Le tessere per costruire il mosaico di cosa c’è dietro questo orrore sanitario, i suoi pericolosi vaccini e i suoi vessanti lockdown, ci sono già quasi tutte  ( leggi, oltre a questo articolo, gli articoli presenti in questo link: http://www.gruppolaico.it/category/rassegna-stampa/emergenza-rassegna-stampa/ ).

Ma ci sono gli “schiavi credenti nella tirannia”, come li definisce Giordano Bruno, che anche se apparisse domineddio e dicesse cosa veramente si nasconde dietro questa oppressione che dura da un anno, riaffermata in queste ore dal drago casalingo, continuerebbero a sbavare dietro speranza, draghi, di maio, crisanti, ricciardi ecc. permettendo la loro tirannia.

Ma questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre” dice il versetto 53 del capitolo 22 del Vangelo di Luca. E, principalmente per colpa dei covidioti, schiavi e complici, il mondo, l’italia, i pensanti sono in “schiavitù”.

Gesù, fate luce è il titolo di un libro dello scrittore napoletano Domenico Rea, pubblicato nel 1950 e vincitore del premio Strega. Si, “Gesù, fate luce” in quelle capocce buie dei covidioti! (GLR)



VACCINA MONDO!

Il 10 marzo 2021 il British Medical Journal (non un rotolcalchetto italidiota) ha pubblicato un articolo (documentato) in cui si attesta che la Pfizer ha propinato all’Unione europea vaccini con mRNA difettoso e che l’EMA (agenzia del farmaco europea) ha coperto il caso.

La domanda cruciale è la seguente: i cosiddetti vaccini anticoronavirus (assemblati in gran fretta) garantiscono alle cavie covidiote l’immunità neutralizzante?

Sotto la tecnocrazia non è ammesso il dissenso critico. L’obiettivo sotto gli occhi anche dei ciechi, è quello di sottomettere l’umanità al peggio.

Il nuovo coronavirus (peraltro mai veramente isolato) è soltanto un pretesto per annientare la libertà degli esseri umani. Un regime dittatoriale, locale o globale, non si può riformare, ma soltanto disarcionare.

Gianni Lannes, giornalista http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/ 12/3/2021

Riferimenti:  https://www.bmj.com/content/372/bmj.n627

 

 

 

VACCINO LETALE O MICIDIALE?

Il vaccino anticoronavirus – testato direttamente sulla popolazione -uccide i malcapitati o li danneggia a vita. Nessuno può escluderlo.

Vaccino AstraZeneca: «lotto ABV2856». Due fiale dello stesso stock, già sequestrato dalla Procura della Repubblica di Siracusa, potrebbero avere prodotto effetti letali sul sottufficiale della Marina Stefano Paternò, 43 anni, deceduto poche ore dopo la somministrazione, e sull’agente dell’Anticrimine di Catania Davide Villa, 50 anni, stroncato dopo giorni di sofferenza.

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Da ieri ha aperto un’inchiesta anche il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. Come aveva fatto la procuratrice di Siracusa Sabrina Gambino appena ricevuto l’esposto della moglie del sottufficiale Paternò, Caterina Arena, tempestiva nell’indicare l’immediatezza fra iniezione e decesso del marito.

Zuccaro ha esteso l’indagine a Trapani e Napoli, dove, dopo essere stati vaccinati, sono rispettivamente morti un maresciallo dei carabinieri, Giuseppe Maniscalco, e una insegnante di 62 anni, Annamaria Mantile. Non solo, ma sempre a Napoli l’attenzione si concentra anche su un quinto decesso, quello di un operatore scolastico di 58 anni vaccinato, come Mantile, da un lotto diverso da quello sequestrato.

Gli effetti devastanti potrebbero determinarsi in soggetti predisposti, nei trombofiliaci. Alcuni eccipienti non sarebbero tollerati da chi ha problemi venosi. Questa ipotesi ci porta anche a Napoli perché la sintomatologia dell’insegnante deceduta sarebbe simile a quella riscontrata a Catania.

A sospendere in via precauzionale le somministrazioni di vaccino AstraZeneca sono stati diversi paesi europei, per primi la Danimarca e l’Austria, successivamente anche l’Italia, con l’Agenzia Italiana del Farmaco che ha disposto il blocco sull’utilizzo di un lotto del vaccino sviluppato in collaborazione con l’Università di Oxford.

Alcuni campioni ora verranno analizzati per verificarne la conformità, poi dovrebbe scattare la rimozione del blocco e la libertà di somministrarlo. Un fatto è certo: i tutti i vaccini attualmente iniettati in Italia e nel mondo, non coprono le varianti virali. Allora che senso ha iniettarli in tutta fretta se non c’è immunizzazione?

