Oggi apriamo questo articolo con l’acquaforte che il grande pittore spagnolo Francisco Goya realizzò nel 1797: IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI. Perchè i contenuti di questo articolo sono proprio una rappresentazione della mostruosità dei progetti che èlite mondiali vogliono portare avanti con il Grande Reset, dietro il paravento del Covid. Per approfondire ancora di più la mostruosità di questi progetti v’invitiamo a leggere gli articoli precedenti presenti sul nostro sito ( cliccate a fondo pagina sul “tag” grande reset o leggete nel menù a destra la categoria EMERGENZA: fatelo!).

Naturalmente questi progetti criminali del Grande Reset sono possibili grazie soprattutto al “sonno della ragione” di milioni di covidioti mascherati e tamponati, impauriti, decerebrati. Essi rimangono i primi responsabili di tutto questo, prima delle organizzazioni descritte in questo articolo e negli altri, fossero pure in casa mia.

Iniziamo con un articolo che sembrerebbe non c’entrare con il tema del Grande Reset, ma chi è più attento può capire come il nostro governucolo della dittura sanitaria agisce contro i nostri diritti e lo farà ancora sulla scia di un “progetto” più grande a cui i nostri politicanti si stanno asservendo. O no? (GLR)


 

Covid, il Consiglio d’Europa censura l’Italia: “Violata la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo”

Una notizia tanto scomoda da essere passata in sordina. Con i Dpcm, il presidente del Consiglio dei ministri ha negato diverse libertà agli italiani. Questo è risaputo da tutti, ma non tutti -anzi probabilmente pochi- sanno della violazione dell’art 15 della CEDU, Convenzione europea dei diritti dell’uomo, da parte delle autorità italiane.

Il 14 settembre 2020, l’Osservatorio permanente sulla Legalità Costituzionale ha presentato un documento al Consiglio d’Europa. Con il suddetto, l’Osservatorio ha posto all’attenzione del Consiglio delle criticità riguardanti le misure adottate dal governo per arginare il Covid.

L’8 ottobre 2020 il Consiglio di Europa conferma la questione sottoposta dall’Osservatorio e riconosce che nella gestione della pandemia lo Stato italiano ha commesso una violazione dell’art.15 CEDU omettendo di segnalare al Segretario generale la sospensione di diritti fondamentali.

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ratificata anche dall’ Italia, prevede -infatti- che tutti gli stati rispettino una serie di libertà fondamentali e l’articolo 15 di questa Convenzione stabilisce che, “in caso di guerra o di un ‘altro grave pericolo pubblico’ che minacci la vita di una nazione, gli stati contraenti possano limitare queste libertà, limitatamente al tempo richiesto dalla situazione e a condizione che tali misure non siano in conflitto con altri obblighi di diritto internazionale. Lo Stato che intenda adottare questa possibilità deve però comunicarlo al Segretario generale del Consiglio d’Europa, informando sulla durata delle misure e illustrandone la proporzionalità”.

L’Italia non non solo non lo ha fatto, ma “ha imposto l’isolamento persino prima dell’11 marzo, quando ancora l’OMS non aveva dichiarato la pandemia”.

Mentre “quasi tutti i Paesi dell’Est hanno introdotto le misure restrittive dopo l’11 marzo e lo hanno comunicato (Estonia, Georgia, Armenia, Serbia, Romania, Repubblica di Moldavia, Repubblica di Macedonia, Lettonia ed Albania). La Francia, ad esempio, non avendo espressamente accettato l’imposizione dell’art. 15, non aveva obbligo di notifica”, riferisce il giornale.it da cui abbiamo ripreso la notizia.

Inoltre, con il riconoscimento riguardante la mancanza italiana da parte del Consiglio d’Europa, “tutti i cittadini italiani colpiti dalle misure illegittime del Governo possono rivolgersi alla Corte Europea di Strasburgo per tutelare i propri diritti violati”, riferisce l’Osservatorio.

