La scuola deve sviluppare nel giovane l’abitudine dello sforzo intellettuale e del metodo nel lavoro, il bisogno delle idee chiare e logicamente concatenate, il gusto della iniziativa personale, la forza e il coraggio di essere se stesso, l’attitudine a servirsi rettamente della propria ragione e della propria volontà, il sentimento più alto che sia possibile della dignità umana, la disposizione a guardare i fenomeni da più lati e dall’alto, la capacità di comportarsi davanti a qualunque questione non come un pappagallo dotto, ma come un uomo ignorante sì, ma capace di osservare, capire, rettamente volere, energicamente operare…

Gaetano Salvemini (1873- 1957),  in  Che cos’è la cultura?, 1908.

 

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