Un cerchio infernale a ciclo continuo: continue emergenze ( pseudo-sanitarie, pseudo-climatiche, economiche, belliche), paura indottaricerca spasmodica e cieca di sicurezzaazione “rassicurante” e addomesticante dell’èlite miliardaria attraverso i suoi manutengoli (OMS, ONU, EU, governicchi ed amministratucoli locali):  leggi QUI.

Per instaurare la sua diabolica “governance” sul mondo e su tutti noi l’aristocrazia finanziario-usuraia ( leggi QUI e QUI), attraverso il suo progetto criminale chiamato Grande Reset e la sua altrettanto criminale Agenda 2030 ( leggi QUI), non ha certo nessuna remora e non bada a spese.

Per cui pseudo-emergenze sanitarie s’intrecciano a pseudo-emergenze climatico-green (con l’ausilio di emergenze belliche ed economiche-energetiche create ad hoc) per supportare la nuova concezione della politica-economia emergenziale perenne per tenerci tesi come una corda di violino, spaventati, ansiosi, sgomenti, intimoriti, super preoccupati quindi facilmente addomesticabili ( come abbiamo visto per la pseudo-pandemia covid: leggi QUI per esempio) spegnendo ogni barlume di senso critico e quindi di opposizione e rivolta.

D’altra parte la strategia dei farabutti dell’aristocrazia finanziaria-usuraia ( portata avanti dai loro manutengoli politici, altrettanto farabutti) è furba, molto furba: presentare, attraverso il mainstream dei media “appecoronati”,  false e criminali urgenze su cose in sè buone e positive: salute, clima, ambiente, facilitazioni digitali per il lavoro e la burocrazia. E il covidiota ” ce casca”.

No, loro non si presentano ( loro intendendo l’interfaccia visibile dell’èlite dei super-miliardari, i manutengoli) con la faccia truce di hitler o stalin o videla o mussolini. No! Loro si presentano come “buoni amministratori” ( nazionali o europei) “santamente preoccupati” per il nostro bene sanitario, climatico, ambientale, lavorativo, burocratico, esistenziale. E il covidiota “ce casca”.

Loro vogliono salvarci dalla CO2, vogliono salvare i nostri polmoni, farci vivere in un futuro paradiso terrestre senza aumento delle temperature; impoverirci, si, con l’imposizione di case e macchine green o chiudendoci in casa con la futura “città di 15 minuti” ma sempre per il nostro bene e per la nostra salute e per il nostro futuro radioso. E il covidiota “ce casca” ( a proposito abbiate la pazienza di leggere gli articoli che trovate QUI nella sezione “Verso la dittatura ecologica-green”).

Super-miliardari e manutengoli asserviti, si, ma buoni; propalatori di balle su vaccini e clima, si, ma per il nostro bene; censuratori di scienziati e ricercatori e giornalisti che scoperchiano le loro balle, si, ma per la nostra sicurezza mentale; distruttori della nostra salute e delle nostre economie personali, si, ma per la nostra futura felicità di nullatenenti ( vedi l’Agenda 2030); cancellatori seriali di Costituzioni, diritti inalienabili, di sovranità degli stati e nostra personale, si, ma per non continuare ad essere liberi senza senso ( il nuovo senso, la “nuova normalità” ce la danno loro: leggi QUI). E il covidiota “ce casca”.

Si, il clima come il nuovo covid ( leggi, ci raccomandiamo, QUI ); si, dobbiamo continuare ad libitum ad avere paura ( leggi QUI); si, dobbiamo continuare a farci ” arintontonire de bugie”, come cantava Manfredi. Ma è per “il nostro bene”. Speriamo che molti di voi ” nun ce caschino”.

Ah, dimenticavamo: tutte le informazioni “alternative” sulla CO2 che trovate in questo articolo di oggi ( più le tante altre sul nostro sito e su altri siti liberi) sono censurate da “chi vuole il nostro bene” e non le sentirete attraverso le televisionone o non le leggerete attraverso i giornaloni del mainstream: ciò non vuol dire che non sono vere, anzi! (GLR)

 

 

 

 

L’AGENDA VERDE A ZERO EMISSIONI DI CARBONIO È IMPOSSIBILE SOTTO TUTTI I PUNTI DI VISTA

Perché i principali governi, le aziende, i think tank e il WEF di Davos promuovono tutti un’agenda globale a zero emissioni di carbonio per eliminare l’uso di petrolio, gas e carbone? Sanno che il passaggio all’energia solare ed eolica è impossibile.

