Articoli marcati con tag ‘pace’

Non temo e non spero nulla. So soltanto che ciascuno di noi deve fare ogni giorno, sino all’ultimo, il suo dovere… Bisogna saper lavorare con umiltà, senza ostentazione, magari anche in attività oscure… Occorre cercare di uscire da sé, occorre vincere il proprio egoismo, servire i più piccoli senza illudersi di trovare sempre e comunque riconoscimento o gratitudine …  Perché la vita ci è stata data per servire, per mostrarci solidali con l’umanità intera battendoci, pur nel nostro piccolo, per gli ideali eterni di giustizia, di libertà, di pace, di progresso.

Alessandro Galante Garrone (1909- 2003),  storico, magistrato, Azionista

 

vedi: Pensiero Urgente n.201)

Pensiero Urgente n.239)

Pensiero Urgente n.103)

Pensiero Urgente n.243)

Speranza (senza ottimismo)

Le grandi manifestazioni per la pace del 2003, quando in tutto il mondo milioni di persone chiesero agli Stati Uniti di non attaccare l’Iraq, rimasero inascoltate. Ma se si parla di guerra non serve un referendum per sapere come la pensano i cittadini di tutto il pianeta. Anche Francois Hollande lo sa, e se decide di bombardare Raqqac pure per piccoli calcoli politici (le prossime elezioni regionali, il timore di un successo del Front national di Marine Le Pen). Vuole apparire sicuro di sé, forte e deciso ma, come ha scritto lo storico indiano Vijay Prashad sul sito di Internazionale, lui e gli altri leader politici occidentali sembrano solo “bambini alle prese con i loro giocattoli: non vedono la sofferenza umana e i terribili risultati delle loro terribili scelte politiche”. Leggi il resto di questo articolo »

Tiziano Terzani

TIZIANO TERZANI  (1938- 2004) AD ORIANA FALLACI (1929- 2006)

 

7 OTTOBRE 2001. LETTERA DA FIRENZE

Il Sultano e San Francesco

Non possiamo rinunciare alla speranza

 

Oriana, dalla finestra di una casa poco lontana da quella in cui anche tu sei nata, guardo le lame austere ed eleganti dei cipressi contro il cielo e ti penso a guardare, dalle tue finestre a New York, il panorama dei grattacieli da cui ora mancano le Torri Gemelle. Mi torna in mente un pomeriggio di tanti, tantissimi anni fa quando assieme facemmo una lunga passeggiata per le stradine di questi nostri colli argentati dagli ulivi. Io mi affacciavo, piccolo, alla professione nella quale tu eri gia’ grande e tu proponesti di scambiarci delle “Lettere da due mondi diversi”: io dalla Cina dell’immediato dopo-Mao in cui andavo a vivere, tu dall’America. Per colpa mia non lo facemmo. Ma e’ in nome di quella tua generosa offerta di allora, e non certo per coinvolgerti ora in una corrispondenza che tutti e due vogliamo evitare, che mi permetto di scriverti. Davvero mai come ora, pur vivendo sullo stesso pianeta, ho l’impressione di stare in un mondo assolutamente diverso dal tuo.  Leggi il resto di questo articolo »

La separazione di molti stati vicini e indipendenti fra loro è già di per sé uno stato di guerra (a meno che la loro unione in federazione non prevenga lo scoppio delle ostilità), ma esso va sempre meglio, secondo l’idea della ragione, che la fusione di tutti questi stati per l’opera di una potenza che si sovrapponga alle altre e si trasformi in monarchia universale.

