L’europa con la sua pletora di consiglietti, parlamentini, commissioncine, deputatini, politicanti, governicchi, amministratori locali, sotto amministratori, valvassori e valvassinetti, burocratini, portaborse e reggip… è la più grande serva ( insieme agli USA) del progetto criminale globale chiamato Grande Reset e partorito dalle menti malate della vera padrona del mondo: l’aristocrazia finanziario-usuraia ( noi v’invitiamo a rileggere sempre QUI).

Quest’europa ( totalmente asservita e lontana miliardi di anni luce dall’Europa pensata da Rossi, Spinelli, Colorni con il loro Manifesto di Ventotene del 1944) ha trovato in questi ultimi anni la sua vocazione definitiva, decisiva e risolutiva: VESSARE, TORMENTARE, TARTASSARE e OPPRIMERE all’infinito i cittadini europei  con decisioni, delibere, norme, strategie, regole ed imposizioni che riguardano la nostra salute, il nostro corpo, il nostro lavoro, le nostre case, i nostri soldi, la nostra alimentazione, il nostro genere sessuale. Anche a fronte del totale annullamento delle sovranità degli Stati e personale.

Vocazione “vessante” molto utile, però, ad arricchire aziende sanitarie, aziende legate ai prodotti per la transizione green, aziende produttrici di tecnologie digitali. Tutte aziende che rientrano nell’universo dell’èlite pluri-milardaria che gestisce il Grande Reset.

Una vocazione “vessante”, quindi, per impoverire e far morire e per arricchire a dismisura. Si, si, continuate a credere che “andrà tutto bene”!

E l’italia è in prima linea con i suoi orrendi politicanti, ministrucoli e amministratorucoli locali asserviti nell’attuare questa vocazione “vessante e tartassante” in odio al cittadino. Lo stesso odio dell’èlite super-miliardaria per i poveri, per i “non riusciti” nella vita da considerare scarti da eliminare attraverso diaboliche strategie di depopolamento già in corso ( vedasi le reazioni avverse dello pseudo-vaccino covid. Già, vedasi… QUI e QUI).

Lo scopo dietro a tutte questo vessazioni è chiaro per chi ragiona e studia: portarci ad un impoverimento totale ( come prevede l’Agenda 2030: vedi QUI e QUI)), e ad un controllo totale ed invasivo ( vedi QUI) che permetta la nostra “normalizzazione” e il nostro addomesticamento alla “nuova normalità” pensata ed agognata dai criminali pluri-miliardari dell’aristocrazia finanziario-usuraia. Anche attraverso uno sfinimento per stress psicologico e fisico che contribuirà ad ammalare e far morire.

Se noi non riusciamo a vedere queste norme vessatorie inserite dentro un quadro generale ben congegnato  e ci fermiamo solo sul particolare fatto non riusciremo a capire nulla di quanto sta succedendo e succederà a tutti noi. E saremo “fregati”. Bisogna fare come faceva Pasolini per capire e far capire cosa si nascondeva dietro le stragi degli anni 70 ( rileggi l’articolo “Cos’è questo golpe? Io so” che Pasolini scrisse sul Corriere della Sera il 14/11/1974 e che puoi trovare QUI)

Bisogna studiare, collegare, associare, congiungere, correlare tutto ciò che sta accadendo dal 2020 fino ad oggi, fino ad ora per scoprire cosa c’è dietro le “parole soavi” ( leggi QUI) del potere nascosto (deep state) dietro il potere che si vede.

Per scoprire cosa c’è ( coperto dai media asserviti) dietro queste folli decisioni europee a nostro danno. E senza timore di essere giudicati “complottisti” dai “soliti idioti”.