È impossibile perché la domanda di materie prime, dal rame al cobalto, dal litio al cemento e all’acciaio, supera l’offerta globale. È impossibile a causa degli impressionanti costi delle batterie di backup per una rete elettrica “affidabile” alimentata al 100% da fonti rinnovabili.

È impossibile perché provocherebbe il collasso del nostro attuale tenore di vita e un crollo delle nostre scorte alimentari con conseguente genocidio per fame e malattie. Tutto questo per una frode scientifica chiamata riscaldamento globale di origine antropica?

A fare da contraltare alla sfacciata corruzione che circonda il recente obbligo vaccinale da parte di Big Pharma e di importanti funzionari governativi a livello globale, c’è l’insensata spinta da parte soprattutto dei governi dell’UE e degli USA a promuovere un’agenda verde i cui costi e benefici sono stati raramente esaminati in modo trasparente.

C’è una buona ragione per questo. Ha a che fare con una sinistra agenda volta a distruggere le economie industriali e a ridurre di miliardi di persone la popolazione globale.

L’obiettivo dichiarato di zero emissioni di carbonio a livello globale entro il 2050, la cosiddetta Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dovrebbe presumibilmente prevenire, secondo Al Gore e altri, un irreversibile innalzamento del livello del mare (“gli oceani in ebollizione”), lo scioglimento degli iceberg, una catastrofe globale e anche peggio.

Nel 2021, in uno dei suoi primi atti in carica, Joe Biden aveva annunciato che l’economia statunitense sarebbe diventata a zero emissioni di carbonio nette entro il 2050 nei trasporti, nell’elettricità e nella produzione. L’Unione Europea, sotto la guida della notoriamente corrotta Ursula von der Leyen, ha annunciato obiettivi simili nel suo Fit for 55 e in innumerevoli altri programmi dell’Agenda Verde.

L’agroalimentare e tutti gli aspetti dell’agricoltura moderna vengono presi di mira con la falsa accusa di provocare danni al clima tramite i gas serra. Il petrolio, il gas naturale, il carbone e persino l’energia nucleare priva di CO2 vengono progressivamente eliminati.

Per la prima volta nella storia moderna, stiamo passando da un’economia più efficiente dal punto di vista energetico ad un’economia drammaticamente meno efficiente dal punto di vista energetico.

Nessuno a Washington, Berlino o Bruxelles parla delle risorse naturali realmente necessarie per alimentare questa frode, né tanto meno dei costi.


Energia verde pulita?

Uno degli aspetti più rimarchevoli del fraudolento clamore globale per la cosiddetta energia verde “pulita e rinnovabile” – solare ed eolica – è, in realtà, quanto sia non rinnovabile e sporca dal punto di vista ambientale.

Quasi nessuna attenzione viene prestata agli sbalorditivi costi ambientali che comporta la produzione di mastodontiche torri eoliche o di pannelli solari o di batterie agli ioni di litio per i veicoli elettrici. Questa grave omissione è deliberata.

I pannelli solari e i giganteschi impianti eolici richiedono enormi quantità di materie prime. Una valutazione ingegneristica comparativa standard tra il solare e l’eolico “rinnovabili” e l’attuale produzione di elettricità da nucleare, gas o carbone dovrebbe partire confrontando le materie prime utilizzate, come cemento, acciaio, alluminio e rame, necessarie alla produzione di un TeraWattora (TWh) di elettricità.

L’eolico consuma 5.931 tonnellate di materiali sfusi per TWh e l’energia solare 2.441 tonnellate, cifre assai superiori a quelle di carbone, gas o nucleare. La costruzione di una singola turbina eolica richiede 900 tonnellate di acciaio, 2.500 tonnellate di cemento e 45 tonnellate di plastica non riciclabile. I parchi solari richiedono ancora più cemento, acciaio e vetro, per non parlare degli altri metalli. Si tenga presente che l’efficienza energetica dell’eolico e del solare è nettamente inferiore a quella delle fonti convenzionali.

Un recente studio dell’Institute for Sustainable Futures illustra le impossibili richieste di estrazione mineraria non solo per i veicoli elettrici, ma anche per l’energia elettrica 100% rinnovabile, soprattutto solare ed eolica. Il rapporto rileva che le materie prime per la produzione di pannelli fotovoltaici o di pale eoliche sono concentrate in un piccolo numero di Paesi: Cina, Australia, Repubblica Democratica del Congo, Cile, Bolivia e Argentina.

