Articoli marcati con tag ‘renzi’

Cara banca d’affari, dopo Renzi non tutto è perduto: ha vinto il “No” ma, come per lo stadio della Roma, basterà amministrare in senso opposto alla Costituzione e il referendum verrà vanificato

Caro Direttore, ho ricevuto per posta il documento che qui allego. L’anonimo mittente dice di averlo trovato frugando nelle cartacce in zona Montecitorio, ma non fornisce prove della sua autenticità. Personalmente lo ritengo un falso, per giunta firmato con uno pseudonimo, ma lo mando lo stesso alla Sua attenzione, anche perché i fatti in esso ricordati sono veri. Vedrà Lei se merita di raggiungere le pagine del Fatto. Con saluti cordiali.

Salvatore Settis            il Fatto   14 marzo 2017 Leggi il resto di questo articolo »

È il momento di reagire. Mentre la politica appare impotente di fronte a vicende che aumentano la distanza dai cittadini, travolta in modo trasversale dai casi Marra e Sala, e con un governo fotocopia di quello uscito sconfitto dal referendum costituzionale, non bisogna dimenticare che siamo all’indomani di un risultato epocale. Da una parte, Matteo Renzi rivela qual è il suo senso per la rottamazione. Leggi il resto di questo articolo »

Alfiero Grandi – Il vicepresidente del Comitato del No: “Questa vittoria non è la fine del nostro impegno a difesa della Carta, continuiamo a vigilare”.

Celebra l’affluenza: “Nella mia città, Bologna, alle Regionali aveva votato il 37 per cento, e oggi invece quasi il doppio: se gli italiani capiscono che la cosa è seria, alle urne ci vanno”. Ma soprattutto “ringrazia” il grande avversario: “Con il suo ricatto, ‘se perdo me ne vado’, Renzi ha allertato tanti italiani e ha contribuito a mandarli a votare”.

Il vicepresidente del comitato del No, Alfiero Grandi, parla al Fatto dalla base degli anti-riforma a Roma, nel quartiere popolare di San Lorenzo. Tra un collegamento tv e un brindisi, semina fendenti contro il premier ormai dimissionario. E assicura: “Questa vittoria per il nostro Comitato non rappresenta il rompete le righe, abbiamo proposte da fare e vogliamo vigilare”. Leggi il resto di questo articolo »

Arriva in libreria “Da Gelli a Renzi (passando per Berlusconi)”, dello storico Aldo Giannuli, edito da Ponte alle Grazie. Ne anticipiamo uno stralcio.

La loggia P2 ebbe carattere elitario, orientato a un controllo indiretto e occulto del potere. Aveva il suo “nucleo traente” nel “partito toscano” alleato al partito romano, con l’obiettivo di dar vita a un “terzo polo” bancario che consentisse l’accesso al “salotto buono della finanza”. La P2 realizzò una innovazione di metodo basata sulla “politica di relazione”. Per più versi differente è il renzismo, ma con punti di contatto. Leggi il resto di questo articolo »

Discorso tenuto il 16/09/2016 a Messina nel Salone delle bandiere del Comune in un’assemblea sul referendum costituzionale promossa dall’ANPI e dai Cattolici del NO e il 17/09/2016 a Siracusa in un dibattito con il prof. Salvo Adorno del Partito Democratico, sostenitore delle ragioni del Sì.

