Articoli marcati con tag ‘Resistenza’

 

Il 12 aprile del 1959 muore dopo una breve malattia a Bozzolo (Mantova) PRIMO MAZZOLARI (69 anni) presbitero, scrittore e Partigiano.

 

Vedi:  La tromba dello Spirito Santo: don PRIMO MAZZOLARI


 

Il 5 aprile del 1944 muore fucilato nel poligono di tiro del Martinetto di Torino dalla Guardia Nazionale della RSI  PAOLO BRACCINI (36 anni, nome di battaglia Verdi) docente universitario, medico veterinario, antifascista, Azionista e Partigiano.

 

Vedi:  Un uomo morto quasi con gioia: PAOLO BRACCINI



 

 

Il 3 aprile del 1944 muore ucciso da un militare delle SS tedesche al Forte Bravetta (Roma) don GIUSEPPE MOROSINI (31 anni) presbitero e Partigiano.

 

Vedi:  La Resistenza di un prete: don GIUSEPPE MOROSINI.

 

 

Il 1 aprile 1945 muore a Sant’Ilario d’Enza (RE) massacrata da soldati tedeschi VALENTINA GUIDETTI ( 23 anni, nome di combattimento Nadia) donna di servizio e Partigiana.

 

Vedi:  Il forte animo di Nadia: VALENTINA GUIDETTI

 

 

Il 28 marzo del 1945 muore fucilata a Riva del Po (Parma) dopo essere stata ferocemente torturata dai tedeschi INES BEDESCHI (34 anni, nome di battaglia Bruna) casalinga e Partigiana.

 

Vedi:  Il coraggio di una staffetta: INES BEDESCHI

 

 

Il 28 marzo del 1945 muore fucilato a Pieve di Teco (Imperia) dopo essere stato lungamente torturato dai tedeschi  ROBERTO DI FERRO (15 anni, nome di battaglia Baletta) apprendista meccanico e Partigiano.

 

Vedi:  La Resistenza di Baletta: ROBERTO DI FERRO

Il 24 marzo del 1944 muore fucilato a Roma nell’Eccidio delle Fosse Ardeatine ORLANDO ORLANDI POSTI (18 anni, detto Lallo) studente, azionista, antifascista e Partigiano.

 

Vedi:  La Resistenza di uno studente: ORLANDO ORLANDI POSTI


 

 

ll 14 marzo del 1983 muore a Suchitoto (El Salvador) uccisa in un agguato teso da militari salvadoregni MARIANELLA GARCIA VILLAS (35 anni)  politica, avvocata e attivista per i diritti umani.

 

Vedi:  L'avvocata dei poveri: MARIANELLA GARCIA VILLAS

 

 

Il 12 marzo del 1977 ad Aguilares (El Salvador) muore ucciso in un agguato di sicari governativi padre RUTILIO GRANDE (49 anni) presbitero gesuita e attivista dei diritti civili.

 

Vedi:  Il prete dei campesinos: RUTILIO GRANDE

 

 


Monte Olimpo, Grecia

Il 12 marzo 1943 viene fucilata da soldati tedeschi sulla via tra Agia e Larissa (Grecia) DIMITRA TSATSOU (23 anni) pettinatrice e Partigiana greca.

 

Vedi:  La pettinatrice morta con onore: DIMITRA TSATSOU


 

 

Il 24 febbraio 1945 viene ucciso a Milano da militi delle Brigate Nere mentre si sta recando ad un appuntamento EUGENIO CURIEL (33 anni) fisico, docente universitario, antifascista e Partigiano.

 

Vedi:  Il fisico che insegnava ai giovani: EUGENIO CURIEL

 

Il 12 febbraio 1945 muore fucilato da partigiani italiani comunisti presso Cividale del Friuli (UD) GUIDALBERTO PASOLINI (19 anni, detto Guido, nome di battaglia Ermes) studente, partigiano e Azionista, fratello minore di PIER PAOLO PASOLINI.

 

Vedi:  La passione di un Partigiano: GUIDO PASOLINI

Quello che è successo a Macerata era nell’aria da tempo. Ma nessuno avrebbe potuto immaginarne una portata simbolica così dirompente. Il saluto romano, il tatuaggio nazista, il monumento ai caduti, il tricolore: una scenografia studiata per rileggere tutta la nostra storia nazionale all’insegna del fascismo mussoliniano e indicare nel razzismo e nella violenza i valori di fondo della nostra comunità. Quel tricolore indossato come un mantello a coprire i risvolti più tremendi di un gesto disgustoso suona come una chiamata alle armi, quasi che su quella bandiera ci fosse ancora lo stemma sabaudo o il fascio di Salò. Leggi il resto di questo articolo »

 

 

Il 6 febbraio 1992 muore  dopo una lunga malattia a Milano padre DAVIDE MARIA TUROLDO (78 anni) presbitero, teologo, poeta, antifascista.