Gianni Lannes, giornalista http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/ 12/3/2021

Riferimenti:  https://www.aifa.gov.it/-/aifa-dispone-divieto-di-utilizzo-di-un-lotto-astrazeneca-accertamenti-in-corso-in-coordinamento-con-ema

 

 

Quanti, quanti medici ed esperti sono presenti nel nostro sito con interventi scritti o video che hanno cercato e cercano di avvisarci dei pericoli di salute mentale e fisica che corriamo con mascherine, vaccini, lockdown e distanziamenti ( leggi, ad esempio, Medici e scienziati non allineati al regime sanitario (9). C'è chi fa veramente il medico. ).

Ma è tutto inutile, per ora. Il regime sanitario- Grande Reset è nel suo momento di maggior forza a causa del bombardamento mediatico e della paura indotta in quei catafalchi viventi che sono i covidioti e quindi hanno voce solo medici e pseudo- esperti di regime. Anche la voce di Garavelli, in questo momento, è inutile. Ma se può servire per convincere qualcuno a non farsi il vaccino di stato allora sarà stato utilissimo. Poi, poi verrà la “Norimberga” per questi criminali al potere… (GLR)

 

 

 

Garavelli: non sono vaccini. Meglio le cure precoci, a casa

Per favore, non chiamateli vaccini: sono terapie geniche sperimentali, e non è detto che bastino a neutralizzare un virus Rna, difficilissimo da “inseguire” proprio perché mutante.

Prof. Pietro Luigi Garavelli

Ma soprattutto: perché dannarsi tanto per questi controversi non-vaccini, quando ormai è assodato che per ridurre la minaccia Covid sono più che sufficienti le cure precoci da somministrare ai primi sintomi, lasciando i pazienti a casa ed evitando quindi la corsa agli ospedali?

A uscire dal coro è il professor Pietro Luigi Garavelli, che dirige il reparto malattie infettive dell’Ospedale Maggiore di Novara, centro sanitario universitario.

Che si arrivasse ai vaccini «era prevedibile, ma non in questo modo», protesta Garavelli, da sempre favorevole alle vaccinazioni ma più che perplesso su quelle progettate per il coronavirus.

«Purtroppo, dovendo fare di necessità virtù e ritenendo di non avere altro in mano (le cure precoci domiciliari) la politica ha puntato tutto sulla vaccinazione». Un rimprovero preciso: se un anno fa si poteva comprendere lo sbandamento generale di fronte a un virus “nuovo”, «ora è imperdonabile» il caos che continua a regnare, tra i gestori dell’emergenza.

Ormai, «del Sars-Cov-2 si conosce quasi tutto», inclusa «l’inefficacia dei lockdown». E i vaccini? Se non vengono rapidamente somministrati fanno presto a risultare inutili, secondo Garavelli, «perché il virus si replica e muta».

Il professore giudica inammissibile che la politica trascuri l’importanza strategica delle terapie precoci, alcune con farmaci “aspecifici” come idrossiclorochina, ivermectina e colchicina, e altre con l’impiego di medicinali mirati come gli anticorpi monoclonali.

Tutte terapie salva-vita, finora incredibilmente «soppiantate dalla grottesca indicazione a dare la Tachipirina», completamente inutile in caso di Covid.

La battaglia – ribadisce Garavelli – non la si può vincere negli ospedali, dove i malati arrivano in condizioni già gravi. La vera trincea resta il territorio, finora gravemente trascurato: serve «la possibilità di fare diagnosi rapide negli studi medici e nelle farmacie».

La verità è che, dopo un anno, l’Italia sembra rimasta all’età della pietra. Le cure esistono e funzionano, ma la politica le ignora. In compenso punta tutto sui nuovi vaccini sperimentali, che veri vaccini non sono.

Terapia genica

Quelli ora disponibili per tentare di immunizzarsi dal Covid, dice Garavelli, sono tutti a base di mRna: «Difficile definirli vaccini: forse è più corretto denominarli “terapie geniche”».

Interessanti? Sì: «Sono totalmente innovativi, nella filosofia di immunizzazione». Ma attenzione: «In altri momenti sarebbero stati immessi con prudenza», cioè secondo il “principio di precauzione”, per scoprire se funzionano davvero e se non rappresentano un pericolo per le persone vaccinate.

Ora, invece, «dopo un breve periodo di sperimentazione su categorie selezionate», questi non-vaccini sono stati utilizzati su larga scala, «ed è accaduto quello che poteva essere previsto».

Ovvero: «In tutto il mondo, tranne che dai “giornaloni”, sono segnalati tutta una serie di effetti collaterali precoci, che ha portato in alcune situazioni al blocco della campagna vaccinale stessa».

A questo dato, prosegue l’infettivologo, si aggiunga «la mancata conoscenza» di troppi elementi, per esempio «gli effetti collaterali a breve e lungo termine». Inoltre, non si sa «quanta parte della popolazione sarà immunizzata, e quanto a lungo».

Secondo il professor Garavelli, non si conosce ancora «la reale efficacia nel prevenire l’infezione e la malattia, che sono cose diverse», visto che la maggior parte dei contagiati è asintomatica.

Non solo: la comparsa di vari ceppi virali, sotto la pressione anche degli stessi vaccini, potrebbe rendere «poco utili» questi farmaci, la cui produzione peraltro procede a rilento, così come la loro distribuzione in Italia.

