Modificazione alla nostra Costituzione. Ecco iniziare il secondo step del progetto criminale globale chiamato Grande Reset: dall’emergenza pseudo-sanitaria a quella climatica-ambientale. E come al solito il nostro parlamento si è rivelato un covo di asserviti. Non ne usciremo più grazie soprattutto all’esercito di covidioti belanti.

L’ambientalismo catastrofico ( ideato fin dal 1968 dal famigerato Club di Roma come sviluppo delle tesi proposte dalla altrettanto famigerata Fabian Society, il più antico think tank politico fondato a Londra nel 1884, ed oggi fatte proprie dal World Economic Forum di schwab) è la nuova ideologia che sottende quest’ultimo passo “emergenziale” che come un cappio strozzerà ciò che resta della nostra dignità di uomini/donne liberi dopo il cappio della pseudo-pandemia.

Quando torneremo, dunque, alla normalità? “Quando? Mai”, scrive klaus schwab. Ė scritto nero su bianco, basta prendersi la briga di andare a leggere e studiare quello che scrive.

E come imporre cambiamenti così devastanti? Nel suo libro, base ideologica del Grande Reset, “COVID-19: The Great Reset”, schwab scrive che l’epidemia CoVid-19 costituisce una “grande opportunità” per “ripensare, reimmaginare e resettare il nostro mondo”. Il leader del WEF sottolinea che al di là dei dati di fatto, della “realtà”, «”le nostre azioni e reazioni umane […] sono determinate dalle emozioni e dai sentimenti: le narrazioni guidano il nostro comportamento”, lasciando cioè intendere che, con uno story-telling adeguato, sarà possibile indurre un po’ per volta il cambiamento dall’alto, creando il consenso con un mix di bastone e di carota.

Ecco ritornato joseph goebbels, il tragico ideologo del nazismo, aggiornato a virus e green e non più a ideologie della razza ariana pura. Quelli che non si aggiornano mai sono le masse belanti e senza pensiero critico: ieri inginocchiati ai piedi di hitler o mussolini o stalin o pinochet o videla, oggi ai piedi di un etereo Grande Reset  fatto di paure virali ed ecologiche. I covidioti di oggi, i primi veri responsabili di ciò che sta accadendo.

Ed anche della realizzazione dell’ultimo step verso cui tutto questo impianto devastante del Grande Reset tende: la totale digitalizzazione delle nostre esistenze, l’identità digitale, la sorveglianza sociale globale, la robotizzazione, il transumanesimo. Virus, green, digitale, un eco-sanitar-digital fascismo: è la “nuova normalità“, bellezza!


Leggi qui: Il Grande Reset. La Grande Risistemazione (18). Eco-sanitar-digital fascismo.

e qui:  Apartheid (7). " E l'italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar"

 

RESISTENZA OGGI E SEMPRE.  (GLR)

 

 

 

HANNO CAMBIATO LA COSTITUZIONE!

Senza quasi darne notizia, gli articoli 9 e 41 della Costituzione sono stati cambiati, introducendo la tutela dell’ambiente e della salute: sembrerebbe una cosa buona, ma in realtà cela una trappola pericolosissima! …Che forse è il motivo per cui hanno cercato di far passare la cosa inosservata.


Avvocato Alessandro Fusillo

Vedi e ascolta: https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=EfQ3bL5N8jc&feature=share

10/2/2022

 

 

 

 

IL “GREEN NEW DEAL” ENTRA NELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Gli articoli 9 e 31 sono stati aggiornati per dare il via alla transizione ecologica che distruggerà i mercati sovrani e porrà le basi del green pass climatico.

La dottrina escatologica e anti-umana del Green New Deal ha messo piede nella Costituzione, e per restarci. Promossa dal ministro della transizione ecologica e convinto sostenitore del depopolamento Roberto Cingolani, è passata ieri a Montecitorio quasi all’unanimità.

Ecco come cambiano i due articoli della Costituzione (In maiuscolo le novità).

Articolo 9: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. TUTELA L’AMBIENTE, LA BIODIVERSITÀ E GLI ECOSISTEMI, ANCHE NELL’INTERESSE DELLE FUTURE GENERAZIONI. LA LEGGE DELLO STATO DISCIPLINA I MODI E LE FORME DI TUTELA DEGLI ANIMALI».