 

Vedi:  La coscienza inquieta della Chiesa: DAVIDE MARIA TUROLDO

 

 

Il 5 febbraio 1944 muore nel carcere di Regina Coeli (Roma), per le conseguenze delle torture subite, LEONE GINZBURG (35 anni) letterato, antifascista, Azionista e partigiano.

 

vedi:  La Resistenza di un letterato: LEONE GINZBURG

 

 

Il 1 febbraio 1945 muore fucilato dai tedeschi a Tarcento (Udine) BRUNO FRITTAION ( 19 anni, nome di battaglia Attilio) studente e partigiano.

 

Vedi:  Il mio sacrificio non sia vano: BRUNO FRITTAION

 

 

Il 30 gennaio 1944 muore a Reggio Emilia fucilato da fascisti della GNR don PASQUINO BORGHI (41 anni, nome di battaglia Albertario) presbitero, antifascista e partigiano.

 

vedi:  Un prete nella Resistenza: don PASQUINO BORGHI

 

 

 

 

 

Lode della Dialettica

L’ingiustizia oggi cammina con passo sicuro.
Gli oppressori si fondano su diecimila anni.
La violenza garantisce: com’è, così resterà.
Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda
e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio.
Ma fra gli oppressi molti dicono ora:
quel che vogliamo non verrà mai. Leggi il resto di questo articolo »

Piero Calamandrei

Parte del discorso che PIERO CALAMANDREI (1889- 1956), il 17 gennaio 1954, al Teatro Eliseo di Roma, pronunciò nel corso di una manifestazione dedicata alla famiglia Cervi, presente il papà ALCIDE CERVI (1875- 1970) con le sue sette Medaglie d’Argento che l’Italia della Resistenza aveva conferito alla memoria dei suoi Figli. Il 28 dicembre 1943, condannati a morte da un tribunale della RSI, furono fucilati a Reggio Emilia, nel poligono di tiro, i SETTE FRATELLI CERVI simbolo ed espressione di un’ Italia che rinasceva e si batteva per ridare al Paese, dopo la lunga dittatura fascista, libertà e dignità.


Per iniziare degnamente queste celebrazioni decennali della Lotta di Liberazione, penso che nessun fatto avrebbe potuto essere scelto più significativo di quello dei fratelli Cervi; anzi della famiglia Cervi. Questo fatto meglio di ogni altro riassume in sé gli aspetti più umani, più naturali e più semplici della Resistenza, e insieme i suoi aspetti più puri e spirituali e direi perfino più celestiali: questa famiglia patriarcale di agricoltori emiliani, composta del padre contadino e di sette figli contadini, la quale subito dopo l’armistizio, nell’ora delle generali perplessità, si trova tutta unita e concorde fino dal primo giorno, senza un attimo di esitazione, dalla parte della libertà e della riscossa, dando l’impressione più che di un gruppo di uomini tenuti stretti da un comune senso di solidarietà, di una perfetta fusione di volontà, da cui nasce una ripartizione di compiti coordinati da una coscienza unica, e il senso di un’unica responsabilità, quale non può trovarsi che in una persona sola. Leggi il resto di questo articolo »

Non c’è scuola italiana che non lo insegni il fascismo. Il problema è farlo percepire come qualcosa di tremendo, reale e attuale. Attuale non perché siamo di fatto già circondati da un nuovo fascismo ma perché il fascismo è una reale possibilità delle società avanzate, una scorciatoia della politica e anche della mente e sta rialzando la testa e glielo lasciamo fare.

Fascismo è un’esperienza politica, sociale e umana illiberale e violenta. Un problema è che per i ragazzi la sostanza illiberale del fascismo è inimmaginabile. Non tanto perché crescono immersi nelle libertà fondamentali dell’individuo e del cittadino: parlano quando vogliono e di quel che vogliono, si spostano dove li porta il desiderio, si ritrovano, si aggregano e disaggregano. Protestano. Ma soprattutto perché si percepiscono illimitati. Leggi il resto di questo articolo »

Il telefonino nelle aule come strumento didattico? La logica sembra quella del «visto che, tanto vale». Ma a cosa ci può portare?