Ciò che segue è solo una rassegna delle ultime ” geniali trovate” europee che si aggiungon a tante altre già presentate nel nostro sito ( vedi ad es. QUI e QUI). (GLR)


 

EURO DIGITALE AL VIA. LA BCE ANNUNCIA LA SPERIMENTAZIONE A PARTIRE DAL 1° NOVEMBRE 2023

L’euro digitale arriverà il 1 novembre 2023. Non si tratta di uno “scherzetto” dell’ormai globalizzata festa di Halloween, ma di una decisione del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, l’organo decisionale dell’istituto presieduto da Christine Lagarde, composto dai governatori delle banche dei Paesi membri…

Se al tracciamento ed al controllo ci siamo abituati come la rana bollita della famosa metafora, c’è sicuramente un altro aspetto della moneta digitale a cui siamo perfettamente preparati: la totale assenza di contante dalle nostre tasche…..


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MILANO, SALA: “STOP ALLE AUTO PRIVATE IN CENTRO DAL PROSSIMO ANNO”

Stop alle auto private nel centro di Milano tra gennaio e giugno del 2024. Lo ha ribadito,  a margine dell’evento dal titolo: “Il Verde e il Blu Festival”, il sindaco Beppe Sala….


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PESCA COME IL GRANDE FRATELLO: OBBLIGO DI TELECAMERE SULLE BARCHE

Il Grande Fratello sale a bordo dei pescherecci. Il Parlamento Europeo ha dato il via libera alle nuove norme di controllo della pesca.

Le misure prevedono l’installazione di telecamere sulle barche e la registrazione digitale di ogni pesce catturato al termine della giornata. Il risultato della pesca sarà poi reso noto alle autorità nazionali o della Commissione Europea

 

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TOSCANA, SECONDO LA REGIONE CAMINI E STUFE VANNO “DICHIARATI”. IL MOTIVO? INQUINANO

Ancora brutte notizie per i possessori di stufe, caldaie o camini alimentati a legna o pellet. Non è una novità che questi strumenti siano nel mirino delle politiche “green imposte da Bruxelles e già da diversi anni alcune Regioni puniscono con una ammenda fino a 5mila euro chi non si munisce di un camino o di una stufa di ultima generazione…

Il dubbio del sindaco è che la Regione nasconda un’altra finalità che poco ha a che fare con l’ambiente. E cioè, chiosa Chiassai Martini, “passare presto dalla politica dell’ecobonus a quella dell’ecotassa, per rimpinguare le casse regionali a scapito della collettività”.

 

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STOP ALLA MONOCOLTURA DI GRANO E MAIS: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE

La Politica Agricola Comune (PAC) è la strategia adottata dall’Unione europea per regolare il settore agricolo.

Dopo essere stata approvata dal Parlamento UE nel 2021, la PAC si appresta così a entrare nei nostri ordinamenti tra il 2023 e il 2024. Ci sono però diversi aspetti controversi all’interno di questa strategia. Ne parliamo in questo spazio di approfondimento.


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L’UE A GAMBA TESA SU AGRICOLTURA E PESCA

Incapace di placare le guerre che insanguinano i suoi confini e di dimostrarsi protagonista dei grandi eventi della storia, l’Unione Europea si conferma particolarmente minuziosa nel disciplinare settori strategici come l’agricoltura e la pesca, imponendo norme che generano spesso difficoltà a imprese e lavoratori…


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AGRICOLTURA ITALIANA, LA SFIDA TRA TRADIZIONE, REGOLE E FUTURO

Le politiche agricole europee sembrano sempre più spesso andare in direzione contraria rispetto all’agricoltura italiana, che rischia di perdere la propria tipicità a causa di regole che la imbrigliano, favorendo le produzioni su vasta scala.

La PAC, Politica Agricola Comune per il periodo 2023-2027, approvata nel 2021, prevede un grande cambiamento…


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AGRICOLTORI ITALIANI IN PERICOLO. “L’EUROPA COLPIRÀ DURAMENTE PUGLIA E PIANURA PADANA”

Stop alle coltivazioni di mais nella pianura padana e di grano in Puglia, almeno un anno sì e uno no,. Dal 2024 l’Europa ha stabilito lo stop alle coltivazioni continuative. Obbligatorio l’avvicendamento delle colture previsto dalla Politica agricola comune (PAC).

