Articoli marcati con tag ‘democrazia’

Sara Cunial: «R2020 è un appello per uscire dall’emergenza democratica»

Il 30 giugno la neonata R2020, la Rete costituita da Sara Cunial (parlamentare ex 5 Stelle ora al gruppo Misto), Davide Barillari (consigliere della Regione Lazio, anch’egli ex 5 Stelle) e Ivan Catalano (ex deputato, già vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell’uso dell’uranio impoverito), si incontrerà per la prima volta con i cittadini che hanno aderito all’appello lanciato qualche settimana fa sul web. L’evento sarà “duplicato” l’1 luglio, dato il numero elevato di adesioni.

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Repubblica: res publica: la “cosa”comune a tutti e proprietà di nessuno. Lo spirito che anima dall’interno ogni interesse particolare, ogni professione, gli affetti e le idee di ciascuno, senza che nessun carattere possa imprigionarlo in sé, presumere di esserne l’incarnazione. Leggi il resto di questo articolo »

Il dubbio del filosofo Agamben: «Diffondono il panico per coprire gli errori?»

 

Il filosofo Giorgio Agamben in un’intervista ha commentato un suo articolo intitolato  “Una domanda” (vedi:  Com'è potuto avvenire che un intero paese... ): si tratta di una lucida riflessione sul periodo che stiamo affrontando.

Dall’inizio di questo periodo basato sulle restrizioni, Giorgio Agamben ha più volte scritto delle considerazioni sulla «confusione etica» che il virus ha creato nel nostro paese. Diversi giornalisti, in più occasioni, hanno cercato di distorcere le analisi del filosofo pubblicate su Quodlibet, etichettando le sue riflessioni come farneticazioni.

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Nella seduta della Camera dei Deputati di ieri, 14/5/2020, ci sono stati due coraggiosi interventi dei deputati Sara Cunial e Vittorio Sgarbi sulla conduzione autoritaria dell’emergenza sanitaria e sul terrore sanitario che ne deriva. Ve li proponiamo.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Sara Cunial. Ne ha facoltà.

SARA CUNIAL (MISTO). Presidente, Hobbes ci diceva che il potere assoluto non nasce con un’imposizione dall’alto, ma dalla scelta di individui che si sentono più protetti rinunciando e concedendo la propria libertà ad un terzo. In virtù di questo, voi proseguite, anestetizzando le menti a base di mass media comprati, amuchina e PNL, con parole come “regime”, “consentire” e “permettere”, fino al punto di permettervi, proprio, di normare anche i nostri legami e i sentimenti e certificare i nostri affetti. Leggi il resto di questo articolo »

Com’era scontato, la Fase 2 conferma per decreto ministeriale più o meno le stesse decurtazioni di libertà costituzionali che possono essere limitate solo per legge. Ma non meno importante è la limitazione di un diritto umano che non è sancito in alcuna costituzione: il diritto alla verità, il bisogno di una parola vera.

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Intervista al filosofo Giorgio Agamben.  Siamo sequestrati nelle nostre case proprio dai responsabili di questo disastro.

Giorgio Agamben, filosofo, assieme a Vittorio Sgarbi è una delle poche voci della cultura italiana critiche verso gli arresti domiciliari degli italiani, causa coronavirus, e verso la sospensione delle loro libertà per decreto. Noi de “Il Tempo” lo abbiamo intervistato. Leggi il resto di questo articolo »

Dall’articolo “Diceva Carlo Levi: la gente ha paura della libertà” di Umberto Di Giovannangeli in  Il Riformista  del  16/4/2020

Oggi c’è una sfida democratica in gioco. Non bisogna sottovalutare il fatto che possa crescere il rischio di aspettative e di richieste di autorità e forse di autoritarismo. Per riprendere il titolo di uno dei saggi più famosi di Carlo Levi la gente a volte ha “Paura della libertà“». A sostenerlo in questa intervista in esclusiva a il Riformista è uno dei più autorevoli storici e sociologi della politica europei: Marc Lazar. professore di Storia e sociologia politica a Sciences Po (Parigi) e Presidente della School of govemment della Luiss.