Immanuel  Kant (filosofo tedesco), Per la pace perpetua, 1795

 Perché la routine è sempre di conforto per chi ha poche idee e conoscenza. Le parole sono le stesse, e così i duelli e comportamenti: come se solo la strada di ieri spiegasse l’oggi, e fornisse soluzioni. È una strada fuorviante tuttavia: non aiuta a capire, a agire. Cancella la realtà e la storia ucraina e di Crimea, coprendole con un manto di frasi fuori posto. È sbagliato dire che metà dell’Ucraina — quella insorta in piazza a Kiev — vuole «entrare in Europa». Quale Europa? Nei tumulti hanno svolto un ruolo cruciale — non denunciato a Occidente — forze nazionaliste e neonaziste (un loro leader è nel nuovo governo: il vice Premier). Il mito di queste forze è Stepan Bandera, che nel ’39 collaborò con Hitler. Leggi il resto di questo articolo »

… l’Italia allora poté trarsi in salvo, pur dolorante e piagata, dall’ abisso in cui l’aveva gettata il fascismo, grazie – solamente – alla Resistenza. La patria s’era salvata dal peggio solo perché sotto e accanto all’Italia fascista, all’Italia di coloro che non avevano accettato – o non avevano conosciuto – o, peggio, avevano dimenticato il Risorgimento, era rimasta vigilante l’altra Italia, quella che rappresentava e con­tinuava – e intendeva completare – il Risorgimento, l’Italia di coloro che prima della Marcia su Roma, o subito dopo, avevano capito che quello del fascio non era l’amor di patria ma era l’odio contro lo straniero; che quella fascistica non era la Rivoluzione ma era la Reazione, la Restaurazione semmai; Leggi il resto di questo articolo »

Sono trascorsi 69 anni da quella terribile mattina del 12 agosto del 1944 quando in un piccolo borgo arroccato sulle Alpi Apuane la furia nazista uccise 560 civili di cui 130 bambini. Le atrocità commesse dalle SS furono sconvolgenti. Giunsero a far partorire una donna, Evelina, e prima di ucciderla, dinanzi ai suoi occhi, spararono alla tempia del figlioletto. Furono trovati ancora uniti dal cordone ombelicale.Quella mattina di 69 anni le SS, guidate da alcuni fascisti locali, a Sant’Anna portarono l’inferno in un luogo che si riteneva fosse lontano dai venti di guerra. Ma quel giorno oltre all’eccidio delle 560 vittime, avvenne un crimine ancora maggiore che è la morte dell’uomo, della sua umanità. Un crimine, o meglio un suicidio, che la storia ci ricorda troppe volte accadere, basti pensare ai campi di concentramento, alle tante guerre che incendiano il mondo. Leggi il resto di questo articolo »

Un libro assolutamente necessario da leggere per la nostra consapevolezza, come altri che consigliamo  nella nostra rubrica ” Libri necessari”. Consapevolezza dei tempi orribili che viviamo, tempi che richiedono da ognuno di noi il coraggio di scelte di resistenza alla corruzione, alla banalità morale, alla “marcescenza” ( come si esprime Pasolini) che caratterizza in particolare il nostro Paese. Ma questo enorme castello di ipocrisia e violenza riguarda tutto il mondo. Un mondo basato sui soldi che continuiamo a chiamare “civile”.  Sorgono allora delle domande: dove arriva la nostra piccola complicità personale a questo sfacelo? La mia piccola vita riesce a portare un po’ di speranza? Cerco percorsi di formazione personale per poter vivere con maggiore responsabilità e poter prendere posizioni politiche e civili? Leggi il resto di questo articolo »

19 maggio 2013
17:00a20:00

Il lettore di questo giornale sa che sono un suo collaboratore con una rubrica settimanale e con qualche altra rapsodica «incursione» che mi viene richiesta di tanto in tanto. Spesso approfitto dello spazio concessomi per scrivere di Medioriente e specificamente di conflitto israelo-palestinese (fatto). Ogni volta che, sulla dolorosa questione, esprimo le mie idee strettamente personali e, ribadisco «strettamente personali» perché non rappresento nessuno, piovono contro di me le accuse di ebreo antisemita, nemico del popolo ebraico o traditore (opinioni). Questo avviene tramite mail, post e dichiarazioni su vari blog e siti inviatimi da fanatici, farabutti o sbroccati di varia risma (opinione). Alcune persone, sia amici che detrattori, ritengono che ciò che dico e penso, anche a causa della passione partecipante con cui mi esprimo, abbia un’influenza rilevante a causa della mia notorietà e che quindi dovrei essere cauto (opinione). Io sostengo invece che ogni essere umano, in democrazia, sia libero di esprimere come meglio crede le sue idee (opinione) e se coloro che non le condividono o vi si oppongono ravvisano nei suoi discorsi i reati di istigazione all’odio o al razzismo, possono rivolgersi all’Autorità giudiziaria per denunciarlo (fatto) in luogo di spargere vigliaccamente ripugnanti accuse protetti dalla libertà della rete (fatto). Leggi il resto di questo articolo »

