Articoli marcati con tag ‘golpe’

(Traduzione dall’inglese)

La Cina e la Russia stanno inviando aiuti medici in Italia e in altri paesi colpiti dal coronavirus, ma i loro motivi non sono così altruistici.

Le catastrofi umanitarie di solito forniscono brevi ritocchi alla cooperazione globale. Le vite umane assumono un ruolo da protagonista raro, e talvolta persino avversari geopolitici si aiutano a vicenda. Dopo i devastanti terremoti che hanno colpito l’Iran nel 2003 e nel 2012, anche gli Stati Uniti hanno chiesto aiuto. Ma durante la pandemia di coronavirus, i due più energici samaritani – Russia e Cina – stanno usando la loro apparente assistenza per guadagni geopolitici. Leggi il resto di questo articolo »

Signor Presidente della Repubblica,

già apprezzati costituzionalisti si sono rivolti alla Sua funzione e alla Sua sensibilità istituzionale denunciando le inaderenze  per cui si segnalano in questo periodo di crisi l’azione del governo e l’attività di molti uffici delle amministrazioni pubbliche.

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Coronavirus, la telefonata Conte-Putin agita il governo: “Più che aiuti arrivano militari russi in Italia”

Sabato il colloquio. E c’è chi denuncia: “All’80 per cento forniture inutili, solo un pretesto”. Il presidente russo Vladimir Putin visita un malati di coronavirus

Sabato scorso è avvenuta una lunga telefonata tra il premier Giuseppe Conte e il presidente russo Vladimir Putin. Putin si è impegnato a aiutare l’Italia nella battaglia al Coronavirus. E domenica sera, all’aeroporto militare di Pratica di Mare, sono arrivati 9 aerei Ilyushin con forniture russe e 100 specialisti nella guerra batteriologica, uomini che le agenzie russe definiscono esperti nel settore che hanno lavorato nell’eliminazione dei focolai di peste suina africana, antrace, nei vaccini contro Ebola e contro la peste. Ma quali forniture esattamente ci hanno spedito i russi, e a che prezzo? Leggi il resto di questo articolo »

Il Coronavirus e l’ultima operazione di influenza della Russia sull’Italia

Cento specialisti in guerra batteriologica russi mandati da Mosca, e accettati senza riserve, sul territorio italiano. I principali sono inquadrati con grado militare. E sul Facebook italiano Sputnik celebra l’operazione «Dalla Russia con amore»

Militari russi a Pratica di Mare e Di Maio

A Mosca, nelle ore in cui Putin spediva aiuti al suo amico Giuseppe Conte, è successa una cosa che vale la pena raccontare. A una domanda dei giornalisti se la Russia si aspetta che l’Italia si adoperi nell’Unione europea per fermare la proroga delle sanzioni, dopo aver ricevuto gli aiuti russi, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha risposto: «No, le due cose non sono assolutamente collegate. Non ci possono essere dubbi su condizioni o calcoli o speranze. L’Italia ha davvero bisogno di più aiuto, e su più vasta scala», ha aggiunto Peskov. Già che abbia dovuto spiegarlo, però, fa accendere un alert. Cosa è successo nei giorni scorsi? Leggi il resto di questo articolo »

A dettare i nostri comportamenti è un Comitato scientifico le cui direttive sono certificate e legittimate dal governo. Di colpo, i gesti della nostra quotidianità (soffiarsi il naso, salutare con una stretta di mano), la nostra esistenza biologica (la vecchiaia) e la nostra socialità (musei e bocciofile, teatri e palestre) sono diventati oggetto di provvedimenti specifici che li sottraggono alla loro tradizionale sfera privata per scaraventali nello spazio pubblico. Leggi il resto di questo articolo »

Potrebbe essere la parola chiave della governance neoliberale. Il dominio della paura, il potere esercitato attraverso l’emergenza sistematica, l’allarme prolungato. Si diffonde timore, si trasmette ansia, si fomenta odio. Vengono suggerite minacce immaginarie, amplificati pericoli reali. La fiducia svanisce, l’incertezza ha il sopravvento. La paura perde la direzione e prorompe in panico. Leggi il resto di questo articolo »

Signor Presidente, il Partito radicale rileva il degrado dello Stato di diritto, in cui il Governo ha precipitato il nostro paese. L’emergenza sanitaria in Costituzione è un vincolo stringente, ma anche da interpretare in modo stretto: invece, il bilanciamento di interessi è assente e lo squilibrio tra ipertrofia amministrativa e diritti dei cittadini è evidentissimo. Leggi il resto di questo articolo »

Fanno bene i pochissimi che lo denunciano, ma davvero non sorprende che questa unanime pretesa di salvazione precipiti nella solita ricetta: cioè il conferimento del potere a Uno che ci salvi. Perché il desiderio di autoritarismo pubblico è negli italiani irresistibile. Leggi il resto di questo articolo »

Illustri opinionisti, giornalisti di grido e utenti facebook. Tutti a chiedere la stessa cosa: addio democrazia, benvenuta dittatura!

