Ripubblichiamo e aggiorniamo questo articolo visti i nuovi summovimenti governativi sui contagi con insistenza parossistica sulla mascherina e la minaccia di un nuovo lockdown. Non pensiate che loro abbandonino l’idea di un nuovo regime sanitario dietro il paravento del virus.

 

Fascismo in mascherina

Dopo anni di ridicole ossessioni per un immaginario ritorno del fascismo, ora ve lo ritrovate a casa e nemmeno l’avete riconosciuto. Pensavate che sarebbe apparso in fez e camicia nera e invece indossa la mascherina chirurgica; credevate che avrebbe tentato di impaurirvi con l’invasione di un nemico in carne ed ossa, fosse anche un esercito di migranti, e invece vi mette davanti un “nemico invisibile”.

D’altronde i tempi cambiano, e con loro i mezzi per suscitare la nostra paura atavica della morte.

Ora non voglio entrare nel merito dell’epidemia, degli errori statistici che si stanno compiendo (se i tamponi vengono fatti solo sui pazienti gravi perché non si hanno i mezzi per farli su tutti, è ovvio che la mortalità relativa risulta più alta), né sulle stringenti misure adottate perché non si sa che pesci prendere con un sistema sanitario indebolito – non solo in Italia – per rispettare i vincoli di bilancio (è grottesco che prima vengono chiusi gli ospedali “per risparmiare” e adesso si devono riaprire in quattro e quattr’otto), né tantomeno vorrei esortarvi a non seguire le regole imposte: state a casa. Seguite il mantra. State a casa e non trasgredite la legge.

Ma, vi prego, NON SIATENE COMPLICI.

Ubbidite, ma rimanete attentissimi, svegli, critici, senza farvi sopraffare dalla paura, perché da che mondo è mondo la paura è l’arma del tiranno.

Non inveite, dunque, contro chi fa jogging o porta a pisciare il cane, facendovi strumento di un Potere che incanala la vostra frustrazione da isolamento verso innocui individui che non vanno a influire minimamente sul contagio, e soprattutto non fatevi gendarmi di questo regime andando a denunciare chi esce a fare una passeggiata solitaria.

Non arrivate, vi prego, al punto di invocare addirittura la presenza dei militari nelle città… I MILITARI! Ma vi rendete conto della follia? L’esercito per le strade a controllarci uno per uno, la legge marziale invocata dal popolo stesso: il sogno di ogni dittatore.

E come se non bastasse, ormai proni a ogni privazione di libertà, desiderate perfino che vengano monitorati, con apposite app su smartphone o con gli odiosi droni, gli spostamenti di ogni cittadino/untore, voi compresi. Per sempre. Perché sapete bene che una cosa del genere sarà per sempre.

Vi prego, prendetevi a schiaffi (forti), e svegliatevi: molte delle libertà che ci stanno togliendo ora a suon di decreti (di fatto esautorando il parlamento di ogni potere) non verranno più restituite, come del resto è accaduto a livello mondiale negli ultimi vent’anni grazie all’altra grande “paura”, quella del terrorismo, con lo slogan “For your safety – Per la vostra sicurezza”.

E sarete proprio voi, se non vi sveglierete, a non volere più quelle libertà, anzi vi farete complici di ulteriori soprusi e accorrerete in massa gioiosi a farvi impiantare un microchip sottopelle, per dirne una. Perché la dittatura perfetta non comanda, ma mette il suddito nelle condizioni di desiderarla.

Dunque rispettiamo la legge, stiamo a casa, ma senza paura. Osserviamo con spirito critico ciò che accade e rimaniamo sempre implacabilmente all’erta, pronti a ribellarci (certo ora è impossibile, vietatissimo, perché tutti i moti di ribellione mondiali, anche i più perniciosi, sono stati messi a tacere in un sol colpo grazie al virus, guarda un po’).

Il fascismo del ventunesimo secolo è proprio questo. Lo so, non è pittoresco come quello di cent’anni fa, non ha un dittatore ben individuato da appendere a testa in giù, ma è frutto di un Potere acefalo, globale e indefinito, che però utilizza sempre la stessa arma della paura, mettendoci l’uno contro l’altro.

