Articoli marcati con tag ‘sacro’

Prima di tutto vi rimandiamo alla lettura di questo articolo:  IL DOVERE DELLA MEMORIA: 2 novembre. Pasolini, un profeta laico.

E poi riflettiamo che un uomo, un Poeta, un intellettuale a tutto tondo ci manca ormai da 50 anni, da quella maledetta notte del 2/11/1975 all’Idroscalo di Ostia dove forze oscure dello stato ( deep state), che non sopportavano le analisi stringenti e provocatorie del Poeta, lo massacrarono per farlo tacere.

Ci manca, ci è mancata in questi 50 anni la sua lucidità di Profeta Laico che sapeva leggere il presente e i suoi orrori e quindi sapeva indicare dove saremmo arrivati.

Quindi ci manca a maggior ragione oggi, al tempo del progetto criminale globale chiamato Grande Reset, voluto e gestito dall’aristocrazia finanziario-usuraia per costruire una governance globale e la sottomissione dell’umanità.

Ci avrebbe sicuramente aiutato a capire, capire e come difendere la nostra umanità dalla “nuova normalità” prevista dal Grande Reset affinchè anche noi potessimo rimanere una “forza del passato” contro un presente e un futuro distopici e disumani.

Anche a costo di rimanere soli ed incompresi ma con la dignità dell’uomo/donna libero. (GLR)

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GLR   CONSIDERAZIONI   (71)

ANNO VI DEL REGIME SANITARIO-ECOLOGICO-DIGITALE

Le altre “GRL-CONSIDERAZIONI ” le trovate  QUI

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Vangelo di Luca 6, 26: Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti. Leggi il resto di questo articolo »

Ho sempre preferito il disagio di stare a sinistra al disagio di stare altrove, ma non capisco l’ossessione di mettere il progresso davanti a tutto. Io non amo il progresso. Amo la vita claudicante, la perplessità, la timidezza, l’affanno. Amo una politica dolce, quieta: praticamente non amo la politica fatta solo per gli umani. Non ci siamo solo noi al mondo e il fatto che ormai siamo tantissimi è già un problema molto grave. Credo a una politica docile, ingenua, incantata, praticamente credo alla poesia. Per fare qualcosa di sinistra non c’è bisogno di affidarsi a un continuo rimpasto di sigle e progetti che alla fine portano più o meno sempre alla stessa conclusione: pure la sinistra vuole la crescita e si combatte il capitalismo con lo stesso ferro vecchio: l’homo oeconomicus. Leggi il resto di questo articolo »

Lo stesso fervore religioso diventa un pericolo in quanto sacralizza come volontà di Dio ciò che è invece il prodotto ideologico di un ambiente sociale, di una cultura particolare… Per questo la critica alla religione è spesso un fatto altamente positivo in quanto nella religione, come comportamento pubblico, si ritrovano sacralizzati aspetti in cui non c’è nessuna volontà di Dio, ma c’è, purtroppo, la volontà del potere e la volontà dei gruppi egemoni che si servono della religione per tenere le coscienze succubi a obiettivi che non hanno niente a che fare con il disegno di Dio.

padre  Ernesto Balducci,  1990


Il dolore. E la consolazione. Le persone grandi andandosene sembrano preoccuparsi di chi resta. Lasciano un vuoto, ma anche una traccia di speranza. Che sia quella divina o una più umana e, però, comunque grande. In una settimana abbiamo dovuto salutare due persone vicine a noi, al giornale, ma prima di tutto ai nostri pensieri: don Andrea Gallo e Franca Rame. Oggi ci troviamo a cominciare una nuova settimana senza di loro. Ma con il compito di portare avanti i loro ideali. Così ognuno di noi si chiede quale sia il messaggio ultimo di don Andrea e di Franca. E un cosa ci appare quasi sorprendendoci: abbiamo sempre parlato di loro come di due “eretici”, forse per renderli in qualche modo anomali , diversi da noi. In realtà erano due persone pure. E la purezza, come avviene per l’ossigeno, se respirata senza filtro rischia di bruciarci. Leggi il resto di questo articolo »

