Articoli marcati con tag ‘shoà’
La Memoria. Le Memorie. “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”, scrisse il grande scrittore cileno Luis Sepùlveda (1949-2020).
Per questo il GLR ha posto al centro della sua attività e proposta educativa la cura delle Memorie di Uomini e Donne che vissero e lottarono per gli ideali di Libertà, Giustizia e Fraternità umana, spesso, molto spesso, pagando con la propria vita questo loro impegno.
La Memoria è un dovere assoluto per gli umani, per chi ancora è rimasto umano in mezzo alla barbarie di ieri e di oggi.
La Memoria di grandi Testimoni/e e la Memoria di orrendi genocidi che costellano la storia fino ad oggi.
La Memoria del Bene. La Memoria del male. La Memoria come gratitudine immensa per chi operò per il Bene di tutti. La Memoria come grido di ripugnanza perenne contro l’orrore del male.
Le Memorie come progetto di vita, di consapevolezza e di Resistenza. (GLR)
1936, XI Olimpiade a Berlino sotto gli occhi di hitler mentre già cominciano a sorgere in Germania campi di concentramento ed è in corso una totale repressione di ogni dissidente del regime nazista. Leggi il resto di questo articolo »
Se Israele vuole l’eredità di quell’ebraismo ridotto in cenere, deve assumerne la piena eredità morale
Yad Vashem è il museo dell’Olocausto di Gerusalemme, il sacrario della Shoà, ma per gli israeliani è ben altro che questo. Quel luogo è per molti aspetti, il topos del senso stesso dell’esistenza di Israele come stato ebraico. Ogni cittadino, ogni fanciullo, ogni soldato, si reca in pellegrinaggio in quel luogo per assumere il pieno statuto identitario di ebreo israeliano. Ogni persona, dal semplice turista o viaggiatore, al più illustre politico in visita in Israele, quale che sia la ragione della sua presenza, sa che ha il dovere di rendere omaggio alle vittime dello sterminio nazista recandosi a Yad Vashem. Leggi il resto di questo articolo »
La recente scoperta che nella mappa del genoma umano non esiste il gene della razza ha destato scarsa meraviglia: da tempo sappiamo che le differenze fisiche su cui si reggono i discorsi di tipo razzistico non hanno fondamento. Non esiste il «sangue blu» della nobiltà. Non esiste la puzza dell’ebreo. È esistita una classe di persone che si faceva vanto di non dover esercitare nessuna attività manuale per vivere: e l’assenza di lavoro manuale si rivelava in una epidermide delicata che lasciava trasparire una rete venosa azzurrina, invisibile sotto la pelle callosa di contadini, marinai, commercianti. Ed è esistita la costrizione del ghetto che, chiudendo in spazi ristretti e senza acqua corrente la popolazione ebraica, giustificava après coup gli odori acri di corpi e di ambienti attribuendoli alla “natura” degli ebrei. Leggi il resto di questo articolo »

