Articoli marcati con tag ‘Craxi’

Anche gli insospettabili hanno imparato l’adagio andreottiano sul potere gestendo forni e nomine

La surreale crisi politica d’agosto ci offre una sola certezza: l’età dell’innocenza del Movimento Cinque Stelle si è del tutto esaurita. Nato per scardinare il decrepito sistema dei partiti rimpiazzando la democrazia rappresentativa con la democrazia diretta via web, e sbarcato in massa nel parlamento italiano con l’unico obiettivo di «aprirlo come una scatoletta di tonno», ha finito per integrarsi in pieno con il contenuto di quella scatoletta. Leggi il resto di questo articolo »

C’È qualcosa che ferisce nella divisione che sembra attraversare il Paese in queste ore, dopo la tragedia di Ischia. Con la contrapposizione esasperata dai social fra parti diverse e contrapposte, fra Nord e Sud. Con chi dice che lo Stato non dovrebbe pagare la ricostruzione delle case abusive o di quelle costruite dai camorristi, e con le urla contro i “giornalisti sciacalli”. E con una polemica politica che è incentrata non sull’analisi ma sulle colpe da rinfacciare all’avversario. Né sembrano esservi stati in queste ore veri moti di solidarietà. Leggi il resto di questo articolo »

HO SCOPERTO in questi giorni di detenere da anni un potere immenso. Faccio parte di un “manipolo di professoroni” (così veniamo graziosamente apostrofati) che è riuscito nell’impresa di sconfiggere le velleità riformatrici di Craxi e Cossiga, di D’Alema e Berlusconi, e oggi intralcia di nuovo ogni innovazione. Usiamo un’arma impropria — “la Costituzione più bella del mondo” — per terrorizzare politici pavidi e cittadini timorati.
So bene che al grottesco, alla mancanza di senso delle proporzioni, all’assenza di informazioni accurate è difficile porre ragionevoli limiti. Ma qualche chiarimento può essere utile, per evitare che venga inquinata una discussione che si vorrebbe seria. Leggi il resto di questo articolo »

 Nei 62 governi del dopo Mussolini, Milano ha mandato a Roma 4 presidenti del Consiglio: Craxi, Berlusconi e il Monti che si ripropone. Nel ’45 Ferruccio Parri. Pochi per la capitale del miracolo che ha rimesso in piedi il paese inginocchiato dalla guerra. Pochi ma indimenticabili. Craxi, 1983, primo socialista a Palazzo Chigi e primo uomo di Stato svergognato in tribunale: sceglie la fuga ad Hammamet. Ancora ci perseguita l’eredità di quel decreto che rompe il monopolio Tv e sconvolge il sistema della frequenze. Quarant’anni dopo restiamo in coda all’Europa. Firma il regalo all’amico Berlusconi. Fininvest compra la diretta del Mundialito organizzato dalla dittatura militare argentina con l’aiuto di Artemio Franchi, presidente della Fifa, per caso numerario P2 come chi sappiamo. Un magistrato oscura le trasmissioni fuorilegge e il Craxi furibondo firma il decreto-regalo trascurando l’aula grigia del Parlamento. Craxi non è solo questo: si ribella all’imposizione Usa nello scontro di Sigonella, ma è anche il politico che allarga ai giornali la lottizzazione televisiva. Chi disobbedisce, alla gogna. Leggi il resto di questo articolo »

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