Cari amici,

poichè ho 85 anni devo dirvi come sono andate le cose. Non sarebbe necessario  essere qui per dirvi come sono andate le cose, se noi ci trovassimo in una situazione normale. Ma se guardiamo quello che accade intorno a noi, vediamo che la situazione non è affatto normale. Che cosa infatti sta succedendo? Succede che undici persone al giorno muoiono annegate o asfissiate nelle stive dei barconi nel Mediterraneo, davanti alle meravigliose coste di Lampedusa, di Pozzallo o di Siracusa dove noi facciamo bagni e pesca subacquea. Sessantadue milioni di profughi, di scartati, di perseguitati sono fuggiaschi, gettati nel mondo alla ricerca di una nuova vita, che molti non troveranno. Qualcuno dice che nel 2050 i trasmigranti saranno 250 milioni. Leggi il resto di questo articolo »

È malato un Paese che dopo l’ennesimo, prevedibile terremoto, con centinaia di morti e tante distruzioni, deve destinare le pagine dei suoi giornali per metà alle storie dei morti e dei sopravvissuti e agli annunci della ricostruzione, che questa volta sì, si farà sul serio. E l’altra metà delle pagine alle indagini di una procura della Repubblica, alla loro ampiezza e alla diffusione di illeciti e reati, che quasi sembrano costituire la normalità. Ancora una volta il ricorso alle consulenze esterne è il sospetto strumento di favoritismi, ruberie, finanziamento degli sponsor politici. Leggi il resto di questo articolo »

Il referendum deve accettare o respingere le modifiche della Costituzione della legge Renzi-Boschi. Per mesi il referendum è diventato un plebiscito su Renzi, dal cui esito dipenderebbe la vita del governo. Qualcuno ha spiegato al premier che un referendum all’insegna del “con me o contro di me” presenta rischi per la sopravvivenza del governo. Tanto più che i risultati del governo sono quasi inesistenti. Dopo i consigli di prudenza, interpretati da Renzi con l’accusa al No di personalizzare contro di lui, come nella favola del lupo e dell’agnello, la musica avrebbe dovuto cambiare. Leggi il resto di questo articolo »

Per decisione di Renzi, il referendum di ottobre sarà di fatto un plebiscito sulla sua leadership. E se vincerà, Renzi potrà vantare di avere il consenso diretto (senza la mediazione del Pd) ed esplicito del popolo da lui chiamato a pronunciarsi. L’Italia diventerà così una democrazia plebiscitaria. La posta in gioco non è trasformare il Senato in un’accozzaglia di nominati e modificare il rapporto Stato-regioni, ma cambiare la Repubblica democratica in una democrazia plebiscitaria con Renzi padrone assoluto. Leggi il resto di questo articolo »

Ciò che succede in America è come una lezione di anatomia: corpi esausti e svuotati continuano a menare colpi in modo sbagliato, in epoche sbagliate, ciascuno senza colpire. Trump e Sanders sembrano in preda a una euforia da stress estremo. Ma hanno perduto del tutto il senso del tempo, del luogo e del dopo di quello che stanno facendo. Trump non sarà mai una persona rispettabile, e se dovesse vincere (nessuno lo vuole ma potrebbe) resterebbe un uomo ridicolo, anche con l’atomica in mano. Sanders è caduto, come un personaggio di Lewis Carroll, nel buco profondo di un mondo rovesciato. Dice e ripete cose di un altro mondo che c’era ma non c’è Leggi il resto di questo articolo »

Il pronunciamento netto a favore della riforma istituzionale col quale ieri Vincenzo Boccia ha inaugurato il mandato alla guida di Confindustria non è uno dei tanti pareri che piovono in questi giorni, in seguito alla scelta renziana di aprire la campagna referendaria con mesi di anticipo. Sul sì degli industriali, che verrà ufficializzato il 23 giugno dal Consiglio generale dell’associazione, non c’erano dubbi. Le motivazioni dell’entusiasta sostegno degli industriali alla riforma meritano tuttavia di essere considerate con attenzione. Leggi il resto di questo articolo »

Tutti gli altri tentativi di modifica sono falliti perché i partiti erano troppo ingombranti, mentre oggi si realizza per la loro debolezza
Nel saggio di Nadia Urbinati dubbi e rischi della riforma della nostra Carta