Tendiamo spesso a dimenticare che siamo ospiti della vita. Nasciamo senza volerlo e saperlo in un determinato tempo e luogo e, senza volerlo e saperlo, il corpo che abbiamo ricevuto in eredità dispiega spontaneamente i suoi mirabili processi. Su questi automatismi le religioni fondano la convinzione che la vita appartenga a Dio e non a noi. Il fatto che dipendiamo da potenze inconsce o più grandi di noi che operano senza il nostro consenso e che segnano in parte il nostro destino non significa, tuttavia, che dobbiamo consegnarci loro passivamente. Al contrario, tutta l’evoluzione della nostra specie rappresenta lo sforzo di emanciparci dal loro diretto dominio, di interrompere l’immediatezza dell’istinto, di educare e mettere argini alle passioni attraverso il consolidamento della volontà, di incrementare le conoscenze grazie all’esperienza e alla riflessione, di apprendere a risalire il corso del tempo a ritroso per mezzo della memoria. Leggi il resto di questo articolo »

Perché i laici cristiani sono assenti dal dibattito politico? Perché la  scomparsa della Dc ha trasformato la Chiesa nell’utilizzatrice diretta dei voti dei fedeli

Interrogato sulle ragioni per le quali il laicato cattolico oggi sembra tacere, senza reagire alle invasioni di campo della Chiesa, ho così risposto: purtroppo a tacere oggi non è solo il laicato cattolico – salvo eccezioni – ma è l’Italia tutta – salvo eccezioni – di fronte allo scempio che l’attuale classe politica di governo sta infliggendo al Paese; c’è una società intera che subisce e che tace, senza che prenda forma una reazione adeguata volta a salvare le istituzioni democratiche e la stessa anima del Paese corrotta dal nuovo fascismo. C’è una crisi della laicità che non è solo dei cattolici ma è anche della società e della cultura  denominata laica. Ciò dipende dal fatto che la laicità, nella sua accezione moderna e nella sua realizzazione politica come Stato laico e democratico, non è sufficientemente fondata. La laicità non è laicamente fondata – cioè basata su ciò che c’è di più umano nell’uomo, ovvero sulla sua libertà – perché storicamente è stata costruita per sottrazione alla religione (“come se Dio non ci fosse”) anziché sullo scioglimento del vincolo imposto dal sacro. Leggi il resto di questo articolo »

C’è chi vede nelle religioni un’immensa fonte di violenza al punto che, se sparisse­ro, il mondo non avrebbe che da guada­gnarci. Altri che, al contrario, le considerano come indispensabili artigiane di pace. Tutti han­no in testa una lunga lista di eventi per corroborare il loro giudizio. Da un lato, atti di violenza inauditi, abietti, barbari, dall’altro testimonianze ammirevoli di solidarietà, compassione, resistenza eroica al ma­le: tutti fatti in nome di Dio. Così, le religioni sono capaci del peggio come del meglio. Ma su cosa pog­giano questi estremi: il potere di fomentare l’odio, di umiliare, di dominare e quello di generare la bontà, l’amore, l’aiuto reciproco? Lo sguardo naturalmente si focalizza prima di tutto sui testi sacri delle grandi religioni. Ciò che colpisce è l’immensa bontà che sprigiona da questi: il Dio degli umili della Bibbia, il Dio dei poveri e degli oppressi dei Vangeli, il Dio misericordioso del Corano e i doveri di solidarietà, di condivisione e di giustizia che ne derivano. “Credere che Dio possa ordinare agli uomini atti atroci di ingiustizia e di crudeltà, è il più grande errore che si possa commettere nei suoi confronti”, scriveva Simone Weil nel suo Lettera a un religioso. Leggi il resto di questo articolo »