che in più diventano ” fedeli penitenti” della nuova religione della salute, della scienza medica imposta dal nuovo stato terapeutico.

Masse di peccatori che si “sentono potenziali assassini” perchè possibili  portatori del virus e che quindi si assoggettano ad ogni forma di “penitenza” imposta dalla nuova religione: lockdown, mascherine, distanziamenti, vaccini e frenetica disinfettazione delle mani e quant’altro. Leggi il resto di questo articolo »

 

Non ci stancheremo mai, noi del GLR insieme con tanti altri, di avvertire del progetto criminale globale chiamato Grande Reset che, dietro lo schermo e la paura di un virus furbescamente manipolato mediaticamente, sta cercando d’imporre a tutti noi una “nuova tragica normalità” con conseguenze catastrofiche dal punto di vista sociale, personale ed economico.

Non ci stancheremo mai, a fronte degli “ipocondriaci egoisti” ( i covidioti) indicati da Ilaria Bifarini nel testo qui sopra, di dire che ” il Grande Reset” non è un’invenzione giornalistica o uno slogan di quei soggetti strani chiamati negazionisti/complottisti ma è un termine ed un progetto usati chiaramente nel Word Economic Forum che si è riunito a Davos (Svizzera) nel gennaio del 2021 ed è il titolo (ben chiaro) del libro pubblicato da Klaus Schwab ( direttore del WEF) nel 2020 ” Covid-19. The Great Reset” e considerato il “manuale” di questo progetto criminale. E all’inizio dell’ articolo sottostante “2021 e oltre” c’è una sua affermazione pubblica ben chiara! Leggi il resto di questo articolo »

 

“Il potere fa praticamente ciò che vuole” disse Pasolini nel 1975. A maggior ragione il potere dei governucoli legati al progetto criminale del Grande Reset fa ciò che vuole per addomesticarci, controllarci, schedarci, “sanificarci”, modificarci in vista della loro folle “Nuova Normalità” ( Ci raccomandiamo di leggere con attenzione gli articoli in questo linkhttp://www.gruppolaico.it/category/rassegna-stampa/emergenza-rassegna-stampa/) Leggi il resto di questo articolo »

 

La base di ogni dittatura, di ieri e di oggi, sono gli uomini/donne topo. Anche della dittatura sanitaria che soffoca l’Italia e parte del pianeta. Anche dei DPCM che ci tormentano l’esistenza in questi giorni, in queste ore. Gli uomini/donne topo sono i primi responsabili di ciò che accade nella compressione dei diritti e della libertà. Sono responsabili prima dei governi, dei presidenti, dei ministri e quant’altro che ci tormentano l’esistenza. Gli uomini/donne topo sono i servi sciocchi di sempre, mascherati di paura, che permettono al dittatore di turno di fare ciò che vuole. Per il nostro bene, certo! (GLR)

 

 

L'uomo topo nel film "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban" (2004)

 

La trappola dei DPCM e la sindrome del topo

La sindrome del topo alla base del consenso del regime del terrore e la “Schadenfreude ”.


La Great Barrington Declaration ( vedi link, ndr) è una dichiarazione firmata da 9.824 scienziati di medicina epidemiologica e di salute pubblica e da 26.202 medici specialisti. Leggi il resto di questo articolo »

Il modo autoritario con cui viene trattato il problema del virus e il taglio dei parlamentari non sono due problemi diversi ma le due facce della stessa medaglia: l’eversione della democrazia. (GLR)

 

Malan: «Nove cose da sapere sul referendum» l’ultima è da brividi

Domenica si voterà non soltanto per scegliere il futuro governatore di alcune regioni italiane ma anche per il taglio dei parlamentari. Il dibattito è stato molto acceso e, a quanto pare, in queste ultime settimane la rimonta del No potrebbe regalare qualche brutta sorpresa ai sostenitori del . Leggi il resto di questo articolo »

Un giurista di cui un tempo avevo qualche stima (Gustavo Zagrebelsky, n.d.r.), in un articolo appena pubblicato su un giornale allineato, cerca di giustificare con argomenti che vorrebbero essere giuridici lo stato di eccezione per l’ennesima volta dichiarato dal governo. Leggi il resto di questo articolo »

Com’era scontato, la Fase 2 conferma per decreto ministeriale più o meno le stesse decurtazioni di libertà costituzionali che possono essere limitate solo per legge. Ma non meno importante è la limitazione di un diritto umano che non è sancito in alcuna costituzione: il diritto alla verità, il bisogno di una parola vera.

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Si sono fermati anche stavolta. Il vertice di maggioranza che doveva dare via libera alla correzione dei decreti sicurezza ha fatto un mezzo passo avanti, ma non è ancora il traguardo. Tra i partiti della Resistibile Armata Giallorossa non c’è accordo. M5S e Pd, Italia Viva e Leu rendono manifesto quello che già si temeva all’atto di nascita di un governo da “stato di emergenza e di eccezione”. Leggi il resto di questo articolo »

Una democrazia a rischio. Subordinata alla tecnologia. Sottoposta a perenne sorveglianza. E soprattutto a una sorta di libertà vigilata.

