Articoli marcati con tag ‘salvezza’

«Solo chi nutre la vera speranza osa affrontare l’abisso cui ci stiamo avvicinando. “Speranza senza ottimismo” è oggi la formula dell’autentica religione, quella che più si adatta ai nostri tempi oscuri.» – Slavoj Žižek (1949), filosofo sloveno

«Si può sperare senza essere ottimisti? Affrontare con coraggio le minacce e gli orrori del mondo senza illudersi che tutto andrà sempre bene? Sì, si può e si deve. Se esiste salvezza, verrà da una nuova e più profonda speranza, che possiamo imparare.» Terry Eagleton (1943), critico letterario inglese

Terry Eagleton in questo testo presenta una via alla speranza razionale e materiale, come impulso che contribuisce alla realizzazione dei nostri progetti e quindi alla nostra felicità: la speranza – che richiede, come nella tradizione cristiana delle virtù teologali, un grande impegno e una grande determinazione, e non è un sentimento passivo dunque ma fortemente attivo – è il carburante emotivo-volontario senza il quale realizzare i nostri desideri, i nostri progetti, i nostri sogni diventa impossibile. Leggi il resto di questo articolo »

Quando uno si trovava solo a vedere delle folle di decine migliaia di persone che perdevano la testa, che scandivano “du-ce du-ce “, che arrivavano fino a uno stato di isterismo, il singolo si trovava proprio sbigottito. Come faccio io a resistere a questa massa, a questa bestialità trionfante? Che cosa posso fare io, singolo?…

A poco a poco veniva di fatto di chiedersi: possibile che abbiano  tutti torto e solo io sia dalla parte della ragione? …

…e cosa potevano sperare, con la loro “azione diretta”, gli sparuti gruppi di oppositori, senza mez­zi, con scarsissimi collegamenti tra loro, quasi tutti già peco­re segnate dalla polizia? Sembrava veramente [...] che muo­vessero all’assalto del Monte Bianco armati con uno stuzzi­cadenti. Chi diceva “no” al fascismo non poteva proporsi di conseguire con la sua “azione diretta” alcun risultato immediato. Diceva no, perchè voleva testimoniare la sua fede in cui credeva: diceva no per salvare l’anima.

Ernesto Rossi (1897- 1967), antifascista, politico, Azionista. Coautore del “Manifesto di Ventotene”.

 

vedi:  Ernesto Rossi, la lungimiranza della laicità

Pietro… con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!».

Atti degli Apostoli   2, 40

Mi chiedi che cosa secondo me dovresti soprattutto evitare? La folla. Non puoi ancora affidarti a essa tranquillamente. Quanto a me, ti confesserò la mia debolezza: quando rientro non sono mai lo stesso di prima; l’ordine interiore che mi ero dato, in parte si scompone. Qualche difetto che avevo eliminato, ritorna… I rapporti con una grande quantità di persone sono deleterî: c’è sempre qualcuno che ci suggerisce un vizio o ce lo trasmette o ce lo attacca a nostra insaputa. Più è la gente con cui ci mescoliamo, tanto maggiore è il rischio

L. A. Seneca,  Lettere a Lucilio  7

L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Essere laici, liberali, non significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparentemente funziona, con le sue leggi allettanti e crudeli. Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società.

P.P. Pasolini,  in VIE NUOVE  1962

 

vedi: L’inquietudine dello stoico Seneca che ci mette di fronte a noi stessi.

Diventano sempre più numerose e ogni volta i media le riferiscono con grande rilievo. Sono un segno di attenzione pastorale o rispondono a una strategia mirata di persuasione che punta sulla sorpresa e sull’emozione che ogni volta questi gesti provocano e non soltanto in coloro che ne sono i diretti destinatari? Gesù, lo sappiamo, peregrinando per le strade della Galilea circondato dai suoi apostoli, rivolgeva la sua parola, senza discriminazioni sociali compresa quella di genere, a tutti coloro che incontrava, ammoniva a cambiare vita e infondeva speranza nel regno di Dio. Non era solo misericordioso, e spesso giudicava con severità coloro che non sapevano rinunciare alle lusinghe del mondo o profanavano le cose sacre. Si è soliti dire che il messaggio cristiano è un messaggio di amore e di perdono, e questa affermazione viene sovente ripetuta anche dall’attuale papa. Ma il cristianesimo è anche una dottrina religiosa tragica, il peccato grava ineluttabilmente sulla vita degli uomini, la via della salvezza è irta di difficoltà, la possibilità della perdizione eterna sempre incombente.

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6 aprile 2014
17:00a20:00

PER INFORMAZIONI: 3337765679

2 febbraio 2014
17:00a20:00

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3 dicembre 2013
21:00a23:00

vedi: Il convivialismo, un'idea nuova per evitare la catastrofe

Facciamo economia.  Come costruire una nuova società dell'abbondanza.

Una nuova etica fondata sui beni comuni

26 novembre 2013
21:00a23:00

17 novembre 2013
17:00a20:00

20 ottobre 2013
17:00a20:00

1 ottobre 2013
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11 giugno 2013
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26 marzo 2013
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26 febbraio 2013
21:00a23:00

 

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