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Kasparov: Putin usa la pandemia contro l’Occidente

L’ex campione di scacchi Kasparov: le dittature si vantano di gestire le crisi meglio delle democrazie. Garry Kasparov, ex campione mondiale di scacchi, è ora a capo di un gruppo di opposizione a Vladimir Putin

Garry Kasparov, 57 anni, è stato uno dei più grandi scacchisti di tutti i tempi, vincendo praticamente tutte le competizioni mondiali fra il 1986 e il 2005. Da quando si è ritirato dalle competizioni scacchistiche, ha dedicato tutto il suo tempo all’impegno politico e alla scrittura. Nel 2008 gli è stato impedito di candidarsi alla presidenza per sfidare Vladimir Putin ed è stato a lungo uno dei leader dell’opposizione liberale e democratica in Russia. Leggi il resto di questo articolo »

Proviamo ad immaginare una storia di fantapolitica (che non abbia alcun riferimento con la realtà).

Ecco la trama. Lo scenario internazionale è destabilizzato; la lotta per l’egemonia vede in campo il vincitore della Guerra fredda, gli Usa, e un nuovo protagonista, la Cina, che da “fabbrica del mondo” si è rapidamente trasformata in una grande potenza finanziaria, economica e tecnologica che estende la sua area di influenza sull’Asia, l’Africa, sulla stessa Europa (la Nuova Via della Seta è il filo rosso di questo disegno egemonico basato su di un ampio programma di infrastrutture e di reti di comunicazione in grado di interconnettere anche fisicamente la parte più importante della società globalizzata).

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“Lo dico ad agenti di polizia e militari: se ci sono problemi e c’è la possibilità di resistenza, o se le vostre vite sono in pericolo, sparate loro e uccideteli. Ci siamo capiti? Morti. Pur di non causare problemi, vi seppellisco io stesso”. Con queste parole il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha istruito le forze di sicurezza del Paese al contrasto dei dissidenti della quarantena, coloro che violeranno le misure restrittive imposte dal governo. Leggi il resto di questo articolo »

Se c’è qualcosa che assomiglia al coronavirus per come ce lo hanno descritto i virologi è proprio il populismo. Il nostro corpo pensa che il Covid-19 sia una sostanza amica, lo accoglie e poi si infetta. Leggi il resto di questo articolo »

Tra i motivi di preoccupazione non c’è soltanto l’epidemia ma anche il populismo che si manifesta in almeno quattro forme e attacca la democrazia liberale

 

I virus oggi in giro per il mondo sono due. Per uno, il Covid-19, speriamo che prima o poi una cura e un vaccino si trovino (e chissà se quel giorno i «no vax» si scuseranno). L’altro è un pericolo per le nostre democrazie. Leggi il resto di questo articolo »

Prima i russi. L’ukase del Cremlino e la straordinaria inadeguatezza di Giuseppe Conte

La tenue e insignificante risposta del governo italiano, ma non di Palazzo Chigi, alle minacce di Mosca al giornalista della Stampa mostrano che quando sarà tutto finito il premier dovrà togliere il disturbo

Quando tutto sarà finito – a maggio, a giugno, a settembre o il prossimo anno – Giuseppe Conte dovrà togliere il disturbo. Di nuovo, non entriamo nella questione della risposta alla pandemia o della palese incapacità di indicare una strategia sanitaria nazionale né nell’aver delegato a oscuri funzionari la comunicazione pubblica e neppure nella mancanza di un progetto per la ripartenza e nemmeno per essersi incartato con gli alleati europei pretendendo miliardi su miliardi a fondo perduto, e senza condizioni, come se l’Italia avesse vinto al totocalcio invece che essere stata travolta dalla più grande crisi della sua storia repubblicana. Leggi il resto di questo articolo »

(Traduzione dall’inglese)

La Cina e la Russia stanno inviando aiuti medici in Italia e in altri paesi colpiti dal coronavirus, ma i loro motivi non sono così altruistici.