Il libro Democrazia e potere dei dati di Antonello Soro, Garante della Privacy, è un vero e proprio atto di accusa. Non tanto contro il web, ma contro i “signori” del web. Quelli che, come ha dimostrato per l’ennesima volta il recente scandalo Cambridge Analytica, hanno trasformato gli utenti di Internet in una miniera per fare soldi e per orientare persino le elezioni. Leggi il resto di questo articolo »

I razzisti sono sempre esistiti. Ma adesso diventano tanti a causa delle parole d’ordine che ci somministra la politica.

Siamo in guerra, anche se il capo dello Stato non l’ha mai dichiarata, come vorrebbe la Costituzione. Navi da guerra presidiano i nostri mari, per respingere l’assalto dei migranti. Con il rinforzo d’aerei militari, motovedette, radar, in virtù dell’intesa stipulata dai ministri Trenta e Salvini. Sorgerà un muro fra l’Italia e la Slovenia, stando all’idea di Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli. Leggi il resto di questo articolo »

IN QUESTA, COME IN ALTRE STAGIONI, TOCCA ALLA SOCIETÀ CIVILE ASSUMERSI I PESI DELLA POLITICA, ANCHE SE E RISCHIOSO. MA CAROLA RACKETE SALVA VITE UMANE, NON L’OPPOSIZIONE

Due donne alla guida dell’Europa, l’aristocratica tedesca Ursula von der Leyen alla Commissione e la francese Christine Lagarde alla Banca centrale, i sovranisti esultano perché hanno portato ai vertici delle istituzioni due esponenti di rilievo dei due paesi più forti, due espressioni dell’establishment più arcigno e chiuso, se era questa la loro rivoluzione potevano dircelo prima: come scrisse Giorgio Bocca, se esistono altre prospettive, chiedo scusa, non le ho viste. Leggi il resto di questo articolo »

Sinistra c’è chi è caduto nella trappola. E davanti al peggio resta in silenzio per paura dei sondaggi.

E’ l’ultima tragica e perdente ritirata dei pavidi: l’invito al silenzio. Silenzio, ci dicono: non parlate di migranti, che fate il gioco di Salvini. Non parlate di migranti, che a ogni Sea Watch crescono i consensi della Lega, che a ogni Karola si sposta più a destra il Paese. Non avete visto l’ultimo sondaggio brandito da Luca Morisi su Facebook? E allora zitti, non parlate di migranti, bisogna fare quello che piace alla gente. Leggi il resto di questo articolo »

“Se l’Italia avesse compiuto il suo lavoro della memoria, oggi ci sarebbero così tanti cittadini pronti a giustificare e a relativizzare il fascismo? (…) Forse, in fondo, se in Italia il potere politico finora ha preferito evitare di illuminare la popolazione sul passato è per timore di forgiare uno spirito democratico che rischierebbe di metterlo in difficoltà”. Leggi il resto di questo articolo »

Lo spettacolo d’arte varia di un ministro dell’Interno che irride e fa il bullo con un ragazzino di tredici anni sembra la plastica rappresentazione dei meccanismi psicologici che spingono tanta gente a votarlo. Forte con i deboli, morbido con i forti, basta con tutta quella faccenda complicata che è l’etica, tutti quei discorsi teorici da professoroni o da buonisti. Qui si fanno i fatti, si menano le mani, si stringe la mascella, si querelano gli scrittori, si bullizzano i ragazzini, non ce n’è per nessuno. E questo piace. Leggi il resto di questo articolo »

Gli italiani sono prevalentemente cattolici – nonostante un forte calo di fedeli negli ultimi anni, dal 79% del 2000 al 60% attuale. Eppure c’è una stonatura di fondo, una voce collettiva che stride con il cattolicesimo e i suoi precetti. La gente che va in chiesa, che bacia il santino prima di andare a dormire e che tiene il Vangelo sul comodino, per larghi tratti è la stessa che impacchetterebbe i migranti per spedirli su Marte, o il più lontano possibile dalla propria vista.

Purtroppo a questi sfugge un piccolo particolare: anche Gesù era un profugo. Leggi il resto di questo articolo »

Uno spettro s’aggira per l’Europa, scrivevano nel 1848 Marx ed Engels. A quel tempo il fantasma si chiamava comunismo, adesso è il sovranismo. Categoria politica in apparenza più precisa, più chiara da definire e da comprendere, rispetto al populismo cui viene spesso apparentata; ma chissà poi se è vero. Leggi il resto di questo articolo »

Le società occidentali sono abituate a rappresentare la storia come una sorta di linea retta, una direzione univoca verso l’evoluzione e il progresso. L’abitudine deriva dall’influenza della teologia ebraico-cristiana e dalla prosperità economica e sociale che negli ultimi tre secoli è stata concessa a vaste fasce della popolazione, con brevi e bellicose interruzioni. Volgendo lo sguardo un po’ più indietro, però, si nota come la storia non è stata sempre volta al progresso e al benessere, alternandosi con parentesi barbariche e medioevali che poco o nulla hanno a che fare con l’evoluzione della specie umana. Ecco, sembra che siamo arrivati a una nuova parentesi di buio. Prendiamo ad esempio l’idea che l’opinione pubblica ha dello Stato in questo preciso momento storico. Leggi il resto di questo articolo »

