Articoli marcati con tag ‘vuoto’
L’articolo che vi proponiamo oggi è la continuazione delle riflessioni iniziate nell’articolo: Un buco dentro di noi. , nell’articolo: Il dramma di giovani nichilisti.
A questi articoli vi rimandiamo assolutamente insieme al Pensiero Urgente n.331). La necessità del sacrificio e della virtù.
“Una sala affollata con una sedia vuota al centro. Quella sedia, un tempo, aveva un nome. Non importa come la si voglia chiamare: Dio, ideologia, fede politica, tensione morale. Il punto è che qualcosa è evaporato. E non perché sia stato superato da una forma più evoluta di pensiero, magari fosse così, ma perché è stato dissolto senza essere sostituito“.
Così scrive l’autore dell’articolo che segue. Così vuole aiutarci a guardare quella sedia al centro della sala, ormai vuota. Vuota delle grandi narrazioni ottocento/novecentesche e di sempre.
Narrazioni politiche, religiose, ideologiche collettive superate, cancellate da una visione oscura orientata al risultato, all’efficienza, al guadagno, alla sopravvivenza, all’ossessione della sicurezza quotidiana, all’ossessione dell’utile/pratico, totalmente a discapito della riflessione a lungo termine e delle tensioni morali.
I grandi ideali sono praticamente morti e sono diventati “idealuzzi” personali. Si combatte per battaglie circoscritte, anche importanti (sostenibilità, inclusione, etica digitale), anziché per cambiare radicalmente l’intero sistema. E per questo, proprio per questo non si andrà da nessuna parte.
Trionfa il pragmatismo individualista. Proprio come vuole il “sistema”. Proprio come vuole la padrona vera del mondo, l’aristocrazia finanziario-usuraia ( l’èlite di super-miliardari, di iper-finanzieri/banchieri, di mega-tecnocrati). Proprio come vuole la “nuova normalità” pensata dalla sua mente diabolica e in costruzione attraverso il criminale progetto globale chiamato Grande Reset e l’annessa Agenda 2030.
Una “nuova normalità” di quaglie. Gabbiani addio! (GLR) Leggi il resto di questo articolo »
Una scultura rappresentante un uomo seduto su una panchina con la testa china e, al posto del petto, un grande vuoto, un buco.
E’ Melancolía, una celebre scultura realizzata dallo scultore rumeno-svizzero Albert György (1949). La scultura originale si trova in Svizzera, a Ginevra. È collocata all’aperto, in un piccolo parco lungo la passeggiata del Quai du Mont-Blanc, sulle rive del Lago di Ginevra.
Questa scultura, bellissima e drammatica, rappresenta il buco che ormai è nel cuore-petto dell’italia e probabilmente nel cuore-petto di quasi tutti noi. Il vuoto interiore lasciato dall’assenza di Memoria, di approfondimento storico, di fatica di comprensione, di riflessione su sè stessi e su ciò che accade.
Una figura sconsolata che non conosce più i perchè, i come, i quando, i dove. La testa è reclinata a cercare un senso dentro di sè dove c’è solo un buco e le braccia cadono debolmente verso il basso e sottolineano solitudine e sfinimento.
L’opera di György simboleggia così l’esperienza di chi si sente ridotto a un guscio vuoto dopo aver perso qualcosa o qualcuno di immensamente prezioso. Rappresenta, diciamo noi, anche una nazione come l’italia che ha perso la Memoria immensamente preziosa della sua storia Risorgimentale e Resistenziale e dei suoi Uomini/Donne migliori.
Una statua chiara nel suo messaggio, nel suo mostrare isolamento e sofferenza morale profonda.
Un busto, un corpo completamente svuotati da un potere elitario che proprio a questo voleva arrivare: al vuoto dentro ognuno di noi.
La statua si chiama melancolia ( o malinconia) riferendosi ad uno stato d’animo di profonda tristezza e nostalgia. Appunto.
Se con profonda tristezza guardiamo il nostro “buco dentro”, se proviamo finalmente una profonda nostalgia dentro il chiasso inutile dei nostri giorni forse, chissà, potremo rifare qualcosa di noi e dell’italia. E alzarci da quella panchina. Pian piano. (GLR)

Dal romanzo "Sotto il vestito niente" di Marco Parma (1983). Dal film "Sotto il vestito niente" di Carlo Vanzina (1985)
Questo articolo che segue continua le riflessioni proposte in questo articolo QUI, a cui vi rimandiamo assolutamente. Questo articolo che segue coglie le conseguenze umane del progetto criminale globale chiamato Grande Reset che è descritto nei tanti articoli Leggi il resto di questo articolo »
“Seguir virtute e canoscenza”, per questo siamo fatti dice Dante. “Viver come bruti” è invece il futuro prospettato dal piano criminale chiamato Grande Reset ( vi raccomandiamo di leggere gli articoli a questo link: https://www.gruppolaico.it/category/rassegna-stampa/emergenza-rassegna-stampa/ ).
Esseri “bruti” che vivono di “nuda vita”, come afferma con grande chiarezza Agamben nell’articolo che segue e in tutti i suoi scritti presenti sul nostro sito ( clicca sul “tag” agamben in fondo alla pagina). “Bruti” che vediamo già realizzati nei covidioti che ci circondano tamponati, mascherati, distanziati, vaccinati, terrorizzati e maniacali.
“Bruti” brutalizzati da un regime sanitario feroce, da una biopolitica cinica Leggi il resto di questo articolo »
“Era una legge che aspettavamo da 40 anni” ha dichiarato il trentenne capopolitico del Movimento 5 Stelle e ministro degli Esteri, esultando per il voto appena ottenuto da tutto (quasi tutto) il Parlamento. Sto parlando della mutilazione che il Parlamento ha inflitto a se stesso tagliando un bel numero di deputati e senatori e fingendo di farlo spontaneamente e per amor di patria. Leggi il resto di questo articolo »
Vorrei avvertire i lettori. Questa non è una dichiarazione in più di indignazione e dolore per l’uso della faccia bambina di Anna Frank come materiale di uno spregevole gioco. Ciò che sto per scrivere riguarda l’Italia, non una offesa crudele e demente. Riguarda la crisi di un Paese travolto da pulsioni oscure e cattive che non sono il fascismo, anche se comprendono il fascismo e lo usano come motore o come occasionale bandiera. Riguarda coloro che stanno mostrando senza esitazione e, anzi, probabilmente con orgoglio, una grave deformazione morale. Leggi il resto di questo articolo »
L’uomo occidentale sembra aver perso “un centro di gravità permanente” (e forse anche istantaneo). E’ una sorta di spappolamento generale. Gli individui hanno smarrito qualsiasi punto di riferimento che non sia la loro frustrazione e la ricerca di compensarla in un modo o nell’altro, in qualsiasi modo. In Occidente avvengono stragi, singoli omicidi, suicidi che non trovano altra giustificazione che in uno stato di depressione profonda e generalizzata. Leggi il resto di questo articolo »
