Una guerra nella guerra. La guerra in Ucraina dentro la guerra, quella più importante e fondamentale dei gestori del progetto criminale chiamato Grande Reset. Perchè una guerra può ben servire per una guerra più importante. Si fa di tutto perchè quella guerra secondaria ( anche tragica) scoppi per rafforzare la guerra principale. La guerra principale all’Umanità, alla libertà dell’Umanità da assoggettare attraverso un diabolico susseguirsi di emergenze ora sanitarie, ora climatiche, ora ambientali verso la grande meta: la digitalizzazione dell’esistenza e delle identità, la sorveglianza globale, il transumanesimo, in una parola la “nuova normalità” progettata negli antri oscuri e miliardari delle élite del Grande Reset (vedi QUI).

Per questa guerra, in corso ormai da due anni e preparata almeno da quaranta attraverso la Fabian Society, il Club di Roma, il World Economic Forum, l’Event 201, con l’Agenda 2030 e tanti altri soggetti istituzionali mondiali, una guerra nel cuore dell’Europa può e deve essere molto utile. Un’utilissima distrazione di massa dalla guerra che stanno conducendo di assoggettamento del pianeta ( leggi QUI).

L’importante è stare sulla graticola, sentire che la vita sfugge, il pericolo incombe, la precarietà economica si fà e si farà sempre più devastante. L’importante è che milioni di sciocchi covidioti continuino ad essere il supporto di base di questo progetto criminale avendo sempre, sempre paura: paura del virus, paura di altre cento malattie, paura delle varianti, paura dell’inquinamento, paura del cambiamento climatico, paura della penuria energetica, paura di non farcela a pagare le bollette, ed ora paura della guerra senza mai, però, avere paura del mostro che sono.

Senza mai avere schifo di ciò che bevono frementi alle fonti avvelenate dei media asserviti ai governucoli. Senza mai ribellarsi ad una politica governativa sempre più oppressiva, che cancella i diritti, la Costituzione e costruisce apartheid (leggi QUI). Senza approfondire i pericoli per la salute dei cosiddetti vaccini ( terapie geniche, in verità), senza conoscere quanti si sono già gravemente ammalati o sono morti tra i vaccinati (leggi QUI)

Oggi vi offriamo alcune prime riflessioni sulla guerra secondaria che deve supportare la guerra principale ( che “trovate” nel PDF finale). Un contributo di riflessione, se volete.

A la guerre comme à la guerre“, dicono i francesi. Anche per chi Resiste al progetto di farci vivere in ginocchio, spaventati e spregevoli. Si, aveva ragione il rivoluzionario messicano Emiliano Zapata quando, prima di essere ucciso, il 10 aprile 1919, con i suoi compagni  in un’imboscata dell’esercito messicano, disse:

“Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio!”

(GLR)

 

Ed eccoci, ci siamo, la guerra bussa alla porta dell’Europa!

Ma come faranno gli europei unitamene ai loro padroni americani ad andare in guerra? Tutti con la mascherina? Quella antivirus? O quella antigas e antiradiazioni? Saranno tutti vaccinati? E i no-vax potranno dichiarare l’obiezione di coscienza? O saranno allegramente intruppati con i vaccinati per “la difesa dell’occidente”, dell’Occidente?

Questa e tante altre domande meritano una risposta. Dove sono adesso i grandi virologi, cardiologi, neurologi, predicando la bontà di sieri sperimentali?

In nome della guerra dimentichiamo tutto? siamo tornati tutti fratelli? Fino a ieri fratelli di serie A e fratelli impestati, adesso tutti italiani perché la guerra bussa ai confini dell’Europa?

Signori giornali che blaterate di “Occidente sotto attacco”, di quale “Occidente” parlate? Di quello di Draghi o di Biden o di Macron? O di quello della Big-Pharma e della Trilaterale? E sarebbe quindi giusto dare la propria vita per gli uomini che ci hanno massacrato con proibizioni, divieti, decreti assurdi e chi ne ha più ne metta?

…..

Mystes, dalla Rete,  24/2/2022

 

 

 

STANNO USANDO L’UCRAINA PER DISTRUGGERE L’EUROPA

CDC Incontra il fotoreporter che ha vissuto la guerra del Donbass in prima persona: siamo alle porte della guerra?

Siamo alle soglie della guerra? Il riconoscimento delle repubbliche nel Donbass da parte della Federazione Russa è l’acme di un’escalation iniziata mesi fa, che apparentemente vede il blocco NATO contrapporsi alla Russia e i suoi alleati. La situazione, tuttavia, è meno chiara di quella che appare: ne parliamo con Giorgio Bianchi, giornalista e fotoreporter che ha vissuto la guerra del Donbass sul posto, documentandone gli orrori con un occhio particolare alla vita, quotidiana e interiore, dei popoli coinvolti nella barbarie, pur mantenendo un chiaro panorama geopolitico.