Una guerra civile incruenta per tutto ciò che non riguarda i nervi, il tempo perso e l’avvelenamento del clima emotivo sta incendiando l’Italia. È la rissa che i sostenitori delle opposte fazioni politiche ingaggiano ogni giorno sui social network. Non mi riferisco a chi siede in Parlamento o ai professionisti dell’informazione. Sono i comuni cittadini a darsele di santa ragione. Insulti, linciaggi, accuse, colpi bassi. Leggi il resto di questo articolo »

Occorre sostituire la forza emotiva con la consapevolezza. Che cosa ha trasformato un popolo di oltre 40 milioni di cittadini liberali in un popolo di fascisti?

Antifascimo..? E che cos’è…? Può dispiacere a quanti sono cresciuti nei valori della Resistenza, ma è indubbio che nella cultura delle nuove generazioni antifascismo è una categoria marginale, scarsamente utilizzata nel dibattito politico e pressoché assente nel linguaggio comune. D’altra parte, la stessa eclisse riguarda la categoria opposta, fascismo: durante l’ultima campagna elettorale i termini sono stati talvolta rispolverati ma i risultati elettorali di Leu e di Casa Pound sono eloquenti. Non è sulla dicotomia fascismo-antifascismo che si costruisce oggi un’identità politica. Leggi il resto di questo articolo »

Si susseguono gli episodi di esaltazione del fascismo e, a volte, affiorano persino simpatie neonaziste. Evidentemente rimangono ancorate al fondo della politica italiana nostalgie inestricabili rispetto a quel passato. Non per nulla per più di quarant’anni la repubblica democratica e antifascista ha tollerato l’esistenza di un partito dichiaratamente nostalgico come il Movimento Sociale di Giorgio Almirante, nonostante una chiara prescrizione costituzionale (la XII disposizione transitoria, tuttora valida), e la legge Scelba, introdotta nel 1952 in attuazione di quella norma della costituzione. Provvedimenti che vennero in seguito rafforzati dalla legge Mancino- Modigliani ( 1993) contro l’ “apologia del fascismo” e le manifestazioni razziste — nei confronti della quale la Lega Nord, nel 2014, ha presentato le firme per un referendum abrogativo. Leggi il resto di questo articolo »

“L’OLIGARCHIA è la sola forma di democrazia, altre non ce ne sono, salvo la cosiddetta democrazia diretta, quella che si esprime attraverso il referendum ” . Eugenio Scalfari, che scriveva queste parole nell’editoriale di domenica scorsa, ci stimola con la sua lapidaria catalogazione a chiederci se questa riproposizine di Robert Michels sia utile a capire ( e soprattutto a gestire) la forma di governo nella quale viviamo, il governo rappresentativo. Un governo che agli elitisti antidemocratici del primo Novecento sembrava null’altro che un’astuta riedizione dell’oligarchia appunto, con le masse illuse che bastasse votare per vivere in democrazia. Leggi il resto di questo articolo »

«L’idolo del capitalismo», un pamphlet di Carlo Freccero per Castelvecchi. L’industria culturale serve ad addomesticare le forme di vita e a neutralizzare ogni possibilità di conflitto

«Ora che lo spettacolo non occupa più solo le nostre vite ma anche i nostri sogni, le nostre aspirazioni, il ruolo simbolico che un tempo è stato della rivoluzione, possiamo dire che un ciclo si è concluso. Con una sorta di silenziosa Invasione degli ultracorpi lo spettacolo si è impadronito delle nostre vite, dei nostri corpi, riducendoli a gusci vuoti». Così scrive Carlo Freccero in chiusura del fulminante pamphlet L’idolo del capitalismo (Castelvecchi, pp. 48, euro 5).

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Il Partito Democratico ha deciso di riformare la Costituzione della Repubblica Italiana da solo. Il compito è stato facilitato dall’Aventino delle opposizioni e si giustifica con la certezza del suggello plebiscitario che verrà (detto impropriamente “referendum” dalla Costituzione del 1948). La strategia e il processo di riforma suggeriscono il carattere del nuovo sistema istituzionale che questi cambiamenti disegnano: una democrazia cesaristica (che sarebbe piaciuta a Sieyès e Schmitt e per nulla a Condorcet e Kelsen). Leggi il resto di questo articolo »

L’assemblea applaude un uomo di mezza età che – imbarazzato o intimorito dalla vicinanza del potente – non riesce o non vuole prendere le distanze dalla richiesta formulata a mo’ di battuta “avrei una ragazza da sistemare… tra questi stands…”. E la risposta è “ci penso io”. Chi è quell’uomo? E chi sono quelli che applaudono? Credo che possono essere la nostra fotografia. Di ognuno di noi quando, per paura, sudditanza, comodità o interesse, preferiamo assecondare, dare il consenso invece che esprimere il dissenso. Leggi il resto di questo articolo »

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