Articoli marcati con tag ‘di maio’

La situazione era già parecchio grottesca: una crisi di governo innescata da un uomo che voleva “pieni poteri”, ma che alla fine è stato fregato da quello che sembrava un innocuo alleato. Ma nel mare di dichiarazioni, smentite, totonomi, e saltimbanco alla Paragone capace di farsi anche richiamare all’ordine da Vasco Rossi, la politica italiana ha deciso di toccare un nuovo, profondo, fondo. Leggi il resto di questo articolo »

Sulla questione del numero dei parlamentari rischia di giocarsi la possibilità di formare un governo, addirittura la prosecuzione di una legislatura, gracile e malandata, ma ancora nella sua prima infanzia. Ed è, oltre che un rischio, un paradosso: perché le categorie non sono riducibili a quelle di un “sì” o di un “no”, ad un semplice taglio lineare che non affronta nessuna delle questioni vere del tema. Leggi il resto di questo articolo »

Questi quattordici mesi di governo gialloverde ci hanno consegnato una certezza: gli italiani sono innamorati di Giuseppe Conte. Sulla scorta di una proverbiale isteria di massa, il premier uscente è stato eletto dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica come salvatore della patria, trovandosi a ricoprire il ruolo di protagonista indiscusso di questo agosto monopolizzato dalla politica. Leggi il resto di questo articolo »

Alla fine la spina del governo potrebbe averla staccata Matteo Salvini. Il Jep Gambardella della politica non voleva solo partecipare ai governi, voleva avere il potere di farli fallire. Ieri è stata una giornata di frenetiche riunioni, un viavai agitato tra Palazzo Chigi e il Quirinale. Tutti, però, conoscevano l’esito finale, ufficializzato alle 19:53 da una nota della Lega in cui si legge: “Non c’è più una maggioranza”. Consapevole di viaggiare a vele spiegate verso il 40% dei consensi, Salvini è pronto al voto di ottobre – approvazione di Mattarella permettendo – e a porre fine a quello che verrà ricordato come uno dei peggiori governi della storia repubblicana. In attesa del prossimo. Leggi il resto di questo articolo »

Potrebbe apparire quanto meno una forzatura definire Matteo Salvini il mandante morale della lapidazione subita da un bangladese,sul lungomare di Napoli, a opera di una babygang. Invece è solo un’imprecisione. Perché insieme a Salvini, ai suoi spin doctor, a chi si nutre delle sue briciole razziste per piccolo tornaconto personale, i mandanti sono tantissimi. Leggi il resto di questo articolo »

“Tra i nostri ci sono ministri inadeguati, manca collegialità e comunicazione è da rivedere”

Il testo è stato consegnato in busta chiusa al capo politico in queste ore e tramite il capogruppo Patuanelli. L’assemblea ha votato a maggioranza su ogni singolo punto. All’interno, spiegano a ilfattoquotidiano.it, si passano in rassegna tutte le criticità emerse nell’ultimo anno, dalle difficoltà a comunicare con gli esponenti dell’esecutivo agli atti che arrivano in Aula blindati senza possibilità di discussione. Viene chiesto anche di rivedere il rapporto con i media, di ridiscutere il ruolo del capo politico e la poca trasparenza delle nomine pubbliche. Leggi il resto di questo articolo »

Venerdì Il Fatto ha pubblicato numerose lettere arrivate in redazione dopo l’annuncio del Sì al Tav da parte del premier Conte, accompagnato dagli interventi di Tomaso Montanari e Stefano Feltri sul tema delle responsabilità dei Cinque Stelle in questa fase storica. Il dibattito continua: ecco cosa ci scrive un lettore e cosa risponde Montanari. Leggi il resto di questo articolo »

I razzisti sono sempre esistiti. Ma adesso diventano tanti a causa delle parole d’ordine che ci somministra la politica.

Siamo in guerra, anche se il capo dello Stato non l’ha mai dichiarata, come vorrebbe la Costituzione. Navi da guerra presidiano i nostri mari, per respingere l’assalto dei migranti. Con il rinforzo d’aerei militari, motovedette, radar, in virtù dell’intesa stipulata dai ministri Trenta e Salvini. Sorgerà un muro fra l’Italia e la Slovenia, stando all’idea di Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli. Leggi il resto di questo articolo »

No al Pd, sì a Bossi e Bannon: ecco le vere radici del Movimento 5 Stelle. Casaleggio senior ispirò la campagna pro-Brexit e per M5S dettò la linea: mai con i dem. Dopo le accuse e gli arresti al Campidoglio, un libro svela le origini reali del Movimento e la rete sovranista che l’avvolge.

Ce lo vedete il braccio destro di Bannon a lezione da Casaleggio? I pezzi grossi pro-Brexit che volano a Milano per prendere ispirazione in via Morone 6? Grillo che parla di sovranismo nel 2013? Di Maio che dialoga con Savona già nel 2016? Eppure è accaduto. Granelli che spiegano come il Movimento Cinque Stelle che governa con la Lega sia l’esecuzione di una spinta che viene da lontano. Leggi il resto di questo articolo »

Da Berlusconi a Salvini-Di Maio. Un libro-intervista di padre Bartolomeo Sorge

Il germe del nuovo populismo italiano ha radici che per molti sarebbero insospettabili. Bartolomeo Sorge le fa risalire a Silvio Berlusconi: «È stato quattro volte al governo come presidente del consiglio. Si può ben dire che sia stato lui a introdurre il populismo nell’Italia repubblicana». Riecco dunque il gesuita che insieme a Ennio Pintacuda schierò i cattolici siciliani al fianco della Primavera di Palermo e di Leoluca Orlando. Leggi il resto di questo articolo »

Multe da 3.500 a 5.500 euro a chi “nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni Internazionali”. Dunque i comportamenti che Salvini attribuisce alle navi umanitarie.

Dal decreto Sicurezza bis che il ministro degli Interni intende fare approvare nel prossimo CdM

Abituato da una vita a maneggiare le frattaglie della politica politicante, l’autore di questa rubrica ammette, negli ultimi tempi, di essersi troppo spesso nascosto dietro lo scudo del facile sarcasmo per evitare di fare i conti con l’insensata (o sensata) ferocia che stringe la gola del nostro Paese. Leggi il resto di questo articolo »

La lotta elettorale è il luogo dove si mostrano al meglio le culture (e le non culture) politiche e chi le rappresenta. Senza esclusione di colpi, alleati di governo si prendono a male parole, come se fossero nemici per la pelle: non su temi secondari o pratici, ma su fondamenti e principi. Nella speranza che coloro che assistono allo spettacolo, i cittadini potenziali elettori, ignorino che gli antagonisti governano insieme. Leggi il resto di questo articolo »

Nella recita per scopi elettorali messa in scena da Salvini e Di Maio non poteva mancare  il 25 aprile. Di Maio sfilerà con l’Anpi; Salvini si proclama estraneo al derby tra comunisti e fascisti evocato da quella data e andrà a Corleone per combattere la mafia. Leggi il resto di questo articolo »

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