Rassegnazione e paura portano il popolo dei covidioti al mascheramento totale e, fra poco, alla micidiale vaccinazione di massa. Bisogna dire che i media allineati alla narrazione ufficiale del nostro governucolo del regime sanitario hanno fatto un buon lavoro terroristico in funzione del Grande Reset, dell’ingegneria sociale che vuole “riprogrammarci” come uomini e come società.Vi raccomandiamo di studiare il Grande Reset, progetto criminale in cui le mascherine obbligate hanno un ruolo strategico fondamentale ( leggete con attenzione gli articoli in questo link: http://www.gruppolaico.it/category/rassegna-stampa/emergenza-rassegna-stampa/ ).

Certamente il covidiota leggendo le preoccupanti informazioni scientifiche di questo articolo ( e di altri sul nostro sito che non saranno mai date attraverso i media ufficiali o i giornaloni) non si smuoverà di un pelo: ormai per lui la mascherina è una religione e i sacerdoti ne sono governo e Comitato tecnico scientifico. Ci rivolgiamo quindi a chi ancora conserva un po’ di buon senso e di senso critico affinchè queste informazioni lo aiutino a guardarsi dalla mascherina, prima che per una sana disubbidienza civile, per difendere la propria salute. Per fortuna che qualche vittoria legale contro il governo si sta ottenendo. (GLR)

 

ITALIA: UNO STUDIO DIMOSTRA UN FORTE AUMENTO DEL LIVELLO DI CO2 SOTTO LA MASCHERINA

Uno studio indipendente in Italia conclude che i valori di CO2 misurati sotto le mascherina superano i valori standard per la qualità dell’aria interna degli edifici scolastici e persino i valori consentiti sul posto di lavoro. Il video di presentazione dei risultati può essere visionato qui.

https://2020news.de/italien-studie-belegt-stark-erhoehten-co2-wert-unter-der-maske/

Dal 4 novembre 2020 è in vigore in Italia l’obbligo generale di utilizzare un copribocca e copri naso (MNB in breve) per tutte le persone a partire dall’età di sei anni, sia all’aperto che al chiuso, in particolare per tutta la durata delle lezioni, al fine di tenere a bada la diffusione del virus Sars-Cov-2 nella popolazione.

Per accertare se certi sintomi frequentemente accusati dai pazienti, come ad esempio scarsa concentrazione, mal di testa, stanchezza, difficoltà respiratorie, vertigini, mal di gola, siano realmente dovuti al prolungato utilizzo di una mascherina, un team multidisciplinare di esperti ha effettuato dei test per determinare l’effettiva concentrazione di CO2 presente sotto la mascherina,

Le misurazioni sono state eseguite su 24 volontari sani di età differenti in posizione seduta (valore medio 48, range 5-88 anni) durante l’applicazione. Per la misurazione è stato utilizzato l’analizzatore di anidride carbonica portatile G100 della Geotech (www.geotechuk.com), con un campo di misura di 0-20 vol% di CO2 (rivelatore a infrarossi), con pompa da 100 cm3/min, precisione di misurazione dell’1% del campo di misura.

Il tubicino è stato posto sotto il naso e la pompa è stata attivata all’inizio dell’inalazione e spenta alla fine. Vale lo stesso per le misurazioni durante la fase di espirazione.

Senza la mascherina, il valore medio di CO2 era di 3143 ppm ( range 2000 – 5.000), mentre la mascherina chirurgica mostrava un valore medio di CO2 di 7292 ppm (range 5000 – 13.000), cioè il 232 per cento del valore normale.

Per le maschere FFP2-N95, il valore medio di CO2 è stato di 11.000 ppm (range 7000 – 15.000), pari al 349% del valore normale.

Le mascherine di tutti i giorni (maschere di stoffa / scaldacollo (“Schlauchtuch“) si sono rivelate particolarmente scadenti con un valore medio di CO2 di 11.500 ppm (range 5000 – 24.000) e quindi il 365 per cento del valore di base.

Il risultato ancora peggiore delle mascherine in tessuto rispetto alle maschere chirurgiche è probabilmente dovuto alla loro minore permeabilità. Parlare o, peggio, cantare con le mascherine aumenta ancora di più la quantità di CO2 durante l’inalazione e l’espirazione.

Le tabelle 4-8 dello studio mostrano i risultati dei soggetti nelle diverse situazioni (solo espirazione, solo inspirazione, ed espirazione e inspirazione mista), con le differenti mascherine.

Gli esperti sostengono che i sintomi accusati dai pazienti dopo un uso prolungato sono probabilmente dovuti all’eccessivo contenuto di anidride carbonica. Questi alti livelli sono incompatibili con un’ossigenazione ottimale del sangue.

