“La proposta di prorogare per tutto l’anno lo stato d’emergenza è per molti versi discutibile. Lo è sia con riguardo alle attuali circostanze epidemiche, che non paiono esigere questa misura; sia per il significato simbolico che assume, dato che, socialmente, trasmette insicurezza e allarme ai cittadini, mentre politicamente sembra servire a sorreggere e rafforzare un governo sempre più sfilacciato.”

Carlo Galli in  Terrore sanitario (25). Emergenza infinita? (2)

 

 

Vedi e ascolta: “STATO DI EMERGENZA? INGIUSTIFICATO! È UNA SVOLTA AUTORITARIA DI CONTE”

Prof. Avv. Enrico Michetti, direttore della “Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana”

https://youtu.be/QxqKgJhQFYs

13/7/2020

 

Emergenza dittatoriale!

Ancora divieti immotivati e restrizioni assurde. Il nuovo coronavirus è soltanto un maldestro pretesto per garantire un regime a tutti gli effetti. Il Conte bis ieri 14 luglio 2020, confondendo ancora una volta il virus (Sars CoV2) con la malattia (Covid 19) ha sfornato l’ennesimo dpcm incostituzionale e dunque fuorilegge. Ecco le sgangherate e false motivazioni:

Incendio del Reichstag, Berlino, 27/2/1933

«Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili…Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale; Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea… Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale, le misure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2020, richiamato in premessa, sono prorogate sino al 31 luglio 2020…».

Quale contagio se gli stessi dati ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità attestano il contrario della truffaldina vulgata grulpiddina? Dunque, ancora una volta menzogne governative in Gazzetta Ufficiale.

C’è di peggio. Il 31 gennaio 2020 il consiglio dei ministri ha decretato lo “stato di emergenza”, in base al quale hanno disposto tutte le ben note e gravissime  limitazioni alla libertà e ai diritti della persona. Adesso i fantocci al potere per conto terzi nel belpaese intendono prolungarlo fino alla fine dell’anno. Perché? Quali sarebbero i fantomatici presupposti scientifici, epidemiologici, medici e giuridici?
In ogni caso, in Italia il cosiddetto “stato di Emergenza” sotto il profilo giuridico non esiste, perché la Costituzione non lo prevede proprio. Esiste un’emergenza legislativa, ma è prevista dal Codice di Protezione Civile per situazioni che richiedano immediatezza di intervento. Vale a dire, ben altra cosa rispetto alla sospensione della libertà. Si tratta di una norma ideata per le calamità “naturali”. Per qualunque altro stato di necessità ed urgenza, c’è a tutti gli effetti il decreto legge, sotto la supervisione fondamentale del Parlamento.

In punta di diritto costituzionale e a rigor di logica, allora perché l’avvocato Conte vuole prorogare una condizione di privazione dei diritti per tutti gli italiani?

Alla prova dei fatti lo “stato di emergenza” è l’occasione per sovvertire l’ordine costituzionale ed impedire ai cittadini di protestare e manifestare nelle piazze, relegandoli agli arresti domiciliari.

Peraltro, la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, all’articolo 15 (“Deroga in caso di stato d’urgenza”), stabilisce che che i diritti della persona sono derogabili solamente in caso di guerra o di pericolo pubblico che minacci la vita della nazione, ma anche così è necessario seguire una precisa procedura, dove carte alla mano si dimostrano in sede europea le reali necessità di questa richiesta. Procedura a cui il Governo Conte non si è mai attenuto.

Perché Mattarella non difende la Costituzione e garantisce la democrazia reale? Per quale ragione l’Italia non ha più alcuna sovranità? Come mai adesso viene riabilitato addirittura uno come Berlusconi?

Italia nel baratro grazie a politicanti italidioti eterodiretti ed incompetenti che promettendo tutto hanno sottratto ad ogni cittadino, la risorsa piu’ cara. Per garantire la libertà bisogna passare dal pensiero critico all’azione costruttiva. In uno Stato di diritto questo governo truffaldino sarebbe già stato arrestato.

Gianni Lannes, giornalista    in http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/ 16/7/2020

 

 

Un’illogica dittatura democratica

Forse sarà davvero necessario proseguire a lungo sotto una forma di “democratica dittatura” da parte di Presidenza del Consiglio e Consiglio dei ministri. Auguriamoci non per ritorni alla grande della pandemia, che essendo tuttora in corso in buona parte del mondo potremmo importare se mancassero, su questo fronte sì, adeguati controlli.

Un perdurante “stato dell’emergenza” risulterà probabilmente necessario per far fronte alla drammatica crisi economica e sociale che investirà il Paese in autunno.