Le catastrofi umanitarie di solito forniscono brevi ritocchi alla cooperazione globale. Le vite umane assumono un ruolo da protagonista raro, e talvolta persino avversari geopolitici si aiutano a vicenda. Dopo i devastanti terremoti che hanno colpito l’Iran nel 2003 e nel 2012, anche gli Stati Uniti hanno chiesto aiuto. Ma durante la pandemia di coronavirus, i due più energici samaritani – Russia e Cina – stanno usando la loro apparente assistenza per guadagni geopolitici. Leggi il resto di questo articolo »

L’esercito per le strade, per favore no

In Sicilia l’esercito è già arrivato. A Milano sta per arrivare. Altre Regioni lo chiedono e il governatore della Campania De Luca non ha timore a dire che “bisogna militarizzare tutto”. Non si riferiscono al supporto da dare ai medici e agli operatori sanitari nel gestire l’emergenza, né all’assistenza alle persone anziane o malate, o all’aiuto da dare, e che finora non è stato dato, a coloro che sono senza fissa dimora, italiani e soprattutto migranti, oggi i più esposti di tutti. No. Si riferiscono ai controlli, ai divieti, alle multe. Leggi il resto di questo articolo »

Intervista a Donatella Di Cesare

Per continuare a riflettere su quanto si sta verificando nel nostro Paese, e non solo, da quando si è iniziata a diffondere l’epidemia di SARS-CoV-2 abbiamo intervistato Donatella Di Cesare, docente di filosofia teoretica all’Università La Sapienza di Roma e autrice di diversi saggi e scritti che hanno come affrontano il tema della logica immunitaria come protezione da ogni “minaccia esterna” (tra gli altri segnaliamo Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione, 2017 e Terrore e modernità, 2017). Leggi il resto di questo articolo »

A dettare i nostri comportamenti è un Comitato scientifico le cui direttive sono certificate e legittimate dal governo. Di colpo, i gesti della nostra quotidianità (soffiarsi il naso, salutare con una stretta di mano), la nostra esistenza biologica (la vecchiaia) e la nostra socialità (musei e bocciofile, teatri e palestre) sono diventati oggetto di provvedimenti specifici che li sottraggono alla loro tradizionale sfera privata per scaraventali nello spazio pubblico. Leggi il resto di questo articolo »

Illustri opinionisti, giornalisti di grido e utenti facebook. Tutti a chiedere la stessa cosa: addio democrazia, benvenuta dittatura!

 

Per Antonio Polito del Corriere della sera «da molto tempo viviamo di soli diritti», e ora quindi sarebbe arrivato il momento di soli doveri? Per Massimo Giannini di Repubblica, così come detto dal presidente del Consiglio, siamo giunti “all’ora più buia”. Citazione di Winston Churchill che però parlava della seconda guerra mondiale, più esattamente della resistenza dell’Inghilterra all’invasione nazista, e non certo di una pandemia per quanto grave. Leggi il resto di questo articolo »

C’è un diritto per il tempo di pace, e c’è un diritto per i tempi di guerra. Non siamo in guerra (o invece sì?), però intanto le nostre leggi indossano l’elmetto. Da quando sono stati accertati i primi due casi di contagio (30 gennaio), sull’Italia cade una grandinata di provvedimenti normativi, sempre più severi, sempre più stringenti. Di conseguenza s’offuscano le libertà costituzionali, cambia la catena di comando. E il coronavirus infetta l’ordinamento giuridico italiano, oltre agli italiani in carne e ossa. Leggi il resto di questo articolo »

Mascherine, quarantene, termoscanner negli aeroporti: l’epidemia del coronavirus ci mette davanti a quello che i filosofi della biopolitica dicono già da qualche anno. Il modello che si è imposto nella modernità occidentale è questo: non toccarmi, non contaminarmi, stai fuori… Crescono barriere, si alzano muri. Noi siamo i cittadini, gli altri no... Leggi il resto di questo articolo »

Da oggi in libreria per Chiarelettere l’ultimo libro di Tomaso Montanari, “Dalla parte del torto“. Ne pubblichiamo uno stralcio.