Sottolinea che “la Cina è il maggior produttore di metalli utilizzati nelle tecnologie solari fotovoltaiche ed eoliche, con la quota maggiore di produzione di alluminio, cadmio, gallio, indio, terre rare, selenio e tellurio. Inoltre, la Cina ha anche una grande influenza sul mercato del cobalto e del litio per le batterie.” E continua: “Anche se l’Australia è il più grande produttore di litio … la più grande miniera di litio, Greenbushes, nell’Australia occidentale, è in maggioranza di proprietà di una società cinese.” Questo non va bene quando l’Occidente sta intensificando il confronto con la Cina.

Per quanto riguarda l’enorme concentrazione di cobalto, nota che la Repubblica Democratica del Congo estrae più della metà del cobalto mondiale. L’estrazione ha portato alla “contaminazione da metalli pesanti dell’aria, dell’acqua e del suolo… con gravi impatti sulla salute dei minatori e delle comunità circostanti nella Repubblica Democratica del Congo e l’area di estrazione del cobalto è uno dei dieci luoghi più inquinati al mondo. Circa il 20% del cobalto proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo viene estratto su piccola scala da minatori artigianali che lavorano in condizioni pericolose in miniere scavate a mano, con un’ampia presenza di lavoro minorile.”

L’estrazione e la raffinazione dei metalli delle terre rare è essenziale per la transizione a zero emissioni di carbonio nelle batterie, nelle pale eoliche e nei pannelli solari.

Secondo un rapporto dello specialista dell’energia Paul Driessen, “la maggior parte dei minerali di terre rare del mondo viene estratta nei pressi di Baotou, nella Mongolia interna, pompando acido nel terreno, per poi essere lavorata con altri acidi e prodotti chimici. La produzione di una tonnellata di metalli di terre rare rilascia fino a 420.000 metri cubi di gas tossici, 2.600 metri cubi di acque reflue acide e una tonnellata di rifiuti radioattivi. I fanghi neri che ne derivano vengono convogliati in un lago inquinato e senza vita. Numerosi abitanti della zona soffrono di gravi malattie della pelle e dell’apparato respiratorio, i bambini nascono con le ossa fragili e il tasso di cancro è salito alle stelle.”

Gli Stati Uniti, inoltre, da quando hanno chiuso la lavorazione interna durante la presidenza Clinton, inviano la maggior parte dei loro minerali di terre rare in Cina per la lavorazione.

Poiché sono molto meno efficienti dal punto di vista energetico/area, l’estensione territoriale necessaria alla produzione elettrica globale a zero emissioni di carbonio è impressionante.

L’eolico e il solare richiedono fino a 300 volte la superficie necessaria per produrre la stessa quantità di elettricità di una tipica centrale nucleare. In Cina sono necessari 25 chilometri quadrati di parco solare per generare [solo di giorno e col bel tempo, N.D.T.] 850 MW di energia elettrica, la produzione di una normale centrale nucleare.


I costi totali omnicomprensivi

Quasi nessuno studio della lobby verde esamina la catena di produzione totale, dall’estrazione mineraria alla fusione, fino alla produzione di pannelli solari e gruppi eolici. Invece fanno affermazioni fraudolente sul presunto minor costo per KWh del solare o dell’eolico, prodotti però a costi pesantemente sovvenzionati.

Nel 2021 il professor Simon P. Michaux del Geological Survey of Finland (GTK) aveva pubblicato un raro studio sui costi in termini di materie prime necessarie a produrre un’economia globale a zero emissioni di carbonio. I costi sono sconcertanti.

Michaux sottolineava innanzitutto la realtà attuale della sfida Net Zero Carbon. Nel 2018 il sistema energetico globale dipendeva per l’85% da combustibili a base di carbonio, carbone, gas e petrolio. Un altro 10% proveniva dal nucleare, per un totale del 95% di energia convenzionale. Solo il 4% proveniva dalle energie rinnovabili, soprattutto solare ed eolica. I nostri politici parlano quindi di sostituire il 95% dell’attuale produzione energetica globale entro il 2050, e gran parte di questa entro il 2030.

