Articoli marcati con tag ‘colpo di stato’

Non una riforma ma una revisione. Il colpetto di stato incostituzionale

Finalmente leggo di un costituzionalista, giudice costituzionale emerito, Paolo Maddalena, che concorre con l’opinione che sostengo ormai da tempo (forse altri hanno espresso il medesimo concetto, mi scuso della mancata citazione dovuta alla mia ignoranza): quella che Renzi e sodali stanno completando non è una revisione costituzionale, è una riforma della Costituzione che né questo, né nessun Parlamento hanno il potere legittimo di realizzare. Stiamo assistendo a un abuso di potere da parte del governo e della maggioranza parlamentare. Scrive Paolo Maddalena (Il Fatto Quotidiano, 17 febbraio, 2015: “Bisognerebbe infatti distinguere tra il ‘potere di revisione’ della Costituzione e il ‘potere costituente’. Oggi non siamo in presenza di una semplice revisione, ma vengono intaccati i principi costituzionali con un potere costituente che in realtà non si ha. Ci sarebbe quindi tutta la possibilità di impugnare e prendere posizione contro una riforma tutta sbagliata. La Corte costituzionale ha il potere di abrogare leggi costituzionali se queste sono andate oltre il potere di revisione e hanno invaso il potere costituente”. Leggi il resto di questo articolo »

 LA SENTENZA RUBY. BARBARA SPINELLI RITROVA NELLA PARABOLA DELL’EX CAV. IL DISPREZZO PER L’UMANO CHE FU DEL DIVIN MARCHESE.

La coincidenza delle date è già un segno, ominoso. Il 19 luglio 1992, Paolo Borsellino è trucidato a via D’Amelio, assieme a cinque ragazzi della scorta, per aver osteggiato la trattativa fra Stato e mafia. Ventidue anni dopo, il 18 luglio 2014, Silvio Berlusconi è assolto dai giudici della seconda Corte d’appello di Milano per l’affare Ruby.   La lezione di Borsellino:   ci sono assoluzioni comode.   I giudici hanno le idee chiare: non c’è stata concussione, dunque non è vero che l’ex presidente del Consiglio esercitò pressioni sui funzionari della Questura di Milano, la notte del 27 maggio 2010, per esigere, forte del potere che gli veniva dalla alta carica ricoperta, il rilascio immediato di Ruby, arrestata per ladrocinio. Le telefonate del premier ebbero come conseguenza il precipitoso affidamento di Ruby a Nicole Minetti, che la consegnò poi non ai servizi sociali ma a un’amica prostituta. Leggi il resto di questo articolo »

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