Il motivo dietro questa scelta dell’Europa è la sostenibilità ambientale. Le ripercussioni per l’economia italiana, per la filiera agricola, per la qualità di ciò che arriva nelle nostre tavole potrebbero essere drammatiche. Gli scenari successivi a questa scelta li racconta l’economista Antonio Maria Rinaldi.

 

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Agricoltura alla Stalin

La collettivizzazione dell’ agricoltura fu sostanzialmente voluta da Stalin alla fine degli anni ’20 del secolo scorso per cercare di superare la crisi alimentare acuita dalla rapida industrializzazione e fu di certo il passaggio più delicato e più sanguinoso della storia dell’Urss. Ma oggi vediamo che le stesse cose cominciano ad accadere in Europa che sembra voler sintetizzare il peggio del nazismo e il peggio del comunismo, come può in effetti accadere quando comandano i burattini di qualcuno e non degli uomini.

Adesso l’ordine di coltivate il mais a rotazione con altre colture  meno redditizie in un settore già taglieggiato dal sistema aziendale e commerciale,  sta mettendo in crisi Piemonte, Lombardia e Veneto e probabilmente getterà molte aziende agricole in una situazione impossibile: sono settant’ anni che ci magnificano la società di mercato e la sua capacità di adattarsi, ma adesso invece si danno ordini di servizio su cosa e su quando coltivare.

Ma l’obiettivo finale ha ben poco a che  vedere con la produzione alimentare in sé. Gli agricoltori vengono man mano allontanati dalla terra che hanno coltivato per generazioni per evitare che essi siano un ostacolo sulla via della globalizzazione politica: se le aziende agricole di piccole e medie dimensioni chiudono i battenti, i governi e le multinazionali agroalimentari possono impossessarsi della terra e dunque coloro che controllano i Paesi controllano anche  l’approvvigionamento alimentare e le singole persone col ricatto alimentare.

Gran parte di questa minaccia è oscurata dall’Agenda 2030, che contiene 17 obiettivi di sviluppo sostenibile con 169 traguardi specifici da attuare in tutto il mondo e in ogni paese entro il 2030, compresa l’introduzione di grilli, insetti e vermi nella dieta. Le politiche verdi in tutto il mondo che  prendono di mira ogni cosa anche la più ridicola, dall’eccesso di azoto alla presunta protezione delle specie in via di estinzione, fanno tutte parte di un piano per allontanare i piccoli agricoltori dalla terra,. facendo loro saltare i conti e aprire la strada al controllo totalitario dell’approvvigionamento alimentare.

Tutto questo si fonda sulla madre di tutte le balle che viene sfacciatamente sostenuta anche in totale assenza di prove scientifiche, ovvero il riscaldamento catastrofico che richiede un  abbattimento della Co2 e dunque la messa la bando dei peti bovini e di quelli suini o dell’azoto per rendere più onerose le coltivazioni arrivamdo al limite della convenienza economica.

Tutto l’insieme di queste prescrizione è un’ enorme sciocchezza del tutto priva di senso e in effetti è solo una copertura per un piano politico  che sul campo  è stato portato avanti fin dalla fine degli ’70  dai Peace Corps, US Green Berets e dalle sementi geneticamente modificate, il cui sviluppo è stato diffuso dalle  Ong finanziate da Rockefeller e Ford. In realtà si creano delle crisi completamente inesistenti la cui soluzione è sempre quella dell’esproprio coatto della terra che poi passa  sotto il controllo  delle imprese agricole e dell’élite finanziaria.