I telefonini nelle scuole: finora vietatissimi, da adesso in poi è possibile che entrino a pieno diritto nelle aule come strumento didattico innovativo. Non è ancora detto, non è certo. Una commissione ministeriale ci lavorerà nei prossimi giorni. Ma è nell’aria, era da tempo prevedibile che arrivassimo a questo, nella nostra forsennata rincorsa a essere sempre più nuovi, tecnologici, digitali. Ma mi sgomenta lo schema logico-argomentativo, che sembra essere alla base del ragionamento, e mi par tipico dei nostri tempi: lo schema del «visto che, tanto vale». Visto che il telefonino è entrato nelle nostre vite quotidiane, tanto vale farlo entrare anche nella scuola. Ovvero: sarebbe innaturale vietare a scuola qualcosa che, fuori della scuola, è normalmente, proficuamente e collettivamente in uso. Leggi il resto di questo articolo »

IL POTERE dei monumenti appare oggi inversamente proporzionale al potere della politica. Lo suggeriscono le dichiarazioni con cui vari esponenti del Partito democratico propongono di cancellare le iscrizioni dei monumenti fascisti. Ieri il deputato Emanuele Fiano ha espresso il suo consenso (poi derubricato a una meno impegnativa neutralità) rispetto alla proposta di Luciano Violante di abradere la scritta «Mussolini Dux» dall’obelisco del Foro Italico.

Il parallelo con quanto accade negli Stati Uniti non regge. Lì a chiedere, o ad attuare, l’abbattimento delle statue dei generali sudisti e dei politici schiavisti è una agguerrita opposizione civica che contesta un presidente che, in modo inaudito, simpatizza con quella terribile storia. È Trump, insomma, ad aver ridato forza e vita a quelle statue: e chi le abbatte cerca di abbattere Trump, almeno in effigie. Un fenomeno comprensibile, anche se pieno di contraddizioni e di pericoli, come ha ben spiegato Ian Buruma. Leggi il resto di questo articolo »

 

Gaetano Salvemini

… Molte volte per spiegare, o peggio ancora per giustificare, gli spropositi e le porcherie fatti ieri e oggi dai politicanti italiani di ogni denominazione, si ripete che “gli italiani son fatti così” e la botte non può dare che il vino che ha. Giolitti ai suoi tempi diceva che il popolo italiano era gobbo e – lui – non poteva fare a un gobbo altro che un abito da gobbo. E certo il popolo italiano era gobbo.

Ma Giolitti invece di tentare quanto sarebbe stato possibile per farlo, non dico dritto come un fuso, ma un gobbo meno gobbo di quanto egli aveva trovato, lo rese più gobbo di quanto fosse prima. Poi venne Mussolini e disse che il popolo italiano era buono a nulla. Poi sono venuti molti – troppi – antifascisti e anch’essi dicono che il popolo italiano è fatto così. Dove tutti sono responsabili, nessuno è responsabile… Leggi il resto di questo articolo »

Il 29 agosto del 1944  muore fucilato dai nazifascisti a Laiano di Filettole (Pisa) don LIBERO RAGLIANTI (29 anni) presbitero, partigiano e Antifascista.

Raglianti nacque a Cenaia (PI) in una famiglia contadina, entrò in seminario e venne ordinato sacerdote nel 1938 poi dal 1940 al 1944 fu giovanissimo parroco della Pieve di Valcastello (Pisa).

Era uomo d’azione, estremamente sincero e aveva mal sopportato da sempre il regime fascista: in molte occasioni aveva coraggiosamente espresso le sue critiche durante le omelie. Subito dopo l’8 settembre 1943 iniziò un’attiva collaborazione con la Resistenza tanto da meritare la qualifica di partigiano combattente nella formazione Bandelloni attiva sul confine della Linea Gotica delle Alpi Apuane in Toscana. Leggi il resto di questo articolo »

Il 29 agosto del 1944  muore fucilato dai nazifascisti nel poligono di Bolzano GASTONE FRANCHETTI (24 anni, nome di battaglia Fieramosca) alpino, attivista Antifascista e capo partigiano delle “Fiamme Verdi”.