Inoltre, gli esperti hanno esaminato più di 40 studi sull’utilità delle mascherine e non hanno trovato alcuna prova di efficacia nella prevenzione delle infezioni respiratorie, applicando le mascherine obbligatorie a tutta la popolazione al di fuori delle strutture sanitarie.

Al contrario, alcuni studi hanno dimostrato che l’umidità, l’uso ripetuto di maschere e l’inadeguata filtrazione favoriscono un aumento delle infezioni. Uno studio che ha coinvolto migliaia di persone durante un pellegrinaggio alla Mecca ha rivelato un numero maggiore di infezioni respiratorie nel gruppo che indossava sempre le mascherine.

Forme dermatologiche come la “maskne” (acne da maschera) si verificano frequentemente. Si sono verificati anche fenomeni di “compensazione del rischio” per un falso senso di sicurezza derivante dall’uso della mascherina.

Infine, si deve tener conto dell’aumento della resistenza respiratoria e del conseguente aumento del lavoro dei muscoli respiratori ( diminuzione della pressione) quando si utilizzano le mascherine FFP2.

Attualmente l’OMS raccomanda l’uso della mascherina solo a persone malate con sintomi respiratori o, in caso contrario, in caso di assistenza a persone malate: questa disposizione può tuttavia essere estesa dai singoli Paesi.

La mascherina è utile in ambito lavorativo in caso di esposizione a polveri tossiche, nei reparti di infezioni ospedaliere, o in situazioni in cui le persone che soffrono di infezioni respiratorie devono indossare la mascherina per proteggere altre persone nella stessa stanza e viceversa, persone che devono prendersi cura dei pazienti affetti da infezioni (respiratorie).

Sarebbe quindi importante che le persone che devono lavorare con le mascherine siano adeguatamente istruite e che siano consentiti intervalli regolari senza mascherina, durante i quali possono respirare senza di esse. Infine, l’uso di una mascherina può essere raccomandato solo per brevi periodi di tempo, poiché il suo uso è dannoso per la salute.

Oltre al rischio di danni fisici, le mascherine sono problematiche anche dal punto di vista psicologico: la maschera simboleggia il pericolo; coprendo il volto, è difficile riconoscere le espressioni umane e le emozioni della persona che sta di fronte.

Riducendo l’area visibile del viso, si riduce il contatto emotivo, che rende i bambini – ma anche gli adulti – deboli, ansiosi, insicuri e, di conseguenza, anche immunosoppressi, poiché la psiche è direttamente correlata ad un’adeguata risposta immunitaria. A livello psicologico, le norme sanitarie del governo sono dannose per i bambini sani e possono causare disturbi psichici permanenti.

Istruire i bambini a temere la vicinanza fisica umana ha un effetto negativo sullo sviluppo della loro autostima. Inoltre, la correlazione fittizia tra la possibile morte dei propri cari, sebbene difficile da dimostrare nella pratica, rende difficile per i bambini relazionarsi con il loro ambiente.

Il ricorso alla mascherina segnala malattie, infezioni e morte anche negli adulti, e suggerisce che la vicinanza umana sia un pericolo da cui deriva un disagio psicologico, che a sua volta contribuisce a limitare le funzioni cerebrali creative. Gli psicologi hanno osservato un drammatico aumento di disturbi d’ansia, sentimenti di isolamento sociale, attacchi di panico e suicidio.

L’indagine tecnica è stata condotta dal Dr. Bernhard Oberrauch, architetto e biologo edile, e dal Dr. Marco Adami, fisico. I medici dei vari settori specialistici Dr.med. Veronika Dellasega, Dr.med. Roberto Cappelletti, Dr.med. Elisabetta Galli, Dr.med. Bernhard Thomaser, Dr.med. Heike Müller e Dr.med. Lo psicologo Dr. Ulrich Gutweniger ha contribuito alla valutazione della mascherina da un punto di vista psicologico. La classificazione giuridica dei risultati è stata effettuata dall’avvocato Dr. Renate Holzeisen.

In  https://www.nogeoingegneria.com  7/12/2020

FONTE: https://2020news.de/italien-studie-belegt-stark-erhoehten-co2-wert-unter-der-maske/

 

Qualità dell’aria durante l’utilizzo di dispositivi di copertura di naso e bocca

Uno studio del Laboratorio Analisi aria e radioprotezione

vedi il PDF:  studio-qualita-aria-mascherine

 

 

Mascherine, la neurologa: «In arrivo aumento esponenziale casi demenza»

La neurologa tedesca Margareta Griesz-Brisson, direttrice della London Neurology and Pain Clinic, ha parlato dei danni che provocherebbero le mascherine al cervello: «Coi bambini diventa pericolosa».

La dottoressa, specializzata in neurologia e neurofisiologia con un dottorato in farmacologia, un mese fa ha pubblicato un video che ha fatto molto discutere. Le sue dichiarazioni sull’effetto delle mascherine sul cervello sono state censurate. Ma non abbastanza in fretta dato che erano già state tradotte in inglese. Successivamente il sito “The living Spirit” ha pubblicato la traduzione in italiano.