Il riconoscimento di Donetsk e Lugansk da parte di Vladimir Putin è un colpo di mano che ha costretto i fautori dell’aumento di tensione bellica degli ultimi tempi a scoprire le carte. Perché l’escalation è avvenuta proprio negli ultimi mesi, e chi l’ha allestita mediaticamente e politicamente? Cosa significa il riconoscimento delle repubbliche separatiste per la Russia e i suoi nemici?

Bianchi ha una visione netta: attaccando la Russia l’establishment globalista vuole interrompere l’approvvigionamento energetico dell’Occidente, e porre le basi della distruzione economica delle nazioni europee, premessa fondamentale del Grande Reset e della Quarta Rivoluzione Industriale.

 

Conduce Marco Di Mauro, regia Bagony Snikett.

Vedi e ascolta:

https://youtu.be/jPJzP_a3cCM

 

https://comedonchisciotte.org/  22/2/2022

 

 

 

 

Draghistan: una nazione senza dignità, serva, sciocca e in vendita

Siamo sempre stati, fondamentalmente, un Paese segna dignità, ma, in un modo o nell’altro, conservavamo ancora un briciolo di indipendenza. Oggi, ormai, non c’è più nemmeno quella mentre, per la dignità, quest’ultima è scomparsa da un pezzo e non tornerà mai più.

Non bastava il Covid

Non bastava il Covid per angosciare le esistenze già deturpate da due anni di ansia costante, adesso ci si mette anche la minaccia di un conflitto mondiale scatenato sulle problematiche dell’Ucraina. Peccato che se dovesse scoppiare un conflitto tra la Russia e la Nato, noi ci saremmo immersi fino alla cintura e ben oltre. Tutto ciò perché facciamo parte della Nato, l’organizzazione creata di sana pianta per fronteggiare l’espansionismo sovietico a ovest. Secondo voi perché dovremmo combattere e, magari, anche morire per l’Ucraina? Non ne vediamo il motivo anche perché gli unici a volerlo intravedere ad ogni costo sono gli americani ai quali un conflitto in Ucraina e alle porte della Russia pare poter essere una manna dal cielo, viste le continue provocazioni verbali del suo presidente. Ora, a parte il fatto che non riusciamo a comprendere l’utilità della Nato dopo che il Blocco di Varsavia è crollato e scomparso e dopo che la Russia è diventata l’ombra di ciò che era, nemmeno comprendiamo per quale motivo l’Italia dovrebbe essere pronta a combattere una guerra del genere.

Da cosa siamo minacciati?

Da che cosa siamo sostanzialmente minacciati? Forse che la Russia sta dimostrando nei nostri confronti atti ostili? no, nemmeno per sogno. Non solo. I russi amano l’Italia e lo hanno dimostrato più volte. E allora perché noi dovremmo essere pronti a ucciderli? Solo perché facciamo parte di un carrozzone militare senza senso a guida americana che deve mantenere decine di migliaia di parassiti in divisa che altro non aspettano se non di mettersi qualche medaglia sul petto avvizzito? Ci raccontano che la Russia sta mirando a espandersi a Ovest. Cos’è uno scherzo? Ci dicono che Putin non accetta che la Nato arrivi ai suoi confini. E che cosa ci sarebbe di male in questo? La Nato, checché ne dica mummia Biden, è sempre stata in funzione antisovietica prima e antirussa dopo. Cosa farebbe l’America al posto della Russia quando per molto, ma molto meno ha scatenato conflitti, provocato stragi e rovesciato governi in mezzo mondo?

Putin ha ragione

Putin dal suo punto di vista ha ragione: la Nato non può stargli alle costole appiccicata come un’ostrica allo scoglio. Putin non sta simpatico al Pensiero Unico Dominante perché è considerato un sovranista, un dittatore, un pericolo per la pace nel mondo. In realtà Putin non piace perché è molto, ma molto diverso dai politicanti da strapazzo dell’Occidente, senza spina dorsale e sostanzialmente invertebrati. Che poi sia un dittatore, probabile, ma, a nostro avviso e di questi tempi, cencio dice a straccio. L’Italia è, come al solito, un servo sciocco che non sa prendere una posizione autonoma e dipende, in tutto e per tutto, dagli Stati Uniti. Roba da vergognarsi se i nostri governanti avessero ancora un briciolo di dignità, ma quale dignità può avere chi è capace di misurare il mondo e gli esseri umani solo in base al denaro?