In https://www.ilparagone.it/ 6/11/2020

 

 

L’errore che possono commettere persone ancora animate da senso critico e profondamente infastidite dai DPCM di Conte e dalle esagerazioni covidiane è quello di restringere la propria osservazione e opposizione solo al nostro governucolo. Questi due articoli seguenti ( uniti a quelli precedenti sul nostro sito sul “Grande Reset”) ci aiutano a capire meglio che i nostri miseri politicanti agiscono all’interno di un progetto diabolico ben più grande e devastante e che la  Resistenza deve avere una prospettiva molto più ampia e, purtroppo, drammatica dei dpcimmini di Conte ( anche se estremamente deleteri per i nostri diritti).

Ah, dimenticavamo. Sull’inevitabile accusa da parte dei covidioti a chi ragiona di queste cose di essere “negazionisti” e “complottisti” leggete questo fondamentale articolo: Terrore sanitario (8). Contro il dissenso.. (GLR)

 

Il “Great Reset” spiegato facile. Magari così lo capisce anche la stampa mainstream

In questo articolo, speriamo comprensibile cercheremo spiegare quello che è definito come il “Great Reset”, il “Grande azzeramento”, in parole il più possibile semplici ed adatte a non cospiratori. Una volta spiegato lasceremo che il lettore si facci la propria matura opinione e decida cosa pensare e se pensarlo.

Noi, per fortuna, non siamo giornalisti pagati da Gedi (Cioè Elkann – Agnelli) nè da altri gruppi imprenditoriali per cui possiamo permetterci di presentarvi le cose e lasciare che voi decidiate. Tra l’altro lo scrivente è di natura scettico, ma non per questo ignora fenomeni comunque interessanti.

Iniziamo a dire che il termine “Great Reset”, “Grande Azzeramentocome manovra della grande economia è quanto mai azzeccato. Il termine viene usato dal distillato massimo della finanza e dei poteri elevati, dato che è un termine diffuso dal World Economic Forum, cioè da quelle umili persone che organizzano Davos.

Per loro il Great Reset è “Una finestra di opportunità per riplasmare la ripresa post Covid definendo le priorità etc ”. Già il fatto che gli “Stackeholders”, i “Portatori di interessi,” nominati da nessuno si arroghino pubblicamente di decidere i destini del mondo dovrebbe far rabbrividire la gente e spingere la gente in piazza con torce e forconi, ma sorvoliamo.

Se usciamo dalla versione edulcorata di Davos e passiamo a come viene inteso il termine comunemente abbiamo una musica completamente diversa. The Great Reset è un progetto ampiamente finanziato, incredibilmente ambizioso, coordinato a livello internazionale, guidato da alcune delle più grandi multinazionali e attori finanziari del pianeta e portato avanti da organismi statali e ONG cooperanti.

La sua anima è una combinazione di fantascienza dell’inizio del XX secolo, idilliaci manifesti sovietici, l’ossessività di un contabile squilibrato con una dipendenza dal gioco d’azzardo e una versione digitale aggiornata di “Manifest Destiny” “Destino manifesto”.

La ragione matematica delle élite per il Great Reset è che grazie alla tecnologia il pianeta è diventato piccolo e il modello economico di espansione infinita è fallito, ma ovviamente i super ricchi vogliono continuare a rimanere super ricchi, quindi hanno bisogno di un miracolo, un’altra bolla , oltre a un sistema chirurgicamente preciso per la gestione di ciò che percepiscono come “le loro risorse limitate”.

Quindi, vogliono disperatamente una bolla che fornisca nuova crescita dal nulla – letteralmente – mentre contemporaneamente cercano di stringere le cinture dei contadini, uno sforzo che inizia con la “modifica comportamentale”, ovvero il ripristino del senso di diritto dei contadini occidentali alla vita alta standard e libertà (vedi terribile “privilegio”).

La ragione psicologica del grande ripristino è la paura di perdere il controllo della loro proprietà, il pianeta. Per le élite mondiali, che possiedono miliardi e muovono trilioni,  tutto il resto diventa il nulla, formiche ed i loro beni polvere. Alla fine chi è un operaio, un impiegato, un disoccupato, nei confronti di un Bill Gates o di un Soros? Nessuno.

