Articoli marcati con tag ‘impegno civile’

Il quarantesimo anniversario dell’assassinio di Guido Rossa, ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979, è stato accompagnato da un profluvio di retorica che, anche non volendo, annulla il significato della storia. Come se una morte infame fosse il suo unico merito. Bisogna allora ricordare l’esempio che Guido Rossa ha dato da vivo. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 30 dicembre 1997 muore a Trappeto (PA) dopo una breve malattia DANILO DOLCI (73 anni) sociologo, educatore e attivista sociale e della non violenza come logica dell’impegno politico.

 

vedi:  Un uomo solidale: DANILO DOLCI



Ho denunciato il mio capo che aveva usato 500 mila € dell’azienda (soldi pubblici) per le sue spese. Intorno a me, dopo, terra bruciata: trasferito, ho cambiato lavoro.

Dal libro di Andrea Franzoso,  Il disobbediente,  ed. PaperFirst 2017  € 12

“Usa quelle informazioni a tuo vantaggio”, mi suggerì l’allora capo del collegio sindacale della società per la quale lavoravo: Ferrovie Nord Milano. Si riferiva alle spese pazze dell’allora presidente Norberto Achille. Io, invece, andai dai carabinieri e denunciai le ruberie. Avevo scoperto che il presidente addebitava all’azienda le proprie spese personali e quella della sua famiglia: abiti firmati, argenteria, elettrodomestici, serate in locali notturni, viaggi, il noleggio di un’auto in California, pranzi e le cene al ristorante in località di villeggiatura, la spesa al supermercato, la benzina, gli abbonamenti alla PayTV – compreso l’acquisto di film porno –, le scommesse sportive e il poker online, la toelettatura del cane, articoli di profumeria, 125 mila euro di telefonate fatte dai suoi familiari con i cellulari di servizio, oltre 180 mila euro di multe accumulate da suo figlio con l’auto aziendale e così via. In totale, circa mezzo milione di euro. Leggi il resto di questo articolo »

Il 25 aprile del 1992 muore in un grave incidente stradale presso Cesena ERNESTO BALDUCCI (69 anni) presbitero, scrittore e teologo.

Quando morì stava tornando da un’ennesima conferenza, incentrata sul tema della Liberazione e svolta a San Giovanni in Persiceto ( Bologna), verso la Badia Fiesolana (Firenze) dove viveva con i suoi confratelli Scolopi.

Balducci fu una delle personalità di maggior spicco nella cultura del mondo cattolico italiano nel periodo che accompagnò e seguì il Concilio Vaticano II. Fu legato a figure come GIORGIO LA PIRA, LORENZO MILANI, MARIO GOZZINI, DAVIDE MARIA TUROLDO, PRIMO MAZZOLARI e a tanti altri del mondo dei cattolici democratici e di sinistra, intrecciando anche forti legami con numerose personalità del mondo laico come LELIO BASSO, Ernest Bloch, Roger Garaudy. Fu un protagonista assoluto della vividezza culturale e religiosa della Firenze tra gli anni cinquanta e novanta. Leggi il resto di questo articolo »

Il 30 dicembre 1997 muore a Trappeto (PA) dopo una breve malattia DANILO DOLCI (73 anni) sociologo, educatore e attivista sociale e della non violenza come logica dell’impegno politico.

Dolci nacque a Sesana, paese oggi in Slovenia, nella famiglia di un ferroviere siciliano e compie i primi studi in Lombardia diventando geometra nel 1943 e insieme acquisisce la maturità artistica: Dolci era attratto dalla musica classica e da autori impegnati moralmente come Tolstoj, Voltaire e Seneca. Durante gli anni del fascismo sviluppò presto una decisa avversione alla dittatura: durante una sua breve residenza a Tortona strappò manifesti propagandistici del regime e nel 1943, dopo aver rifiutato la divisa della RSI, tentò di attraversare il fronte ma venne arrestato a Genova dai fascisti. Riuscì a fuggire e si rifugio in Abruzzo. Leggi il resto di questo articolo »

A settanta anni dal 1943 questo 25 aprile serve per una riflessione e un bilancio. Allora tutto cominciò con una scelta. Quando l’8 settembre crollò lo Stato, tutti furono lasciati soli con la propria coscienza. Di colpo le istituzioni scomparvero togliendo a ognuno protezione e sicurezza; nel marasma delle fughe del re, dell’ignavia dei generali, della protervia dei nazisti, ognuno fu costretto a riappropriarsi di quella pienezza della sovranità individuale alla quale si rinuncia ogni volta che si sottoscrive un patto di cittadinanza che preveda uno scambio tra diritti e doveri, libertà e regole, autonomia personale e legami sociali. Dopo l’8 settembre 1943, nello scenario comune di un’esistenza collettiva segnata dalla paura, dalla fame, dall’incubo delle bombe e della morte, non tutti però reagirono allo stesso modo. Leggi il resto di questo articolo »

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