In termini di veicoli elettrici – auto, camion o autobus – sul totale del parco globale di circa 1,4 miliardi di veicoli, meno dell’1% attualmente è elettrico. Secondo le sue stime, “la capacità annuale aggiuntiva di energia elettrica da combustibili non fossili da aggiungere alla rete globale dovrà essere di circa 37.670,6 TWh. Se si ipotizza lo stesso mix energetico non fossile del 2018, ciò si traduce nella necessità di costruire altre 221.594 nuove centrali elettriche… Per contestualizzare questo dato, nel 2018 il numero totale di centrali per la produzione di energia elettrica (di tutti i tipi, comprese quelle a combustibili fossili) era di sole 46.423 stazioni. Questo numero elevato [221.594] riflette il più basso rapporto di rendimento energetico sull’energia investita (ERoEI) dell’energia rinnovabile rispetto a quella degli attuali combustibili fossili.

Michaux stimava inoltre che, se dovessimo passare ad un parco veicoli totalmente elettrico, “per produrre una sola batteria per ogni veicolo della flotta di trasporto globale (esclusi i camion HCV di Classe 8), sarebbe necessario il 48,2% delle riserve globali di nichel del 2018 e il 43,8% delle riserve globali di litio. Le riserve attuali di cobalto non sono sufficienti a soddisfare questa domanda… Ciascuna degli 1,39 miliardi di batterie agli ioni di litio potrebbe avere una vita utile di soli 8-10 anni. Quindi, 8-10 anni dopo la produzione, sarebbero necessarie nuove batterie sostitutive, provenienti da una fonte mineraria estrattiva o dal riciclo. È improbabile che questo sia pratico...” Questo per dirlo in modo molto blando.

Michaux sottolineava anche l’impressionante domanda di rame, osservando che “solo per il rame sono necessari 4,5 miliardi di tonnellate (1.000 chilogrammi per tonnellata) di rame. Si tratta di circa sei volte la quantità totale che l’uomo ha finora estratto dalla Terra. Il rapporto roccia-metallo per il rame è superiore a 500, quindi sarebbe necessario scavare e raffinare più di 2,25 trilioni di tonnellate di roccia.” Inoltre, per funzionare, le attrezzature minerarie dovrebbero essere alimentate a gasolio.

Michaux concludeva che, semplicemente, “Per eliminare gradualmente i prodotti petroliferi e sostituire l’uso del petrolio nel settore dei trasporti con una flotta di veicoli completamente elettrici, sarebbe necessaria una capacità extra di 1,09 x 1013 kWh (10 895,7 TWh) di generazione di elettricità dalla rete elettrica globale per caricare le batterie degli 1,416 miliardi di veicoli della flotta globale. Poiché nel 2018 la produzione totale di elettricità a livello mondiale era stata di 2,66 x 1013 kWh (Appendice B), ciò significa che, per rendere fattibile il passaggio ai veicoli elettrici, bisognerebbe aggiungere una capacità supplementare pari al 66,7% della attuale capacità globale di generazione.. Il compito per arrivare alla rivoluzione delle batterie per i veicoli elettrici è molto più ambizioso di quanto si pensasse in precedenza.”

Questo solo per sostituire a livello globale i motori a combustione interna dei veicoli.


Eolico e solare?

Se poi consideriamo la proposta di sostituire con gli impianti solari e l’energia eolica onshore e offshore l’attuale 95% energia elettrica da fonti convenzionali per raggiungere l’assurdo e arbitrario obiettivo di zero emissioni di carbonio nei prossimi anni, e tutto per evitare il falso “punto di svolta” di Al Gore di un aumento di 1,5 °C della temperatura media globale (che di per sé è un’idea folle), il calcolo diventa ancora più assurdo.

Il problema principale degli impianti eolici e solari è che non sono affidabili, cosa essenziale per la nostra economia moderna, anche nei Paesi in via di sviluppo.

I blackout imprevedibili che influiscono sulla stabilità della rete elettrica erano quasi inesistenti negli Stati Uniti e in Europa fino all’introduzione del solare e dell’eolico. Se insistiamo, come fanno gli ideologi delle zero emissioni di carbonio, sul fatto che non sarà consentito alcun impianto di backup a petrolio, gas o carbone per stabilizzare la rete nei periodi di scarsa energia solare, come di notte, nelle giornate nuvolose, in inverno o nei periodi in cui il vento non soffia alla velocità ottimale, l’unica opzione seria di cui bisogna discutere è la costruzione di batterie di accumulo, e in gran quantità.

