Articoli marcati con tag ‘Mario Monti’

Cara banca d’affari, dopo Renzi non tutto è perduto: ha vinto il “No” ma, come per lo stadio della Roma, basterà amministrare in senso opposto alla Costituzione e il referendum verrà vanificato

Caro Direttore, ho ricevuto per posta il documento che qui allego. L’anonimo mittente dice di averlo trovato frugando nelle cartacce in zona Montecitorio, ma non fornisce prove della sua autenticità. Personalmente lo ritengo un falso, per giunta firmato con uno pseudonimo, ma lo mando lo stesso alla Sua attenzione, anche perché i fatti in esso ricordati sono veri. Vedrà Lei se merita di raggiungere le pagine del Fatto. Con saluti cordiali.

Salvatore Settis            il Fatto   14 marzo 2017 Leggi il resto di questo articolo »

 Nei 62 governi del dopo Mussolini, Milano ha mandato a Roma 4 presidenti del Consiglio: Craxi, Berlusconi e il Monti che si ripropone. Nel ’45 Ferruccio Parri. Pochi per la capitale del miracolo che ha rimesso in piedi il paese inginocchiato dalla guerra. Pochi ma indimenticabili. Craxi, 1983, primo socialista a Palazzo Chigi e primo uomo di Stato svergognato in tribunale: sceglie la fuga ad Hammamet. Ancora ci perseguita l’eredità di quel decreto che rompe il monopolio Tv e sconvolge il sistema della frequenze. Quarant’anni dopo restiamo in coda all’Europa. Firma il regalo all’amico Berlusconi. Fininvest compra la diretta del Mundialito organizzato dalla dittatura militare argentina con l’aiuto di Artemio Franchi, presidente della Fifa, per caso numerario P2 come chi sappiamo. Un magistrato oscura le trasmissioni fuorilegge e il Craxi furibondo firma il decreto-regalo trascurando l’aula grigia del Parlamento. Craxi non è solo questo: si ribella all’imposizione Usa nello scontro di Sigonella, ma è anche il politico che allarga ai giornali la lottizzazione televisiva. Chi disobbedisce, alla gogna. Leggi il resto di questo articolo »

Dove hanno sbagliato Mario Monti e il suo governo? Secondo Edward Luttwak, che si intende di cose italiane, Monti ha sbagliato perché invece di fare ciò che come tecnico poteva fare senza pagare pedaggi politici, come ad esempio ridurre drasticamente lo stipendio del capo della polizia che in Italia guadagna quattro volte di più del capo dell’FBI in America, e invece di fare qualche taglio salutare ai compensi sproporzionati di grandi funzionari e manager di Stato, si è messo in mente di rifondare la Repubblica e si è accanito su temi squisitamente politici e causa di sofferenza per tutti, come il regime delle pensioni e le modalità dei licenziamenti. A sua volta Obama ha lamentato che mentre la dottrina del rigore e gli interventi di sistema avranno effetti a lungo termine, è adesso che ci vogliono scelte di rilancio dell’economia e della fiducia. Insomma Monti non ha messo la tecnica al servizio della politica, ma ha messo la tecnica al posto della politica, nella presunzione sbagliata che i governi non debbano scegliere tra diverse alternative, ma solo applicare integralmente leggi incontestabili dettate dalla natura stessa delle cose, come sarebbero le leggi dell’economia, delle borse e dei Mercati. Leggi il resto di questo articolo »

Jeoffrey Geuens, professore incaricato presso l’Università di Liegi, autore di La Finance imaginaire. Anatomie du capitalisme : des «marchés financiers» à l’oligarchie, Aden, Bruxelles, 2011. (traduzione dal francese di José F. Padova). Spesso i socialisti europei denunciano con virulenza la finanza, che regna in modo assoluto sul globo e che converrebbe regolamentare in modo migliore. Inoltre bisognerebbe sapere di che cosa e di chi si parla, perché l’immagine incorporea dei «mercati» ha l’effetto di lasciare nell’ombra i beneficiari della crisi e delle misure di austerità in corso.

Passato dalla banca pubblica alla finanza privata, e da François Mitterrand a François Bayrou, Jean Peyrelevade spiegava nel 2005: «Il capitalismo non è più percepibile direttamente. (…) Rompere con il capitalismo è rompere con chi? Mettere fine alla dittatura del mercato, fluida, mondiale e anonima, è prendersela con quali istituzioni?» E questo ex direttore aggiunto del gabinetto del primo Ministro Pierre Mauroy conclude: «Marx è impotente in mancanza di un nemico identificato». Leggi il resto di questo articolo »

Con il mercato, contro i lavoratori. Mentre il governo si appresta a riformare l’articolo 18, Mario Monti sposa il Marchionne pensiero: “Chi gestisce la Fiat ha il diritto e il dovere di scegliere per i suoi investimenti e per le sue localizzazioni le soluzioni più convenienti”. Parole che svelano l’illusione del governo “tecnico”. Ricordandoci la grande differenza che c’è tra politiche liberiste e liberali. A proposito della trattativa sull’articolo 18 (davvero un momento sempre più epocale per la storia dell’Italia e nei prossimi secoli si distinguerà ancora tra un prima e un dopo riforma dell’articolo 18!) Mario Monti ha detto alle parti sociali che tutti dovrebbero rinunciare a qualcosa. Teoricamente una richiesta di grande buon senso, di solito in una trattativa ci si comporta così; ma questo accade davvero solo se le parti del contratto/accordo sono in posizione paritaria, con uguali diritti e uguali doveri e se cedono cose comparabili. Leggi il resto di questo articolo »

Due atti recenti del governo Monti ne definiscono la natura più di ogni altra cosa; l’uno era un atto in qualche modo dovuto, il rifiuto delle Olimpiadi a Roma, l’altro era imprevedibile, e perciò tanto più significativo, la richiesta da parte dell’avvocato dello Stato, parte civile nel processo per la corruzione di Mills, di un risarcimento di 250.000 euro da parte di Silvio Berlusconi per il discredito arrecato col suo comportamento alla Presidenza del Consiglio. Questo secondo evento segna la netta discontinuità del governo Monti rispetto a quello precedente, nonostante esso sia appoggiato dallo stesso partito dell’ex presidente di cui si chiede la condanna. La discontinuità sta in questo, che al di là delle parole vellutate con cui Monti lusinga il suo predecessore, il Palazzo Chigi di oggi chiede i danni al Palazzo Chigi di ieri; e qui non c’è il preteso accanimento della magistratura milanese, qui c’è lo Stato che si dichiara parte lesa riguardo a chi lo ha governato per tanti anni. È una liquidazione politica, non la sentenza per un reato. Leggi il resto di questo articolo »

Calendario eventi
marzo 2019
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
Cerca nel Sito
Newsletter
In carica...In carica...


Feed Articoli