Quando tutti, di fronte al crollo di reddito, di occupazione, alla chiusura di migliaia di imprese, si chiederanno se era proprio inevitabile che noi uscissimo o attraversassimo o convivessimo con questa peste peggio di qualsiasi altro nostro partner europeo. Sarà molto dura, come qualche ministra consapevole e responsabile all’interno della compagine governativa va ripetendo da mesi, mantenere l’ordine pubblico.

E si intende non tanto per qualche manifestazione di protesta, ma per il colossale rafforzamento del business delle organizzazioni criminali che per sua natura questa catastrofe favorisce. Vi sarà purtroppo tempo e modo per ritornare su queste questioni.

Oggi avrei una sola modesta preghiera da rivolgere ai nostri Cincinnato: ci risparmino il protrarsi dell’inflazione di norme sgangherate, evitino l’irrazionale “controllismo” che impedisce ogni effettivo controllo, provino a considerare i loro concittadini animali dotati di ragione.

Qualche esperienza personale a proposito, derivante dal mio primo piccolo tour di conferenze dopo la quarantena – evito nomi di persone e luoghi( su pressante richiesta degli interessati – e già questo timore la dice lunga sulla situazione che viviamo). In un luogo che avrebbe potuto contenere con tutta comodità mille persone, era stata autorizzata la presenza di poco più di un centinaio, una sedia lontana dall’altra. Si entrava rigorosamente mascherati, ma poi il pericolo miracolosamente cessava e diventava lecito scoprirsi.

In un’ altra location, come oggi si dice nel Paese dove il Si suonava ( tra gli effetti di lungo periodo della pandemia in futuro si ricorderà senz’altro quello di aver accelerato la formazione dello slang italo-inglese), il pubblico faceva la fila a stretto contatto gli uni con gli altri, per poi superare non solo controlli della febbre, ma anche attraversare nubi disinfettanti e odoranti, insopportabili per chi avesse allergie, prima di venire sistemato a due a due – attenzione, però, i due vicini dovevano dimostrare (o avrebbero dovuto) di essere pure prossimi come parentela (o anche conviventi? Non sono riuscito ad appurarlo).

Vigeva la regola aurea già sperimentata: fuori del nucleo famigliare il contagio è più facile; tra marito e moglie le difese sono maggiori che tra amanti, ecc. Il virus ha una forte componente di sana moralità. Anche qui la maschera poteva cadere una volta entrati e seduti al proprio posto, ma doveva essere immediatamente rimessa appena ripresa la posizione eretta.

Nel frattempo, mentre in questi luoghi si svolgevano conferenze di qualche seppur trascurabile rilievo culturale, nelle strade e piazze, nei bar e pub accanto – e per fortuna, aggiungo – migliaia di liberi giovani secondo il loro simpatico costume ridevano, scherzavano, bevevano e parlavano felicemente abbracciati, senza controlli di febbre e senza nebulizzazioni.

Giusto, si dirà – poiché i giovani sono fortunatamente quasi immuni dal virus. Ma, di grazia, si tratta degli stessi giovani che vanno a scuola e all’università, o di un diverso genere di juventus? Quale ratio induce a credere che in un’aula il pericolo sia altissimo e in un bar nullo? In base a quale ratio si stabilisce che teatri, aule, sale di conferenza siano più pericolosi di un ufficio, di una fabbrica, di un bar, di un ristorante?

Ripeto, lo chiedo ritenendo assolutamente necessario che si cerchi in tutti i modi di garantire il lavoro di uffici e imprese di ogni genere. Ma è stato qualche scienziato a consigliare un tale profluvio di norme cosi evidentemente prive di ogni logicità? Se lo scienziato c’è sarei felice di essere “spiegato”.

Temo invece che l’unica spiegazione sia la seguente: dobbiamo continuare a limitare i contatti, a difendere il “social distancing” – ma da che parte cominciare? O si decide di uccidere il Paese in nome della sua salute, oppure le attività devono ripartire.

Quali sono quelle che possiamo impunemente bloccare? Ovvio: scuola e università anzitutto – meglio in generale riorganizzarla a distanza (quanti anche miei colleghi pendolari ne sarebbero entusiasti!) – e poi musei, mostre, teatri, insomma attività culturali in genere.

Vi saranno, sì, degli addetti anche qui in sofferenza, ma il loro peso nel pubblico sentire è indifferente.

Tutti gli altri Paesi hanno iniziato il dopo-emergenza aprendo le scuole, noi i bar – e, ripeto, per fortuna lo abbiamo fatto.

È un modo di concepire il ruolo di formazione e cultura, prendiamone doverosamente atto. Come ha chiamato il nostro primo Ministro teatro e musica? Divertimenti. Vogliamo divertirci durante crisi simili? Sarebbe offensivo nei confronti di chi ha sofferto e soffre. D’accordo: siamo seri.

Massimo Cacciari, filosofo    La Stampa   14/7/2020

 


 

 

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