Non c’è solo l’Ucraina

Ma non c’è solo l’Ucraina a dimostrare che, ormai, siamo peggio di quello che sostenne il cancelliere Metternich al congresso di Vienna: un’espressione geografica. Entro breve tempo il nostro principale orgoglio, il turismo, perderà la sua indipendenza a beneficio di capitali stranieri pronti ad azzannare le nostre concessioni balneari da decenni, spesso, di proprietà di famiglie che hanno fatto di una passione una vera e propria bandiera nazionale.

La Bolkestein

Con la Bolkestein l’Unione Europea, questo cancro devastante e dalle sembianze agrodolci, ha decretato la fine di un’epoca e la distruzione di un intero comparto che per l’Italia è vitale e congenito. Il nostro Paese, ormai senza più alcuna autonomia, cede di fronte alle direttive di un organismo sovranazionale che presto arriverà a scegliere per noi giungendo, infine, alla cancellazione – come è già avvenuto – di ogni traccia di identità nazionale a beneficio di una Europa unita, a parole, in realtà una sorta di massa informe e meticcia da cima a fondo. Ben presto distruggeranno gli inni nazionali così come hanno fatto con le monete, poi passeranno, piano piano, a tutto il resto, fino a cercare di ottenere una specie di menu valido per tutte le stagioni e a tutte le latitudini con le masse ignoranti e povere mantenute nella loro fossa e le élites che, al contrario, avranno i privilegi.

Una nazione in svendita

Non ci sono politicanti anche qui in Versilia che si dicono pronti a fare le barricate pur di respingere la direttiva Bolkestein e ancora una volta i gestori degli stabilimenti balneari si troveranno da soli a dover fronteggiare uno tsunami che segnerà l’ennesimo passo indietro e l’ennesima rinuncia alle proprie origini e alla propria identità. Ormai siamo un Paese in svendita, non contiamo più niente e tutto questo per il semplice motivo che non abbiamo una classe dirigente ma solamente digerente, che mangia, mangia, mangia e dopo aver ingoiato e digerito quel che ha mangiato, è sempre pronta a rimangiare ancora. Così, oggi dovremmo fare la guerra per difendere l’Ucraina che è cosa ben diversa da Danzica come, invece, sostengono gli storici di accatto foraggiati dai loro padroni. Così come Putin è ben diverso da Hitler nonostante ci vogliano far credere il contrario e spendano milioni di dollari per finanziare centri di studi (sic) o riviste di accatto e pseudo specializzate affinché diffondano la favola dell’orso russo pronto a sbranare i bambini del nostro occidente innocente. Peccato che mentre tutti si dicono pronti a scendere in campo per l’Ucraina, nessuno muove un dito per fronteggiare la Cina, ma questo è abbastanza chiaro. Il gigante dagli occhi a mandorla non è la Russia di Putin, ma molto, molto di più.

Fuori dalla Nato e dall’Unione Europea

Noi, comunque, di combattere per l’Ucraina non ci pensiamo nemmeno, così come non pensiamo neanche a combattere contro la Russia per qualsiasi altra ragione. Fuori la nato dall’Italia, fuori l’Italia dalla Nato. Questa frase la sentivamo spesso durante gli anni Settanta e anche Ottanta, ma mai come oggi ci rendiamo conto della sua necessità. A patto, però, che l’Italia esca anche dall’Unione Europea: la libertà non ha prezzo mentre noi, ormai, non abbiamo più nemmeno quello.

Aldo Grandi,  https://www.lagazzettadilucca.it/  21/2/2022

 

 

Questo articolo ci riporta alla guerra primaria, quella più importante, quella per cui ” val bene un’altra guerra“, adattando ciò che disse Enrico di Navarra nel ’500. Meditate, gente, meditate. (GLR)

 

 

COSA C’È DIETRO LA NUOVA PAURA DELL’AIDS?

“Come notato da Off-Guardian: “solo perché stanno allentando sulla Covid non significa che l’agenda dietro la Covid sia sparita. Tutt’altro. Infatti, anche se cercano di scaricare questa pandemia in una tomba poco profonda, stanno già preparando il pubblico per il prossimo allarme sanitario: l’AIDS“.” (dall’articolo che segue)

 

Leggi e scarica il PDF dell’articolo:

cosa-ce-dietro-la-nuova-paura-dellaids


 

ANNO III DEL REGIME SANITARIO

 

 

 

Raccolta di sospetti eventi avversi da “vaccini anti Covid-19”, in ordine cronologico, provenienti dalla stampa italiana e internazionale. Inseriti così come pubblicati in origine, anche in lingua originale non tradotta. Lista aggiornata continuamente.

Vedi QUI

 

 

LEGGETE

GRL-NOTIZIE

E

INFORMAZIONI DI RESISTENZA

 


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In particolare leggete gli articoli che trovate qui: EMERGENZA


In particolare leggete:

Lettera a draghi

Una guerra nella guerra. (2). Un festival d'ipocrisia.


 

Potete scaricare il PDF di questo articolo qui:

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