Appello al Parlamento contro il disegno di legge delega di revisione dello strumento militare

Vogliono 230 miliardi per le FFAA.


Firma
contro il DDL Di Paola
che aumenta la spesa pubblica e la spesa militare

 

Appello

 
Il Parlamento sta discutendo il disegno di legge delega di revisione dello strumento militare presentato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che: Leggi il resto di questo articolo »

Questa è la lettera che Lelio Basso (1903- 1978) - uno dei padri della Costituzione italiana- scrisse all’allora ministro della Difesa Arnaldo Forlani che decise di sospendere la parata militare del 2 giugno 1976 dopo il terremoto che sconvolse il Friuli.

Lelio Basso

Sono personalmente grato al ministro Forlani per avere deciso la sospensione della parata militare del 2 giugno, e naturalmente mi auguro che la sospensione diventi una soppressione. Non avevo mai capito, infatti, perché si dovesse celebrare la festa nazionale del 2 giugno con una parata militare. Che lo si facesse per la festa nazionale del 4 novembre aveva ancora un senso: il 4 novembre era la data di una battaglia che aveva chiuso vittoriosamente la prima guerra mondiale. Ma il 2 giugno fu una vittoria politica, la vittoria della coscienza civile e democratica del popolo sulle forze monarchiche e sui loro alleati: il clericalismo, il fascismo, la classe privilegiata. Perché avrebbe dovuto il popolo riconoscersi in quella sfilata di uomini armati e di mezzi militari che non avevano nulla di popolare e costituivano anzi un corpo separato, in netta contrapposizione con lo spirito della democrazia? Leggi il resto di questo articolo »

Questo libro raccoglie i principali scritti politici di padre Ernesto Balducci (1922- 1992), su temi oggi decisivi: la difesa dell’ambiente; la proposta di un nuovo modello di sviluppo che non insegua unicamente il profitto; la pace e la tolleranza (la scoperta di quello che padre Balducci chiama “uomo planetario”; la libertà; l’importanza della formazione e della conoscenza. Un vero e proprio viaggio in un cristianesimo autentico e alternativo, che esiste, che non accetta di ridursi a pura logica di potere o di chiudersi unicamente in una dimensione ultraterrena. Gli scritti di Balducci raccontano il nostro mondo e ci invitano alla scoperta di un uomo “inedito”, finalmente vero e senza paura. E sono una lezione fondamentale di liberazione e d’impegno esistenziale per la liberazione storica e delle coscienze.

 

di  Ernesto Balducci,  ed. Chiarelettere 2012,  € 7,00

 

vedi: Due preti, vent'anni dopo...

Sulla retorica del “siamo tutti americani” che avvolse (e ancora avvolge), l’intero Occidente dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 il filosofo francese Jean Baudrillard scrisse, con crudezza, con lucidità e con coraggio (e ce ne voleva moltissimo in quel momento) “che l’abbiamo sognato quell’evento, che tutti senza eccezioni l’abbiamo sognato – perché nessuno può non sognare la distruzione di una potenza, una qualsiasi, che sia diventata tanto egemone – è cosa inaccettabile per la coscienza morale dell’Occidente, eppure è stato fatto, un fatto che si misura appunto attraverso la violenza patetica di tutti i discorsi che vorrebbero cancellarlo” (J. Baudrillard, Lo spirito del terrorismo, 2002). Per tutta la vita ho sognato che bombardassero New York e non posso essere così disonesto con me stesso e con i lettori da negarlo ora che il fatto è avvenuto. Leggi il resto di questo articolo »