Franchetti, nativo della  Garfagnana (Lucca), si trasferisce  a Riva del Garda (Trento) con la famiglia dove diventerà tenente degli alpini e attivista antifascista con il nome di battaglia Fieramosca e sarà uno dei fautori, dopo l’8 settembre, della nascita di un movimento di ex-alpini che si opponeva alla leva forzata nell’esercito della Repubblica Sociale, le Brigate delle Fiamme Verdi (dal colore delle mostrine degli Alpini). Leggi il resto di questo articolo »

Il 14 agosto 1944 muore a Meloncello di Bologna (BO) fucilata da un reparto di nazifascisti IRMA BANDIERA (29 anni  nome di battaglia Mimma) Partigiana e Antifascista comunista.

Il 14 agosto 1944 nei pressi del Meloncello il cadavere di una giovane donna, coperto solo da una vestaglia rossa a pois bianchi, giaceva a terra esposto alla vista di chiunque passasse e  usato come monito. Due militi fascisti montavano di guardia ai poveri resti: era il corpo di Irma Bandiera, staffetta e gappista partigiana che era nata in quella zona. Leggi il resto di questo articolo »

Il 5 agosto 1944 muore fucilato da un reparto di SS italiane a Villar Pelice (TO) GUGLIELMO JERVIS (43 anni nome di battaglia “Willy”) ingegnere partigiano antifascista e azionista.

Jervis nacque a Napoli: la madre apparteneva ad una famiglia valdese e il padre era un ingegnere di origini inglesi. Dopo avere studiato a Torino e Firenze nel 1925 si era laureato in ingegneria al Politecnico di Milano. Subito dopo prestò un anno di servizio militare e lavorò per sei anni in una fabbrica di Milano. Entrò poi a lavorare all’Olivetti d’Ivrea nel 1934 dove fu incaricato  di dirigere la Scuola apprendisti meccanici dell’azienda. Era anche molto attivo nella Comunità religiosa Valdese e nel 1932 si sposò con LUCILLA ROCHAT ( 1907- 1988 insegnante e partigiana) con cui ebbe tre figli. Leggi il resto di questo articolo »

Sono convinto che ormai, in giro per il mondo, fra la gente piu’ diversa, sta crescendo una nuova coscienza di che cosa e’ sbagliato e di che cosa va fatto. Questa nuova coscienza, a mio parere, e’ il grande bene del nostro tempo. Va coltivata. la soluzione e’ dentro di noi, si tratta di conquistarla facendo ordine, buttando via cio’ che e’ inutile e arrivando al nocciolo di chi siamo. Piu’ che assaltare le citta’ del potere, si tratta ormai di fare una lunga resistenza. Bisogna resistere alle tentazioni del benessere, alla felicita’ impacchettata; bisogna rinunciare a volere solo cio’ che ci fa piacere. Leggi il resto di questo articolo »

Il 25 luglio 1844 vengono giustiziati nel Vallone di Rovito (Cosenza) mediante fucilazione da parte dell’esercito borbonico ATTILIO BANDIERA (34 anni), EMILIO BANDIERA (25 anni), NICOLA RICCIOTTI (47 anni), GIOVANNI VENERUCCI (33 anni), ANACARSI NARDI (44 anni), GIACOMO ROCCA (31 anni), DOMENICO MORO (22 anni), FRANCESCO BERTI (56 anni), DOMENICO LUPATELLI (41 anni),  patrioti risorgimentali.

GIUSEPPE MILLER (30 anni) e FRANCESCO TESEI (20 anni) morirono negli scontri con i borbonici. CARLO OSMANI, GIUSEPPE TESEI, GIOVANNI MANESSI, TOMMASO MAZZOLI, PAOLO MARIANI, GIOVANNI MELUSO, PIETRO PIAZZOLI, LUIGI NANNI e GIUSEPPE PACCHIONI furono catturati e condannati all’ergastolo o a molti anni di carcere. Leggi il resto di questo articolo »

L’11 luglio 1966 muore a Roma dopo una breve malattia AUGUSTO MONTI  (85 anni) scrittore, docente, pedagogista, politico antifascista e Azionista.

Monti nacque un piccolo paese delle Langhe in Piemonte, Monastero Bormida (Asti) , in una famiglia di modeste condizioni e all’età di tre anni si trasferì a Torino al seguito del padre. Dopo gli studi liceali conseguì la laurea in lettere e nel 1904 ed ebbe l’incarico d’insegnare prima in Sardegna e poi a Chieri (TO).