Ventinove Partigiani impiccati a Figline (FI) dai tedeschi il 6/9/1944

“Siamo in guerra” ci ripetono fino alla nausea, fino al punto di farcelo credere veramente, amplificando ad arte la paura della morte per farci accogliere acriticamente qualunque “legge speciale” (solo il nome mi mette i brividi).

E invece no. Invece, quando ci sentiamo sopraffatti dalla paura al punto di accettare – o peggio, di invocare – qualunque privazione di libertà, fermiamoci a pensare a tutti gli uomini che sono morti per donarcela.

Pensiamo che adesso noi stiamo compiendo proprio il processo inverso: per paura di morire, rinunciamo a quella libertà per la quale altri sono morti senza paura, perché combattevano per un’ideale che andava oltre l’attaccamento alla vita. Pensiamo a loro, e fermiamoci a respirare, e a riflettere quantomeno.

Finora abbiamo data per scontata la libertà che avevamo, non ce ne siamo quasi accorti, e forse è arrivato il momento di rendercene conto. Almeno saremo pronti, e con le idee chiare, per ciò che accadrà dopo.

Orlando Donfrancesco, farmacista e scrittore membro della Società Italiana della Medicina Antroposofica

19/4/2020 in  https://aiutobonariacomposizione.altervista.org/blog

 

 

Scuole in maschera!

Tempo di regime: rassegnazione e subordinazione. Separazione e distanza di insicurezza e tanti si adeguano al peggio.

Accade in Italia nell’anno 2020: tutti gli studenti di età superiore ai 6 anni dovranno indossare una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione. Grillina o grullina? Ha sentenziato la ministra Azzolina: «La mascherina è fondamentale laddove il distanziamento non c’è».

Eppure la scienza attesta che le mascherine sono un rimedio inutile, inefficace, inadeguato:

( Vedi: https://wwwnc.cdc.gov/eid/article/26/5/19-0994_article ).

Quale contagio? Il nuovo coronavirus (Sars CoV2) confuso negli atti ufficiali dai politicanti italidioti con la malattia Covid 19, certifica il livello spaventoso di ignoranza istituzionale e la situazione di degrado scolastico.

Il passaggio dalla democrazia incompiuta alla tecnocrazia telecomandata è quantomeno oscuro. Si implementa il controllo sociale attraverso la sorveglianza elettronica sulla base di un maldestro pretesto, addirittura di un pericolo non dimostrato.

«La misura del distanziamento fisico, inteso come distanza minima di un metro tra le rime buccali degli alunni, rimane uno dei punti di primaria importanza nelle azioni di prevenzione del contenimento epidemico», così lo stesso Cts nella riunione del 12 agosto scorso. Nel medesimo verbale il Cts sottolinea comunque che “in tutte le eventuali situazioni temporanee in cui dovesse risultare impossibile garantire il distanziamento fisico, lo strumento di prevenzione cardine da adottare rimane l’utilizzo della mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico”.

Perché a marzo hanno chiuso tutte le scuole se una banale mascherina bastava a garantire la sicurezza?

Perché traumatizzare a vita infanzia e adolescenza con dosi massicce di paura che provocano angoscia?

Perché a dettare legge è un comitato di “esperti” eterodiretti in palese conflitto di interessi, ma non il Parlamento? Perché la popolazione non mette in atto la ribellione? Perché il potere politico calpesta impunemente la Costituzione repubblicana?

L’unico antidoto per non soccombere è la disobbedienza civile sulla base del pensiero critico.

Gianni Lannes      in    http://sulatestagiannilannes.blogspot.com   16/8/2020


ANNO I DEL REGIME SANITARIO

 

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire partecipare. Chi vive veramente non può non essere cittadino partecipe. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera…

Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente…”

Antonio Gramsci (1891- 1937), filosofo e politico

 

 


 

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Il filosofo rivoluzionario: ANTONIO GRAMSCI

 

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