Articoli marcati con tag ‘diego fusaro’
Il paradosso della giornata odierna (2 giugno 2026) risiede nel fatto che si festeggia la Repubblica, ovvero una realtà che, letteralmente, non esiste più. La res publica è stata, infatti, già da tempo quasi integralmente sostituita dalla res privata, grazie ai costanti programmi di neoliberalizzazione e di privatizzazione integrale del mondo della vita, attuati con eguale zelo dagli agenti della destra bluette neoliberale e dagli agenti della sinistra fucsia neoliberale. Leggi il resto di questo articolo »
Il grande filosofo italiano Giorgio Agamben definisce già dal 2003 lo stato di eccezione non più come una misura temporanea di crisi ma come il paradigma normale di governo della politica contemporanea, sotto il comando dell’aristocrazia finanziario-usuraia, vera padrona del mondo.
Cos’è lo stato d’eccezione? La legge viene svuotata della sua forza e i diritti annullati e, attraverso decreti e procure di emergenza, si crea un limbo giuridico in cui il potere dello stato, (soggetto al potere supremo dell’èlite di super-banchieri, di mega-finanzieri e di iper-tecnocrati) agisce al di fuori di ogni limite costituzionale.
Una politica folle delle emergenze continue, delle paure indotte con lo scopo di piegare l’umanità ad una tragica “nuova normalità” e garantire la governance globale dell’aristocrazia finanziario-usuraia instaurando dittature sanitarie o climatiche o belliche o (soprattutto) digitali.
Agamben ci dice che nello stato di eccezione si assiste alla scissione tra la norma e la sua applicazione. La legge vige, ma non si applica, lasciando spazio a una “forza di legge” fluttuante e discrezionale gestita dai politici asserviti.
Così lentamente ma decisamente si passa dalla democrazia all’assolutismo sospendendo l’ordine giuridico: le tutele e i diritti dei cittadini possono essere azzerati appellandosi a presunti stati di necessità.
Così, aggiunge Agamben, si passa alla “nuda vita”: la condizione di un essere umano ridotto a un’esistenza puramente biologica, privato dei suoi diritti politici e civili, iper controllato e reso totalmente vulnerabile all’arbitrio del potere sovrano.
E’ ciò che si chiama appunto “nuova normalità”, prevista dall’Agenda 2030, lo strumento ideologico del Grande Reset in corso. E quanto sono utili fantomatici “virus”, che periodicamente appaiono all’orizzonte, per spaventare popolazioni ormai decerebrate e pronte a piegarsi ai dicktat dei governi vassalli dell’èlite.
Ricordate la falsa pandemia covid? Ricordate cosa successe tra il 2020 e il 2023? Ricordate come fummo ridotti? Se non lo ricordate fate un ripasso generale perchè, forse, ci risiamo. (GLR)
GLR CONSIDERAZIONI (71)
ANNO VI DEL REGIME SANITARIO-ECOLOGICO-DIGITALE
Le altre “GRL-CONSIDERAZIONI ” le trovate QUI
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Vangelo di Luca 6, 26: Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti. Leggi il resto di questo articolo »
NOTIZIE del 10/2/2025
Tutte le notizie ed informazioni precedenti al 6/2/2025 le trovate QUI. Ri-consultate continuamente. Leggi il resto di questo articolo »
Intorno alla tragedia di Giulia un infame circo mediatico per far passare un’altro storytelling ( raccontare come strategia di comunicazione pervasiva e manipolatrice): gli articoli che oggi trovate qui Leggi il resto di questo articolo »
LIBRI NECESSARI (1)
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Riprendiamo la nostra rubrica “Libri Necessari” ( vedere QUI) in cui, fin dal 2010, proponiamo libri, a nostro parere, particolarmente necessari da leggere per avere un contributo critico e di conoscenza riguardo alla situazione storica, politica, umana che stiamo ( e stavamo) vivendo. Leggi il resto di questo articolo »
“Io non sono convinto che in questi mesi gli italiani abbiano dimostrato “responsabilità”, “disciplina”, “senso civico”. I nostri concittadini si sono fatti prendere dal panico, si sono lasciati convincere da un’informazione (soprattutto televisiva) sensazionalista, parziale, ispirata al ‘pensiero unico” del male assoluto.”
(da: Terrore sanitario e la gente comune. )
Chi vuole cercare di tranquillizzarci:
Vedi e ascolta: Camici puliti
https://www.youtube.com/watch?v=VWR6zlwxrTU&feature=emb_logo
3/6/2020
“Io non sono convinto che in questi mesi gli italiani abbiano dimostrato “responsabilità”, “disciplina”, “senso civico”. I nostri concittadini si sono fatti prendere dal panico, si sono lasciati convincere da un’informazione (soprattutto televisiva) sensazionalista, parziale, ispirata al ‘pensiero unico” del male assoluto.”
(da: Terrore sanitario e la gente comune. )
Per qualcuno la sicurezza sanitaria diventerà perno delle strategie politiche liberiste
V’è un libro del 2013 di Patrick Zylberman e intitolato Tempetes microbiennes (Gallimard, Paris 2013), che ha, tra gli altri, anche il merito di aver intuito, in tempi non sospetti, l’essenza del nuovo metodo governamentale della crisi. Il libro di Zylberman, richiamato anche da Giorgio Agamben, mostra come la “sicurezza sanitaria” sia in procinto di diventare il perno delle strategie politiche liberiste. Leggi il resto di questo articolo »
Antonio Gramsci è, più di ogni altro, autore fecondamente “inattuale”, dissonante rispetto allo spirito del nostro presente. A caratterizzare il rapporto che l’odierno tempo del fanatismo dell’economia intrattiene con Gramsci è, infatti, la volontà di rimuoverne la passione rivoluzionaria, l’ideale della creazione di una “città futura” sottratta all’incubo del capitalismo e della sua mercificazione universale. Risiede soprattutto “nell’attuale inattualità” della sua figura la difficoltà di ogni prospettiva che aspiri oggi a ereditare Gramsci e ad assimilare il suo messaggio: ossia ad assumere come orientamento del pensiero e dell’azione la sua indocilità ragionata, fondata sulla filosofia della praxis dei “Quaderni”. Essa trova la sua espressione più magnifica nella condotta di vita gramsciana, nel suo impegno e nella sua coerenza – pagata con la vita – nella “lotta per una nuova cultura, cioè per un nuovo umanesimo”. Critica glaciale delle contraddizioni che innervano il presente e ricerca appassionata di un’ulteriorità nobilitante costituiscono la cifra del messaggio dell’intellettuale sardo: l’ha condensato lui stesso nel noto binomio del “pessimismo dell’intelligenza” e dell'”ottimismo della volontà”. Ereditare Gramsci significa, di conseguenza, metabolizzare la sua coscienza infelice e non conciliata, la passione durevole della ricerca di una felicità più grande di quella disponibile. Leggi il resto di questo articolo »

