Le stime dei costi di questo tipo di stoccaggio variano. Van Snyder, matematico e ingegnere di sistemi in pensione, ha calcolato il costo di queste enormi batterie di backup per la rete elettrica degli Stati Uniti per garantire un’elettricità affidabile e costante al livello attuale: “Quanto costerebbero le batterie? Utilizzando il requisito più ottimistico di 400 wattora – cosa che un vero ingegnere non farebbe mai – e supponendo che l’installazione sia gratuita – altra cosa che un vero ingegnere non farebbe mai – si potrebbe consultare il catalogo Tesla e scoprire che il prezzo è di 0,543 dollari per wattora – prima dell’installazione – e il periodo di garanzia, approssimativamente pari alla durata di vita, è di dieci anni. Gli attivisti insistono sul fatto che un’economia energetica americana completamente elettrica avrebbe una domanda media di 1.700 gigawatt. In base alla formula 1.700.000.000.000 * 400 * 0,543 / 10, la risposta è 37.000 miliardi di dollari, ovvero circa il doppio del PIL totale degli USA 2020, ogni anno, e questo solo per le batterie.”

Un’altra stima di Ken Gregory, anch’egli ingegnere, è altrettanto elevata. Egli calcola: “Se non è disponibile l’energia elettrica da combustibili fossili per supportare l’energia S+W altamente variabile e si possono usare solo le batterie come backup, allora il backup da batterie diventa estremamente costoso… Il costo totale per elettrificare gli Stati Uniti sarebbe di 258 trilioni di dollari con i dati del 2019 e di 290 trilioni di dollari in base a quelli del 2020.

 

L’agenda nascosta

È chiaro che i poteri dietro alla folle agenda Zero Carbon conoscono questa realtà. A loro però non importa, perché il vero obiettivo non ha nulla a che fare con l’ambiente. Si tratta di eugenetica e dello sfoltimento della mandria umana, come aveva pubblicamente fatto notare il defunto principe Filippo.

Maurice Strong, fondatore del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, nel suo discorso di apertura al Vertice della Terra di Rio del 1992, aveva dichiarato: “L’unica speranza per il pianeta non è forse il collasso delle civiltà industrializzate? Non è forse nostra responsabilità far sì che ciò avvenga?”.

Al vertice di Rio Strong aveva supervisionato la stesura degli obiettivi dell’ONU per l’”ambiente sostenibile,” l’Agenda 21 per lo sviluppo sostenibile che costituisce la base del Great Reset di Klaus Schwab, nonché la creazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) dell’ONU.

Strong, un protetto di David Rockefeller, è stato di gran lunga la figura più influente dietro a quella che oggi è l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

È stato co-presidente del Forum economico mondiale di Davos di Klaus Schwab. Nel 2015, alla morte di Strong, il fondatore di Davos Klaus Schwab aveva scritto: “È stato il mio mentore fin dalla creazione del Forum: un grande amico, un consigliere indispensabile e, per molti anni, un membro del nostro Consiglio di Fondazione.

F. William Engdahl, http://williamengdahl.com/  9/4/2023

F. William Engdahl svolge attività di ricerca e scrittura sulla scena politica mondiale da oltre trent’anni. I suoi vari libri sulla geopolitica – l’interazione tra politica internazionale, economia e geografia – sono stati tradotti in 14 lingue straniere, dal cinese al francese, dal tedesco al giapponese.

 

 

 

 

PROLEGOMENI AD OGNI FUTURA BALLA CLIMATICA

Il sesto rapporto dell’Ipcc, ovvero dell’istituto climatico dell’Onu, dentro la cui tana  un gruppo di attivisti, che non fa ricerca in proprio, propala l’isteria contro il riscaldamento climatico e la Co2, svela quale sia  il concetto di fondo a cui si appigliano i profeti del catastrofismo: la bizzarra idea che il clima terrestre dovrebbe essere stabile e che dunque qualsiasi variazione è dovuto all’uomo e ai gas serra.

Questa idea delirante non ha più niente a che fare con la scienza, ma  molto col settarismo millenaristico tanto che perfino organi del mainstream sono rimasti sconcertati:  il Daily Telegraph ha definito questo sedicente  rapporto scientifico, “nient’altro che isteria confezionata”.

Non so come si faccia ad affermare che il clima terrestre non oscilli quando se ne hanno le prove geologiche e anche quelle storiche, la vite che intorno all’anno mille cresceva in Estonia, la “piccola glaciazione  del Seicento, il fatto che i romani potevano traversare le alpi  in sandali, vista l’ estensione minima di ghiacciai e lo scarso  innevamento invernale  fino a quote intorno ai mille metri.