L’obiettivo pratico del Grande Ripristino è quindi quello di ristrutturare radicalmente l’economia mondiale e le relazioni geopolitiche sulla base di due presupposti:

- uno, che ogni elemento della natura e ogni forma di vita sia parte dell’inventario globale (gestito dallo stato presumibilmente benevolo, che, a sua volta, è di proprietà di diversi ricchi improvvisamente benevoli, attraverso la tecnologia), e

- due, che tutto l’inventario deve essere rigorosamente contabilizzato: essere registrato in un database centrale, essere leggibile da uno scanner e facilmente identificabile, ed essere gestito dall’IA (intelligenza artificiale), utilizzando l’ultima “scienza”.

L’obiettivo è quello di contare e poi gestire e controllare in modo efficiente tutte le risorse, persone comprese, su una scala senza precedenti, con un’ansia digitale e una precisione mai viste,  il tutto mentre i padroni , i ricchi, i privilegiati, continuano a fiorire nella loro ricchezza ed a godere un mondo ed una natura liberate dalla fastidiosa presenza degli uomini comuni, elementi parassitari e fastidiosi.

La riforma in questione ha lo scopo di sconvolgere tutti i settori della vita, su scala planetaria: governo, relazioni internazionali, finanza, energia, cibo, medicina, lavoro, urbanistica, immobili, forze dell’ordine, interazioni umane, e inizia con il cambiamento del nostro modo di pensare di noi stessi e del nostro rapporto con il mondo.

Per effettuare questo profondo cambiamento bisognerà distruggere la privacy, ed un primo passaggio per ottenere l’azzeramento della riservatezza sarà proprio lo strumento medico, quello del controllo delle epidemie e delle malattie.

Il risultato finale desiderato è un gigantesco, senza gioia e altamente controllato, trasportatore globale di tutto e di tutti, dove la privacy è tremendamente costosa, il dissenso è impensabile, e la sottomissione spirituale è obbligatoria.

È come una cura medica permanente 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tranne che i farmaci sono sia chimici che digitali, e ti riportano alla nave madre, che può poi punirti per un cattivo comportamento, per esempio bloccandoti l’accesso a certi luoghi o bloccando il tuo conto in banca digitale – forse senza alcun intervento umano. Immaginate una Scientology all’ennesima potenza ed avrete un esempio di questo modo di pensare.

Quindi, a livello sensoriale – per quanto riguarda il denaro e il potere – questo trasportatore è un tentativo dei super ricchi di organizzare e monetizzare i loro “beni”, comprese le persone, in modo più efficiente che mai.

A livello teologico, l’iniziativa è plasmata sul transumanesimo, un sistema di credenze formali fondate sul sentimento patologico per cui tutte le cose naturali sono difettose e quindi devono essere modificate per essere rese perfetti, con una fusione con le macchine che però è la morte stessa del concetto tradizionale di vita.

Questi processi, se resi evidenti, sono assolutamente e totalmente inaccettabili da qualsiasi società ancora minimamente sana. Porterebbero la gente in piazza con i forconi e le torce, come abbiamo scritto, quindi sono spesso nascosti dietro il concetto fumoso di “Sostenibilità” ed in documenti “ambiziosi” (termine ormai che trovate ovunque nella povertà linguistica di queste classi dominanti e che ha sostituito qualsiasi termine positivo, da “Buono” a “Crescita sociale” a “Diritti”), ma chiari e logici come un piano quinquennale di epoca sovietica.

Fa parte di questo disegno tutta la cagnara su Green dealdove si chiede al popolo di sacrificare il proprio benessere e la propria ricchezza sull’altare di un “Bene superiore scientifico” non dimostrato, non spiegato e proprio scientificamente non vero.

Il “Great reset” si basa alla fine sul raggiungimento di un bene superiore, sempre irraggiungibile e che ,soprattutto, non ha nulla a che fare con la vita ed il benessere del popolo immediatamente coinvolto.

Può essere il cambiamento climatico (notare che non si parla di surriscaldamento per non essere presi a pernacchie), la tutela del lamantino a pois, che fino a ieri era ammazzato per permettere ad un pugno di ricchi di mangiarne il filetto a 1000 dollari all’etto, oppure anche una popolazione sconosciuta che qualsiasi di questi ricchi potrebbe fare benestante con le proprie mance, ma che diventa l’ostaggio di politiche demenziali, salvo dimenticarsene dopo sei mesi.