Abbiamo molte cose per cui vale la pena di combattere: una democrazia vera, un parlamento vero e la partecipazione di tutti alla vita democratica. Un conflitto vero, per una vera giustizia sociale. Una società umana, un’idea forte di collettività. Una ricostruzione dello Stato: di uno Stato giusto, capace di affermare e difendere l’interesse generale. Leggi il resto di questo articolo »

Quando, nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca, Trump affermava che non era lui a parlare, ma il popolo americano, esprimeva qualcosa che andava ben oltre una vittoria elettorale. Quello che nelle sue parole si compiva era il percorso aperto qualche decennio prima da Perón, allorché sosteneva di incarnare nella propria persona il popolo argentino. Non diversamente Chávez aveva dichiarato di non essere un individuo, ma l’intero popolo venezuelano. Leggi il resto di questo articolo »

Questo testo è tratto dal libro Con la costituzione nel cuore ( ed. Gruppo Abele 2018) di Carlo Smuraglia e Francesco Campobello. Carlo Smuraglia (nato nel 1923, politico e docente) è stato un partigiano del Gruppo di Combattimento “Cremona” del nuovo esercito italiano nato dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Dal 2011 al 2017 è stato presidente dell’ANPI. Leggi il resto di questo articolo »

Norberto Bobbio 1909 -2004

Norberto Bobbio, filosofo e giurista, scrisse questo testo nel 1955 in occasione delle celebrazioni della Resistenza. Ora si trova nel libro Eravamo ridiventati uomini“, Einaudi  2015, ed è ancora fortemente attuale.

Non amo le commemorazioni, perché difficilmente ci si può sottrarre alla tentazione della retorica, della effusione sentimentale, della mozione degli affetti. E non amo in particolare le commemorazioni della Resistenza perché si commemorano volentieri cose lontane e morte, e invece la Resistenza è vicina e ben viva. La Resistenza non è finita.

Noi viviamo in una situazione che è la conseguenza della Resistenza e anche coloro che la denigrano o la ignorano non possono fare a meno, in quanto vivono e operano in questa situazione, di accettarne i risultati. [...]

Per capire la Resistenza, direi che bisogna prima di tutto sgombrar la nostra mente da un equivoco: che da essa dovesse nascere, tutto d’un pezzo, il nuovo Stato italiano. A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà.

E siccome l’inizio di questo corso sulla libertà è stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata. Leggi il resto di questo articolo »

«Il popolo americano è diviso da una guerra culturale. In più, alcune parti delle sue élite hanno un interesse materiale a creare caos. […] Anche se ufficialmente erano una democrazia basata sulle regole, gli Stati Uniti erano diventati, dopo decenni di economia liberista, un contesto privo di regole per chiunque disponesse di potere tecnologico o finanziario». Paul Mason

«C’è un nuovo totalitarismo all’orizzonte, non imposto da dittatori pazzi, ma prodotto da un adattamento volontario alle nuove dimensioni sociali del potere». Jonathan Friedman

Michel FoucaultSorvegliare e punire, nascita della prigione, Einaudi, Torino 1976

Shoshana ZuboffIl capitalismo della sorveglianza, il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri, LUISS, Roma 2019 Leggi il resto di questo articolo »

Una democrazia a rischio. Subordinata alla tecnologia. Sottoposta a perenne sorveglianza. E soprattutto a una sorta di libertà vigilata.

