Articoli marcati con tag ‘affarismo’

Anticipiamo un capitolo dal libro “Una breve primavera. I ragazzi sperduti della Resistenza tradita di Pierfranco Pellizzetti, in questi giorni in libreria per Sedizioni.

La storia dell’Italia repubblicana può essere raccontata come una versione in costante aggiornamento del mito di Saturno; la divinità che procreava i figli per poi sbranarli. Ossia l’interminabile sequela di coorti generazionali prosciugate delle loro migliori energie intellettuali e invariabilmente mandate al macero. Si cominciò – come si era detto a proposito di Bruno/Scoglio – con i ragazzi che per due inverni di ferro e di fuoco – tra il 1943 e il 1945 – si illusero (vennero illusi) di essere destinati a canalizzare le esperienze formative e fondative della lotta partigiana nello spirito fecondatore di una classe dirigente rinnovata; profondamente diversa per passione e civismo da quelle che l’avevano preceduta, durante il Ventennio e prima ancora, nell’Italietta dei re sciaboletta, dei notabili e delle burocrazie borboniche di ritorno. Tra “il fascismo come autobiografia di una nazione”, come scrisse Piero Gobetti, e il “quest’Italia non ci piace” di Giovanni Amendola. Leggi il resto di questo articolo »

Un estratto de “L’intransigente”, il nuovo libro di Maurizio Viroli, professore di Teoria politica all’Università di Princeton, in uscita domani per Laterza.

Primo requisito della buona intransigenza è senza dubbio la saggezza politica, intesa come capacità di capire uomini, circostanze e tempi. È un sapere che non si basa su regole certe, ma sull’arte raffinata di interpretare parole, segni, gesti e sulla capacità di cogliere la “verità effettuale dellacosa”, come scrive Machiavelli, che sta dietro ai veli delle menzogne della politica. È la realtà delle motivazioni e delle passioni che spingono individui e popoli ad agire in un modo anziché un altro, a perseguire determinati fini e a disinteressarsi di altri. Se vogliamo disegnare congetture probabili su come agirà questo o quel politico, questo o quel popolo, dobbiamo leggere bene le sue passioni, capire se sono avidi di gloria, o attaccati agli interessi materiali, audaci o cauti, ambiziosi o umili. Solo chi è in grado di intendere la geografia delle passioni può disegnare e mettere in atto strategie politiche vincenti. Leggi il resto di questo articolo »

«Nel capitalismo può ravvisarsi una religione, vale a dire, il capitalismo serve essenzialmente alla soddisfazione delle medesime ansie, sofferenze, inquietudini, cui un tempo davano risposta le cosiddette religioni». Queste fulminanti parole di Walter Benjamin – tratte da un frammento del 1921, pubblicato adesso nei suoi Scritti politici, a cura di M. Palma e G. Pedullà per gli Editori Internazionali Riuniti – esprimono la situazione spirituale del nostro tempo meglio di interi trattati di macroeconomia. Il passaggio decisivo che esso segna, rispetto alle note analisi di Weber sull’etica protestante e lo spirito del capitalismo, è che questo non deriva semplicemente da una religione, ma è esso stesso una forma di religione. Con un solo colpo Benjamin sembra lasciarsi alle spalle sia la classica tesi di Marx che l’econo­mia è sempre politica sia quella, negli stessi anni teorizzata da Carl Schmitt, che la politica è la vera erede moderna della teologia. Leggi il resto di questo articolo »

Calendario eventi
ottobre 2019
L M M G V S D
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031EC
Cerca nel Sito
Newsletter
In carica...In carica...


Feed Articoli