Articoli marcati con tag ‘Ferruccio Parri’

 

L’ 8 dicembre 1981 muore a Roma dopo una lunga malattia FERRUCCIO PARRI (91 anni, nome di battaglia Maurizio), insegnante, politico, giornalista, azionista, antifascista, capo della Resistenza italiana e presidente dell’unico governo fondato sulla Resistenza nel 1945.

 

Vedi:  L'uomo della Resistenza: FERRUCCIO PARRI

Il Governo Parri

 

Il 24 novembre 1945 a Roma venne proditoriamente messo in crisi il  GOVERNO presieduto da FERRUCCIO PARRI (1890- 1981): l’unico governo italiano ispirato dalla Resistenza, fondato sul CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) e con un Partigiano alla guida.

 

vedi:  Un "golpe bianco": IL GOVERNO PARRI.


Il 21 giugno 1945 viene inaugurato a Roma il GOVERNO presieduto da FERRUCCIO PARRI: l’unico governo italiano ispirato dalla Resistenza, fondato sul CLN ( Comitato di Liberazione Nazionale) e con un Partigiano alla guida. Sarà proditoriamente messo in crisi il 24 novembre 1945.

 

vedi:  Un "golpe bianco": IL GOVERNO PARRI.

IL DOVERE DELLA MEMORIA: 8 dicembre. L'uomo della Resistenza.


L’ 8 dicembre 1981 muore a Roma dopo una lunga malattia FERRUCCIO PARRI (91 anni, nome di battaglia Maurizio), insegnante, politico, giornalista, azionista, antifascista, capo della Resistenza italiana e presidente dell’unico governo fondato sulla Resistenza nel 1945.

Parri nasce a Pinerolo (TO) da una famiglia di origini marchigiane, quarto di cinque figli. Il padre, insegnante di letteratura italiana e fervente mazziniano, spinse la famiglia a spostarsi frequentemente a causa del suo lavoro scolastico. Dopo aver completato gli studi liceali, Parri si iscrisse nell’autunno del 1908 alla facoltà di lettere dell’Università di Torino, scegliendo l’indirizzo storico-geografico.

Da studente divenne un appassionato lettore delle molteplici riviste fiorentine, in particolare de La Voce di Giuseppe Prezzolini (1882- 1982), che arricchì la sua educazione mazziniana ricevuta in famiglia e che gli indicò il compito che le nuove generazioni dovevano fare proprio, ovvero battersi per una riforma etica della politica e promuovere l’educazione civile del popolo italiano. Leggi il resto di questo articolo »

Il Governo Parri

Il 24 novembre 1945 a Roma venne proditoriamente messo in crisi il  GOVERNO presieduto da FERRUCCIO PARRI (1890- 1981): l’unico governo italiano ispirato dalla Resistenza, fondato sul CLN ( Comitato di Liberazione Nazionale) e con un Partigiano alla guida. Il Governo continuerà con attività provvisorie fino all’8 dicembre 1945.

Il Governo Parri era composto da una coalizione politica che comprendeva i partiti del CLN: Partito d’Azione, Partito Comunista italiano, Democrazia Cristiana, Partito Socialista italiano di unità proletaria, Democrazia del Lavoro, Partito Liberale italiano. Il Governo, inaugurato il 21 giugno del 1945, durò 157 giorni.

Il programma del Governo Parri era basato sulla difesa della sovranità dello Stato Italiano, su una pedagogia popolare repubblicana morale e civile, su un antifascismo radicale fondato sui valori e sulla Memoria della Resistenza e dei suoi Caduti, su un progetto di profonda giustizia sociale, su una forte laicità dello Stato, su un profondo lavoro per preparare la Costituzione, su una decisa lotta alla partitocrazia e su una netta equidistanza tra USA e URSS che si preparavano ad inaugurare la stagione della “Guerra Fredda”. Il progetto del Governo proponeva di risanare l’economia frenando l’inflazione galoppante; di avviare la ricostruzione materiale del Paese; di avviare la ricostruzione morale. Leggi il resto di questo articolo »

Ci fu l’intelligenza di un rapporto nuovo tra il cittadino e lo Stato. Ci fu un fattore di saldatura che superò ogni altro valore: il recupero della unità nazionale.

IL 26 ottobre 1945 erano passati appena cinque mesi dal 25 aprile. Ferruccio Parri, il presidente del Consiglio dell’Italia liberata — e anche il capo partigiano che aveva portato a Roma il “vento del Nord” — parlava alla Consulta, la prima provvisoria assemblea di uno Stato rinascente. E, ad un certo punto, avvenne il putiferio. Fu quando Parri disse: «La democrazia è praticamente agli inizi: io non so, non credo che si possano definire regimi democratici quelli che avevamo prima del fascismo». È subito dopo che nei resoconti si legge: “interruzioni, rumori, grida di viva Vittorio Veneto!”. Non c’è nulla di meglio di questa scena “parlamentare” che fissi, come in un flash, i due aspetti della Resistenza. Che fu, allo stesso tempo, rottura e ricongiungimento rispetto alla vicenda nazionale e alla sua storia costituzionale. Leggi il resto di questo articolo »

 Nei 62 governi del dopo Mussolini, Milano ha mandato a Roma 4 presidenti del Consiglio: Craxi, Berlusconi e il Monti che si ripropone. Nel ’45 Ferruccio Parri. Pochi per la capitale del miracolo che ha rimesso in piedi il paese inginocchiato dalla guerra. Pochi ma indimenticabili. Craxi, 1983, primo socialista a Palazzo Chigi e primo uomo di Stato svergognato in tribunale: sceglie la fuga ad Hammamet. Ancora ci perseguita l’eredità di quel decreto che rompe il monopolio Tv e sconvolge il sistema della frequenze. Quarant’anni dopo restiamo in coda all’Europa. Firma il regalo all’amico Berlusconi. Fininvest compra la diretta del Mundialito organizzato dalla dittatura militare argentina con l’aiuto di Artemio Franchi, presidente della Fifa, per caso numerario P2 come chi sappiamo. Un magistrato oscura le trasmissioni fuorilegge e il Craxi furibondo firma il decreto-regalo trascurando l’aula grigia del Parlamento. Craxi non è solo questo: si ribella all’imposizione Usa nello scontro di Sigonella, ma è anche il politico che allarga ai giornali la lottizzazione televisiva. Chi disobbedisce, alla gogna. Leggi il resto di questo articolo »

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