Articoli marcati con tag ‘linguaggio’

Intervento del professor Ivano Dionigi tenuto a “Saperi pubblici”, l’iniziativa del 1 e 2 ottobre 2018  in piazza Verdi a Bologna.

Viviamo in un’epoca di paradossi: a fronte della globalizzazione e del suo profeta, Internet, reagiamo con un apparato di veti, blocchi, muri di cemento e di pregiudizi; a fronte della moltiplicazione dei problemi economici, sociali e morali operiamo una riduzione e un impoverimento delle parole; a fronte del maximum dei mezzi di comunicazione sperimentiamo il minimum di comprensione, come se le parole subissero una sciagurata autonomia rispetto alle cose. Leggi il resto di questo articolo »

«Chiederò al Parlamento di abolire la parola razza dalla nostra Costituzione»: è questa la promessa che François Hollande, candidato alla Presidenza francese, ha solennemente assunto in campagna elettorale. Di per sé non è una grande novità, se è vero che già negli anni Cinquanta del secolo scorso, Claude Lévi-Strauss propose all’Unesco di sostituire «razza» con etnia o cultura (Razza e storia. Razza e cultura, Einaudi). La dichiarazione del candidato socialista all’Eliseo è tuttavia sintomatica del fatto che il razzismo, in questo primo scorcio di millennio, è tornato prepotentemente alla ribalta in tutta Europa. Le stragi di Oslo e Utoya in Norvegia; gli omicidi di Firenze; il recente eccidio di Tolosa e uno sciame di episodi più o meno violenti, testimoniano l’intensificarsi di quella che si potrebbe definire «razzializzazione» delle differenze culturali.  Leggi il resto di questo articolo »

Chi aprisse in questi giorni la pagina web del Commissario ai diritti umani del Consiglio d’Europa, sarebbe subito colpito dal primo grande titolo, che dice: «L’Italia deve proteggere meglio i diritti dei rom e dei migranti». Esso è accompagnato da una fotografia, che riproduce un manifesto, divenuto ben noto, largamente affisso sui muri di Milano durante la recente campagna elettorale per l’elezione del sindaco. Vi si legge: «Milano Zingaropoli con Pisapia» e nel testo si stigmatizza anche il progetto di costruzione di una moschea. Dunque l’Italia, la cui immagine già per altro verso non brilla ora in Europa, è nuovamente e negativamente esposta all’attenzione. E’ possibile che in Italia a pochi interessi cosa dice il Consiglio d’Europa e che le questioni legate ai diritti fondamentali siano da molti trattate con sufficienza e fastidio. Ma così non è nell’Europa di cui l’Italia è parte. E tout se tient quanto ad immagine e a opinione che gli altri hanno della sua credibilità e affidabilità.

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In tempi di transizione la parole tendono a separarsi dal loro senso consueto. A cambiare, come le cose, destinazione d’uso. A disseccarsi e ad uscire fuori corso. O a svuotarsi e diventare involucri vuoti buoni a tutti gli impieghi. O ancora a rovesciarsi, e ad assumere un significato opposto a quello originario.

Marco Revelli, storico     su  Carta  8/2010

 

Vedi:  Le parole rubate alla democrazia

Il dialogo contro la barbarie


Le considerazioni che seguono sono sotto il segno di un celebre motto di Friedrich Schiller: «La lingua poeta e pensa per te». Nella lingua del nostro tempo, si nota la presenza sovrabbondante di un lessico che non sarà certo quello di Schiller ma è forse piuttosto quello di Berlusconi, dei suoi e dei loro mezzi di comunicazione che si esprimono come lui. E noi abbiamo cominciato a parlare come loro.

Ciò può essere interpretato come un’intrusione nel nostro modo d’essere e di comunicare, oppure come un’emersione, che non crea nulla, ma solo dà voce. In questo secondo caso, la radice sarebbe più profonda, la malattia più pervasiva. In ogni caso, l’uniformità della lingua, l’assenza di parole nuove, l’ossessiva concentrazione su parole vecchie e la continua ripetizione, sintomi di decadenza senile, è tale certo da produrre noia, distacco, ironia e pena ma – molto più grave – è il segno di una malattia degenerativa della vita pubblica che si esprime, come sempre in questi casi, in un linguaggio kitsch, forse proprio per questo largamente diffuso e bene accolto. Leggi il resto di questo articolo »

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