Come altri esperti, la neurologa tedesca ha posto l’accento sul fatto che l’uso prolungato delle mascherine provocherebbe una privazione di ossigeno e un aumento di anidride carbonica nell’organismo.

«Ci sono cellule nervose che non possono stare più di tre minuti senza ossigeno, non possono sopravvivere».

Da ciò consegue la comparsa di diversi sintomi: vertigini, problemi di concentrazione, rallentamento dei tempi di reazione, mal di testa e sonnolenza.

«Quando si soffre di carenza cronica di ossigeno tutti questi sintomi scompaiono perché ci si abitua. Ma la vostra efficienza resterà compromessa e la carenza di ossigeno nel vostro cervello continuerà a progredire».

La dottoressa Margareta Griesz-Brisson ha spiegato che questa condizione potrebbe portare allo sviluppo di malattie neurodegenerative negli anni o nei decenni a seguire.

La neurologa mette in guardia su altri rischi delle mascherine

Per la neurologa l’uso delle mascherine non dovrebbe essere mai un’imposizione ma piuttosto una libera scelta essendo il loro uso pericoloso per il cervello. La situazione diventa ancora più delicata nel caso di bambini e adolescenti: «Non solo è pericoloso per la loro salute, ma è assolutamente criminale. La carenza di ossigeno inibisce lo sviluppo del cervello e i danni che ne derivano non possono essere annullati».

Margareta Griesz-Brisson ha spiegato che la carenza di ossigeno «volutamente indotta» sarebbe una controindicazione medica assoluta.

Quindi «per costringere un’intera popolazione con la forza a una controindicazione medica assoluta, è necessario che vi siano ragioni certe e serie per farlo». Per la neurologa tedesca l’uso prolungato delle mascherine tra dieci anni si trasformerà in un aumento esponenziale di casi di demenza.

Ovviamente non tutti sono d’accordo con la dottoressa. Il sito Reuters ha pubblicato una smentita. Tra le varie cose riportano le dichiarazioni di un rappresentante del CDC statunitense: «È improbabile che indossare una maschera provochi l’ipercapnia».

Redazione di Oltre.Tv   16/11/2020

 

 

 

Mascherine all’aperto: possono nuocere.

Dott. Alberto Donzelli

Vedi e ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=TFGFcZ9wTWg

15/12/2020

 

Le ricerche citate:

https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371%2Fjournal.pone.0240287

http://lacura.org/blog/2020-11/mascherine-allaperto-possono-nuocere


 

 

IL TAR DEL LAZIO BOCCIA I DPCM DI CONTE!

Imporre agli alunni la mascherina a scuola è un atto coercitivo e fuorilegge. Il TAR Lazio ha appena annullato in via cautelare l’obbligo delle mascherine a scuola per gli alunni da 6 a 11 anni. Infatti, tale obbligo della mascherina non è motivato. Il DPCM è stato annullato in via cautelare dal TAR Lazio, mediante Ordinanza numero 7468/2020, depositata il 4 dicembre 2020.

Si tratta di un interessante contributo giurisprudenziale del TAR Lazio – dopo quello di un giudice di pace – relativo ad un tema sensibile per ogni genitore di minori, vale a dire quello della pericolosità relativa all’uso prolungato ed indiscriminato della mascherina in classe durante l’orario scolastico, reso obbligatorio dal DPCM 3 novembre 2020, in termini di danni alla salute psico-fisica derivanti dalla riduzione dell’ossigenazione in “apparati polmonari assai giovani”: così contestualmente definiti, dei bambini  tra i 6 e gli 11 anni di età.

Nel caso i questione, un genitore di un bambino di 9 anni ha sollevato il problema, basandosi nei fatti sui valori molto bassi di ossigeno nel sangue, riscontrati attraverso l’uso di un misuratore “saturimetro”, utilizzato direttamente dal bambino durante la permanenza in classe, peraltro “…, in difetto di collaborazione da parte delle insegnanti, sebbene richiesta,…”.