Prendendo come esempio un libro di Asimov , Fondazione e Terra, vogliono trasformare il nostro pianeta in una brutta copia di Solari, pianeta dominato da 100 famiglie isolate, che non condividono nulla, sostanzialmente sterile, anche se apparentemente bellissimo. Una bellezza per pochissimi, da cui la moltitudine è esclusa.

Guido da Landriano  in https://scenarieconomici.it/  3/11/2020

 

 

 

Great Reset e Nuovo Ordine Mondiale. Una breve spiegazione

Prima di iniziare voglio ringraziare l’amico Niccolò Nesi per l’ospitalità e l’opportunità che mi ha dato per condividere con i suoi lettori alcune riflessioni sul Great Reset.

Innanzitutto cos’è il Great Reset. Secondo un report del World Economic Forum dal titolo “Digital Tranformation: Powering the Great Reset”, studio del principale gruppo mondiale di analisi economiche, date le difficoltà di sviluppo economico attribuite alla pandemia la svolta digitale è la protagonista del cambiamento, da qui un Grande Reset delle certezze fin qui acquisite ripensando un mondo diverso.

I termini che usa il sito del WEF, sono poi ancora più incisivi su cosa “debba essere”, ma io direi “è”, il Great Reset, e riporto citando: “the Great Reset initiative has a set of dimensions to build a new social contract that honours the dignityof every human right”  (l’iniziativa Great Reset ha una serie di dimensioni per costruire un nuovo contratto sociale che onori la dignità di ogni diritto umano).

Si inizia a capire. Non solo digitale dunque ma anche un cambiamento del contratto sociale che ci lega tra noi uomini.

Ovviamente viviamo in una economia globalizzata con contratti sociali simili, ma diversi per storia, etnia, religione. Come realizzarlo? Chi lo realizzerà? Un nuovo contratto sociale all’orizzonte dunque frutto di complottisti? Riuniti in Bildemberg? Trilateral Commission? Di società segrete ultranazionali? Di illuminati? Il New World Order è arrivato. E se ne parla, soprattutto ad altissimi livelli.

Sul sito di Mckinsey & Company, sezione Davos, dove si riunisce il WEF, la pagina web titola: “Mckinsey and WEF: the Great Reset”. Gli argomenti trattati riflettono gli argomenti discussi a Davos a giugno 2020 dal WEF, e sono:

1. Cambiamento Climatico: Impatti socioeconomici dovuti alle variazioni climatiche, Un modello di studio dei cambiamenti energetici,

2. Social Justice: Vincere con l’inclusione e la diversità,

3. Pandemia: Covid 19 e implicazioni sul business.


Il Nuovo Ordine Mondiale

Il percorso del Nuovo Ordine Mondiale è già dunque iniziato. Il nuovo strumento di democrazia (ahimè pure di controllo) è il digitale. Nuove forme di lavoro si affacciano (lo smart workingsta per diventare il lavoro per eccellenza), la povertà verrà sconfitta, e ci troveremo sicuramente dentro ai nuovi contratti sociali firmati da entità sovranazionali a cui abbiamo demandato il controllo della nostra sovranità.

È la prima volta nella storia che una rivoluzione non parte del basso. Che il popolo che insorge non autodetermina le sue regole.

Anzi la pandemia ci ha chiuso sui nostri social, la nostra nuova casa, dove il riposizionamento digitale sta prendendo il sopravvento sulle nostre vite. E cambia la creazione di valore economico, e non solo economico, ma sociale.

Veniamo a dare dei dati: si legge che l’aspettativa di vita delle società sul Fortune 500 index è di 15 anni. Negli anni 50 era di 75 anni. La pandemia obbliga dunque l’impresa/l’ente alla digitalizzazione totale. Alla ringenierazzione dei processi in chiave digitale. Lavorando da casa, in campagna o al mare. Non è più dunque un problema di localizzazione del processo produttivo. La produzione in senso stretto, la trasformazione del prodotto a bassissimo valore aggiunto verrà fatta dove la manodopera costa meno, ma il marketing sarà solo digitale.

