Articoli marcati con tag ‘possibilità’

Chi non è pensatore, ma ha tuttavia buon senso e memoria, comprende lo stato reale delle cose che si presentano ai suoi occhi, e ne prende nota. Egli non ha bisogno di altro, perché deve soltanto vivere nel mondo reale e farvi i suoi affari; e non si sente stimolato a riflessioni, di cui non vede l’immediata utilità. Egli non corre mai col pensiero al di là di questo stato reale, e non ne concepisce un altro; ma per il fatto stesso di essersi abituato a non pensare che alla realtà esistente, nasce in lui, quasi senza che se ne accorga, la supposizione che solo questa realtà esista, e solo essa possa esistere… La sua malattia incurabile è di scambiare l’accidentate con il necessario… Chi, al contrario, si è abituato non solo a riprodurre nel pensiero i! realmente esistente, ma anche a foggiarsi liberamente con il pensiero il possibile, non raramente trova che legami e rapporti delle cose totalmente diversi da quelli esistenti, sono altrettanto possibili, anzi più possibili, più naturali e conformi a ragione; egli trova che i rapporti realmente esistenti sono non solo accidentali, ma qualche volta pure bizzarri.

J.G. Fichte,  filosofo tedesco (1762- 1814),  in  ”Lo Stato commerciale chiuso”

 

vedi: Pensiero Urgente n.207)

Pensiero Urgente n.205)

Pensiero Urgente n.212)

Pensiero Urgente n.213)

La lezione di Socrate
Per lo più si pensa alla resistenza nei confronti del potere come all’azione di un soggetto collettivo il cui comportamento va orientato o addirittura organizzato. Sempre meno ci si interroga su quella dinamica per così dire “an-archica” che nasce dal disagio etico del singolo, si esprime in un rifiuto delle regole del gioco e in certi casi, rendendosi visibile, contagia e si espande sino ad esprimersi in un vero e proprio dissenso politico.

Esiste una tradizione di pensiero minoritaria che fa di Socrate l’irregolare maestro non tanto di una dottrina filosofica quanto di uno specifico modo di vivere che forza i confini tra etica e politica, tra privato e pubblico, tra interiore ed esteriore. È un’eredità paradossale, questa, poiché recupera l’esempio socratico contro gli effetti di quella tradizione che nasce con Platone, i cui dialoghi hanno appunto Socrate come protagonista. Leggi il resto di questo articolo »

Esiste un gioco che a molti esperti pare astruso, o perché superfluo o perché poco serio e fuorviante. È il gioco della storia che si fa con i se: che ha dunque come oggetto non solo il mondo com’è stato  fatto – come ci sta davanti – ma come avrebbe potuto essere, se invece di imboccare una strada ne  avesse presa un’altra.  Declinato al presente è più di un gioco: è un esercizio intellettuale che mette il pensiero in  movimento, un metodo per guardare all’oggi come a una storia che possiamo scrivere in un modo o  nell’altro, non dipendendo il suo svolgimento da forze impersonali ma dalla persona che ciascuno di  noi è. Leggi il resto di questo articolo »

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