«Caro Peyretti, sono qui in questo bel paesetto del cuneese in casa di amici […]. Mi sono portato qui un fascio di lettere alle quali non avevo mai risposto. Ce n’è una sua del 22 maggio scorso. Non prego, se per preghiera s’intende invocare aiuto, o peggio benefici, o premi, o salvezza in situazioni difficili. Ma se per preghiera s’intende, come dice lei, ‘apertura verso il mistero che ci avvolge’, prego anch’io come tanti altri. Ma è preghiera, questa? La preghiera implica che ci sia qualcuno che ascolta. La preghiera non può essere soltanto riflessione interiore sul mio destino, sul male, sulla origine e la fine delle cose, una riflessione in cui nessuno mi ascolta, e che rivolgo soltanto a me stesso…». Leggi il resto di questo articolo »

Nei paesi più poveri della Terra i bambini, per imparare a vivere, devono frequentare la scuola del mondo alla rovescia, dove apprendono che la povertà è il giusto casti­go per l’inefficienza; che la disuguaglianza è una legge naturale che ha come corollari il razzismo e il maschilismo; che la realtà è quella che si vede in televisione; che il cri­mine è nero o giallo o di altri colori, ma mai - o quasi - bianco, e così via. Il piano di studi prevede corsi obbligatori di impo­tenza, amnesia e rassegnazione, grazie ai quali gli oppressi del pianeta imparano a subire la realtà invece di cambiarla, a di­menticare il passato per permettere ai ditta­tori di ogni tempo di restare impuniti, ad accettare passivamente il futuro, perché tentare di immaginarselo è un vizio che vie­ne regolarmente punito… Nel mondo cosi com’è, il mondo alla rovescia, i paesi che custodiscono la pace universale sono quelli che fabbricano più armi e quelli che ne vendono di più agli altri paesi; le banche di mag­gior prestigio sono quelle che riciclano più nar­codollari o che custodiscono denaro rubato; le industrie di maggior successo sono quelle che avvelenano il pianeta; e la salvezza dell’ambien­te è l’affare più brillante delle imprese che lo di­struggono … Il mondo alla rovescia ci allena a vedere il prossimo come una minaccia e non co­me una promessa, ci riduce alla solitudine e ci consola con droghe chimiche e con amici ciber­netici

Eduardo Galeano, scrittore messicano,  in  ”A testa in giù!” con sottotitolo: “La scuola del mondo alla rovescia”, 1999

 

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Insania politica di Berlusconi. La parola “umanitaria” non si può accompagnare alla parola “guerra”. Abbiamo rovesciato lo statuto dell’Onu: impedisce di bombardare popolazioni e governi perievitare massacri con altri massacri. All’interno della Chiesa la voce di un solo vescovo

La prima cosa da dire è che il termine “umanitario” applicato a una politica, è fuorviante, se non addirittura espressione di un’ideologia perversa. Esso suppone infatti che la qualità umanitaria rappresenti una eccezione o una sospensione o una particolarità della politica, che di per sé avrebbe tutt’altre finalità. Nella nostra concezione, al contrario, la politica deve sempre essere umanitaria, cioè ordinata al bene degli uomini e delle donne in quanto cittadini, non importa se del proprio o degli altri Stati; e basta leggere l’art. 3 della nostra Costituzione, allargato poi nell’articolo 11, per vedere come a questo punto dell’incivilimento umano la politica non può che essere pensata come rivolta alla piena realizzazione delle persone umane e a un ordine di giustizia e di pace tra le nazioni. Leggi il resto di questo articolo »

Intervista a Gino Strada di Wanda Marra

L’opinione pubblica tace e le coscienze dormono, ma secondo il leader di Emergency, nonostante sia stato preso alla sprovvista, “il movimento arcobaleno reagirà”“La guerra è stupida e violenta. Ed è sempre una scelta, mai una necessità: rischia di diventarlo quando non si fa nulla per anni, anzi per decenni”. Gino Strada, fondatore di Emergency (che tra l’altro proprio in questi giorni sta lanciando il suo mensile E, in edicola dal 6 aprile), mentre arriva il via libera della comunità internazionale all’attacco contro la Libia e cominciano i primi bombardamenti, ribadisce il suo “no” deciso alla guerra come “mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, citando la Costituzione italiana. Leggi il resto di questo articolo »