Fedele agli ideali del Risorgimento partecipò come volontario alla  prima guerra mondiale passando due anni in Austria da prigioniero. Dopo la guerra continuò a lavorare come insegnante e tra il 1924 e il 1934 fu docente di lingua italiana e lingua latina in un liceo a Torino ed ebbe tra i suoi allievi alcuni tra i più noti personaggi della cultura torinese del periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale come CESARE PAVESE (1908- 1950), LEONE GINZBURG (1909- 1944), GUIDO SEBORGA  (1909- 1990) e MASSIMO MILA (1910- 1988) ( tutti futuri antifascisti militanti, impegnati in Giustizia e Libertà, poi nel Partito d’Azione e nella Resistenza) e trasformando il proprio insegnamento in scuola di libertà attraverso un’autentica visione laica e un profondo antifascismo (nel 1925 abbandonò la prestigiosa collaborazione con il Corriere della Sera per protestare contro la “presa fascista” del quotidiano).

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Il 21 giugno 1945 viene inaugurato a Roma il GOVERNO presieduto da FERRUCCIO PARRI: l’unico governo italiano ispirato dalla Resistenza fondato sul CLN ( Comitato di Liberazione Nazionale) e con un Partigiano alla guida.

Il Governo Parri era composto da una coalizione politica che comprendeva i partiti del CLN: Partito d’Azione ( a cui apparteneva Parri), Partito Comunista italiano, Democrazia Cristiana, Partito Socialista italiano di unità proletaria, Democrazia del Lavoro, Partito Liberale italiano. Fu l’unico Governo veramente di coalizione nella storia dell’Italia del dopoguerra. Il Governo durerà 157 giorni: sarà proditoriamente messo in crisi il 24 novembre 1945 e continuerà con attività provvisorie fino all’8 dicembre 1945. Leggi il resto di questo articolo »

Il 21 maggio 1945  muore a Desenzano del Garda (Brescia) in un incidente automobilistico ALDO GASTALDI (24 anni, nome di battaglia “Bisagno“) perito elettrotecnico, militare e Partigiano.

È stato il maggior esponente del movimento di Resistenza italiana operante a Genova ed una delle figure più fulgide della lotta di Liberazione.

Prese il nome di battaglia dal torrente omonimo, il Bisagno appunto, che attraversa la città di Genova tagliandola in due. A Bisagno è stato attribuito il titolo di “Primo Partigiano d’Italia“. Leggi il resto di questo articolo »

Nel vuoto di sovranità seguito all’8 settembre elaborarono un insieme di norme che prefigurò il nuovo ordine democratico

L’8 settembre 1943 il vuoto di sovranità aperto dalla dissoluzione dello Stato regio fa del Centro-Nord una terra di nessuno giuridica nella quale, come nello stato di natura di Hobbes, non c’è ordine, non c’è legalità, c’è solo paura della morte. Paura che nasce sia dalla violenza predatrice e terroristica esercitata in modo organizzato dai nazifascisti, sia dall’arbitrio sregolato e illimitato dei singoli militi e poliziotti tedeschi e repubblichini. E di ritorno allo stato di natura parla la migliore storiografia degli ultimi decenni, da Claudio Pavone a Giovanni De Luna, per la quale, venuta meno la sovranità statale, ogni italiano si trova nella condizione di poter scegliere di far valere la propria sovranità individuale. Leggi il resto di questo articolo »

Il 4 maggio del 1944 muore fucilato da militi fascisti su una strada presso Bardi (Parma) GIORDANO CAVESTRO (18 anni, nome di battaglia Mirko) studente, Antifascista e Partigiano.

Cavestro nacque a Parma in una famiglia legata ad ideali comunisti e già a 15 anni, studente di scuola media, redige e distribuisce, con alcuni suoi compagni, un giornalino clandestino antifascista. Dopo l’8 settembre 1943, Cavestro e il suo nucleo di giovani antifascisti diventò il centro organizzativo e propulsore del Fronte della Gioventù per l’indipendenza nazionale e per la libertà e delle prime attività partigiane nella zona di Parma. Leggi il resto di questo articolo »

Il 1 maggio 1976 muore ad Atene in un incidente automobilistico ALEXANDROS PANAGULIS (37 anni, detto Alekos) ingegnere, ufficiale, politico, Resistente e poeta greco.

Panagulis (considerato un eroe nazionale della Grecia moderna) fu un intellettuale e attivista per la democrazia e i diritti umani e rivoluzionario in lotta anche armata contro la dittatura greca dei colonnelli (1967- 1974). Nel 1968 organizzò un attentato contro il dittatore Georgios Papadopoulos e per questo venne perseguitato torturato e imprigionato a lungo fino alla sua liberazione nel 1973 dopo una mobilitazione internazionale.