Il libro Democrazia e potere dei dati di Antonello Soro, Garante della Privacy, è un vero e proprio atto di accusa. Non tanto contro il web, ma contro i “signori” del web. Quelli che, come ha dimostrato per l’ennesima volta il recente scandalo Cambridge Analytica, hanno trasformato gli utenti di Internet in una miniera per fare soldi e per orientare persino le elezioni. Leggi il resto di questo articolo »

Il neoliberismo sfrenato ha finito per minare le basi stesse della democrazia liberale. Che oggi può essere salvata solo ripartendo dalla difesa del lavoro e dal pensiero ambientalista

Perché la democrazia liberale è in crisi? E come si può salvare? Su queste domande si è aperta, nel mondo occidentale, una discussione che può cambiare radicalmente l’agenda politica, orientandola verso la lotta alle disuguaglianze e le politiche ambientali. Leggi il resto di questo articolo »

L’eguaglianza è il principio su cui si fonda l’Occidente. Ma se questo concetto è messo in discussione che cosa resta della nostra identità? Una riflessione a partire dal nuovo saggio di Aldo Schiavone

Di quanta eguaglianza ha bisogno una democrazia per mantenere le sue promesse? Una misura non c’è, salvo quella inventata dal buonsenso pratico degli antichi, secondo cui la dimensione ideale della città democratica doveva consentire ad ogni cittadino da muoversi da casa non prima dell’alba, per partecipare all’assemblea, e di poter ritornare dalla sua famiglia non dopo il tramonto. Leggi il resto di questo articolo »

Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori, nel 2018 quattro italiani su dieci non hanno letto neanche un libro; e di quella parte della popolazione che legge, invece, il 41% non arriva comunque a tre libri letti in un anno. Il dato è drammatico ed è dovuto a un insieme di concause di diversa natura. È evidente che, in una situazione del genere, per molti la lettura resti un’esperienza collegata per lo più al periodo scolastico. Leggi il resto di questo articolo »

Stiamo vivendo una stagione di grandi proteste. Da Beirut a Parigi e da Santiago a Hong Kong, milioni di persone sono scese in piazza a manifestare. Si potrebbe quasi essere indotti a credere che tutti questi movimenti di protesta siano mossi dagli stessi motivi e che puntino agli stessi obiettivi. Leggi il resto di questo articolo »

Quello che sta succedendo all’informazione è molto strano: non è mai stata considerata così importante e al tempo stesso non è mai stata tanto disdegnata. Sospinta dalla rivoluzione digitale, l’informazione sarà sicuramente il principale motore del cambiamento nell’economia, nella politica e nella scienza del XXI secolo. Ma come abbiamo visto, sarà anche una pericolosa fonte di confusione, frammentazione sociale e conflitto. Leggi il resto di questo articolo »

Il sonno della ragione genera mostri, scriveva Goya (1746- 1828) sotto una bellissima acquaforte in cui si vede un uomo appoggiato a un tavolo con la testa nascosta fra le braccia e dietro di lui si sollevano uccellacci scuri dalle ali minacciosamente aperte e dietro ancora, contro un cielo plumbeo, una torma di pipistrelli giganti planano sinistri e intimidatori. Leggi il resto di questo articolo »

“Era una legge che aspettavamo da 40 anni” ha dichiarato il trentenne capopolitico del Movimento 5 Stelle e ministro degli Esteri, esultando per il voto appena ottenuto da tutto (quasi tutto) il Parlamento. Sto parlando della mutilazione che il Parlamento ha inflitto a se stesso tagliando un bel numero di deputati e senatori e fingendo di farlo spontaneamente e per amor di patria. Leggi il resto di questo articolo »

Oggi, con il taglio dei parlamentari, siamo davanti a una riforma che sceglie la popolarità e mette in secondo piano la responsabilità

Una riforma che è molto popolare è per forza di cose anche automaticamente giusta? In tempi di crisi della rappresentanza, con gli elettori che si sentono delusi e lontani dalle istituzioni e si rifugiano nell’astensione, incrociare il sentimento prevalente nei cittadini è più che mai indispensabile per i partiti. Leggi il resto di questo articolo »