Quali sono i rischi che la riforma Boschi, sulla quale gli italiani si esprimeranno con un referendum in autunno, reca con sé per la qualità della nostra democrazia? Qual è il retroterra ideologico e culturale della modifica dei 40 articoli della Costituzione? In La vera Seconda Repubblica (Raffaello Cortina Editore) la presidente di “Libertà e Giustizia”, Nadia Urbinati, che insegna Teoria politica alla Columbia University, e David Ragazzoni, dottorando in scienza politica alla medesima Columbia, rispondono a tutte le domande. Leggi il resto di questo articolo »

Da una forma di stato e di governo nata dall’antifascismo a una plasmata sulle richieste della finanza. Non importa se uscire dalla crisi significa uscire dalla democrazia

«La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione». È su queste fondamenta, sulle parole del secondo comma dell’articolo 1 della Costituzione, che poggia l’edificio della giovane democrazia italiana: tanto sulle prime (i sovrani siamo noi), quanto sulle seconde (fuori delle forme e dei limiti previsti dalla Costituzione stessa non c’è sovranità popolare, ma arbitrio del più forte). Oggi un Governo non legittimato da un voto – e che gode della fiducia di un Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale – prova a cambiare, in un colpo solo, 47 articoli della Costituzione, e invoca un referendum-plebiscito su se stesso («Se perdo il referendum, lascio la politica», dichiara il Presidente del Consiglio). Leggi il resto di questo articolo »

Se ci fosse Gaber. Quante volte l’ho pensato. Cosa direbbe Gaber. In qualche modo lo ha già detto. Ha già descritto venti anni fa quello che succede oggi. Nulla di profetico. Solo rapporto causa e effetto. L’aria pesante, che in una delle sue ultime canzoni veniva a mancare, sta finendo. Viviamo in apnea. E quel suo “far finta di essere sani”è diventato un “far finta di essere ancora vivi”. Il teatro-canzone del grande cantante e critico del costume italiano è finito con lui. Ma prosegue il teatro: sempre meno canzone, sempre più falsato. Leggi il resto di questo articolo »

Matteo Renzi si è scandalizzato perché le opposizioni, all’ultimo passaggio della sua “riforma” costituzionale alla Camera, sono uscite dall’aula al momento del voto, lasciando che la sua maggioranza Pd-Ncd-Sc-Verdini (che è minoranza nel Paese) se l’approvasse da sola: “Dopo che per 30 anni queste riforme sono state discusse e mai realizzate, era una questione di serietà votare e vedere chi aveva i numeri. Questa è democrazia”. A parte la bizzarria di un premier che invita i cittadini a disertare le urne del referendum sulle trivelle (commettendo fra l’altro un reato) e poi si meraviglia se le opposizioni disertano l’aula, va detto che lì il voto era ormai scontato e inutile: la legge non consente di emendare un testo costituzionale nelle ultime due letture, ma solo di approvarlo o di respingerlo in blocco, e a Montecitorio la maggioranza è blindata anche senza il soccorso verdino.

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Se l’ex onorevole Carmine Nardone da Benevento, deputato del Pci-Pds per 12 anni, presidente della Provincia per 10 e dirigente del partito (Pd compreso) nei tempi morti, racconta ad Antonello Caporale di aver ricevuto in trent’anni 20 mila richieste di raccomandazione, il calcolo è presto fatto: moltiplicando il suo caso per mille (quanti sono i parlamentari) si arriva a 20 milioni di supplicanti: un italiano su tre. Ma è un’approssimazione per difetto, visto che deputati e senatori hanno una vita parlamentare media di 2-3 legislature e nell’ultimo trentennio le legislature sono 8. Quindi la cifra va perlomeno raddoppiata e arriva a 40 milioni. Poi bisogna detrarre la tara del fattore locale (la raccomandazione è più diffusa al Centro-Sud, dove lo Stato e l’economia latitano) e quella dei genuflessi seriali (chi si piega una volta poi lo fa sempre, specie se tiene famiglia numerosa). Leggi il resto di questo articolo »

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