Articoli marcati con tag ‘coscienza critica’

Il caso della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, colpita da sanzione disciplinare perché avrebbe omesso di vigilare sul contenuto di un lavoro dei suoi studenti è di inaudita gravità: perché chiama in causa fondamentali principi costituzionali, quali la libertà di insegnamento (art. 33), il diritto all’istruzione (art. 34), la libertà di manifestazione del pensiero (art. 21). Si tratta di diritti che Norberto Bobbio considera presupposti necessari a rendere realmente tale una democrazia. Leggi il resto di questo articolo »

Gramsci all'epoca della sua cercerazione

Per la propria concezione del mondo si appartiene sempre a un determinato aggruppamento, e precisamente a quello di tutti gli elementi sociali che condividono uno stesso modo di pensare e di operare. Si è conformisti di un qualche conformismo, si è sempre uomini-massa o uomini-collettivi. Leggi il resto di questo articolo »

Il 5 marzo 1849  entra a Roma  passando per Porta del Popolo GIUSEPPE MAZZINI. Egli diverrà la grande guida spirituale e politica della giovane Repubblica Romana.

“Roma era il sogno de’ miei giovani anni, l’idea-madre nel concetto della mente, la religione dell’anima e v’entrai, la sera, a piedi, sui primi del marzo, trepido e quasi adorando. Per me, Roma era -ed è tuttavia malgrado le vergogne dell’oggi- il  Tempio dell’umanità; da Roma uscirà quando che sia la trasformazione religiosa che darà, per la terza volta, unità morale all’Europa… E non di meno trasalii, varcando verso Porta del Popolo, d’una scossa quasi elettrica, d’un getto di vita nuova. Io non vedrò più Roma, ma la ricorderò, morendo … e parmi che le mie ossa, … trasaliranno, com’io allora, il giorno in cui una bandiera di repubblica s’innalzerà, pegno all’unità della patria italiana, sul Campidoglio e sul Vaticano… ”

Giuseppe Mazzini, Note autobiografiche, 1864 Leggi il resto di questo articolo »

Un tempo l’ironia è stata sovversiva ma ora è un’arma per demolire tutto evitando il merito e la complessità. Ci servirebbero più serietà e ardore. David Foster Wallace chiedeva: una volta evidenziati ironicamente i problemi che si fa? Solo mettere in ridicolo la realtà?

Nel primo dei due saggi contenuti in L’ordinario e il sublime, Adam Zagajewski riflette sul tentativo di Mann di opporre alla violenza fascista e alla sua mitologia arcaica una forma di ironia «non del tutto inerme, non completamente astratta». E aggiunge che se questo compito aveva un valore preciso negli anni Trenta, oggi si è deformato quasi completamente. Secondo il grande poeta polacco, «l’ironia è una variante piuttosto perversa della certezza». Si è così involuta dal suo uso originario e socratico da diventare spesso una mossa reazionaria: «Non è più un’arma puntata contro la barbarie del sistema primitivo che stava trionfando nel cuore stesso dell’Europa, ma esprime la disillusione per il crollo delle aspettative utopistiche […].

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Meno memoria e più storia! Questo verrebbe da dire con l’avvicinarsi della Giornata della Memoria. Non si traila certo di contrapporre la prima alla seconda, dato che fanno parte di un unico processo di ricostruzione/interpretazione del passato, ma di rendersi conto che la forza della memoria risiede nel suo sapersi trasformare in storia. Lasciala a se tlessa, la memoria rischia di diventare uno spazio virtuale in cui tutte le contrapposizioni emotive fanno ressa per esprimersi a prescindere dalla indispensabile verifica di ciò che si afferma. Leggi il resto di questo articolo »

Pubblichiamo stralci dell’intervento del professor Savatore Settis a un convegno sull’erosione delle democrazie promosso al Parlamento Europeo da Barbara Spinelli.

Il combinato disposto fra nuova legge elettorale (Italicum) e riforma costituzionale mostra la chiara intenzione di far leva sull’astensionismo per controllare i risultati elettorali, restringendo de facto la possibilità dei cittadini di influire sulla politica. La nuova legge incorre nelle stesse due ragioni di incostituzionalità del defunto Porcellum. Prevede un premio di maggioranza per la lista che superi il 40% dei voti, e ammettiamo pure che sia ragionevole. Ma se nessuna lista raggiunge questa soglia, si prevede il ballottaggio fra le due liste più votate, delle quali chi vince (sia pure per un solo voto) conquista 340 seggi (pari al 54%). Se, poniamo, le prime due liste hanno, rispettivamente, il 21 e il 20%, e al ballottaggio prevale una delle due, a essa toccheranno tutti e 340 i seggi di maggioranza. Leggi il resto di questo articolo »

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