Qualcuno si può  mai stupire del fatto che l’Ue sia  una delle più fedeli esecutrici di questo piano? Che inizialmente, nell’ambito dell’Onu, prese il nome di Agenda 21 (per il 21° secolo), e che prevedeva   l’inventario e il controllo di tutta la terra, l’acqua, i minerali, le piante, gli animali, le strutture, i mezzi di produzione, il cibo, l’energia, l’informazione, l’istruzione e che poi si è riversata nell’Agenda 2030 da quando il Wef ha fatto un’alleanza strategica con l’ Onu, costruendovi sopra tutta un’ assurda  distopia.

Ora Stalin ha fatto le stesse cose e con molti morti – anche se ovviamente le cifre vengono di solito moltiplicate per dieci, venti  o in qualche caso anche per  cento – con l’intenzione di migliorare la vita dei russi e delle altre popolazioni dell’Urss.

Fu un errore grave e in realtà  nemmeno  ideologicamente necessario,  ma almeno con una buona intenzione, mentre questi stanno andando verso l’agricoltura collettivizzata attraverso i grandi potentati privati  dell’agroalimentare, per migliorare i già immensi guadagni dei oligarchi e dei loro azionisti e peggiorare la vita di tutti gli altri.

https://ilsimplicissimus2.com/  16/10/2023

 

 

 

BENI ESPROPRIATI DAL “GREEN” E CITTA’ DA 15 MINUTI

I costi di ristrutturazione termica imposti per legge dal “green”, ancora oggi in gran parte proveniente da fonti energetiche fossili, saranno insostenibili per il 70% dei proprietari: ma è un dettaglio senza importanza. Contro tutti coloro che risulteranno inadempienti rispetto ai dettami delle normative europee, l’espropriazione dei beni non-green sarà attuata a grandi linee con l’adozione di tre strategie.


La prima riguarda i proprietari di case libere da mutui, che non saranno in grado di pagare i costi altissimi delle ristrutturazioni green. La via percorsa potrebbe prevedere l’emissione a loro carico di una cartella esattoriale con ipoteca legale che impedisca la vendita del bene, diventato irregolare perché inadempiente rispetto alle nuove normative europee sulle ristrutturazioni ecologiche. Il passaggio di proprietà del bene non ristrutturato sarà effettuato a mezzo aste competitive (truccate), frequentate da rappresentanti di enti e fondi pensione internazionali, o con l’acquisto fuori asta secondo le determinazioni di volta in volta prese dal giudice. Verranno elaborate normative e/o regolamenti ad hoc, con l’emissione di un impianto sanzionatorio sotto forma di oscuro “ordine di servizio”, che il Parlamento farà finta di non vedere, e che non dovrà votare per non essere responsabile dei probabili e conseguenti tumulti popolari da parte degli espropriati. Sarà emesso il 24 dicembre o ad agosto nella disattenzione generale, come è accaduto a moltissimi DPCM recanti ben noti provvedimenti impopolari. In questo modo viene oscurato il massacro sociale causato dalla vastità delle vendite forzate e dai sequestri di case ancora non green.


La seconda riguarda i beni gravati da ipoteca bancaria. L’innalzamento ulteriore delle rate di mutuo, causato dalle unilaterali fluttuazioni dei tassi europei fissi e variabili, non renderà possibile il regolare pagamento delle rate, rendendo moroso il 60% dei mutuatari. In questo caso, i debitori classificati a contenzioso verranno avvicinati da “mediatori” che compreranno il loro bene al 50% del valore di mercato, ma detratto il mutuo residuo comprensivo delle morosità. La cessione trasferirà anche le ipoteche su quei crediti. Le ipoteche consentono la svendita dei beni ipotecati e sotto morosità a prezzi modestissimi e ben al di sotto del loro valore reale. I “mediatori” che porteranno a buon fine queste operazioni, a loro volta gireranno il possesso delle case alle multinazionali immobiliari anglogermanicoamericane… e il gioco è fatto.