Articolo 41: « L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, ALLA SALUTE, ALL’AMBIENTE. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali E AMBIENTALI». (Il Sole 24 Ore)

A una prima lettura, sembra un grande passo avanti in chiave ambientalista. Ma non lo è: non una sola legge sarà infatti promulgata per frenare lo sviluppo tecnologico, assai più inquinante della cara vecchia CO2, ma saranno messe – potete scommetterci – nuove e assurde regole “ambientaliste” per vessare a suon di tasse e multe la piccola e media impresa italiana.

Non una sola legge sarà fatta a tutela dei boschi per frenare i roghi e gli sversamenti, per rinverdire gli ulivi pugliesi devastati dalla xylella o per liberare le aree incontaminate della Valsusa dallo sfregio della TAV, ma state certi che presto i produttori locali italiani scopriranno che i loro campi danneggiano l’ambiente.

Nulla sarà promulgato a tutela delle ultime specie animali rimaste, non saranno smantellate le torri 5G che ammazzano migliaia di uccelli e han fatto tagliare migliaia di alberi, non saranno fermati i jet militari che spruzzano metalli pesanti devastando per sempre gli ecosistemi, ma non sbagliereste a pensare che presto tutti gli allevatori locali italiani saranno trattati come biechi assassini e torturatori di animali, e sanzionati e puniti per questo.

Non c’è niente di ecologico in quella che è a tutti gli effetti una transizione economica e tecnologica, che usa l’ambiente come mera ideologia, con la quale giustifica l’espropriazione da parte del grande capitale di tutti i settori produttivi della società.

Ultimo esempio ne è la guerra economica che la Spagna sta facendo ai suoi stessi allevatori di maiali. Ma questo è solo un aspetto di un’ideologia che avrà risvolti ben più inquietanti: attraverso l’escatologia climatica – basata sulla falsità scientifica del riscaldamento globale causato dall’uomo – potrà dare il via a una nuova forma di controllo sociale basato sulla produzione individuale di CO2: una sorta di green pass ecologico, di cui sempre più si parla nei canali della libera informazione.

Non è peregrina l’ipotesi che il prossimo lockdown possa essere imposto per impedirci di produrre anidride carbonica e salvare il pianeta. Una dittatura che possa salvare l’uomo da se stesso, dal suo incarnare la definizione di “mangiatore inutile” datagli dai membri del Club di Roma negli anni Settanta, quando decisero che stavamo diventando troppi.

Ma quello che pesa di più sulla nostra attuale cultura e soprattutto sui giovani, è l’idea che soggiace dietro questa criminale ideologia: l’uomo è per il proprio pianeta distruttore e parassita, dunque smettere di riprodursi fa bene all’ambiente. Se da questo lato si recide il legame tra il giovane e le generazioni future “in potenza” rendendo la sterilità un valore, dall’altro si taglia il legame con quelle precedenti, bollate dalla falsa ideologia come i “boomer” che hanno vissuto nello sfrenato benessere pappandosi tutte le risorse del pianeta e inquinandolo senza pietà verso i giovani.

Un’opera di ingegneria sociale, dunque, che agisce a un livello sottile e con una malignità senza pari, insegnando all’uomo a odiare se stesso, i propri padri e i propri figli, quando tutto questo odio andrebbe riversato contro i padroni globalisti, unici veri avvelenatori della nostra aria, della nostra acqua, della nostra terra, che vogliono assopire per sempre le nostre anime schiavizzandole con paura e bassi istinti, e che con l’Operazione Covid hanno iniziato il rush finale per divenire padroni del nostro corpo.

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/la-tutela-dell-ambiente-entra-costituzione-AEHUOsCB

https://comedonchisciotte.org/  9/2/2022


 

 

La transizione green in Costituzione: si prepara un nuovo attacco alle nostre libertà

C’è un tema che abbiamo colpevolmente sottovalutato in questi mesi è l’introduzione in Costituzione della tutela dell’ambiente. Arriviamo a danno fatto, si legge su Atlantico Quotidiano. Martedì la Camera dei deputati ha approvato la legge di revisione costituzionale che modifica gli articoli 9 e 41 (testi a confronto qui sotto), introducendo, appunto, la tutela dell’ambiente. Si trattava dell’ultima lettura e la riforma è passata con 468 voti a favore e una manciata di astenuti e contrari. Superato il quorum dei due terzi (420), che in precedenza era stato superato anche al Senato, quindi non sarà nemmeno sottoposta a referendum.