Seguì un periodo d’esilio in Italia fino a quando nel 1974  divenne deputato al parlamento greco per il partito liberaldemocratico Unione di Centro e morirà due anni dopo in un misterioso incidente stradale mentre stava indagando sui rapporti segreti intrattenuti da alcuni membri del nuovo governo democratico con i militari all’epoca del regime. Leggi il resto di questo articolo »

Forte Bravetta, Roma

Il 29 aprile del 1944 muore fucilato da un plotone della PAI italiana a Forte Bravetta (Roma) PIETRO BENEDETTI (41 anni) ebanista, Antifascista e Partigiano.

Benedetti nacque ad Atessa (Chieti) e fin da giovane divenne socialista; nel 1921 fu tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia di Atessa e ne divenne in breve segretario della sezione locale. Nel dicembre del 1925 Benedetti si recò in Francia come delegato dell’Abruzzo al III Congresso del partito Comunista a Lione e venne fermato al confine. Fu trovato in possesso di un passaporto falso, arrestato e restò in carcere per tre mesi. Leggi il resto di questo articolo »

Il 24 aprile del 1945 muore a Milano uccisa da una raffica di mitra sparata da un gruppo di soldati tedeschi GINA GALEOTTI BIANCHI (32 anni, nome di battaglia Lia)) ragioniera e Partigiana.

Gina Galeotti Bianchi nacque a Mantova e visse per molti anni a Suzzara (MT). Aveva cominciato giovanissima (a 16 anni) la sua attività antifascista come militante del Partito Comunista clandestino. Dopo il diploma di ragioniera sposò BRUNO BIANCHI sindacalista e politico comunista, condannato dal Tribunale Speciale fascista nel 1932 e nel 1936 e detenuto presso il carcere di San Vittore di Milano. Bianchi morirà nel 1986 ed era stato anche membro della Costituente. Leggi il resto di questo articolo »

Il 19 aprile del 1945 muore ucciso a Torino da repubblichini fascisti ANTONIO BANFO (45 anni) operaio metalmeccanico, sindacalista, attivista comunista, Partigiano e Antifascista.

Banfo nacque a Torino e fin dalla sua giovinezza divenne operaio della Fiat. Militante anarchico e libertario, aderisce nel 1921 al Partito Comunista d’Italia appena fondato e di cui diventa immediatamente propagandista clandestino.

Arrestato per attività sovversiva nel 1931 è condannato dal Tribunale speciale a tre anni di reclusione ma è scarcerato nel 1932, in virtù di un’amnistia concessa per celebrare il decennale del regime. Scontata la pena, Banfo non rinunciò all’attività clandestina: diventa dirigente delle Sap (Squadre di azione patriottica), che saranno l’anima della Resistenza nelle fabbriche. Leggi il resto di questo articolo »

Il 15 aprile del 1945 muore di tubercolosi in un lager di Lipsia (Germania) MARGARETHA ROTHE (26 anni) studentessa, Antinazista, attivista del gruppo di Amburgo dell’organizzazione studentesca “ROSA BIANCA”.

Margaretha  dal 1936 frequentò l’istituto pedagogico Lichtwarkschule ad Amburgo, dove era nata, e in questo periodo ebbe modo di conoscere i suoi amici e futuri membri della “ROSA BIANCA”. Iniziò così il suo impegno nella Resistenza tedesca partecipando al gruppo di lettura organizzato dalla sua professoressa di pedagogia antinazista ERNA STHAL (scampata alla ghigliottina per l’arrivo degli Alleati a Lipsia dove era imprigionata. Morirà nel 1980). Leggi il resto di questo articolo »

Il 12 aprile del 1959 muore dopo una breve malattia a Bozzolo (Mantova) PRIMO MAZZOLARI (69 anni) presbitero, scrittore e Partigiano.

Nato a Cremona da una famiglia contadina fin da giovane matura alcune idee sulla Chiesa e sulla società che avrebbe mantenuto negli anni della maturità: la fiducia accordata alla modernità (in antitesi alla visione che di essa aveva dato il mondo cattolico intransigente), il suo patriottismo di ispirazione risorgimentale e democratica, l’affermazione della propria libertà di coscienza.

Mazzolari divenne presbitero nel 1912 e dopo una breve esperienza pastorale in piccole parrocchie del cremonese, allo scoppio della Prima guerra mondiale, si arruola volontario come soldato della Sanità. Leggi il resto di questo articolo »

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