Ma bisogna rendersi conto che l’Ipcc è finanziato dai governi occidentali che oggi sono in mano al globalismo e alla tecnica di governance tramite emergenza, per cui questi fantaclimatologi  sono costretti a fare i salti mortali per generare allarmare sulla Co2 con risultati a volte comici, come ad esempio quando si dicono: “sebbene la produttività agricola complessiva sia aumentata, il cambiamento climatico ha rallentato questa crescita negli ultimi 50 anni”.

O per esempio quando costoro esprimono “un’ ampia fiducia”  nell’estinzione della barriera corallina, un’opinione che va contro la nota capacità del corallo tropicale di prosperare entro un intervallo di temperatura vicino ai 10°C, dunque molto più ampio di quello che dovrebbe portare al disastro. Si tratta di una vecchia tesi, falsificata da anni, ma che viene regolarmente riproposta sotto varie forme e con “trucchi ” cognitivi di ogni genere. Del resto la medesima cosa accade anche per i poli che secondi i media allineati diminuiscono ogni anno, mentre da un decennio hanno ripreso a crescere.

Insomma costoro hanno dei bei problemi in qualche modo tamponati da bugie e manipolazioni, per altro anche perché tutta questa visione è basata su vecchi modelli climatici ormai privi di senso, mentre il rapporto ” meccanico” tra riscaldamento e Co2 – quello che di fatto interessa al potere globalista per portare avanti la sua agenda –  è stato ampiamente smentito negli ultimi vent’anni sia dalla paleoclimatologia che dimostrato come vi siano stati periodi freddi con alta presenza di Co2 in atmosfera e periodi caldi con scarsa anidride carbonica, sia da importanti ricerche di fisica secondo cui le proprietà “serra” della Co2 diminuiscono in scala logaritmica oltre certe concentrazioni man mano che il gas si satura nell’atmosfera .

Però mi rendo contro che una persona estranea al mondo della ricerca e a quello dell’informazione difficilmente potrà districarsi tra questa materia : sebbene migliaia di scienziati  tra cui anche premi nobel abbiano sottoscritto un documento in cui negano decisamente l’emergenza climatica, la pressione di televisione e stampa + tale per cui alla fine è una questione di opinione tra esperti.

C’è però un dato fondamentale che viene pervicacemente nascosto per evitare di seminare il dubbio  anche perché è evidente e privo di tecnicismi: coloro che ci dicono  che le emissioni di Co2 aumenteranno il riscaldamento globale di  oltre 2,gradi  se non 4 gradi nell’immediato futuro  con conseguenze catastrofiche per l’umanità. dimenticano però di riferire che  solo il 4% circa delle emissioni annuali è causato dall’uomo.

Il resto è del tutto naturale, proviene dalla biomassa  e, soprattutto è necessario per la vita sulla terra. Si tratta di una percentuale che non può certo causare i disastri che vengono annunciati.: come si spiega ad esempio che alcuni siti di propaganda dicono che la Co2 in atmosfera  aumenta del 50 per cento da quando è cominciata l’industrializzazione? Non è che questo dato provenga da misurazioni fatte da Manua Loa a due passi da un vulcano in perenne eruzione e estese a tutto il pianeta?

Per giunta l’Europa la cui economia viene falcidiata dall’ossessione Net Zero è responsabile  di solo lo  0,4 di emissioni di questo gas. Net zero o Net mille poco importa tanto più che le emissioni reali del continente sono contenute nella sempre più ampia gamma di oggetti che importiamo. Possiamo suicidarsi per una menzogna e un’ipocrisia?

Ci sono numerose spiegazioni per l’aumento relativamente contenuto della temperatura negli ultimi decenni, ma c’è solo una spiegazione per la politica climatica prevalente: ovvero le emissioni di CO 2 provocate dall’uomo .

E questa è anche la base dei modelli che prevedono un significativo riscaldamento globale nei prossimi decenni, ma queste sono pure simulazioni al computer.

Oltre ad essere basato su dati altamente problematici, il clima globale è considerato un’entità così complessa da non poter essere previsto da questo tipo di modellazione che in termini matematici potremmo dire lineare, cioè del tutto incapace di prevedere fenomeni complessi.