La terza riguarda gli affittuari. A loro saranno imposti canoni più alti, fino a renderli insostenibili. È il sistema per cacciare gli affittuari con la forza pubblica ed inserire altri di loro scelta con contratti capestro pieni di clausole vessatorie, contro le quali non si opporrà nessuna associazione di consumatori o sindacati.


Le tre linee operative sono peraltro appoggiate da una dinamica negativa dell’inflazione, causata principalmente dalla crescita smisurata del petrolio quindi dei carburanti, quindi dei prezzi dei beni e servizi distribuiti da trasporti che usano quei carburanti.

Il controllo e la custodia dei beni immobiliari depredati saranno assicurati dalla parcellizzazione delle città di 15 minuti. Ogni area sarà accessibile con varchi controllati da telecamere e con l’identificazione dei passanti. Le aree ridurranno la città ad un mosaico di zone ristrette il cui controllo sarà meno difficoltoso.

I beni requisiti in forza di una normativa verde saranno maggiormente presidiabili da un minor numero di agenti delle forze dell’ordine, che verranno dislocati prevalentemente nelle aree contenenti immobili di pregio, per far fronte efficacemente ad eventuali occupazioni abusive.

Si tratta di una operazione simile a quella di città come di Los Angeles, dove interi quartieri ricchi sono presidiati da migliaia di soldati privati armati fino ai denti che bloccano e identificano chiunque si avvicini a meno di una certa distanza.


I cittadini spogliati di ogni bene di proprietà verranno sospinti verso l’esterno, ed acquartierati in nuove bidonvilles che costituiranno nuovi ed immensi panorami urbanistici di estrema povertà, sotto lo stretto controllo militare di sezioni antisommossa della polizia. Anche in Italia avremo scenari simili alle grandi megalopoli risucchiate dalla darwiniana e feroce logica liberista: ognuno per sé, Dio per tutti.


Adesso forse è più evidente la vera ragione della creazione della “città da 15 minuti”. Ufficialmente, i motivi sono di natura ecologista che vuole tendere alle emissioni zero di CO2. Il motivo vero è l’installazione di una rete di controllo reticolare ed elettronica, con un approccio sistemico totalmente diverso e basato sul posizionamento ovunque di migliaia di telecamere, di valichi, di identificazione dei passanti.


Non ho descritto un distopico film di fantascienza. Se nessuno si opporrà a questo disegno in corso di realizzazione, si potrà tranquillamente parlare di “guerra civile”. Chiarisco per i finti tonti.

Manlio Lo Presti, scrittore e esperto di banche e finanza, https://www.lapekoranera.it/  11/10/2023

 

 

 

UN PAESE DI PAVIDI IRRESPONSABILI

Tutti i giorni ci domandiamo chi mai possa prendersi la responsabilità. Chi possa mai metterci la faccia, giocandosi eventuali carriere e guadagni, soprattutto tirarsi addosso critiche ed eventuali grane giudiziarie ed amministrative.

Chi è e dov’è il baldanzoso amministratore in pectore che se la vuole rischiare? Forse prima di ogni prova elettorale c’è sempre qualcuno fuori dalle righe che ipotizza accendere un braciere per metterci dentro tutte le sanzioni europee, aggiungendo che con lui al potere l’Italia potrebbe lavorare in deroga alle famigerate “norme Ue”. Ma veniamo ai fatti, soprattutto chiediamoci chi mai possa promettere agli italiani che non verrà messa in discussione (e confiscata) la loro casa per colpa delle norme europee.

Da circa un anno ci viene ripetuto che l’obbligo all’adeguamento energetico dell’immobile richiederà per ogni proprietario di casa un esborso tra i sessanta ed i cento ventimila euro. Ben consci che uno scarso venti per cento degli italiani possa far fronte a questo salasso, s’evidenzia che l’Unione europea ha dato agli enti locali la possibilità di sanzionare la “non messa a norma Ue” con le leggi esistenti, che puniscono la realizzazione di illeciti edilizi con la perdita del bene immobile.

