Articoli marcati con tag ‘fake news’

Il progetto di regime sanitario per condurre verso la dittatura digitale e una società del controllo non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. Il progetto di una “nuova normalità” all’interno di futuri “stati terapeutici” non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. E in questi progetti il ruolo dei media per propagandare il pensiero unico sul virus e la conseguente paura permanente è fondamentale.  Ma c’è (e ci deve essere) “chi resiste” e non si adegua! (GLR)

 

Bollettino Covid: quella frase illogica che agli italiani non è sfuggita

Nell’ultimo bollettino Covid c’è un riferimento a una strana indicazione del Ministero della Sanità. Da quanto tempo è in vigore? Leggi il resto di questo articolo »

Il progetto di regime sanitario per condurre verso la dittatura digitale e una società del controllo non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. Il progetto di una “nuova normalità” all’interno di futuri “stati terapeutici” non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. E in questi progetti il ruolo dei media per propagandare il pensiero unico sul virus e la conseguente paura permanente è fondamentale.  Ma c’è (e ci deve essere) “chi resiste” e non si adegua! (GLR)

 

Briatore ricoverato per prostatite e le altre fake news dei media delle ultime settimane

Dopo una giornata di insinuazioni, articoli pubblicati sui maggiori media italiani e poi ripresi a cascata da tutti gli altri – fino al New York Times –, insulti e dibattiti, si scopre che Flavio Briatore è ricoverato al San Raffaele per una prostatite. Leggi il resto di questo articolo »

Il progetto di regime sanitario per condurre verso la dittatura digitale e una società del controllo non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. Il progetto di una “nuova normalità” all’interno di futuri “stati terapeutici” non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. E in questi progetti il ruolo dei media per propagandare il pensiero unico sul virus e la conseguente paura permanente è fondamentale.  Ma c’è (e ci deve essere) “chi resiste” e non si adegua! (GLR)

 

Chiamano il medico spagnolo sbagliato che smonta tutto in diretta tv.

Un medico spagnolo ha svelato, in diretta tv, la reale situazione della Spagna: “I pazienti che tutti vogliono vedere noi non li abbiamo visti, almeno non come in primavera”. Leggi il resto di questo articolo »

Da anni ormai, giornali e TV parlano tutti la stessa lingua neoliberista, espongono le medesime nozioni infondate e ripropongono le identiche cure, già viste fallire, per i mali di cui lo stesso sistema è causa. Più di recente sono divenuti intolleranti verso opinioni critiche e alternative, che crescono numerose nel web. La consapevolezza delle collettività è intollerabile per il sistema costruito su nozioni infondate. Leggi il resto di questo articolo »

 

 

IL COVID È UN ALIBI: STANNO COSTRUENDO UN REGIME SOTTO I NOSTRI OCCHI Leggi il resto di questo articolo »

 

 

“QUESTO È IL DRAMMA: IL GOVERNO CI TOGLIE LIBERTÀ ANCHE SENZA RILEVANZE SCIENTIFICHE”. Leggi il resto di questo articolo »

Fake news: approvata alla Camera la Commissione d’inchiesta

Approvata alla Camera la Commissione d’inchiesta contro le fake news. Composta da 20 deputati e senatori, la Commissione avrà 18 mesi di tempo per inquadrare il fenomeno della disinformazione e dell’odio on line e proporre nuove leggi. Leggi il resto di questo articolo »

Non ancora una dottrina, semmai un mix fra improvvisazione e attrazione per i regimi autoritari, Cina in testa. Con i Governi Conte, l’Italia si sta allontanando dai pilastri di 70 anni di politica estera. E ora arriva la prova del 5G.

 

I due Governi Conte, sia quello della versione “Conte-Avvocato del Popolo” che quello della versione “Conte-Riferimento di tutti i Progressisti” hanno progressivamente allontanato l’Italia dai suoi tradizionali ancoraggi in Europa e oltre oceano, trasformando il nostro paese in uno degli “anelli deboli” dell’Occidente: uno strano laboratorio nel quale populisti e sovranisti l’hanno reso sempre più “contendibile”, sempre meno “occidentale” e pronto a prestare il fianco alle autocrazie russa e cinese. Leggi il resto di questo articolo »

Una chiusura solo parziale delle industrie fa nascere la protesta di Fiom, Fini e Uilm. Ma guai se si critica Conte, si è accusati di essere sciacalli da divano. Intanto per controllarci arrivano anche i droni.

Già in queste ore in diverse fabbriche, del Nord e del Sud i lavoratori stanno protestando e per domani i metalmeccanici, con tutte e tre le più importanti sigle sindacali, Flom Firn e Uilm, hanno deciso 8 ore di sciopero in Lombardia. Per loro, nonostante le restrizioni, si deve continuare ad andare a lavorare. E a rischiare. Leggi il resto di questo articolo »

Oltre a essere una delle cosiddette passioni tristi, la paura è un’emozione istintiva molto importante per la sopravvivenza: è infatti ciò che ci spinge a metterci in salvo dai pericoli. Eppure, se questo discorso era fondamentale per l’uomo dell’antichità – che viveva a stretto contatto con la natura ed era costantemente esposto ai pericoli dell’ambiente che lo circondava – oggi si rivela sempre più essere un fattore di stress che impatta anche negativamente nella nostra salute mentale e fisica. Leggi il resto di questo articolo »

Il virus “Corona” sta perdendo potenza. Non so se potenza biologica, sicuramente potenza mediatica. In Italia, al momento, si contano circa 400 casi di possibile infezione, ma ora le autorità dicono che forse sono meno. Comunque sono un numero tra le tre e le cinquemila volte più piccoli di quelli che servono per conteggiare i casi di influenza. Leggi il resto di questo articolo »

Nel 2010 la Rete fu candidata al Nobel per la Pace. A fine decennio siamo passati dall’utopia della libertà digitale a scandali e fake news . E c’è chi pensa che il punto di svolta è stato l’arrivo dei “mi piace”.

La mattina del 31 gennaio 2010 ero ad Oslo. L’elegante sede dell’istituto che ogni anno assegna il Nobel per la Pace era spolverata da una neve leggera. Avevo con me i documenti necessari per proporre una candidatura clamorosa e avevo scelto l’ultimo giorno utile per farlo: nel mio zaino c’erano duecento firme di parlamentari italiani che avevo raccolto personalmente; l’appoggio di una personalità che quel riconoscimento lo aveva già vinto, l’attivista iraniana Shirin Ebadi che dal primo giorno, con Giorgio Armani e Umberto Veronesi, sosteneva la candidatura; e un breve documento che spiegava perché avevo deciso di proporre Internet per il premio Nobel per la pace. Leggi il resto di questo articolo »

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