Ed a questo punto nasce l’esigenza di dare un nuovo contratto sociale perché la gente, l’umanità possa vivere digitalizzata, non libera di scegliere, scegliere anche di sbagliare, non libera della sua proprietà privata, digitalizzata pure quella, non libera di poter esercitare il libero arbitrio ed autodeterminarsi, non libera di essere sovrana sul suo territorio  perché quel territorio sarà digitale.

Un mondo nuovo nato senza rivoluzione, un Nuovo Ordine Mondiale. Dopo il Great Reset.

Grazie a tutti. Ed a Nicola.

PS: noi cittadini invece torniamo a fare i conti con il nuovo DPCM.

Giovanni Alterini, Economista senza cattedra

Niccolò Nesi    in https://www.adhocnews.it/ 2/11/2020

 

 

Ed ora una conclusione fondamentale che cerca di collegare il Grande Reset con il transumanesimo e il postumanesimo: un primo approfondimento. Chi direbbe no al “green deal“, ad un mondo più verde e armonico come vogliono i postumanisti? Ecco, è la storia di ogni dittatura che si presenta sempre come chi vuole “il nostro bene”. Peccato che lo faccia e lo farà con la coercizione, la sorveglianza, la repressione, la distruzione dell’individualità umana e della democrazia, l’iperdigitalizzazione. Peccato che ogni fine, anche il più alto (diciamo così) non giustifica i mezzi devastanti con cui arrivarci.

E poi, chi pensa e progetta il Grande Reset sono miliardari che sono stati da sempre i protagonisti della distruzione della terra. Ci arriviamo a capire? (GLR)

 

Green e Digitale, Rivoluzioni IperUmane – Oltre l’Egoismo, ma senza Libertà

È fatta: PostUmanisti TransUmanisti hanno serrato un accordo per il futuro dell’Umanità.

I PostUmanisti non solo rispettano ed amano gli Animali e la Natura in quanto tali, ritenendoli al pari dell’Uomo parte di un indivisibile destino: infine, aspirano ad una comune fratellanza umana, fondata sull’abbandono dell’Umanesimo inteso come centralità, eccezionalità e superiorità dell’Uomo rispetto agli altri esseri viventi ed alla Natura, da realizzare attraverso una comune spiritualità umana che superi le divisioni tra le Religioni storiche fondate sulla Trascendenza, per condividere un unico Disegno Divino.

Dal punto meramente economico, l’eguaglianza tra i popoli implica che tutti debbano avere la medesima capacità di accesso alle risorse naturali: poiché queste sono limitate, c’è bisogno di un violentissimo taglio ai consumi insostenibili, alla continua rincorsa tra consumi e produzione. La libertà economica dell’Uomo, la stessa Proprietà intesa come garanzia prevista nelle Costituzioni liberali di poter disporre dei beni a proprio piacimento e di appropriarsene senza limiti, va rimessa in discussione.

Gli stessi Stati nazionali, aggregazioni territoriali di interessi egoistici, devono contestualmente deperire: per garantire il PostUmanesimo serve un sistema globale; non basta una spiritualità comune, ma obiettivi, vincoli e limiti comuni sulle attività umane, di ciascun Uomo.

L’Io egoistico dell’Umanesimo, che si manifesta tale sia nelle relazioni con gli altri Uomini sia nei confronti della Natura, va superato: ne derivano sia la eliminazione delle precedenti libertà economiche che l’introduzione di nuovi obiettivi di sviluppo, equi e sostenibili,

Si passa così dall’Io all’Uomo: dalla Persona che cerca e teme la sua Redenzione nell’Aldilà, all’Umanità che persegue destini giusti, comuni ed indivisibili.

TransUmanisti hanno invece forzato, tendenzialmente all’infinito, il paradigma dell’Umanesimo fondato sulla Libertà della Scienza e sulla Superiorità dell’Uomo, al fine di emendarne le debolezze e le limitatezze umane: non basta l’adattamento darwiniano, la selezione naturale della specie.