I giudici amministrativi del TAR Lazio investiti della questione circa l’annullamento dell’intero DPCM 3 novembre ‘2020 previo accoglimento altresì, della domanda cautelare (ovvero della sospensione degli effetti del medesimo provvedimento) ritenendo in “apparenza” verosimile l’esistenza del diritto azionato in giudizio (l’interesse alla salute del minore), quantomeno sotto il profilo del cosiddetto “fumus boni iuris” (ossia della “parvenza di un buon diritto”) e sottolineando che ormai il governo, nel fronteggiare la cosiddetta emergenza Sars CoV-2 ricorre a provvedimenti definiti “temporanei” -che nei fatti però, hanno perso tale caratteristica, poiché reiterati nelle misure restrittive a cadenza quindicinale o mensile- ha ritenuto di approfondire la questione rinviando alla naturale sede di “merito” e nelle more con Ordinanza istruttoria depositata lo scorso 4 dicembre, ha ordinato alle Amministrazioni intimate la produzione in giudizio (oltre ai precipui verbali del comitato tecnico scientifico richiamati negli atti processuali) una relazione tecnico-scientifica (corredata, altresì, di specifica istruttoria sulla situazione epidemiologica locale e contesto socio-culturale di riferimento dei bambini) comprovante che l’uso della mascherina imposto durante l’orario scolastico anche per quei minori (ricompresi nella fascia di età tra i 6 e gli 11 anni) mantenga indenne ed incolume la salute psico-fisica degli stessi, senza interferenze di alcun tipo produttive di danni e/o ricadute sui citati “apparati polmonari assai giovani”.

Nella parte motiva della suddetta Ordinanza, i giudici amministrativi prendendo le mosse dal Consiglio di Stato che considera l’interesse alla salute del minore come bene giuridico di rilevanza costituzionale, hanno fissato in diritto, dei punti salienti circa il DPCM oggetto di impugnazione e così sintetizzabili: «L’ obbligo dell’uso della mascherina propugnato dal DPCM per i bambini dai 6 agli 11 anni di età, non è corroborato da prove scientifiche circa l’assenza di una riduzione dell’ossigenazione, né tan poco fornisce istruzioni operative per gli operatori scolastici circa il monitoraggio dei livelli di ossigenazione individuale del minore durante l’uso prolungato della mascherina e/o eventuali misure ausiliarie da mettere in campo nell’immediato, laddove lo scolaro dovesse dare segni di affaticamento; in pratica il DPCM non opera a monte, un congruo bilanciamento tra il diritto alla salute pubblica ed il diritto alla salute dei minori di età (ricompresa tra i 6 e gli 11) poiché, non giustifica in termini di ragionevolezza e proporzionalità la necessità di imporre l’uso prolungato di un “dispositivo di protezione individuale”, peraltro anche se seduti al banco e nel rispetto della distanza dai compagni».

Un gruppo di sei giovani avvocati sardi denominato «Giuristi per la legalità» ha vinto la prima partita della battaglia legale contro l’uso compulsivo e continuativo dei Dpcm Conte. Ad oggi, ben ventidue. I Giuristi per la legalità, hanno impugnato di fronte al Consiglio di Stato il Dpcm del 24 ottobre, in quanto lesivo della difesa dei diritti umani e costituzionali degli italiani.

Il rinvio al Tar del Lazio ha prodotto un’ordinanza, la n.7468 del 2020, importante e fondamentale per cui d’ora in poi il Governo Conte dovrà motivare e giustificare puntualmente e con trasparenza i provvedimenti che adotterà.

In pratica l’esecutivo grulpiddino, nel Dpcm incriminato, non si sarebbe dovuto limitare ad elencare i verbali del Comitato Tecnico Scientifico (Cts) n.122, 123 e 124, ma produrli a supporto del provvedimento emanato e fornire argomentazioni valide ed esaustive a supporto dei provvedimenti contenuti. Non è tutto: questi giovani avvocati – che stanno ora impugnando tutti i Dpcm – sono riusciti a mettere in dubbio la validità stessa della Delibera 31 gennaio 2020 con cui il Consiglio dei Ministri dichiarava per sei mesi lo stato di emergenza, misura che ha permesso al Governo di bypassare il Parlamento, in sfregio alla nostra Costituzione.

Gianni Lannes   http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/   10/12/2020

Riferimenti: https://www.dirittoscolastico.it/wordpress/wp-content/uploads/Tar-Lazio-Ordinanza-n.-7468-2020-del-04.12.2020.pdf

 

GRANDI SUCCESSI DI 6 AVVOCATI CONTRO LA DITTATURA DI CONTE ALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE E AL TAR

Vedi e ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=op0E2vxT5BI&list=PLsOGTBBW13zSOPrkMGnNRVSWbdmKuVyfD&index=1

5/12/2020


 

ANNO I DEL REGIME SANITARIO

 

Molti articoli sul nostro sito affrontano il grave problema delle mascherine e del loro pericolo: cliccate al termine di questo articolo al “tag” mascherina per poterli leggere. In particolare:

Pericolo mascherina (4). Veleno in faccia e nella mente.

Pericolo mascherina (3). Una mascherina di salute!

Pericolo mascherina (2). Manca l'aria! Manca l'intelligenza!

Considerazioni al tempo del regime sanitario (4). Fascismo, mascherine e menzogne.

Terrore sanitario (40). Mascherina: un'idiozia dittatoriale!

Terrore sanitario (37). Incubo mascherina!

 

 

 

 


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