Il taglio dei parlamentari corrisponde al crollo dei votanti e degli iscritti ai partiti. con l’effetto di dare più potere all’élite

Si potrebbe evocare la solitudine dei numeri esigui. Meno votanti alle elezioni. Meno tesserati ai partiti. Meno manifestanti in piazza. E ora meno deputati e senatori in Parlamento. Un costante segno meno accompagna ormai l’evoluzione della nostra democrazia, consegnandoci a un destino di malinconica contrazione di tutti i suoi numeri. Leggi il resto di questo articolo »

Le vie del populismo non sono infinite, ma certo molteplici e variegate, al punto che talvolta fatichiamo a riconoscerle. Prendiamo ad esempio il movimento politico e d’opinione che si è creato su scala globale intorno alla giovane attivista svedese Greta Thunberg. La causa perorata da quest’ultima è certamente nobile e grandiosa: la salvaguardia del pianeta contro il rischio – dato come imminente – della sua distruzione causata dai cambiamenti climatici. Leggi il resto di questo articolo »

C’è chi propone di superare la rappresentanza politica ma la democrazia diretta è solo un’illusione. Soprattutto se si pretende di fondarla su internet e i social network.

Ci sarà un motivo se proprio i populisti, che tanti accusano di indebolire la democrazia, si presentano agli elettori promettendo invece una democrazia più forte, una democrazia «diretta», l’entrata dei cittadini nelle dinamiche decisionali senza più alcuna delega ai rappresentanti parlamentari. Ci sarà un motivo se Frauke Petry l’ha indicata tra le priorità di Alternative für Deutschland, se il Partito per l’indipendenza del Regno Unito (Ukip) si è affidato a un referendum per ottenere la Brexit, se Geert Wilders ha inserito al terzo punto del suo programma l’introduzione di consultazioni popolari vincolanti, se in Italia, per venire a noi, è stato istituito per la prima volta nella storia un ministero alla Democrazia diretta e Beppe Grillo e Davide Casaleggio parlano addirittura di un progressivo superamento della funzione del Parlamento. Leggi il resto di questo articolo »

Care Amiche ed Amici,

i due passaggi parlamentari in cui si è sancita la caduta di Salvini, minoranza nel Parlamento e nel Paese, e si è formato il nuovo governo di salute pubblica, sono stati contraddistinti da una straordinaria passionalità e inusitata violenza. I giovani dicono che mai avevano visto una cosa simile al Senato e alla Camera, i vecchi invece l’avevano vista nei primi anni della Repubblica quando De Gasperi e Truman, elargitore del piano Marshall per rimettere in piedi l’Italia, espulsero i comunisti dal governo e cominciò il grande scontro che aveva per posta una scelta di campo (tra Est e Ovest) e di sistema (tra capitalismo e comunismo). Leggi il resto di questo articolo »

Facebook ha (finalmente) preso atto che Casa Pound e Forza Nuova rientrano in una categoria espressamente bandita dalle regole che ogni utente sottoscrive: “Qualsiasi associazione di almeno tre persone organizzata con un nome, un segno o simbolo e che porta avanti un’ideologia, dichiarazioni o azioni fisiche contro individui in base a caratteristiche come la razza, il credo religioso, la nazionalità, l’etnia, il genere, il sesso, l’orientamento sessuale, malattie gravi o disabilità”. Leggi il resto di questo articolo »

Norma Rangeri, giorni addietro, nel suo fondo dal titolo “Baciare il rospo“, concludeva l’articolo con queste precise parole: «… Però una cosa deve prevalere, la decisione di non consegnare il paese ai fascio-leghisti». Comincio da questo pensiero conciso che rivela una sacrosanta angoscia per l’emergenza democratica che stiamo vivendo, perché lo condivido e perché, allo stato delle cose, non ha alcuna alternativa realistica. Leggi il resto di questo articolo »

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