 

Per Antonio Polito del Corriere della sera «da molto tempo viviamo di soli diritti», e ora quindi sarebbe arrivato il momento di soli doveri? Per Massimo Giannini di Repubblica, così come detto dal presidente del Consiglio, siamo giunti “all’ora più buia”. Citazione di Winston Churchill che però parlava della seconda guerra mondiale, più esattamente della resistenza dell’Inghilterra all’invasione nazista, e non certo di una pandemia per quanto grave. Leggi il resto di questo articolo »

C’è un diritto per il tempo di pace, e c’è un diritto per i tempi di guerra. Non siamo in guerra (o invece sì?), però intanto le nostre leggi indossano l’elmetto. Da quando sono stati accertati i primi due casi di contagio (30 gennaio), sull’Italia cade una grandinata di provvedimenti normativi, sempre più severi, sempre più stringenti. Di conseguenza s’offuscano le libertà costituzionali, cambia la catena di comando. E il coronavirus infetta l’ordinamento giuridico italiano, oltre agli italiani in carne e ossa. Leggi il resto di questo articolo »

Coronavirus. La paura dell’epidemia offre sfogo al panico, e in nome della sicurezza si accettano misure che limitano gravemente la libertà giustificando lo stato d’eccezione.

Di fronte alle frenetiche, irrazionali e del tutto immotivate misure di emergenza per una supposta epidemia dovuta al virus corona, occorre partire dalle dichiarazioni del Cnr, secondo le quali “non c’è un’epidemia di Sars-CoV2 in Italia”. Leggi il resto di questo articolo »

Il virus “Corona” sta perdendo potenza. Non so se potenza biologica, sicuramente potenza mediatica. In Italia, al momento, si contano circa 400 casi di possibile infezione, ma ora le autorità dicono che forse sono meno. Comunque sono un numero tra le tre e le cinquemila volte più piccoli di quelli che servono per conteggiare i casi di influenza. Leggi il resto di questo articolo »

Si dice sempre che l’Italia ha tanti guai, ma nelle emergenze riesce a dare il meglio di sé. Senza rovinare il presepe dell’unità nazionale, possiamo riconoscere onestamente che stavolta non sta andando così? Senza nutrire la bestia dell’anti-politica, possiamo aggiungere sommessamente che la colpa non è degli italiani, ma di chi a vario titolo li governa e li rappresenta? Leggi il resto di questo articolo »

Anche se non è detto, ancora, che possa portare alla nascita di un governo di salute pubblica (se ne parla da giorni, e probabilmente ne parleranno presto al Quirinale Mattarella e Salvini), ciò che sta accadendo in Italia a causa del coronavirus è qualcosa di mai visto. Se non fosse per il senso di responsabilità che sempre si deve mostrare in certi momenti, verrebbe da gridare: aiuto! Salvateci! Si salvi chi può! Leggi il resto di questo articolo »

di Giuseppe Oddo     Il Sole Domenica   12.4.15

Il malgoverno, l’illegalità, il saccheggio delle risorse pubbliche sono divenuti in Italia una condizione permanente realizzatasi a partire dagli anni ’70 con un “golpe invisibile” che ha segnato la storia della prima repubblica, condizionato lo svolgersi della seconda e che lascia appese a un filo di speranza le sorti della terza. Gli artefici di questo degrado materiale, morale e civile del Paese, che hanno reso la democrazia un “simulacro”, sono, a giudizio di Giorgio Galli, la borghesia finanzario-speculativa e i ceti burocratico-parassitari che già quarantinque anni fa si erano impadroniti della Dc. Il politologo ottantasettenne autore di una produzione saggistica tra le più vaste ed originali osserva come a metà degli anni ’70 si fossero create le condizioni per una svolta che sbarrasse la strada alla finanza d’assalto dei Sindona e dei Calvi e all’avanzata della borghesia di Stato allora rappresentata da Eugenio Cefis. Alle politiche del 20 giugno 1976 il Pci aveva raggiunto il massimo storico del 34,4 per cento. La Dc, al 38,7%, non disponeva più di una maggioranza. Il responso delle urne rendeva attuale una svolta riformista. Leggi il resto di questo articolo »

Come se fosse l’architettura dei poteri e una Costituzione difettosa, a impedire alla politica e ai partiti di ritrovare la decenza perduta, o a darsene una ex novo. Come se un capo di Stato eletto direttamente dal popolo, e più dominatore – è il farmaco offerto in questi giorni – servisse a curare mali che non vengono da fuori, ma tutti da dentro, dentro la coscienza dei partiti, dentro il loro rapporto con la cosa pubblica, con l’elettore, con la verità delle parole dette. Leggi il resto di questo articolo »

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