Con i mercenari non si crea nessuno Stato – in Afghanistan l’Occidente deve rinunciare alle aziende private della sicurezza

A breve termine in Somalia combatteranno mercenari tedeschi? Le notizie riportate dai media nelle ultime settimane ricordano le storie delle orde dedite al saccheggio durante la Guerra dei Trent’Anni. Deputati del Bundestag [Parlamento] criticano indignati gli annunci – del tutto insicuri – di un’azienda tedesca del settore della sicurezza, di voler mettere al servizio di un politico somalo più di cento ex soldati della Bundeswehr [Esercito federale]. Indignazione di tale genere in Germania è rara. Se in Iraq un ex soldato (tedesco) al servizio di un’azienda americana della sicurezza viene ucciso in un attentato, come è accaduto il 25 giugno 2007, sul fronte interno normalmente non vi è alcuna protesta. La morte di mercenari per lo più non è resa pubblica. I loro nomi non si trovano su alcun elenco ufficiale delle perdite. Non si devono temere danni politici collaterali, come nel caso dei caduti della Bundeswehr in Afghanistan nel giorno di Venerdì Santo. Leggi il resto di questo articolo »

Non c’è futuro senza educazione alla pace.

Nei licei della scuola italiana, già colpita da tagli e provvedimenti inaccettabili, stanno partendo corsi paramilitari, validi come crediti formativi, dal titolo “Allenati alla vita”. Sconcertati dall’incredibile decisione dei ministeri della Difesa e dell’Istruzione, intendiamo affermare che questa iniziativa risulta altamente dannosa perché estranea alla finalità della scuola e stravolge il contenuto del progetto “Cittadinanza e Costituzione” o quello di altre iniziative come “La pace si fa a scuola”. Tra i temi proposti, spiccano la cultura militare, armi e tiro, i mezzi dell’esercito, sopravvivenza in ambienti ostili e, addirittura, la difesa nucleare (concetto ormai improponibile nel panorama giuridico internazionale che, già nel 1963, Giovanni XXIII considerava assurdo, “alienum a ratione”; l’Italia, tra l’altro, ha ratificato il Trattato di Non proliferazione per il disarmo nucleare globale). Leggi il resto di questo articolo »

LETTERE CONTRO LA GUERRAIl volume raccoglie una serie di lettere inedite e alcune comparse sul “Corriere della Sera”. Con queste corrispondenze – da Kabul, Peshawar, Quetta, ma anche da Orsigna, Firenze, Delhi e dal suo rifugio sull’Himalaya. Tiziano Terzani comincia un pellegrinaggio di pace tra Oriente e Occidente.: bisogna soprattutto capire, convincersi, credere che l’unica via d’uscita possibile dall’odio, dalla discriminazione, dal dolore è la non-violenza.

di Tiziano Terzani,  ed. TEA  2008,  € 8,00

Un amore della giustizia che prescinda dalle pace diventa inevitabilmente terrorismo.  Ma un amore della pace senza giustizia diventa la menzogna insediata nel mondo.

Ernesto Balducci, 1989

«L’urto tra lo Spirito di Cristo e mondanità è ineluttabile, e già si vede che l’ubriacatura consumistica e eroticizzata dell’Occidente provoca una senescenza precoce dei sensi, un abitare nelle terre del nonsenso, una bulimia del “tutto e subito” che soffoca. In tale contesto oggi i cristiani non solo non sono perseguitati, ma neppure osteggiati, anzi sono invocati. Noi oggi assistiamo addirittura a un diffuso atteggiamento di benevolenza nei confronti della chiesa, da parte dei Cesari di oggi soprattutto. Leggi il resto di questo articolo »

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