Articoli marcati con tag ‘fratelli cervi’

 

Il famoso dipinto raffigurato sopra si chiama ” Il 3 maggio 1808” (noto anche come “Le fucilazioni della montagna del Principe Pío”), realizzato dal grande pittore spagnolo Francisco Goya (1746-1828) nel 1814

Il quadro celebra e ricorda la resistenza spagnola contro l’occupazione delle truppe napoleoniche. In particolare, raffigura la rappresaglia francese avvenuta all’alba del 3 maggio 1808, quando decine di civili spagnoli furono fucilati senza processo come punizione per la rivolta scoppiata il giorno precedente a Madrid.

Ci è sembrato il modo migliore per celebrare la Memoria del Martirio dei Sette fratelli Cervi, ad opera dei fascisti, del 28/12/1843 (LEGGI O RILEGGI LA MEMORIA QUI:IL DOVERE DELLA MEMORIA: 28 dicembre. 7 fratelli per la libertà.).

Ci è sembrato il modo migliore per celebrare, insieme alle magnifiche parole di Pietro Calamandrei che seguono, la Resistenza come dovere assoluto per Uomini/Donne liberi, forti e amanti della propria e altrui Dignità. Anche a costo della vita.

Oggi la RESISTENZA, di cui i Sette Fratelli Cervi sono un esempio preclare, non è contro i soldati di napoleone o contro i fascisti della RSI, ma contro il volto odierno dell’eterno fascismo: il progetto criminale globale di sottomissione dell’umanità chiamato Grande Reset, voluto e gestito dall’aristocrazia finanziario-usuraia, l’èlite di iper-miliardari, di super-banchieri, di tecnocrati ( i VERI padroni del mondo) che agiscono contro noi tutti attraverso laidi politici, governi, istituzioni mondiali, pseudo-scienziati, pseudo-giornalisti, pseudo-intellettuali, pseudo-religioni totalmente asserviti e ricattati dall’èlite.

Avremo la forza di opporci alla politica della paura e dell’emergenza continui, alle continue forme di dittature pseudo-sanitarie, pseudo-climatiche, tragicamente belliche e, soprattutto, digitali che hanno già costituito a formare la gabbia in cui vogliono rinchiuderci come forma della “nuova normalità” e della società del controllo pervasivo pensata dalla follia dell’èlite?

La Memoria dei Santi come i Sette fratelli Cervi ( e tanti altri nella storia) è la struttura portante della SPIRITUALITA’ LAICA come fondamento delle nostre scelte di Resistenza, di rivolta e di disubbidienza civile a cui siamo chiamati per la nostra Dignità, per la nostra Anima, per la nostra Libertà.  (GLR)

Leggi il resto di questo articolo »

Il 28 dicembre 1943 muoiono torturati e fucilati dai fascisti presso il poligono di tiro di Reggio Emilia i 7 FRATELLI CERVI: GELINDO (43 anni),  ANTENORE (38 anni), ALDO (34 anni), FERDINANDO (32 anni), AGOSTINO (28 anni), OVIDIO (25 anni), ETTORE (22 anni) tutti contadini, Antifascisti, Partigiani.

 

Vedi:  7 fratelli per la libertà: I FRATELLI CERVI

Gattalico, località Campi Rossi, provincia di Reggio Emilia. Era il 25 luglio 1943 quando la famiglia Cervi, a seguito della caduta del regime fascista e il conseguente arresto di Mussolini, decise di organizzare una grande festa offrendo pastasciutta a tutti i residenti della zona. Il podere nel quale si svolsero i festeggiamenti era stato acquistato dalla famiglia e le sue terre erano state rese coltivabili grazie a moderne tecniche di agricoltura, mentre parte dei 20 ettari di terreno che lo componevano erano stati dedicati all’allevamento di mucche e api. Leggi il resto di questo articolo »

Il 28 dicembre 1943 muoiono torturati e fucilati dai fascisti presso il poligono di tiro di Reggio Emilia i 7 FRATELLI CERVI: GELINDO (43 anni),  ANTENORE (38 anni), ALDO (34 anni), FERDINANDO (32 anni), AGOSTINO (28 anni), OVIDIO (25 anni), ETTORE (22 anni) tutti contadini, antifascisti, Partigiani.

I Fratelli Cervi erano nati tutti a Campegine (RE) e appartenevano a una famiglia di contadini con radicati sentimenti antifascisti. Il nucleo familiare era caratterizzato dalla forte personalità della madre GENOEFFA COCCONI (1876- 1944) e dall’impegno sociale e politico del padre ALCIDE (1875- 1970). Di formazione cattolica, Alcide ( per breve tempo legato al partito popolare di LUIGI STURZO (1871- 1959)) sposò nel 1919 Genoveffa Cocconi, dalla quale ebbe nove figli, due femmine e sette maschi. Alcide aderì poi con passione agli ideali socialisti ed  educò i figli all’amore per la libertà e la giustizia sociale. Leggi il resto di questo articolo »