Sorprende la leggerezza, la superficialità con la quale deputati e senatori dei partiti di destra, che in teoria dovrebbero essere immuni alle sirene dell’ideologia ambientalista, hanno votato questo testo. Con un’enfasi, nelle loro dichiarazioni di voto finali, degna di una Greta Thunberg, evidentemente non comprendendone appieno le implicazioni. E ancor più grave, senza almeno impedire che il testo andasse a toccare l’articolo 41 della Costituzione, restringendo ancora di più il perimetro, già molto angusto, del diritto di proprietà, scrive Federico Punzi su Atlantico Quotidiano.

L’iniziativa economica privata è infatti già sottoposta ad ampie limitazioni, non potendo essere “in contrasto con l’utilità sociale” o “recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, concetti vaghi interpretati dal legislatore e dai giudici con la discrezionalità che conosciamo, come si vede ad esempio con il prolungato blocco degli sfratti o nella vicenda Ilva. Ora, altri due limiti, altrettanto vaghi, vengono introdotti: non può recare danno alla salute e all’ambiente. E l’attività economica pubblica e privata dovrà essere “indirizzata e coordinata” dalla legge non solo “a fini sociali”, ma anche a fini “ambientali”.

Insomma, hanno introdotto in Costituzione la transizione green aprendo di fatto e di diritto le porte alle formule più radicali: qualsiasi misura di compressione dell’iniziativa economica privata e, badate bene, anche delle libertà personali, sarà giustificata in nome del “diritto all’ambiente”, inserito nella Carta con pari valore degli altri, sottolinea Federico Punzi su Atlantico.

Il nuovo articolo 9 è più declamatorio, ma solo apparentemente meno gravido di conseguenze, come vedremo, laddove si afferma che la tutela dell’ambiente è “nell’interesse delle future generazioni” e si dispone che la legge dello Stato disciplini “i modi e le forme di tutela degli animali”.

Questo intervento di revisione rientra senz’altro nello spirito che permea la nostra Carta costituzionale, per qualcuno “la più bella del mondo” (salvo averla calpestata in ogni modo in questi due anni). La nostra infatti è una Costituzione che a malapena rientra nel solco del costituzionalismo liberale: più che a porre dei limiti al potere del governo e delle maggioranze parlamentari, in modo da tutelare le minoranze e preservare la libertà e i diritti naturali della più piccola minoranza, l’individuo, è il manifesto programmatico di uno Stato etico e pone dei pesanti limiti alle libertà dei cittadini per favorirne la realizzazione. L’articolo 41 ne è una delle più lampanti dimostrazioni e così l’introduzione del limite ambientale.

“L’uomo, anche nella nostra Carta, riconosce che sono necessari limiti alla propria azione, pena la catastrofe”, ha twittato il ministro Andrea Orlando, mostrando il completo ribaltamento in atto del senso di una costituzione moderna, il cui scopo dovrebbe essere limitare il potere, non i cittadini.

L’approvazione di questa riforma costituzionale segna in qualche modo il passaggio dall’emergenza sanitaria, in via di esaurimento, all’emergenza climatica.

Se in questi due anni le restrizioni che abbiamo subito sono state motivate con la tutela della salute, intesa ovviamente in versione collettivizzata, ignorando la dimensione individuale, ci aspettano nel prossimo futuro, anzi le stiamo già sperimentando, restrizioni motivate con la tutela dell’ambiente. E l’introduzione dell’ambiente in Costituzione, al pari della salute già tutelata, rappresenta una formidabile arma per respingere e, anzi, reprimere, qualsiasi opposizione.

Ovviamente, salute e ambiente sono concetti che si possono portare all’estremo travolgendo tutte le altre libertà e diritti, in teoria almeno altrettanto tutelati dalla Costituzione, come abbiamo sperimentato in questi due anni di pandemia. Abbiamo toccato con mano quanto può essere pericoloso, quanto possa condurre ad esiti paradossali, orwelliani, un approccio “rischio zero” per la salute.

