Da “DOVERI DELL’UOMO” di Giuseppe Mazzini (1860)

dai capitoli  LA FAMIGLIA, L’EDUCAZIONE e I DOVERI DELL’UOMO


Poche madri, pochi padri, in questo secolo irreligioso, intendono segnatamente nelle classi agiate, la gravità, la santità della missione educatrice : poche madri, pochi padri pensano che le molte vittime, le lotte incessanti e il lungo martirio dei nostri tempi sono frutto in gran parte dell’egoismo innestato trenta anni addietro nelle anime da madri deboli o da padri incauti i quali lasciarono che i loro figli s’avvezzassero a considerare la vita non come dovere e missione, ma come ricerca di piaceri e studio del proprio benessere.

E potete educare con la parola. Parlate loro di Patria, di ciò ch’essa fu, di ciò che deve essere.

Quando, la sera, dimenticate, fra il sorriso della madre e l’ingenuo favellìo dei fanciulli seduti sulle vostre ginocchia, le fatiche della giornata, ridite ad essi i grandi fatti dei popolani delle antiche nostre repubbliche; insegnate loro i nomi dei buoni che amarono l’Italia e il suo popolo e per una via di sciagure, di calunnie e di persecuzioni, tentarono migliorarne i destini. Instillate nei loro giovani cuori, non l’odio contro gli oppressori, ma l’energia di proposito contro l’oppressione. Imparino dal vostro labbro e dal tranquillo assenso materno, come sia bello seguire le vie della Virtù, come sia grande piantarsi apostoli della verità, come sia santo sacrificarsi, occorrendo, per i propri fratelli.

Infondete nelle tenere menti, insieme ai germi della ribellione contro ogni autorità usurpata o sostenuta dalla forza, la riverenza alla vera, all’unica Autorità, l’autorità della Virtù coronata dal Genio.  Fate che crescano, avversi egualmente alla tirannide ed all’anarchia, nella religione della coscienza inspirata, non incatenata, dalla tradizione. La Nazione deve aiutarvi in questa opera.  E voi avete, in nome dei vostri figli, diritto di esigerlo. Senza Educazione Nazionale non esiste veramente Nazione.

… L’Educazione insegna qual sia il Bene sociale. L’ Istruzione assicura all’ individuo la libera scelta dei mezzi per ottenere un progresso successivo nel concetto del Bene. A voi importa prima d’ogni altra cosa che i vostri figli imparino quale insieme di principi e credenze diriga la vita dei loro fratelli nel tempo in cui sono chiamati a vivere e nella terra ch’è stata loro assegnata : – quale sia il programma morale, sociale e politico della loro Nazione: – quale lo spirito della legislazione dalla quale le opere debbono venire giudicate: – quale il grado del progresso raggiunto dall’ Umanità: – quale quello da raggiungersi. E vi importa ch’essi sentano fin dai primi anni giovanili d’essere stretti in uno spirito di eguaglianza e d’amore verso un intento comune, con i milioni di fratelli dati loro da Dio.

L’ Educazione, che deve dare ai vostri figli insegnamento siffatto, non può venire che dalla Nazione. Oggi, l’insegnamento morale è anarchia. Lasciato esclusivamente ai padri, è nullo dove la miseria e la necessità d’un lavoro materiale quasi continuo tolgono ad essi tempo per educare e mezzi per sostituire educatori a se stessi; tristo, se l’egoismo e la corruttela hanno pervertito e contaminato la famiglia. I fanciulli sono dati a tendenze superstiziose o materialiste, di libertà o di rassegnazione codarda, di aristocrazia o non azione contro essa, a seconda dell’ istitutore, prete o laico, che le tendenze paterne scelgono dove esistono mezzi. Come possono, cresciuti a gioventù, affratellarsi in concordia di opere e rappresentare in sé l’unità del paese ?

Senza Educazione Nazionale non esiste moralmente Nazione. La coscienza nazionale non può uscir che da quella. Senza Educazione Nazionale comune a tutti i cittadini, eguaglianza di doveri e di diritti è una formula vuota di senso: la conoscenza dei doveri, la possibilità dell’esercizio dei diritti, sono lasciate al caso della fortuna o all’arbitrio di chi sceglie l’educatore.

… Bisogna convincere gli uomini ch’essi, figli tutti d’un solo Dio, hanno ad essere qui in terra esecutori d’una sola Legge – che ognuno d’essi, deve vivere, non per sé, ma per gli altri – che lo scopo della loro vita non é quello di essere più o meno felici, ma di rendere sé stessi e gli altri migliori - che il combattere l’ ingiustizia e l’errore a beneficio dei loro fratelli, e dovunque si trova, é non solamente diritto, ma dovere: dovere da non negligersi senza colpa – dovere di tutta la vita.

 

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