In parole povere la casa non messa a norma per incapienza economica dell’intestatario verrebbe acquisita a patrimonio pubblico, quindi un domani conferita al “fondo Ue” dove afferiranno tutti i beni immobili censiti dal piano Dore (i vari catasti europei controllati da Bruxelles in buona compagnia di conti correnti e registri automobilistici).

E non sono affatto fantasie: i Sindaci di Roma, Milano e Bologna possono a ragion veduta dirsi pronti a sanzionare le case non a norma Ue, definendole non più nella legalità, e perché il “Testo Unico per l’edilizia” (art. 31 del D.P.R. 380/01) da all’amministrazione facoltà di confiscare qualsivoglia immobile non più a norma.

Perché non mettere a “norma green” una casa rientra negli illeciti edilizi, in buona compagnia di tutte le “difformità” a permessi di costruire ed obblighi d’adeguamento. Anzi, la non messa a norma Ue rientra, attenendosi alle disposizioni di Bruxelles, nei casi di “non rispetto delle variazioni essenziali alla base del permesso di costruire”. Un tipo di difformità che, trascorso il periodo di possibilità di SCIA (art. 31 c. 9-bis TUE), prevede l’acquisizione pubblica del bene.

I politici promettono che non sarà così. La gente ridacchia e dice “ti pare che ci levano casa?”.

Intanto i comuni come Roma sono già pronti, tramite i propri dirigenti o responsabili dell’ufficio tecnico, ad accertare l’esecuzione delle opere di “messa a norma Ue” degli immobili. Pronti ad ingiungere al proprietario l’adeguamento “green”, pena conferimento dell’inottemperanza al catasto.

L’esproprio è dietro l’angolo, ma succede come per l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., tutti continuano a godersi la vita tra Pompei ed Ercolano, nessuno crede la lava possa cancellare le loro vite.

E perché le “norme green” cancelleranno le nostre vite. Ci renderanno poveri. Ci faranno venire il tumore, perché non sopporteremo psicologicamente il male che ci sta facendo l’Unione Europea.

Ma ci sarà sempre qualcuno pronto a dici “andrò io a Bruxelles a sistemare tutto…ti prometto che rimuoveremo ogni ostacolo catastale”.

La ex-italia (come la definisce l’amico Manlio Lo Presti) assomiglierà sempre più un campo profughi europeo, con la gente senza più casa ammassata in bidonville tecnologiche fuori dai centri abitati.

E in queste nuove realtà le disperazioni italiane, mediorientali, africane e di qualsivoglia terra lontana si mischieranno: sarà come il vociare dei disoccupati che vivono d’espedienti nelle periferie estreme di Napoli, e nessuno ci farà caso.

Per il potere sarà un mero problema d’ordine pubblico, la necessità di leggi più severe contro chi delinque perché ha perso casa o disoccupato. Queste cose il Mezzogiorno le ha già vissute con la ricetta dei Savoia, oggi lo stesso trattamento lo sta riservando Bruxelles a tutta l’Italia.

Promettete ma non mantenete, così faccia e culo restano al sicuro.

Georges Sorel sosteneva che la violenza ha un alto valore morale quando serve a difenderci. Ma gli italiani sopportano davvero tutto? Credono davvero a tutti? Voliamo bassi, sperando si possa formare una coalizione in grado di salvarci, certi che nella classe dirigente possa esserci qualcuno sensibile al problema.

Ruggiero Capone, https://www.lapekoranera.it/  12/10/2023

 

 

 

DALLA RETE ( allargare le immagini)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANNO IV DEL REGIME SANITARIO- ECOLOGICO- DIGITALE

 

 

 

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GLR-NOTIZIE  119 - 25/8/2023. Censura!

Biocrazia!

Un mostro che  possiede il mondo e il nostro futuro.

Chi comanda nel mondo.

 


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