Non è certo un caso se dozzine di previsioni catastrofiche che si sono succedute  dagli anni ’60 ad oggi non si sono mai realizzate, nemmeno di lontano: il fatto è che si tratta esclusivamente di una campagna politica con tutt’altri obiettivi che la salvezza del pianeta.

https://ilsimplicissimus2.com/  25/3/2023

 

 

 

 

CLIMA, “GRAVI ERRORI” NELL’ULTIMO RAPPORTO IPCC: CLINTEL SPIEGA PERCHÉ DOVREBBE ESSERE IGNORATO

Dalla sensibilità climatica allo “scenario peggiore” alla mortalità legata al clima, un rapporto di Clintel evidenzia tutti gli errori e i bias del rapporto AR6 dell’IPCC

Un gruppo di scienziati della rete Clintel ha lavorato molto duramente su un’ampia analisi del Rapporto AR6 dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Il risultato finale è un rapporto di 180 pagine dal titolo “The Frozen Climate Views of the IPCC”. In questo rapporto, gli scienziati di Clintel dimostrano molti bias ed errori del rapporto AR6 dell’IPCC.

Clintel è un thinktank fondato nel 2019 dal Professore emerito olandese Guus Berkhout e dallo scrittore scientifico Marcel Crok. Nel suo primo anno, Clintel ha lanciato la Dichiarazione mondiale sul clima, affermando con fermezza che “non esiste un’emergenza climatica”: questa dichiarazione è ora firmata da 1.550 scienziati ed esperti.

 

Continua la lettura QUI

 

Il rapporto completo di Clintel: scarica il PDF ( in lingua inglese)

clintel-the-frozen-climate-views-of-the-ipcc-online-version


 

 

 

 

NON C’È NESSUNA EMERGENZA CLIMATICA

Una rete globale di oltre 1501 scienziati e professionisti ha preparato questo messaggio urgente.

La scienza del clima dovrebbe essere meno politica, mentre le politiche climatiche dovrebbero essere più scientifiche. Gli scienziati dovrebbero affrontare apertamente le incertezze e le esagerazioni nelle loro previsioni sul riscaldamento globale, mentre i politici dovrebbero calcolare spassionatamente i costi reali, così come i benefici immaginari, delle loro scelte politiche. Ecco il documento:

SIA FATTORI NATURALI CHE ANTROPICI CAUSANO IL RISCALDAMENTO

L’archivio geologico rivela che il clima della Terra è variato da quando il pianeta è esistito, con fasi naturali fredde e calde. La piccola era glaciale si è conclusa solo nel 1850. Pertanto, non sorprende che ora stiamo vivendo un periodo di riscaldamento.

IL RISCALDAMENTO È MOLTO PIÙ LENTO DEL PREVISTO

Il mondo si è riscaldato molto meno di quanto previsto dall’IPCC sulla base del forzato modello antropogenico. Il divario tra il mondo reale e il mondo dei modelli ci dice che siamo lontani dal comprendere il cambiamento climatico.

LA POLITICA CLIMATICA SI BASA SU MODELLI INADEGUATI

I modelli climatici hanno molti difetti e non sono neanche lontanamente plausibili come strumenti di politica globale. Esagerano l’effetto dei gas serra, come la CO2. Inoltre, ignorano il fatto che l’arricchimento dell’atmosfera con CO2 è benefico.

LA CO2 È IL CIBO DELLE PIANTE, È LA BASE DI TUTTA LA VITA SULLA TERRA

La CO2 non è un inquinante. È essenziale per tutta la vita sulla Terra. La fotosintesi è una benedizione. Più CO2 è vantaggioso per la natura, rendendo più verde la Terra: più CO2 nell’aria ha promosso la crescita della biomassa vegetale globale. È anche benefica per l’agricoltura, poichè aumenta i raccolti delle colture in tutto il mondo.

IL RISCALDAMENTO GLOBALE NON HA AUMENTATO I DISASTRI NATURALI

Non ci sono prove statistiche che il riscaldamento globale stia intensificando uragani, inondazioni, siccità e disastri naturali simili, o rendendoli più frequenti. Mentre vi sono ampie prove che le misure di mitigazione della CO2 sono tanto dannose quanto costose.

LA POLITICA CLIMATICA DEVE RISPETTARE LE REALTÀ SCIENTIFICHE ED ECONOMICHE

Non c’è nessuna emergenza climatica. Pertanto, non vi è motivo di panico e allarme. Ci opponiamo fermamente alla dannosa e irrealistica politica di zero emissioni di CO2 proposta per il 2050. Se emergeranno approcci migliori, e certamente lo faranno, avremo tutto il tempo per riflettere e riadattarci. L’obiettivo della politica globale dovrebbe essere “prosperità per tutti”, fornendo energia affidabile e conveniente in ogni momento. In una società prospera uomini e donne sono ben istruiti, i tassi di natalità sono bassi e le persone si preoccupano del loro ambiente.