E’ possibile, e necessario, forzare, manipolare per via scientifica e tecnologica la Natura e dunque anche l’Uomo: si è passati dalla ricerche genetiche volte a curare le malattie, idonee anche a selezionare le discendenze di razza, alla Creazione della Vita in laboratorio; dall’allungamento della Vita umana alla ricerca dell’Immortalità.

Una Immortalità che può essere raggiunta anche privando l’Uomo del suo sostrato naturale, del suo Corpo mortale e perciò limitato e limitante, con la creazione di macchine capaci di imitare l’Uomo, di apprendere autonomamente (self-learning machine) e di superarlo in capacità di elaborazione e memoria.

L’Intelligenza Artificiale, la tecnologia informatica e di telecomunicazione che ha una capacità smisurata di memoria e di elaborazione, continuamente alimentata da miliardi di miliardi di dati, rende teoricamente possibile la conoscenza di tutto ciò che accade, e la possibilità di condizionare le attività umane.

Influire sulle comunicazioni personali, contrastando le fake-news e sospendendo temporaneamente o definitivamente gli utenti da un social network (deplatforming), dopo aver analizzato e selezionato i contenuti dei messaggi, rappresenta una nuova e corrispondente limitazione della Libertà, quella di manifestazione del pensiero con ogni mezzo che è un altrettanto fondamentale pilastro delle Costituzioni liberali. Le piattaforme informatiche, attraverso la Intelligenza artificiale, sono uno strumento di vigilanza, controllo e repressione.

Niente più crescita insostenibile, quella derivante dalla scarsità delle risorse del Pianeta Terra di fronte alla aggressione quotidiana portata dalla attività umana.

E’ la fine dell’Egoismo, dell’Individualismo, e dell’Umanesimo. E’ la fine della fiducia sconfinata nella Ragione, nella capacità dell’Uomo di risolvere ogni problema con la Tecnica, con la capacità di manipolare la Natura addentrandosi nelle sue Leggi.

Niente più centralità dell’Individuo, con la libertà di manifestazione del pensiero su cui si fonda la democrazia liberale: il paradigma PostUmanistico, che va oltre la spiritualità facendosi progetto politico globale ed immodificabile, con i rapporti con la Natura e fra gli Uomini rispettivamente fondati sulla sostenibilità e sulla equità, si coniuga con le visioni e con le risorse tecniche TransUmanistiche, che abilitano la raccolta dei dati e la loro elaborazione, la vigilanza e la repressione delle idee non coerenti.

L’Umanesimo va abbattuto: la Civiltà europea si arrende all’ingresso della Cina nel panorama mondiale, imponendo una duplice rivoluzione: per un verso, infatti, non solo non ci sono risorse per tutti ed il processo di crescita economica che abbiamo conosciuto finora non è più sostenibile; per l’altro, i conflitti tipici della democrazia e delle libertà democratiche sono potenzialmente distruttivi dello stesso sistema cinese.

L’Umanesimo va dunque abbattuto, combinando gli opposti, PostUmanesimo e TransUmanesimo:

la Rivoluzione Green persegue la Sostenibilità e l’Equità, la Rivoluzione digitale assicura la Vigilanza e la Repressione.

Guido Salerno Aletta  in   https://www.teleborsa.it/Editoriali/ 30/9/2020

 

ANNO I DEL REGIME SANITARIO

 

 

 

“Gli uomini possono essere manipolati in tutti i modi. Solo una mente disciplinata può davvero discernere la realtà.”

George Orwell (1903- 1950), scrittore e giornalista britannico, testo in 1984

 

 

 

Sul nostro sito (e  nel mondo dei social liberi) c’è già tanto altro materiale informativo scientifico e tante proposte di riflessione per continuare l’approfondimento e la formazione di un pensiero autonomo. Basta “navigare” cliccando ai “tag” in fondo a questa pagina ( in particolare  “normalizzazione”, “grande reset”, “economia”) e sugli articoli elencati nel menù a latoBuona Resistenza! (GLR)

In particolare leggi:

Considerazioni al tempo del regime sanitario (3). Il potere fa ciò che vuole...

Sapevano tutto! E noi ci fidiamo ancora di questi.

Dittatura digitale (4). Lo schock pandemico

Terrore sanitario (30). Togliere piano piano la libertà


 




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