Uno spiraglio forse si avrà nei prossimi mesi: «A breve arriveranno vaccini più classici, costruiti con le metodiche tradizionali, più rassicuranti per un vecchio infettivologo come me, convinto pro-vax», dice Garavelli. Ma intanto, «dato che la vaccinazione procede lentamente, escludendo larghe fasce di popolazione (quelle socialmente attive e produttive), da cittadino e da medico mi chiedo perché si debba fare il piano vaccinale imposto dalle autorità, direi il “vaccino di Stato”, e non consentirne invece la libera scelta, sotto la guida di medici esperti, magari con un acquisto in proprio. In fin dei conti, è in gioco la salute. E in questo campo si deve poter volere ciò che si ritiene il meglio».

Pochi segreti, ormai, sul Sars-Cov-2: è un virus Rna estremamente mutevole, che può eludere il nostro sistema immunitario (grazie alle sue continue “varianti”, note da subito), causando «reinfezioni, riattivazioni e forme croniche», e capace anche di «rendere inefficaci i vaccini, a meno che questi vengano rapidamente aggiornati».

In ogni caso, sottolinea il professor Garavelli, il nostro sistema immunitario «si trova a combattere una battaglia estremamente difficile e complessa, dall’esito incerto». Secondo il medico, «l’immunità di gregge, naturale o post-vaccinale, non sarà in grado di contenere la pandemia».

E quindi, «prima di trovarsi con un pugno di mosche in mano e la gente disillusa e inferocita, urge sempre più pensare ad un approccio combinato di tipo comportamentale e di terapie precoci a domicilio, essendoci la disponibilità di farmaci, ora arricchitasi coi monoclonali».

Domanda retorica: «Dato che le nozioni sopra riportate sono ben note agli specializzandi di malattie infettive, perché questo settore è silenzioso?».

«Mi è stato detto che sono pessimista», si sfoga Garavelli su Facebook. «Semplicemente, mi sono rotto: oltre che fisicamente, anche moralmente». La situazione non è allegra: «Si “colorano” le Regioni, mentre forse agli italioti farebbe bene un po’ di educazione sanitaria, affinché non sembrino pecore al pascolo quando viene concesso il quarto d’ora d’aria».

Per fortuna, aggiunge l’infettivologo, si sta avvicinando la bella stagione: «Col caldo, il Sars-Cov-2 ridurrà la sua capacità di trasmissione: alla faccia di lockdown e vaccini».

Con il prossimo autunno scomparirà? «E’ scarsamente probabile», visto che si tratta di una patologia «divenuta endemica, da ceppi virali mutanti e subentranti con periodiche riaccensioni epidemiche».

Conclude Garavelli: «Mi auguro che per allora accada un miracolo, cioè che si diventi più pragmatici, si accetti il Covid-19 come una infezione con mediocre mortalità e cure sempre più efficaci. Altrimenti, leggere sempre le stesse cose senza risolvere nulla è veramente fonte di rottura morale, tale da invidiare gli eremiti che nulla hanno a che fare con la pazza folla».

In https://www.libreidee.org/ 25/2/21

 

Ascoltate con attenzione, se non siete covidioti, chi è andato da scienziato a “mettere il becco” sui vaccini e per questo gli è stato impedito di lavorare. Dice Montanari: ” chi si vaccina ha molte più probabilità di ammalarsi di chi non si vaccina”. Dice Montanari: “Insistere su delle terapie che hanno provocato dei problemi vuol dire che TU hai dei problemi”.

E lo sappiamo quali “problemi” hanno il nostro governucolo e gli pseudo-esperti del comitato tecnico scientifico che ci vessano: sono  problemi che si chiamano Grande Reset. Altro che la salute di tutti noi.  Hai capito, covidiota? (GLR)

 

 

“VARIANTE INGLESE”, cosa sta realmente succedendo secondo il Dottor Montanari

Anche questa sera, in diretta, ricerchiamo la verità con Stefano Montanari, nanopatologo, ascoltando la sua opinione circa le innumerevoli varianti che, inaspettatamente, stanno comparendo.

 

Vedi e ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=pbN4mQfVwU8

8/3/2021

 

 

ANNO II DEL REGIME SANITARIO

 

 

Vi offriamo molti articoli sul nostro sito per approfondire, capire, resistere ed indignarsi. Anche in questo nuovo lockdown imposto dal Grande Reset attraverso i suoi manutengoli nostrani sentiamoci ancora di più “umiliati ed offesi“: è la strada per non “abituarci”, come vogliono loro, e morire.

In particolare v’invitiamo a leggere:

UMILIATI E OFFESI (2). Ci vuole così poco ad abituarci...

Pericolo vaccino (12). Non sentite puzza?

Pericolo vaccino (9). Manu militari.

Terrore sanitario (41): il nodo scorsoio vaccino.

Pericolo vaccino (1): transumanesimo e potere

Il Grande Reset. La Grande Risistemazione (17). Stritolati tra vaccini e digitale.

 

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