EPILOGO

La Dichiarazione Mondiale sul Clima (WCD) ha riunito una grande varietà di scienziati competenti provenienti da tutto il mondo*. La notevole conoscenza ed esperienza di questo gruppo sono indispensabili per raggiungere una visione equilibrata, spassionata e competente del cambiamento climatico.

D’ora in poi il gruppo funzionerà come “Global Climate Intelligence Group”. Il Gruppo CLINTEL fornirà consulenza, richiesta e non richiesta, sui cambiamenti climatici e la transizione energetica a governi e aziende di tutto il mondo.


Il documento originale, con tutti i firmatari divisi per nazione QUI ( in lingua inglese)


 

 

 

 

Ecco un esempio preclare della follia dei “nuovi divin creatori”, come si sentono i farabutti dell’aristocrazia finanziario-usuraia ( di cui bill gate fà pienamente parte). Ecco un esempio di dove possono spingersi questi pazzi che, purtroppo, per le loro immense ricchezze sono i veri padroni del mondo. Ecco dove si può arrivare se i covidioti continuano a credere alle balle sulla CO2 per il loro folle bisogno di sicurezza ( leggi QUI).

 

CHI VUOLE OSCURARE IL SOLE?

Bill Gates finanzia da diverso tempo la ricerca scientifica che mira a contrastare il cambiamento climatico.

Fra le soluzioni, quella su cui punta il fondatore di Microsoft è la tecnica Stratospheric Aerosol Injection (Iniezione di Aerosol Stratosferico) che prevede l’immissione nella stratosfera di una sostanza composta da acqua, gesso, e particelle di zolfo che contribuisce a formare delle nuvole che riflettono i raggi del sole, facendoli “rimbalzare” fuori dall’atmosfera.

Le polemiche a riguardo di questa iniziativa, che risulta a dir poco inquietante, si stanno moltiplicando. Qui riportiamo appunto un articolo di Corbin Hiar apparso su Politico, che riguarda la lotta al cambiamento climatico che vede in prima linea Gates con l’appoggio della Casa Bianca.

https://comedonchisciotte.org/ 5/7/2023

 

Leggi QUI ( in lingua inglese)

 

 

 

E ADESSO BILL GATES VUOLE OSCURARE IL SOLE

Oscurare il sole per proteggere l’ambiente dal surriscaldamento.

È questa l’ultima sortita di quello che i quotidiani più venduti continuano a chiamare filantropo e che in realtà è solo un ultracapitalista multimilionario, Bill Gates.


Diego Fusaro

Vedi e ascolta QUI

 

 

 

NUBI ARTIFICIALI PER OSCURARE IL SOLE: L’ULTIMA TROVATA FINANZIATA DA GATES

No, nessuna teoria del complotto. L’ultimissima trovata USA, finanziata anche dal plurimiliardario Bill Gates, è più che reale, tant’è che a riportare la notizia sono anche gli stessi fact checkers.

“Il piano per “oscurare” il Sole e aiutare il clima che piace alla Casa Bianca”, titola così Open. “Il piano di Bill Gates contro il riscaldamento globale”, scrive AdnKronos.

E sì, a finire sotto la lente del “bene comune” stavolta, come se ci non fosse già stato, è il cambiamento climatico, che pare ormai sempre di più in via di essere accreditato come una vera e propria emergenza a mo’ di Covid.

 

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Bufale sul clima

Da  La Verità del 4/7/2023

 

 

 

 

Anche la cattiva stampa “inquina”

Da  La Verità del 1/7/2023

 


 

Metodo pandemia per il green

Da La Verità

 



 

 

Quando si aprono gli occhi sulle loro balle sanitarie o climatiche si scopre che, alla fine, è tutta questione di soldi, business, sghei ( oltre che questione di domino del mondo). E così questa pseudo-emergenza climatica arricchirà tutte le aziende che si occupano di green e pseudo-difesa dell’ambiente. Proprio come la pseudo-pandemia ha arricchito a dismisura le aziende farmaceutiche… e manutengoli politici connessi.

 

Pompa o non pompa

Approfitta degli Ecoincentivi per l’acquisto di caldaie a gas, che fra qualche anno saranno vietate alla vendita.

 

 

Silver Nervuti

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ANNO IV DELLA DITTATURA SANITARIO-ECOLOGICO-DIGITALE


 

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Un mostro che  possiede il mondo e il nostro futuro.

Chi comanda nel mondo.

 

 



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