Articoli marcati con tag ‘crocifisso’

Negli spazi pubblici delle nostre città si moltiplicano in questi giorni i presepi. Nella mia Firenze, il presidente del consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani (Pd), ne ha fatto realizzare una mostra nella sede del Consiglio, e ha teorizzato: “Con la mostra dei presepi in Consiglio regionale lanciamo un messaggio politico istituzionale, perché il presepe è al centro della nostra tradizione e deve caratterizzare gli spazi pubblici”.

D’altra parte, l’esempio viene dal vertice della Repubblica: il 12 dicembre il presidente Sergio Mattarella ha inaugurato al Quirinale, la casa di tutti gli italiani, un grandioso presepe materano. E durante il discorso alla nazione del 2015, alle spalle di Mattarella era stato disposto a favore di telecamera un presepe napoletano sotto una campana di vetro. Leggi il resto di questo articolo »

C’è la versione dei vertici dello Stato e della Chiesa cattolica: il crocifisso è obbligatorio nelle scuole statali, e in altri uffici pubblici, per due motivi: in quanto simbolo culturale, perché rappresenta la tradizione, l’identità e i valori del Paese; in quanto simbolo religioso, perché è maggioritario e passivo, piace ai più e non mira a convertire i meno, che dunque possono e devono tollerarlo. È una versione sconosciuta alla nostra Costituzione e mai recepita dal Parlamento italiano e dalla Corte costituzionale. L’hanno balbettata i giudici, soprattutto amministrativi. Ora l’Europa, la Corte europea dei diritti dell’uomo, ha messo ordine: ha trasformato quella versione in diritto. Nel nostro diritto. C’è poi la versione di Sergio Luzzatto (Il crocifisso di Stato, Einaudi, pagine 128, e 10). Secondo lo storico, bisogna dire no al crocifisso di Stato per due ragioni, una storica e una socio-politica. La storia del crocifisso di Stato è storia di divisione ed esclusione, di sopraffazione dei più e di umiliazione dei meno.

Leggi il resto di questo articolo »

Abbiamo il vizio  di abituarci a tutto. Non ci indignano più le bidonville; né la schiavitù dei raccoglitori di caucciù; né fa più notizia l’apartheid, né i milioni di morti di fame, ad ogni anno. Ci abituiamo, limiamo gli spigoli della realtà, per non ferirci, e la inghiottiamo tranquillamente. Ci disintegriamo. Non è solo il tempo che ci scorre via, è la qualità stessa delle cose che arrugginisce. Ciò che è più esplosivo diventa routine e conformismo; la contraddizione della croce è ormai soltanto un ornamento su una scollatura mondana, o sul giubbotto di un Hitler. Leggi il resto di questo articolo »

La Cassazione ha depositato la sentenza con cui conferma la rimozione del giudice di pace di Camerino che rifiutava di tenere udienza in tribunali dove c’è il crocifisso. Il giudice Luigi Tosti considerava la presenza di questo, unico, simbolo religioso una lesione della libertà di coscienza dei cittadini, particolarmente grave perché attuata in un luogo – il Tribunale dove l’uguaglianza, la non discriminazione, la neutralità di fronte agli orientamenti di valore dovrebbero essere proclamati in modo esplicito. Non entro in merito alla correttezza della decisione relativa al giudice “obiettore”, ovvero al giudizio di non legittimità circa il suo rifiuto ad esercitare i suoi obblighi professionali in circostanze da lui considerate inaccettabili non solo per sé, ma per i cittadini. Mi auguro solo che tale rigore venga esercitato anche nei confronti di quei medici o farmacisti che, in nome delle loro opzioni di valore, si rifiutano di prescrivere o vendere la pillola del giorno dopo. Leggi il resto di questo articolo »

I luoghi pubblici statali possono, debbono, o non debbono, avere un crocifisso alle pareti? Vexata quaestio, ripresa con foga da Sergio Luzzatto nel suo ultimo pamphlet, Il Crocifisso di Stato (Einaudi), in cui lo storico non si fa mancare illustri bersagli, dal papa a Napolitano, da Cacciari a, soprattutto, Natalia Ginzurg (importante autrice della medesima casa editrice, bersagliata dalla polemica in quanto aveva difeso con argomenti laici l’esposizione del crocifisso). Il punto centrale del libro è che togliere il crocefisso dagli spazi pubblici statali (non da quelli pubblico-sociali) non è un atto di anticlericalismo ma di laicità. E questa non è cristofobia, come sostengono le gerarchie, perché la laicità non è una posizione di parte: è anzi l’obbedienza alle logiche della modernità politica, che vedono nello Stato il garante delle libertà di tutti, e quindi gli vietano di favorire l’una o l’altra parte; e l’esporre il crocifisso è certo attribuire il favore di Stato a una specifica religione (come afferma una sentenza del tribunale europeo di Strasburgo). Leggi il resto di questo articolo »

 

IL RITORNO DELLE CROCI

IL RITORNO DELLE CROCI

La questione delle croci nelle scuole, negli uffici pubblici, negli ospedali è tornata, in una società divenuta ormai multiculturale, al centro di polemiche e casi giudiziari. Ma questa guerra simbolica ha una lunga storia di cui questa originale analisi ricostruisce gli episodi e i passaggi più significativi. La narrazione storica di Clara Gallini prende le mosse dal ritorno trionfale delle croci ad opera del fascismo nei luoghi pubblici e simbolici da cui erano state fisicamente rimosse dopo l’unità d’Italia. . Retoriche di regime, populismo clericale, uso politico della religione si intrecciano in questa vicenda ricca di episodi inconsueti e poco noti. Ma che, al di là della distanza storica, testimoniano delle passioni, degli opportunismi, delle manipolazioni politiche che ancora oggi si mascherano dietro i simboli e le icone della tradizione religiosa.  Un libro di grande utilità.


di Clara Gallini,  ed. Manifesto Libri  2009,  € 14,00

Calendario eventi
settembre 2019
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30EC
Cerca nel Sito
Newsletter
In carica...In carica...


Feed Articoli