Adoro la mia patria perché adoro la Patria; la nostra libertà, perch’io credo nella Libertà; i nostri diritti, perché credo nel Diritto-

Come la Patria, più assai che la Patria, la Famiglia è un elemento della vita.
Ho detto più assai che la Patria. La Patria sacra oggi, sparirà forse un giorno, quando ogni uomo rifletterà nella propria coscienza la legge morale dell’ Umanità: la Famiglia durerà quanto l’uomo. Essa è la culla dell’ Umanità. Come ogni elemento della vita umana, essa deve essere aperta al Progresso, migliorare d’epoca in epoca le sue tendenze, le sue aspirazioni; ma nessuno potrà cancellarla.

Per la Famiglia più sempre santa e inanellata sempre alla Patria: è questa la vostra missione. Ciò che la Patria è per l’ Umanità, la Famiglia deve esserlo per la Patria. Com’ io v’ ho detto che la parte della Patria è quella d’educare uomini, così la parte della Famiglia è quella d’educare cittadini, Famiglia e Patria sono i due punti estremi d’una sola linea. E dove non è così, la Famiglia diventa Egoismo, tanto più schifoso e brutale quanto più prostituisce, sviandola dal vero scopo, la cosa la più santa, gli affetti.

Oggi, l’egoismo regna spesso purtroppo e forzatamente nella Famiglia. Le tristi istituzioni sociali lo generano. In una società fondata su spie, sbirri, prigioni e patiboli, la povera madre, tremante ad ogni nobile aspirazione del figlio, è sospinta a insegnargli la diffidenza, a dirgli: bada! l’uomo che ti parla di Patria, di Libertà, d’Avvenire, e che tu vorresti stringerti al petto, non è forse che un traditore.

In una società nella quale il merito è pericoloso, e la ricchezza è la sola base della potenza, della sicurezza, della difesa contro la persecuzione e il sopruso, il padre è trascinato dall’affetto a dire al giovine anelante la Verità: bada, la ricchezza è la tua tutela: la Verità sola non può esserti scudo contro l’altrui forza, contro l’altrui corruttela.

Poche madri, pochi padri, in questo secolo irreligioso, intendono segnatamente nelle classi agiate, la gravità, la santità della missione educatrice : poche madri, pochi padri pensano che le molte vittime, le lotte incessanti e il lungo martirio dei nostri tempi sono frutto in gran parte dell’egoismo innestato trenta anni addietro nelle anime da madri deboli o da padri incauti i quali lasciarono che i loro figli s’avvezzassero a considerare la vita non come dovere e missione, ma come ricerca di piaceri e studio del proprio benessere. Per voi, uomini del lavoro, i pericoli sono minori; i più fra i nati da voi imparano purtroppo la vita delle privazioni. E minori sono d’altra parte in voi, costretti dalla povera condizione sociale a continue fatiche, le possibilità d’educare come importerebbe. Pur nondimeno potete anche voi compiere in parte l’ardua missione. Lo potete con l’esempio e con la parola. Lo potete con l’esempio:
“I vostri figli saranno simili a voi, corrotti o virtuosi secondo che sarete voi stessi virtuosi o corrotti. Come mai sarebbero essi onesti, pietosi, umani, se voi mancate di probità, se siete senza viscere per i vostri fratelli ? come reprimerebbero i loro grossolani appetiti, se vi vedono abbandonati all’ intemperanza ? come serberebbero intatta l’ innocenza nativa, se voi non temete d’oltraggiare davanti ad essi il pudore con atti indecenti o con oscene parole? Voi siete il vivente modello sul quale si formerà la pieghevole loro natura. Dipende da voi che i vostri figli riescano uomini o bruti” (Lamennais, Libro del Popolo, XII).

E potete educare con la parola. Parlate loro di Patria, di ciò ch’essa fu, di ciò che deve essere.

Quando, la sera, dimenticate, fra il sorriso della madre e l’ingenuo favellìo dei fanciulli seduti sulle vostre ginocchia, le fatiche della giornata, ridite ad essi i grandi fatti dei popolani delle antiche nostre repubbliche; insegnate loro i nomi dei buoni che amarono l’Italia e il suo popolo e per una via di sciagure, di calunnie e di persecuzioni, tentarono migliorarne i destini. Instillate nei loro giovani cuori, non l’odio contro gli oppressori, ma l’energia di proposito contro l’oppressione. Imparino dal vostro labbro e dal tranquillo assenso materno, come sia bello seguire le vie della Virtù, come sia grande piantarsi apostoli della verità, come sia santo sacrificarsi, occorrendo, per i propri fratelli. Infondete nelle tenere menti, insieme ai germi della ribellione contro ogni autorità usurpata o sostenuta dalla forza, la riverenza alla vera, all’unica Autorità, l’autorità della Virtù coronata dal Genio. Fate che crescano, avversi egualmente alla tirannide ed all’anarchia, nella religione della coscienza inspirata, non incatenata, dalla tradizione. La Nazione deve aiutarvi in questa opera. E voi avete, in nome dei vostri figli, diritto di esigerlo. Senza Educazione Nazionale non esiste veramente Nazione.

Giuseppe Mazzini, da I doveri dell’uomo, 1860

 

vedi:  Quelle passioni meschine che avvelenano la politica

Socialismo e cultura

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