Ora, sperimenteremo – e anzi lo stiamo già sperimentando con la crisi energetica in corso – quanto lo sia in relazione all’ambiente: il “rischio zero” per il pianeta, l’obiettivo emissioni zero. Se “la nostra casa brucia”, come ama ripetere Greta, non vorrete mica anteporre i vostri egoistici interessi, i vostri miseri stili di vita, le vostre proprietà, case o auto che siano, le vostre libertà personali, alla necessità di spegnere l’incendio (molto presunto) costi quel che costi?

Il problema è che ogni attività umana, si può sostenere, arreca un danno alla salute e/o all’ambiente. Quasi tutti i piaceri della vita non sono salutari, ma cosa sarebbe la nostra esistenza senza di essi? Da quando l’uomo è sulla Terra trasforma l’ambiente che lo circonda: costruire un ponte, una casa, un gasdotto, ma anche spostarsi, viaggiare, qualsiasi attività umana consuma energia e, quindi, arreca un danno all’ambiente. Anche nutrirsi e vestirsi.

Prendete una bistecca alla fiorentina, riunisce in sé tutte le tipologie di danno: alla salute, all’ambiente e, ovviamente, agli animali (la cui tutela è citata espressamente nel nuovo articolo 9). Ebbene, il consumo di carne potrebbe essere tra le prime abitudini a subire forti limitazioni dando seguito ai principi appena introdotti in Costituzione.

Dunque, si apre una pericolosa backdoor in quello che dovrebbe essere il firewall, il “sistema di difesa” delle nostre libertà e dei nostri diritti naturali. Lo abbiamo visto con l’estensione dell’uso del Green Pass, la nostra è diventata una libertà condizionale: è il governo a concederci o non concederci la libertà di andare in un posto o di svolgere un’attività a seconda di cosa consideri pericoloso per la salute pubblica in un dato momento. Tutto lascia presagire che farebbe lo stesso per tutelare l’ambiente.

Oggi le persone non vaccinate non possono cenare in un ristorante, andare in palestra, alcune nemmeno lavorare e ricevere uno stipendio, perché il governo ha deciso che sono pericolosi per la salute, degli altri e di se stessi. Allo stesso modo si potranno giustificare limitazioni di alcune attività indicate a discrezione dei governi come pericolose per l’ambiente.

E ovviamente la discrezionalità è potenzialmente illimitata, si possono presentare come “evidenze scientifiche” anche dei dogmi di fede, come è stato fatto con il Covid. A nostro insindacabile giudizio non rispetta l’ambiente? Non si può fare. Basterà citare il “parere degli esperti” per zittire e vilificare come ignorante, irresponsabile ed estremista qualsiasi dissenso, secondo il nuovo metodo di governo di cui ci ha parlato Max Balestra.

Se il sistema di scambio delle quote di emissioni di Co2 (ETS) sta già producendo i suoi effetti – prezzi dell’energia elettrica e del gas schizzati alle stelle, interi settori produttivi in ginocchio e ulteriore impoverimento della classe media – c’è chi ha già proposto di istituire un mercato delle quote personali di carbonio (personal carbon allowances), conclude Federico Punzi su Atlantico Quotidiano.

https://www.lapekoranera.it/  10/2/2022

 

 

ANNO III DEL REGIME SANITARIO

 

 

 

Raccolta di sospetti eventi avversi da “vaccini anti Covid-19”, in ordine cronologico, provenienti dalla stampa italiana e internazionale. Inseriti così come pubblicati in origine, anche in lingua originale non tradotta. Lista aggiornata continuamente.

Vedi QUI

 

LEGGETE

GRL-NOTIZIE

E

INFORMAZIONI DI RESISTENZA

 

 

Per approfondire i temi di questo articolo cliccate sui “tag” in fondo alla pagina.

In particolare leggete gli articoli che trovate qui: EMERGENZA

In particolare leggete:

Una guerra nella guerra.

Il Grande Reset. La Grande Risistemazione (22). La porta sull'abisso.

Considerazioni di fondo al tempo del regime sanitario (29). CONSAPEVOLEZZA.

Il Grande Reset. La Grande Risistemazione (15). Si stanno preoccupando per noi...


 

Potete scaricare il PDF di questo articolo qui:

il-grande-reset-la-grande-risistemazione-23-dittatura-ecologica




 


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